"Josefine e io" è un romanzo di Hans Magnus Enzensberger, edito dalla casa editrice Einaudi nel 2010.
La narrazione prende avvio da un tentato scippo subito dall'anziana Josefine e sventato da Joachim, che, a titolo di ringraziamento, viene invitato il giorno successivo a prendere un tè. Ad accogliere il giovane visitatore al civico di Kastanienallee 12, c'è un immobile dalle persiane verdi, dai balconi arrugginiti, un giardino soggetto alla totale incuria e un impianto di riscaldamento non funzionante. L'incuria della casa contrasta con l'eleganza e l'aura di fascino e mistero che circonda l'anziana ospite, la quale propone al giovane un appuntamento settimanale.
"Temo che questa vecchiarda sia un tipo molto particolare di femme fatale: non voglio saperne di lei, è vero, ma non riesco a dimenticarla. È la sua scontata loquacità a incantarmi. Non conosce autocensura. E questo è il motivo per cui ce l'ho con lei e per cui - a malincuore! con riluttanza! - l'ammiro".
Durante gli incontri, oltre a permettere che episodi personali delle rispettive vite vengano a galla, i due protagonisti del romanzo affrontano svariati argomenti, peraltro sempre attuali e importanti: si passa, infatti, dal marxismo alle persecuzioni degli ebrei, dalla musica all'illusione della reciprocità, dal rapporto con il denaro all'ateismo, dal razzismo all'incapacità dell'uomo di imparare dai propri errori.
Su questi incontri vigila la fedele governante di Josefine, Fryda. Discreta, silenziosa e protettiva, la donna si muove tra le stanze della dimora decadente e si prende cura dell'anziana datrice di lavoro.
“Mi ha notato solo in quel momento e ho creduto di vederle le lacrime agli occhi. Ma questa volta erano lacrime di rabbia [...] Non tollerava la presenza di testimoni delle sue debolezze”.
Josefine è un personaggio che incanta anche il lettore: brusca, austera, diretta. È una donna ancorata al passato, che ha vissuto innumerevoli esperienze, ma anche ricca di contraddizioni. Sono convinta che, nonostante si scopra pian piano molto della sua vita, sia lei a condurre il gioco durante i colloqui, svelando solo quello che ritiene necessario che gli altri conoscano.
Varie sono infatti, le tematiche trattate: in particolare, è possibile citare la decadenza sociale e fisica, la riservatezza, la generosità e la solitudine.
Sullo sfondo la Germania subito dopo il crollo del muro di Berlino e un finale inevitabile, ma anche misterioso e malinconico.
Un romanzo scritto sotto forma di diario, ma ricco di dialoghi, con una prosa incisiva, che regala spunti di riflessione in gran quantità e un personaggio femminile indimenticabile, almeno per me. Mi ritrovo in numerosi tratti caratteriali di Josefine e, come un buon Narciso, non posso non amare la mia immagine riflessa da queste pagine.