Un’edizione di lusso per la più lunga avventura dell’iconico eroe creato dal genio di Dottor Pira quasi un lustro fa, un finale che il pubblico degli storici e archeologi aspettava per rispondere ad alcuni dei più oscuri misteri dell’umanità e della vita in generale. Dopo il Telefonino Fatato e la Terra dei Cugini, un Dottor Pira in stato di grazia ritorna per concludere la sua epica trilogia: riuscirà questa volta il Gatto più famoso del fumetto italiano e longobardo a sopravvivere? Perché è funestato da sogni inquietanti? Sono davvero soltanto sogni? E come arredare il suo nuovo appartamento? Un armadio infinito, una strana popolazione, una presenza femminile, la compagnia di Gatto riunita per un’ultima sovrumana sfida: il Regno è ancora in pericolo, però poi basta eh. Il volume è il primo ibrido editoriale tra autoproduzione e prodotto librario, il primo esempio di auto-edizione, un libro unico che rivela ai lettori che un altro mondo è possibile, e soprattutto è popolato da creature mistiche, apparizioni magiche e un piacevole clima di relax.
Sono, ancora una volta, sorprendentemente estasiata. Come mi era successo già per il primo volume (Gatto Mondadory e il telefonino fatato), sono indecisa tra le 4 e le eccezionali 5 stelle.
Questi due fumetti, insieme ad altri, mi sono stati regalati un paio di mesi fa da una fantastica collega di lavoro, fondatrice della GrrrZetic, CE purtroppo ormai chiusa.
Onestamente, non mi aspettavo poi troppo da Gatto Mondadory, non ero sicura facesse al caso mio e le prime 30 tavole circa del primo volume mi avevano buttato abbastanza giù: non mi stava facendo ridere molto, troppo demenziale, e trovavo vagamente irritante il fatto che fosse volutamente disegnato male, fino all’eccesso, per quanto il tratto risultasse originale. Mano a mano che andavo avanti però si è verificato un totale ribaltamento. La trama ha cominciato a svilupparsi in maniera articolata, con colpi di genio qua e là, sia nei dettagli che nel complesso; ho cominciato a ridere come una matta e poi il contrasto tra i disegni acazzodicane e certe tavole a dir poco spettacolari ha generato un effetto sorpresa che mi ha lasciata piena di ammirazione.
Quando mi sono avvicinata a questo terzo volume (purtroppo non possiedo il secondo e sono tutti fuori produzione) ero già preparata e si è verificata la stessa cosa. Quel che trovo stupefacente è che il Dr. Pira gestisce magnificamente sia la scrittura che i disegni, e il risultato nel complesso è perfetto. Questo volume forse mi ha fatto ridere meno del primo, ma mi è piaciuto altrettanto. Ho adorato anche questo mix tra umorismo demenziale e - diciamo - intellettuale, come ad esempio la tavola finale con la citazione a Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? di Gauguin. La cura editoriale, poi, è spettacolare, sia nell’estetica che nei dettagli scritti: persino nella data di stampa ci sono inserti comici.
Insomma, speriamo che qualcuno ristampi. Voglio il secondo volume.
Se prima c’era il fantasy, ora con i Puffi arriviamo alla dimensione del mito. La storia si allunga, gli inserti scritti a firma di Mago Merlino irrobustiscono la trama (oltre a far ridere), e la dinamica del racconto, i capovolgimenti di fronte, oltre a una complessità decisamente maggiore nella costruzione delle vignette (con alcune splashpage fatte davvero... discretamente) rendono questo forse l’episodio che mi è piaciuto di più.
carina l'idea ma non lo trovo così comico o divertente. Non capisco questo delirio di fan che c'è dietro ai fumetti del Dott. Pira. Forse sono solo vecchio. (