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Mio padre era fascista

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«Quando, dopo la sua morte, ho letto il diario che aveva custodito nel segreto per tutta la vita, mi è parso di avere una percezione più chiara del tormento che ha dilaniato per decenni mio padre fascista, prigioniero a Coltano dopo aver combattuto, ventenne o poco più, dalla parte dei "ragazzi di Salò". «Ho capito che cosa abbia rappresentato per lui il dolore di essere stato internato in quel campo per i vinti della Rsi vicino alla "gabbia del gorilla" in cui era rinchiuso Ezra Pound. Ho capito quanto abbia sanguinato il suo cuore di sconfitto, di "esule in Patria" nell'Italia in cui era un borghese integrato, maniacalmente attaccato alla civiltà delle buone maniere, ma covando il sentimento di un'apocalisse interiore da cui non si sarebbe mai affrancato. Ho capito quanto sia stata aspra e dolorosa la mia rottura con lui e quanto mi pesi, ancora oggi, il fardello di una riconciliazione mancata. «Allora ho pensato che fosse giunto il momento di raccontare, con i miei occhi e il mio modo di sentire le cose della vita, chi fosse mio padre fascista e cosa pensasse nell'Italia che non credeva più nei miti in cui lui era cresciuto. Che rapporto ricco e difficile avesse instaurato con i suoi figli. Che cosa abbia significato per me essere figlio di un fascista, e vergognarsi di avere provato vergogna per i padri che abbiamo tradito andandocene da un'altra parte, e che invece hanno vissuto con dignità, coraggio e coerenza la loro solitudine. «Per scoprire, alla fine, che gli esseri umani non sono monoliti, figure unidimensionali sulle quali incollare un'etichetta semplificatrice, ma persone vitali e vitalmente piene di contraddizioni. E per capire che i concetti più cari a noi italiani, la "parte giusta" e la "parte sbagliata", sono molto più friabili e complicati di quanto ci piacerebbe immaginare.» Pierluigi Battista riapre le ferite di un rapporto irrisolto con il padre fascista, e gli concede idealmente l'onore delle armi. Così, riannoda i fili spezzati di una tormentata vicenda familiare e trova un modo adulto di confrontarsi, in un libro indimenticabile, con un pezzo non meno tormentato della nostra storia.

168 pages, Paperback

First published January 26, 2016

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for paper0r0ss0.
654 reviews58 followers
February 8, 2022
Non ricordo perche' abbia comprato tempo addietro questo libro come remainder. Per il titolo, per l'argomento o chissa' che. Alla fine leggendolo, mi sono trovato davanti a un tributo; tributo a un padre evidentemente molto amato e, nonostante gli errori commessi, accettato. L'affetto e l'indulgenza filiali non nascondono o giustificano le "colpe ideologiche" del genitore ma, come e' probabilmente ovvio, le riposizionano nell'alveo di una vita vissuta da persona per bene ma non perbenista e da sconfitto. Ecco quindi che alcune belle pagine sui conflitti padre-figlio travalicano il plot del libro e lo rendono piu' apprezzabile.
Profile Image for UnCinemaDaily.
14 reviews
August 12, 2017
Un tema che, in Italia, o si tratta con le pinze o lo si sostiene come vivessimo ancora negli anni in cui esplose. In tale libro si cerca di fare altro, tentando di capire il perché di un padre così rigido ma allo stesso tempo composto.
Profile Image for Ratratrat.
625 reviews8 followers
January 10, 2023
preso a prestito in biblioteca. Ci racconta un mondo, quello del padre fascista e che ci credeva fino a diventare repubblichino. E quello del figlio, antifascista e contestatore forse anche per reazione. E del suo tentativo di comprendere almeno in parte il padre.
Al di là della loro storia personale, mi sono venuti in mente pensieri per analogia. Il padre che chiama i luoghi col loro precedente nome : Littoria per Latina , viale dell'Impero(?) per via de Fori imperiali mi ricorda i triestini che continuano a chiamare Molo san Carlo il Molo Audace e via del torrente via Carducci, il ripetere ossessivo " la storia la scrivono i vincitori" come a dire che se avessero vinto i loro la storia sarebbe raccontata diversamente : il che è pure vero, ma la storia è una , non si mente. Si sceglie al massimo cosa raccontare. E ancora: Io sono cresciuta in un generazione che vedeva nel Risorgimento la rinascita d'Italia, in cui non si poteva parlar male di Garibaldi e si esaltava la vittoria nella prima guerra mondiale, una generazione dopo sono comparsi i libri che smitizzarono il tutto criticandolo. Mi chiedo se fra una generazione non accadrà lo stesso con la Resistenza.
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Profile Image for Romanzoapranzo.
86 reviews1 follower
January 12, 2024
Condividere e comprendere: un oceano etimologico divide queste due parole, troppo spesso confuse. Grandi problemi e incomprensioni nascono quando erroneamente si pensa che a una segua matematicamente l’altra; un’apocalisse è pronta ad esplodere se ciò avviene quando si parla di Storia. In particolare di quella del Novecento. Mio padre era fascista di Pierluigi Battista è un esercizio, non facile, di comprensione nella più pura e alta delle sue definizioni: capire l’animo e i sentimenti di una persona, al di là delle sue scelte. Un’opera di disarmo,viste le parti chiamate in causa.

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