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Novecento. Lezioni di storia contemporanea
Il volume ripercorre il XX secolo e l’inizio del XXI, dalla Grande Guerra a oggi, in una prospettiva globale, con attenzione all’evidenza dei fatti e alla varietà delle interpretazioni. Dapprima la «guerra dei trent’anni» fra le due guerre mondiali vede il diffondersi del principio nazionale, il risveglio dei popoli colonizzati, i conflitti che attraversano i regimi di massa mettendo a confronto democrazie e totalitarismi. Cessata la guerra, il mondo rinasce diviso, in una competizione globale e senza tregua tra est e ovest. Su questo sfondo, lo sviluppo accelerato, la decolonizzazione, l’ascesa e il declino dell’impero americano. Infine, dopo la dissoluzione del comunismo, impallidiscono le antiche fratture ideologiche e all’insegna del pensiero unico neoliberale si afferma la ricchezza finanziaria, tramonta il welfare e si acuiscono le disuguaglianze sociali. Nuovi equilibri stanno rendendo l’Occidente provincia del mondo, mentre si fa strada un aggressivo e inedito islamismo.
(source: https://www.mulino.it/isbn/9788815241504)
(source: https://www.mulino.it/isbn/9788815241504)
- GenresHistory
698 pages, Paperback
Published January 1, 2014
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Community Reviews
Displaying 1 - 4 of 4 reviews
May 17, 2022
Scrivo una sola recensione per entrambi i Volumi de Le Lezioni di Storia Contemporanea.
Il libro parte con un assunto interessante e anche condivisibile, solo che si perde immediatamente con retorica spicciola e molta faziosità.
Probabilmente è giusto dire che la storia contemporanea è anche L'età dei diritti, ma diventa fazioso praticamente parlare solo di questo, socialmente quando si incensano a fuori ogni misura i casi a favore della propria tesi e si passa velocemente su quelli che li sconfessano.
Si tratta di un libro che vuole essere una Lezione di storia e invece si rivela solamente una paternale infinita, sessista, classista, razzista e inaccettabile. Si tratta di un libro inaccettabile perché si presenta come un libro di storia ma non porta una fonte che sia una, note o dei rimandi bibliografici agli argomenti trattati in modo sbrigativo.
Per non parlare poi dello spazio eccessivo che dedica a certi argomenti, per poi limitarsi ad accennare ad eventi ben più importanti. O come quando afferma di non voler spiegare le cause della crisi del 29 perché "sono troppe e troppe sarebbero le risposte", affermazione che non dovrebbe mai esistere in un libro di storia.
Potrei capire questo atteggiamento se si parlasse di un libricino, appunto di alcune lezioni brevi, ma si sta qui parlando di un libro di oltre mille pagine. È inaccettabile lasciare il lettore senza alcuno strumento per capire i fenomeni economici che caratterizzano l'età contemporanea, che non vengono forniti ne direttamente (tramite la prosa) ne indirettamente (tramite note, fonti o riferimenti bibliografici)
Altra cosa che mi ha "letteralmente steso" per tutta la lettura (oltre al trattamento che da ai movimenti popolari di sinistra) è che critica e rimarca la dicotomia del pensiero socialista/comunista senza accorgersi che per tutto il libro lui stesso da una visione dicotomica della storia contemporanea, dividendo il mondo tra ideologia democratica e antidemocratica.
Spero che questo libro possa fare pochissimi danni agli studenti universitari che sono stati, sono attualmente e saranno costretti a doverlo studiare per gli esami universitari.
Finisco dicendo: immagina scrivere 1000 pagine in cui vuoi fare una paternale al lettore e parlare solo di cambiamenti istituzionali. Immagina non parlare mai di letteratura, filosofia, arte e cambiamenti sociali.
Romanelli vattene affanculo va, solo da scienze politiche poteva uscire un fascista bastardo come te.
Ah dimenticavo, ultimo P.S: immagina rompere i coglioni con la tua morale da fascista di merda per 10 pagine sulle "atrocità" dell'armata Rossa dal 43 al 45, per poi concludere il capitolo sulla seconda guerra mondiale solo citando le due bombe nucleari e citare solo 200 pagine dopo il fatto che fino ad ora siano state usate per scopi militari solo in quella occasione, non parlare dei danni immediati o degli effetti a lungo termine.
Il libro parte con un assunto interessante e anche condivisibile, solo che si perde immediatamente con retorica spicciola e molta faziosità.
Probabilmente è giusto dire che la storia contemporanea è anche L'età dei diritti, ma diventa fazioso praticamente parlare solo di questo, socialmente quando si incensano a fuori ogni misura i casi a favore della propria tesi e si passa velocemente su quelli che li sconfessano.
Si tratta di un libro che vuole essere una Lezione di storia e invece si rivela solamente una paternale infinita, sessista, classista, razzista e inaccettabile. Si tratta di un libro inaccettabile perché si presenta come un libro di storia ma non porta una fonte che sia una, note o dei rimandi bibliografici agli argomenti trattati in modo sbrigativo.
Per non parlare poi dello spazio eccessivo che dedica a certi argomenti, per poi limitarsi ad accennare ad eventi ben più importanti. O come quando afferma di non voler spiegare le cause della crisi del 29 perché "sono troppe e troppe sarebbero le risposte", affermazione che non dovrebbe mai esistere in un libro di storia.
Potrei capire questo atteggiamento se si parlasse di un libricino, appunto di alcune lezioni brevi, ma si sta qui parlando di un libro di oltre mille pagine. È inaccettabile lasciare il lettore senza alcuno strumento per capire i fenomeni economici che caratterizzano l'età contemporanea, che non vengono forniti ne direttamente (tramite la prosa) ne indirettamente (tramite note, fonti o riferimenti bibliografici)
Altra cosa che mi ha "letteralmente steso" per tutta la lettura (oltre al trattamento che da ai movimenti popolari di sinistra) è che critica e rimarca la dicotomia del pensiero socialista/comunista senza accorgersi che per tutto il libro lui stesso da una visione dicotomica della storia contemporanea, dividendo il mondo tra ideologia democratica e antidemocratica.
Spero che questo libro possa fare pochissimi danni agli studenti universitari che sono stati, sono attualmente e saranno costretti a doverlo studiare per gli esami universitari.
Finisco dicendo: immagina scrivere 1000 pagine in cui vuoi fare una paternale al lettore e parlare solo di cambiamenti istituzionali. Immagina non parlare mai di letteratura, filosofia, arte e cambiamenti sociali.
Romanelli vattene affanculo va, solo da scienze politiche poteva uscire un fascista bastardo come te.
Ah dimenticavo, ultimo P.S: immagina rompere i coglioni con la tua morale da fascista di merda per 10 pagine sulle "atrocità" dell'armata Rossa dal 43 al 45, per poi concludere il capitolo sulla seconda guerra mondiale solo citando le due bombe nucleari e citare solo 200 pagine dopo il fatto che fino ad ora siano state usate per scopi militari solo in quella occasione, non parlare dei danni immediati o degli effetti a lungo termine.
September 10, 2016
Un testo di storia veramente interessante, quello di Romanelli si configura come un discorso - a mio avviso di stampo marxista - di rilettura della storia contemporanea a partire dalla Rivoluzione del 1789 ai giorni nostri, volta a sottolineare come in nuce alla rivoluzione storica fossero già tutte le dinamiche che hanno portato agli assetti geopolitici e storici odierni.
Di lettura molto scorrevole, l'unico problema riscontrato è la lunghezza del testo in sé, che con quasi 700 pagine potrebbe scoraggiare il lettore casuale o anche lo studente. Nota positiva, le carte geografiche e temAtiche riportate come inserti, che aiutano a meglio collocare gli eventi storici.
Di lettura molto scorrevole, l'unico problema riscontrato è la lunghezza del testo in sé, che con quasi 700 pagine potrebbe scoraggiare il lettore casuale o anche lo studente. Nota positiva, le carte geografiche e temAtiche riportate come inserti, che aiutano a meglio collocare gli eventi storici.
June 22, 2024
L’esame è andato molto bene!
August 25, 2026
Non voglio scrivere una recensione completamente esaustiva di tutti i problemi di questo e del precedente manuale storico visto che richiederebbe una mole di tempo nettamente più alta della utilità di questa recensione.
Allo stesso tempo però voglio precisare qualche concetto importante: primo fra tutti la totale faziosità e revisionismo di questo libro. nel manuale si vede un totale astio verso ogni movimento, di matrice popolare contro potere e specialmente di matrice socialità o marxista. ora ovviamente non è che bisogna avere una opinione positiva di queste ideologie però non bisogna neanche mostrarne un astio tale da rimarcare con critiche o perfino battutine ogni volta che vengono nominate. Ed inoltre bisognerebbe spiegarle in maniera corretta mostrando i loro caratteri. cosa che non avviene ed anzi si possono vedere omissioni, generalizzazioni o perfino revisioni personali dei loro contenuti. Ora si potrebbe bollare questo fatto come periferico ma quando si va a notare che le omissioni o perfino revisioni di interi fatti storici avvengono in maniera sistematica verso qualsiasi cosa che attaccherebbe la tesi del libro si va a delineare la completa non validità di questo manuale (perché si il non nominare le ingerenze o proprio pianificazioni della cia e delle forze governative Italo americane negli attentati ed in in generale in tutta la democrazia italiana è pura revisione e propaganda storica)
Questa revisione avviene sia per il non mettere informazioni storiche o propio con affermazioni e interpretazioni false in partenza. adesso una piccola affermazione più personale su Romanelli: si prepari al futuro dove dei veri storici (a differenza sua) che magari avranno avuto la sfortuna come me di studiare dai suoi manuali potranno bollare la sua tesi così faziosa e antistorica, (che aggiungo viene praticamente auto confutata da l’autore stesso senza che se renda conto) come un tentativo malsano di revisionismo storico con affermazioni che verrano ampiamente giudicate dalla vera storia poiché affermazioni come “ c’era del vero nella affermazione israeliana per la quale ” possono avere spazio solo negli annali criminali della storia
Allo stesso tempo però voglio precisare qualche concetto importante: primo fra tutti la totale faziosità e revisionismo di questo libro. nel manuale si vede un totale astio verso ogni movimento, di matrice popolare contro potere e specialmente di matrice socialità o marxista. ora ovviamente non è che bisogna avere una opinione positiva di queste ideologie però non bisogna neanche mostrarne un astio tale da rimarcare con critiche o perfino battutine ogni volta che vengono nominate. Ed inoltre bisognerebbe spiegarle in maniera corretta mostrando i loro caratteri. cosa che non avviene ed anzi si possono vedere omissioni, generalizzazioni o perfino revisioni personali dei loro contenuti. Ora si potrebbe bollare questo fatto come periferico ma quando si va a notare che le omissioni o perfino revisioni di interi fatti storici avvengono in maniera sistematica verso qualsiasi cosa che attaccherebbe la tesi del libro si va a delineare la completa non validità di questo manuale (perché si il non nominare le ingerenze o proprio pianificazioni della cia e delle forze governative Italo americane negli attentati ed in in generale in tutta la democrazia italiana è pura revisione e propaganda storica)
Questa revisione avviene sia per il non mettere informazioni storiche o propio con affermazioni e interpretazioni false in partenza. adesso una piccola affermazione più personale su Romanelli: si prepari al futuro dove dei veri storici (a differenza sua) che magari avranno avuto la sfortuna come me di studiare dai suoi manuali potranno bollare la sua tesi così faziosa e antistorica, (che aggiungo viene praticamente auto confutata da l’autore stesso senza che se renda conto) come un tentativo malsano di revisionismo storico con affermazioni che verrano ampiamente giudicate dalla vera storia poiché affermazioni come “ c’era del vero nella affermazione israeliana per la quale ” possono avere spazio solo negli annali criminali della storia
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