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241 pages, Kindle Edition
First published November 17, 2014
«Non sai quanto mi dispiace per quest’orribile incidente! Sono così maldestra a volte!» sghignazzai davanti al suo sguardo ancora incredulo.
Senza nemmeno chiedere, gli adagiai l’asciugamano sul petto.
«Cazzo, ma è ghiacciato!» si agitò subito Devon.
«Con un fisico come il tuo, non credevo fossi così… sensibile» sorrisi non riuscendo più a nascondere il compiacimento che provavo. Ancora leggermente insoddisfatta, strizzai l’asciugamano, bagnandogli completamente il petto.
«Ma che diavolo stai facendo?» si agitò ancora di più tirando giù le lenzuola che si erano bagnate, mettendo in luce i suoi boxers che si stavano velocemente inzuppando.
«Oh Dio, ma non mi avevi detto che soffrivi d’incontinenza!» mi preoccupai mettendomi una mano sulla bocca per soffocare una risata.
«Ma che cazzo stai dicendo? È acqua, scema!» s’imbarazzò Devon cercando di ricoprirsi e lanciandomi l’asciugamano addosso.
«Devon, può capitare a tutti. Non devi vergognarti. Sono sicura che con una visita da un bravo urologo si risolve tutto. Magari c’è solo da cambiare una guarnizione, così non fai più pipì nel letto. Nel frattempo potresti usare dei pannolini… Sai, quelli per anziani…».
«Fuori di qua!» gridò a pieni polmoni ormai furibondo.
«Come desideri… padrone» sussurrai con un inchino prima di correre verso la porta e uscire definitivamente da quella stanza.
«Loro non mi capiscono. Per loro dovrei andare a fare la cassiera in un supermercato per il resto della vita e rinunciare ai miei sogni. Ma io non sono così! Io voglio diventare qualcuno, capisci? Voglio provare a farcela nella vita e non ad accontentarmi del primo misero impiego senza prospettive di carriera o altro! Io voglio diventare una Event Manager! Voglio organizzare eventi e feste per aziende, magari fare anche la wedding planner… Non lo so. Voglio mettermi in proprio, testare le mie capacità, vedere dove arrivo con le mie sole forze…» cercai di spiegare mentre sentivo le lacrime brucianti della sconfitta scivolarmi sulle guance. A un certo punto le parole mi rimasero bloccate in gola e non riuscii più a proseguire.
Mi nascosi il viso tra le mani tremanti e sentii Devon avvolgermi con un forte abbraccio.
Mi sfiorò i capelli facendomi appoggiare la testa alla sua spalla, mentre con l’altra mano cominciò ad accarezzarmi la schiena delicatamente con ampi movimenti verticali che mi fecero sciogliere ancora di più.
«Olivia» soffiò Devon con tono sinceramente affranto tra i miei capelli.
La sua voce mi toccò il cuore e scoppiai a piangere senza riserve stringendolo a me incurante dei nostri ruoli al di fuori di quell’abbraccio.
Singhiozzai disperatamente e mi aggrappai a lui come se fosse un salvagente in mare aperto.
Lo sentii chiamarmi e pregare di calmarmi, che mi avrebbe aiutato a trovare una soluzione, che ero troppo speciale e in gamba per lasciarmi andare in quel modo.
«Non posso credere che la Olivia che conosco si arrenda così facilmente! Proprio lei che non ha mai rispettato la mia autorità, arrivando addirittura a farmi prendere un infarto con un ragno di plastica o che ha passato la prima settimana a darmi dello stronzo incurante di chi fossi».
Ripensando ai nostri momenti passati insieme e ai nostri continui alterchi, non potei trattenere una risata.
Mi staccai da Devon e lui mi prese il viso tra le mani spingendomi a guardarlo negli occhi.
«La mia Olivia non smetterebbe mai di lottare» mi sussurrò dolcemente a pochi centimetri dal viso.
La mia Olivia…
Quel senso di appartenenza che dava al mio nome quando mi chiamava così, mi faceva venire le farfalle allo stomaco.


