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Il profumo dell’oro: Il gioiello più prezioso è l’amore
Fiamma ha diciott’anni, è impulsiva, determinata e negli occhi nasconde una forza che ancora non conosce. Insieme a Menico, apprendista di casa Giraldini, è cresciuta imparando l’arte di suo padre, messer Vincenzo, uno degli orafi più famosi di Roma.
Ma un giorno i committenti dei Giraldini cominciano a preferire gli ori raffinati di Benvenuto Cellini. Fiamma, decisa a scoprire i segreti di quell’artigiano, corre alla bottega di Cellini. Lì conosce se stessa, il proprio corpo e una passione travolgente: nell’attimo in cui incontra gli occhi smeraldo dell’orafo Lorenzo de Luna capisce che non potrà più tornare indietro.
Lorenzo le insegna un nuovo modo di forgiare i gioielli, incastonando nel metallo non solo le pietre preziose, ma anche i sentimenti e i desideri più nascosti. L’intensità dei loro incontri, però, ben presto si interrompe. Fiamma ricomincia la sua vita dall’inizio e torna a lavorare l’oro, questa volta da sola; e ogni giorno, mentre perfeziona la sua arte, ricorda i tempi in cui Lorenzo la rendeva felice. È convinta dell’eternità dell’oro, ma anche di quella dell’amore…
Ma un giorno i committenti dei Giraldini cominciano a preferire gli ori raffinati di Benvenuto Cellini. Fiamma, decisa a scoprire i segreti di quell’artigiano, corre alla bottega di Cellini. Lì conosce se stessa, il proprio corpo e una passione travolgente: nell’attimo in cui incontra gli occhi smeraldo dell’orafo Lorenzo de Luna capisce che non potrà più tornare indietro.
Lorenzo le insegna un nuovo modo di forgiare i gioielli, incastonando nel metallo non solo le pietre preziose, ma anche i sentimenti e i desideri più nascosti. L’intensità dei loro incontri, però, ben presto si interrompe. Fiamma ricomincia la sua vita dall’inizio e torna a lavorare l’oro, questa volta da sola; e ogni giorno, mentre perfeziona la sua arte, ricorda i tempi in cui Lorenzo la rendeva felice. È convinta dell’eternità dell’oro, ma anche di quella dell’amore…
432 pages, Hardcover
First published January 28, 2016
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Displaying 1 - 11 of 11 reviews
November 13, 2018
https://lalettricesullenuvole.blogspo...
Ho comprato questo libro proprio per l'autrice, di cui amo moltissimo lo stile, oltre che per i molti pareri positivi. Lo storico è sicuramente il suo genere. Per questo tipo di genere la sua scrittura è perfetta: ricca, evocativa, elegante, ricercata. Per me non una lettura facile e veloce ma sicuramente appagante e molto curata.
Si percepisce il lavoro di ricerca in ogni dettaglio, dal modo proprio di esprimersi ai termini corretti. Ho respirato aria rinascimentale in ogni particolare. Mi è sembrato un prodotto di grande qualità, come raramente mi è capitato di trovare.
Un'orafa, si ripeté incredulo. Una donna con il cuore di un artista e le mani di un artigiano. Una chimera come quelle scolpite sui frontoni delle antiche are romane. Creature metà umane e metà... qualcos'altro. Nel mezzo di due cose senza essere né l'una né l'altra.
La protagonista è Fiamma, una diciottenne orfana di madre che il padre ha "viziato" permettendole di essere ciò che vuole, cioè un'orafa. Ovviamente vista l'epoca non è vista di buon occhio e ormai è zitella. L'incontro con Lorenzo, orafo anch'esso ed ebreo converso Aragonese le cambierà ogni prospettiva.
Sono una forte lettrice di romance e qui la storia d'amore è importantissima. Ma contro ogni previsione ho adorato maggiormente la parte storica rispetto a quella sentimentale.
Innanzitutto c'è un instant love poco credibile. Un amore di quella portata non può essere scaturito solamente da un incontro e dall'accettazione dell'altro per come è. Si innamorano subito e poi l'autrice dedica molto tempo a contrastare questo sentimento. E su questo per me sta la critica maggiore, non ne spiega il perché.
Lorenzo ha un passato difficile ma non viene chiarito né il motivo né cosa ciò ha cambiato in lui. Viene definito come dato di fatto. Inoltre la questione religiosa non è per nulla esplicata. Sono ignorante in merito la storia di quel periodo e due accenni in più su ciò che voleva dire essere ebreo ed ebreo converso, marrano, li avrei graditi. E pure nel finale il comportamento del personaggio maschile non ha motivazione (sono sibillina ma è un attimo fare spoiler).
... continua sul blog
Ho comprato questo libro proprio per l'autrice, di cui amo moltissimo lo stile, oltre che per i molti pareri positivi. Lo storico è sicuramente il suo genere. Per questo tipo di genere la sua scrittura è perfetta: ricca, evocativa, elegante, ricercata. Per me non una lettura facile e veloce ma sicuramente appagante e molto curata.
Si percepisce il lavoro di ricerca in ogni dettaglio, dal modo proprio di esprimersi ai termini corretti. Ho respirato aria rinascimentale in ogni particolare. Mi è sembrato un prodotto di grande qualità, come raramente mi è capitato di trovare.
Un'orafa, si ripeté incredulo. Una donna con il cuore di un artista e le mani di un artigiano. Una chimera come quelle scolpite sui frontoni delle antiche are romane. Creature metà umane e metà... qualcos'altro. Nel mezzo di due cose senza essere né l'una né l'altra.
La protagonista è Fiamma, una diciottenne orfana di madre che il padre ha "viziato" permettendole di essere ciò che vuole, cioè un'orafa. Ovviamente vista l'epoca non è vista di buon occhio e ormai è zitella. L'incontro con Lorenzo, orafo anch'esso ed ebreo converso Aragonese le cambierà ogni prospettiva.
Sono una forte lettrice di romance e qui la storia d'amore è importantissima. Ma contro ogni previsione ho adorato maggiormente la parte storica rispetto a quella sentimentale.
Innanzitutto c'è un instant love poco credibile. Un amore di quella portata non può essere scaturito solamente da un incontro e dall'accettazione dell'altro per come è. Si innamorano subito e poi l'autrice dedica molto tempo a contrastare questo sentimento. E su questo per me sta la critica maggiore, non ne spiega il perché.
Lorenzo ha un passato difficile ma non viene chiarito né il motivo né cosa ciò ha cambiato in lui. Viene definito come dato di fatto. Inoltre la questione religiosa non è per nulla esplicata. Sono ignorante in merito la storia di quel periodo e due accenni in più su ciò che voleva dire essere ebreo ed ebreo converso, marrano, li avrei graditi. E pure nel finale il comportamento del personaggio maschile non ha motivazione (sono sibillina ma è un attimo fare spoiler).
... continua sul blog
April 2, 2018
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E la passione la protagonista del libro di Lorena Bianchi “Il profumo dell’oro” e non solo quella fra due persone che si amano, ma anche quella che pervade un’artista per la sua arte. Fiamma non è una donna comune da sempre la fucina in cui suo padre forgia le sue creazioni, ha avuto su di lei più fascino di qualsiasi cosa al mondo. Forgiare l’oro e trasformarlo in splendidi oggetti e per lei fonte di gioia e non ha mai pensato al matrimonio, unica figlia di un padre vedovo ha sempre aiutato il padre nel suo lavoro anche se questo la fa considerare eccentrica. Vincenzo Girardini è un orafo molto conosciuto e stimato vescovi e cardinali hanno sempre apprezzato il suo lavoro ma ora, da qualche tempo sono le creazioni di Benvenuto Cellini ad essere ricercate e le commissioni diventano sempre più scarse. Fiamma non si capacita della cosa ed è intenzionata a scoprire il perché ed è per questo che accompagnata da Domenico l’apprendista del padre si reca alla bottega del Cellini. Lì al contrario della fucina del padre ordinata e rigorosa si trova in un ambiente lussurioso, e come sempre le capita quando si presenta come orafo ed erede del padre viene accolta con condiscendenza.
Sapeva di non essere una donna come tutto il mondo voleva. Ma sapeva lavorare l’oro. Sapeva fonderlo, pulirlo e inciderlo fino dargli l’aspetto che vedeva nella proprio mente. Sapeva di essere un’orafa. Di più, sentiva di essere un’orafa.
Solo Lorenzo uno degli orafi che lavora con Cellini, capisce la sua grande passione per quest’arte e rimane affascinato da questa donna così diversa da tutte le altre, ne è così intrigato che decide di aiutarla e tentare di spiegarle il perché le opere del padre ora siano superate ed egli non si sia reso conto che i tempi sono cambiati e che la curia romana non è più quella di un tempo, ma ben più dissoluta e dedita ai vizi, non più coppe ed ostensori ma gioielli e monili per amanti. Da questo incontro Fiamma ritorna diversa con una nuova concezione del suo lavoro, ma sarà di nuovo Lorenzo che l’aiuterà a metterla in pratica aiutandola a creare una fenice di meravigliosa fattura che senza saperlo li legherà fino all’ultima pagina. Il loro lavoro li unisce come non mai, le scene in cui lavorano insieme nella fucina sono intrise della stessa sensualità di quelle in cui fanno l’amore, scene passionali dolci e romantiche descritte con un linguaggio poetico e forse un po’ retrò che però ben si adatta a questo romanzo. I due si amano e desiderano sposarsi ma Vincenzo Giraldini non è disposto a dare il suo consenso alle nozze e mentre i due giovani aspettano di potergli far cambiare idea, i lanzichenecchi arrivano a Roma e Lorenzo tentando di proteggere Domenico viene ferito e gettato nel Tevere. Da questo momento in poi la vita di Fiamma cambia totalmente, senza più una casa con un padre non più in sé, un vecchio servitore diventato cieco, e la figlia della sua balia diventata muta dopo aver trovato il cadavere della madre è lei ora il capofamiglia e deve provvedere a tutti loro. Sarà nella fuga da una Roma in preda alla peste e ai saccheggi che incontrerà Michel un soldato che ha disertato e che come lei vuole ricostruirsi una vita, i due formeranno uno strano sodalizio che li porterà a Firenze dove Fiamma grazie agli insegnamenti di Lorenzo riuscirà a crearsi fama e clientela, ma il fatto di essere una donna in un mondo prettamente maschile non l’aiuterà.
Fiamma sapeva che, se fosse stata un uomo, l’avrebbero chiamata genio e maestro, riconoscendo il duro lavoro e l’intelligenza come cause della sua “Fortuna”.
E Fiamma ad essere al centro di tutto il libro, la sua determinazione nel voler vedere riconosciuto il suo valore in mondo prettamente maschile, la sua grande passione nel forgiare sogni e quando tutta la sua vita viene sconvolta e lei perde l’amore dell’unico uomo che davvero la capiva solo il lavoro le permette di continuare a vivere. Nella sua fucina in cui sente che Lorenzo è ancora lì con lei, in quella stanza in cui a nessun uomo è permesso entrare e in cui può illudersi che lui non se ne sia mai andato. Una figura di donna forte e risoluta davvero ben tratteggiata, così come Lorenzo un uomo che ha viaggiato in tutto il mondo, conosciuto donne bellissime ma nessuna con quella passione che rende Fiamma unica e inimitabile, ma anche un uomo strano per il suo tempo, un uomo che non ha paura di mettersi in competizione con una donna e ne riconosce il valore. Ci sono molti personaggi in questo libro che meritano di essere ricordati, Domenico apprendista di Vincenzo che avrà una parte importante nella vita di Fiamma, Michel stanco di combattere si è imbattuto nella ragazza in uno dei momenti più penosi e tragici della sua vita, il loro rapporto non diventerà mai niente più che mutuo soccorso però questo non impedisce all’uomo di essere un po’ innamorato di Fiamma, e sono stata felice che alla fine anche lui abbia avuto il suo lieto fine se lo meritava davvero. E se vi chiedete se anche per la nostra protagonista ci sia un lieto fine, posso assicurarvi che sì, ma non senza che debba lottare e che ancora una volta non debba dimostrare di essere capace di fondere l’oro con i sogni e l’amore. Un bella storia, raccontata con un linguaggio semplice ma poetico, con riferimenti storici precisi e infarcito di artisti molto conosciuti, uno stile sobrio che ho sempre apprezzato nei libri storici di questa autrice che molte di voi conosceranno con il nome di Angela White.
Lucia63 - per RFS
E la passione la protagonista del libro di Lorena Bianchi “Il profumo dell’oro” e non solo quella fra due persone che si amano, ma anche quella che pervade un’artista per la sua arte. Fiamma non è una donna comune da sempre la fucina in cui suo padre forgia le sue creazioni, ha avuto su di lei più fascino di qualsiasi cosa al mondo. Forgiare l’oro e trasformarlo in splendidi oggetti e per lei fonte di gioia e non ha mai pensato al matrimonio, unica figlia di un padre vedovo ha sempre aiutato il padre nel suo lavoro anche se questo la fa considerare eccentrica. Vincenzo Girardini è un orafo molto conosciuto e stimato vescovi e cardinali hanno sempre apprezzato il suo lavoro ma ora, da qualche tempo sono le creazioni di Benvenuto Cellini ad essere ricercate e le commissioni diventano sempre più scarse. Fiamma non si capacita della cosa ed è intenzionata a scoprire il perché ed è per questo che accompagnata da Domenico l’apprendista del padre si reca alla bottega del Cellini. Lì al contrario della fucina del padre ordinata e rigorosa si trova in un ambiente lussurioso, e come sempre le capita quando si presenta come orafo ed erede del padre viene accolta con condiscendenza.
Sapeva di non essere una donna come tutto il mondo voleva. Ma sapeva lavorare l’oro. Sapeva fonderlo, pulirlo e inciderlo fino dargli l’aspetto che vedeva nella proprio mente. Sapeva di essere un’orafa. Di più, sentiva di essere un’orafa.
Solo Lorenzo uno degli orafi che lavora con Cellini, capisce la sua grande passione per quest’arte e rimane affascinato da questa donna così diversa da tutte le altre, ne è così intrigato che decide di aiutarla e tentare di spiegarle il perché le opere del padre ora siano superate ed egli non si sia reso conto che i tempi sono cambiati e che la curia romana non è più quella di un tempo, ma ben più dissoluta e dedita ai vizi, non più coppe ed ostensori ma gioielli e monili per amanti. Da questo incontro Fiamma ritorna diversa con una nuova concezione del suo lavoro, ma sarà di nuovo Lorenzo che l’aiuterà a metterla in pratica aiutandola a creare una fenice di meravigliosa fattura che senza saperlo li legherà fino all’ultima pagina. Il loro lavoro li unisce come non mai, le scene in cui lavorano insieme nella fucina sono intrise della stessa sensualità di quelle in cui fanno l’amore, scene passionali dolci e romantiche descritte con un linguaggio poetico e forse un po’ retrò che però ben si adatta a questo romanzo. I due si amano e desiderano sposarsi ma Vincenzo Giraldini non è disposto a dare il suo consenso alle nozze e mentre i due giovani aspettano di potergli far cambiare idea, i lanzichenecchi arrivano a Roma e Lorenzo tentando di proteggere Domenico viene ferito e gettato nel Tevere. Da questo momento in poi la vita di Fiamma cambia totalmente, senza più una casa con un padre non più in sé, un vecchio servitore diventato cieco, e la figlia della sua balia diventata muta dopo aver trovato il cadavere della madre è lei ora il capofamiglia e deve provvedere a tutti loro. Sarà nella fuga da una Roma in preda alla peste e ai saccheggi che incontrerà Michel un soldato che ha disertato e che come lei vuole ricostruirsi una vita, i due formeranno uno strano sodalizio che li porterà a Firenze dove Fiamma grazie agli insegnamenti di Lorenzo riuscirà a crearsi fama e clientela, ma il fatto di essere una donna in un mondo prettamente maschile non l’aiuterà.
Fiamma sapeva che, se fosse stata un uomo, l’avrebbero chiamata genio e maestro, riconoscendo il duro lavoro e l’intelligenza come cause della sua “Fortuna”.
E Fiamma ad essere al centro di tutto il libro, la sua determinazione nel voler vedere riconosciuto il suo valore in mondo prettamente maschile, la sua grande passione nel forgiare sogni e quando tutta la sua vita viene sconvolta e lei perde l’amore dell’unico uomo che davvero la capiva solo il lavoro le permette di continuare a vivere. Nella sua fucina in cui sente che Lorenzo è ancora lì con lei, in quella stanza in cui a nessun uomo è permesso entrare e in cui può illudersi che lui non se ne sia mai andato. Una figura di donna forte e risoluta davvero ben tratteggiata, così come Lorenzo un uomo che ha viaggiato in tutto il mondo, conosciuto donne bellissime ma nessuna con quella passione che rende Fiamma unica e inimitabile, ma anche un uomo strano per il suo tempo, un uomo che non ha paura di mettersi in competizione con una donna e ne riconosce il valore. Ci sono molti personaggi in questo libro che meritano di essere ricordati, Domenico apprendista di Vincenzo che avrà una parte importante nella vita di Fiamma, Michel stanco di combattere si è imbattuto nella ragazza in uno dei momenti più penosi e tragici della sua vita, il loro rapporto non diventerà mai niente più che mutuo soccorso però questo non impedisce all’uomo di essere un po’ innamorato di Fiamma, e sono stata felice che alla fine anche lui abbia avuto il suo lieto fine se lo meritava davvero. E se vi chiedete se anche per la nostra protagonista ci sia un lieto fine, posso assicurarvi che sì, ma non senza che debba lottare e che ancora una volta non debba dimostrare di essere capace di fondere l’oro con i sogni e l’amore. Un bella storia, raccontata con un linguaggio semplice ma poetico, con riferimenti storici precisi e infarcito di artisti molto conosciuti, uno stile sobrio che ho sempre apprezzato nei libri storici di questa autrice che molte di voi conosceranno con il nome di Angela White.
Lucia63 - per RFS
January 14, 2018
Recensione a cura di Lucrezia per Feel The Book
Meraviglioso. Indimenticabile. Scritto in maniera incantevole.
Ecco quello che subito mi viene in mente pensando a questo libro.
Si capisce dalle prime pagine, dalle prime righe, di aver a che fare un libro speciale.
La storia di Fiamma Giraldini è la storia di una donna, della Roma del Cinquecento, che ha deciso di non attenersi alle convenzioni, ha deciso di essere orafa, non la moglie di un orafo. Vuole forgiare gioielli e oggetti con le sue mani, già segnate dagli insegnamenti del padre, vuole che le sue creazioni allietino le giornate a uomini e donne ed essere orgogliosa del suo lavoro. Ma per fare questo deve capire perché le creazioni di suo padre, fino a quel momento molto apprezzate, non lo siano più.
Come un tornado entra nella bottega di Benvenuto Cellini e lì conosce uno dei suoi assistenti: Lorenzo. Lorenzo diventa il suo nuovo insegnante, aprendole il cuore all’amore le insegna a trasmettere il sentimento nelle sue creazioni. Insieme si completano e il loro amore brucia come la fucina dell’oro.
Ma ad ostacolare il loro amore oltre le convenzioni, ci si mette il Sacco di Roma da parte dei lanzichenecchi di Carlo V. Da sola, Fiamma deve trovare la sua strada, in una Roma che non riconosce più, profanata dagli invasori, spezzata dalla peste.
La sua battaglia nel mondo è la battaglia di tutte le donne per la loro autonomia, una battaglia per la libertà, per camminare nel mondo a testa alta. Fiamma è un personaggio splendido, antico e moderno, pervaso dalla magia di un’arte sopraffina che profuma di oro e di passione.
Al suo fianco conosciamo altri personaggi, dalla piccola Camilla, sconvolta dagli avvenimenti all’imponente lanzichenecco Michael che l’accompagna con un rispetto e una gentilezza inaspettati e diventa un fulcro della sua sicurezza. Lui è il ferro come lei è l’oro, e come Fiamma compie un importante percorso nel corso della narrazione, a ritrovare una sua identità smarrita durante il Sacco.
Ma Michael è oscurato dal fantasma di Lorenzo, non presente fisicamente ma presente nella mente e nel cuore di Fiamma, che non può e non vuole dimenticarlo, a costo di rimanere sola per sempre.
Preparatevi a soffrire a fianco di Fiamma, a sentire il suo dolore, a combattere al suo fianco, a decidere per la sua vita e per quella dei suoi familiari. Si vola nelle pagine sempre con questo senso di peso sul cuore, sperando, sperando…
Ogni parola è cesellata in questo libro, descrizioni, colori, aromi sono vividi intorno al lettore, mai eccessivi, mai noiosi, mai fuori posto. Possiamo quasi sfiorare i gioielli che Fiamma crea e sentire in mano l’amore che ci ha messo, la sua anima, e ci sorprendiamo che lei non sia lì al nostro fianco, avvolta nei suoi abiti semplici sporchi di cenere.
Splendente e pulita – come un gioiello d’oro zecchino – la passione amorosa, che traspira anche ove non direttamente descritta, è parte integrante del romanzo, ma come tutto il resto è bilanciato alla perfezione e narrata in maniera sublime e raffinata.
Un libro che va letto per immergersi nella magia di un tempo che non esiste più, di un’arte sempre meno praticata e riscoprire una scrittura ricca ma mai difficile, perfetta per il genere ma non noiosa, che profuma d’oro.
Editing recensione a cura di Lilith per Feel The Book
Meraviglioso. Indimenticabile. Scritto in maniera incantevole.
Ecco quello che subito mi viene in mente pensando a questo libro.
Si capisce dalle prime pagine, dalle prime righe, di aver a che fare un libro speciale.
La storia di Fiamma Giraldini è la storia di una donna, della Roma del Cinquecento, che ha deciso di non attenersi alle convenzioni, ha deciso di essere orafa, non la moglie di un orafo. Vuole forgiare gioielli e oggetti con le sue mani, già segnate dagli insegnamenti del padre, vuole che le sue creazioni allietino le giornate a uomini e donne ed essere orgogliosa del suo lavoro. Ma per fare questo deve capire perché le creazioni di suo padre, fino a quel momento molto apprezzate, non lo siano più.
Come un tornado entra nella bottega di Benvenuto Cellini e lì conosce uno dei suoi assistenti: Lorenzo. Lorenzo diventa il suo nuovo insegnante, aprendole il cuore all’amore le insegna a trasmettere il sentimento nelle sue creazioni. Insieme si completano e il loro amore brucia come la fucina dell’oro.
Ma ad ostacolare il loro amore oltre le convenzioni, ci si mette il Sacco di Roma da parte dei lanzichenecchi di Carlo V. Da sola, Fiamma deve trovare la sua strada, in una Roma che non riconosce più, profanata dagli invasori, spezzata dalla peste.
La sua battaglia nel mondo è la battaglia di tutte le donne per la loro autonomia, una battaglia per la libertà, per camminare nel mondo a testa alta. Fiamma è un personaggio splendido, antico e moderno, pervaso dalla magia di un’arte sopraffina che profuma di oro e di passione.
Al suo fianco conosciamo altri personaggi, dalla piccola Camilla, sconvolta dagli avvenimenti all’imponente lanzichenecco Michael che l’accompagna con un rispetto e una gentilezza inaspettati e diventa un fulcro della sua sicurezza. Lui è il ferro come lei è l’oro, e come Fiamma compie un importante percorso nel corso della narrazione, a ritrovare una sua identità smarrita durante il Sacco.
Ma Michael è oscurato dal fantasma di Lorenzo, non presente fisicamente ma presente nella mente e nel cuore di Fiamma, che non può e non vuole dimenticarlo, a costo di rimanere sola per sempre.
Preparatevi a soffrire a fianco di Fiamma, a sentire il suo dolore, a combattere al suo fianco, a decidere per la sua vita e per quella dei suoi familiari. Si vola nelle pagine sempre con questo senso di peso sul cuore, sperando, sperando…
Ogni parola è cesellata in questo libro, descrizioni, colori, aromi sono vividi intorno al lettore, mai eccessivi, mai noiosi, mai fuori posto. Possiamo quasi sfiorare i gioielli che Fiamma crea e sentire in mano l’amore che ci ha messo, la sua anima, e ci sorprendiamo che lei non sia lì al nostro fianco, avvolta nei suoi abiti semplici sporchi di cenere.
Splendente e pulita – come un gioiello d’oro zecchino – la passione amorosa, che traspira anche ove non direttamente descritta, è parte integrante del romanzo, ma come tutto il resto è bilanciato alla perfezione e narrata in maniera sublime e raffinata.
Un libro che va letto per immergersi nella magia di un tempo che non esiste più, di un’arte sempre meno praticata e riscoprire una scrittura ricca ma mai difficile, perfetta per il genere ma non noiosa, che profuma d’oro.
Editing recensione a cura di Lilith per Feel The Book
November 26, 2016
Recensione per il blog http://lettriciimpertinenti.blogspot....
IL PROFUMO DELL'ORO mi è piaciuto e nello stesso tempo mi ha fatto soffrire tantissimo. È il classico romanzo che ti prende allo stomaco e la sua morsa non si scioglie fino al termine della lettura.
Lo stile di Lorena Bianchi ti cattura e ti trasporta con un linguaggio ricercato ma mai pesante, giusto sia per il genere che per il periodo storico in cui è ambientata la narrazione.
Siamo nella Roma del 1527 e facciamo la conoscenza di Fiamma, giovane donna rimasta orfana di madre in tenerissima età e cresciuta da suo padre, un grande e rispettato orafo. Fiamma ha sempre avuto la fortuna di stare al fianco del padre mentre lavorava e, con il passare degli anni, rimane così affascinata dal suo lavoro tanto da farne la sua più grande e unica passione. Passare il tempo nell’opificio di famiglia è per la ragazza una normalità e la consapevolezza di non essere la classica giovane “appetibile” – a causa del suo lavoro poco femminile - anche se in età da marito, non pesa affatto a Fiamma che non riesce ad immaginare gioia maggiore che fondere e lavorare l’oro.
Tutto inizia a cambiare quando Benvenuto Cellini arriva Roma, mettendo in difficoltà il lavoro del padre, affascinando tutti con i suoi lavori innovativi e ricercati. Così Fiamma decide di prendere in mano la situazione e vedere con i suoi occhi lo studio del maestro Cellini ed i suoi gioielli tanto decantati. Ed è proprio qui che incontra Lorenzo, l’unico in grado di vedere in lei un’orafa e non solo una donna. Uomo di grande fascino, Lorenzo rimane subito affascinato dalla ragazza che forgia l’oro e tra i due inizia un gioco di seduzione che ben presto si trasformerà in qualcosa di più profondo. L’opificio e la forgia saranno i testimoni del loro amore che prenderà forma come se questo sentimento fosse fatto d’oro.
«Io sono sua figlia e la sua erede» mormorò Fiamma, in cuor suo chiedendosi se quel giorno avesse reso onore al nome di suo padre. Ricordando le risate alla bottega di mastro Cellini, temette piuttosto di averlo coperto di ridicolo.
«Lo siete» assentì Lorenzo, inducendola a rialzare lo sguardo. «E siete anche qualcosa che io non avevo mai visto prima d’ora» aggiunse lui assorto, come parlando tra sé. La scrutava come non aveva mai fatto nessuno.
«Che cosa?»
«Un’orafa» rispose Lorenzo. L’attirò a sé e la baciò. Fiamma sentì il suo cuore sciogliersi come oro nella forgia.
Ma non tutto è oro quello che luccica, perdonatemi il gioco di parole.
Grandi ostacoli si sovrapporranno tra i due ragazzi, non ultimo il sacco di Roma che segna un momento di svolta in questo romanzo già affascinante. Un colpo di scena dietro l’altro l’autrice mina la tranquillità del lettore – e la mia già precaria salute mentale – sconvolgendo in modo totale la quotidianità di Lorenzo e Fiamma. I due verranno divisi e lei sarà costretta ad allontanarsi da Roma per iniziare una nuova vita.
A questo punto Fiamma si trasforma, passando da dolce ragazza indifesa a donna decisa e risoluta, pronta a tutto per non soccombere agli eventi drammatici che la vita le ha riservato. Ma non sarà sola e al suo fianco questa volta non ci sarà Lorenzo ma un uomo di un fascino rude e selvaggio.
Fiamma rimase in silenzio, lo sguardo fisso sui cristalli colorati della bottega come se davvero potesse leggervi il futuro. Poi inaspettatamente sorrise. «Fortuna?» ripeté con voce sommessa. «No, mio buon signore, la mia non è stata fortuna. Se avessi avuto fortuna non sarei mai giunta a Firenze e davanti a voi, oggi, non ci sarebbe la donna che sono. Sono stata guidata da tenacia, rabbia e intelligenza: la stessa che vuoi uomini tanto ammirate l’uno nell’altro. Mi inginocchio solo in chiesa e non ho nulla di cui scusarmi. Non chiederò perdono per quello che sono.»
L’autrice non si ferma qui e continua a stupire il lettore, facendomi arrivare anche a dover chiudere il libro per sfogarmi con Marshmellow, prima di avere la forza di continuare a leggere. Si, perché avevo veramente bisogno di un supporto morale, una spalla su cui piangere, una persona che potesse in qualche modo capire le mie sofferenze. Tante, troppe emozioni per il mio cuore non più abituato e quante lacrime ho dovuto trattenere nel viaggio di ritorno da Torino, per non rischiare che gli altri passeggeri del treno mi prendessero per pazza. Lo ammetto, qualche lacrimuccia e singhiozzo mi è sfuggito ma provateci voi a trattenervi leggendo IL PROFUMO DELL’ORO.
Quanto ho sognato con Fiamma e Lorenzo ma ho anche sofferto molto insieme a loro! Il peggio però è stato quando ho capito che all’autrice non bastava, e non soddisfatta continuava a darmi coltellate metaforiche, come una piccola sadica con un punteruolo per il ghiaccio in mano che mi inseguiva. Così ho sofferto anche insieme a Michal, e poi anche con Camilla, per non farmi mancare nulla.
CATTIVA, cattiva Lorena ma cavoli quanto sei brava!!!
«Madonna orafa, non temere: nessuno ti sfiorerà neanche con un dito» scandì con fermezza e a voce alta, un ammonimento che voleva sentissero tutti, sia lei sia gli uomini.
Fiamma lo trapassò con uno sguardo privo di riconoscenza o sollievo. «Lo credo bene!» ribatté, marciando decisa verso uno degli archibugieri. Gli strappò l’arma dalle mani, facendo fuoco contro una delle statue nel cortile. A un vecchio fauno saltò via la testa.
«Ho armato i cannoni di Castel Sant’Angelo. Che si sappia: non mi faccio problemi a sparare in una casa fiorentina!» avvertì temeraria. […]
Poi, con Camilla per mano e l’archibugio in spalla, attraversò il cortile incedendo tra i soldati, che si fecero tutti da parte per lasciarla passare. Quegli uomini rozzi, selvatici e senza fede erano rimasti stregati da quella donna spavalda e splendida, con gli occhi ardenti come tizzoni. Se Michel era il loro capitano, allora Fiamma, con quel gesto e senza rendersene conto, era appena diventata la loro dea: avrebbero strappato la pelle a chiunque si fosse azzardato a farle del male.
Ho letto questo libro con immenso piacere ed ammetto che è stata per me una delle letture migliori degli ultimi tempi e lo dimostra il fatto che io non faccio quasi mai recensioni a 5 stelle ma questa volta rimpiango di non avere la 6^ stellina da mettere.
Lettura assolutamente consigliata agli amanti dei romance storici però vi avviso, preparate una confezione formato famiglia di Kleenex e una barretta di cioccolata, perché avrete sicuramente bisogno di conforto durante la lettura.
IL PROFUMO DELL'ORO mi è piaciuto e nello stesso tempo mi ha fatto soffrire tantissimo. È il classico romanzo che ti prende allo stomaco e la sua morsa non si scioglie fino al termine della lettura.
Lo stile di Lorena Bianchi ti cattura e ti trasporta con un linguaggio ricercato ma mai pesante, giusto sia per il genere che per il periodo storico in cui è ambientata la narrazione.
Siamo nella Roma del 1527 e facciamo la conoscenza di Fiamma, giovane donna rimasta orfana di madre in tenerissima età e cresciuta da suo padre, un grande e rispettato orafo. Fiamma ha sempre avuto la fortuna di stare al fianco del padre mentre lavorava e, con il passare degli anni, rimane così affascinata dal suo lavoro tanto da farne la sua più grande e unica passione. Passare il tempo nell’opificio di famiglia è per la ragazza una normalità e la consapevolezza di non essere la classica giovane “appetibile” – a causa del suo lavoro poco femminile - anche se in età da marito, non pesa affatto a Fiamma che non riesce ad immaginare gioia maggiore che fondere e lavorare l’oro.
Tutto inizia a cambiare quando Benvenuto Cellini arriva Roma, mettendo in difficoltà il lavoro del padre, affascinando tutti con i suoi lavori innovativi e ricercati. Così Fiamma decide di prendere in mano la situazione e vedere con i suoi occhi lo studio del maestro Cellini ed i suoi gioielli tanto decantati. Ed è proprio qui che incontra Lorenzo, l’unico in grado di vedere in lei un’orafa e non solo una donna. Uomo di grande fascino, Lorenzo rimane subito affascinato dalla ragazza che forgia l’oro e tra i due inizia un gioco di seduzione che ben presto si trasformerà in qualcosa di più profondo. L’opificio e la forgia saranno i testimoni del loro amore che prenderà forma come se questo sentimento fosse fatto d’oro.
«Io sono sua figlia e la sua erede» mormorò Fiamma, in cuor suo chiedendosi se quel giorno avesse reso onore al nome di suo padre. Ricordando le risate alla bottega di mastro Cellini, temette piuttosto di averlo coperto di ridicolo.
«Lo siete» assentì Lorenzo, inducendola a rialzare lo sguardo. «E siete anche qualcosa che io non avevo mai visto prima d’ora» aggiunse lui assorto, come parlando tra sé. La scrutava come non aveva mai fatto nessuno.
«Che cosa?»
«Un’orafa» rispose Lorenzo. L’attirò a sé e la baciò. Fiamma sentì il suo cuore sciogliersi come oro nella forgia.
Ma non tutto è oro quello che luccica, perdonatemi il gioco di parole.
Grandi ostacoli si sovrapporranno tra i due ragazzi, non ultimo il sacco di Roma che segna un momento di svolta in questo romanzo già affascinante. Un colpo di scena dietro l’altro l’autrice mina la tranquillità del lettore – e la mia già precaria salute mentale – sconvolgendo in modo totale la quotidianità di Lorenzo e Fiamma. I due verranno divisi e lei sarà costretta ad allontanarsi da Roma per iniziare una nuova vita.
A questo punto Fiamma si trasforma, passando da dolce ragazza indifesa a donna decisa e risoluta, pronta a tutto per non soccombere agli eventi drammatici che la vita le ha riservato. Ma non sarà sola e al suo fianco questa volta non ci sarà Lorenzo ma un uomo di un fascino rude e selvaggio.
Fiamma rimase in silenzio, lo sguardo fisso sui cristalli colorati della bottega come se davvero potesse leggervi il futuro. Poi inaspettatamente sorrise. «Fortuna?» ripeté con voce sommessa. «No, mio buon signore, la mia non è stata fortuna. Se avessi avuto fortuna non sarei mai giunta a Firenze e davanti a voi, oggi, non ci sarebbe la donna che sono. Sono stata guidata da tenacia, rabbia e intelligenza: la stessa che vuoi uomini tanto ammirate l’uno nell’altro. Mi inginocchio solo in chiesa e non ho nulla di cui scusarmi. Non chiederò perdono per quello che sono.»
L’autrice non si ferma qui e continua a stupire il lettore, facendomi arrivare anche a dover chiudere il libro per sfogarmi con Marshmellow, prima di avere la forza di continuare a leggere. Si, perché avevo veramente bisogno di un supporto morale, una spalla su cui piangere, una persona che potesse in qualche modo capire le mie sofferenze. Tante, troppe emozioni per il mio cuore non più abituato e quante lacrime ho dovuto trattenere nel viaggio di ritorno da Torino, per non rischiare che gli altri passeggeri del treno mi prendessero per pazza. Lo ammetto, qualche lacrimuccia e singhiozzo mi è sfuggito ma provateci voi a trattenervi leggendo IL PROFUMO DELL’ORO.
Quanto ho sognato con Fiamma e Lorenzo ma ho anche sofferto molto insieme a loro! Il peggio però è stato quando ho capito che all’autrice non bastava, e non soddisfatta continuava a darmi coltellate metaforiche, come una piccola sadica con un punteruolo per il ghiaccio in mano che mi inseguiva. Così ho sofferto anche insieme a Michal, e poi anche con Camilla, per non farmi mancare nulla.
CATTIVA, cattiva Lorena ma cavoli quanto sei brava!!!
«Madonna orafa, non temere: nessuno ti sfiorerà neanche con un dito» scandì con fermezza e a voce alta, un ammonimento che voleva sentissero tutti, sia lei sia gli uomini.
Fiamma lo trapassò con uno sguardo privo di riconoscenza o sollievo. «Lo credo bene!» ribatté, marciando decisa verso uno degli archibugieri. Gli strappò l’arma dalle mani, facendo fuoco contro una delle statue nel cortile. A un vecchio fauno saltò via la testa.
«Ho armato i cannoni di Castel Sant’Angelo. Che si sappia: non mi faccio problemi a sparare in una casa fiorentina!» avvertì temeraria. […]
Poi, con Camilla per mano e l’archibugio in spalla, attraversò il cortile incedendo tra i soldati, che si fecero tutti da parte per lasciarla passare. Quegli uomini rozzi, selvatici e senza fede erano rimasti stregati da quella donna spavalda e splendida, con gli occhi ardenti come tizzoni. Se Michel era il loro capitano, allora Fiamma, con quel gesto e senza rendersene conto, era appena diventata la loro dea: avrebbero strappato la pelle a chiunque si fosse azzardato a farle del male.
Ho letto questo libro con immenso piacere ed ammetto che è stata per me una delle letture migliori degli ultimi tempi e lo dimostra il fatto che io non faccio quasi mai recensioni a 5 stelle ma questa volta rimpiango di non avere la 6^ stellina da mettere.
Lettura assolutamente consigliata agli amanti dei romance storici però vi avviso, preparate una confezione formato famiglia di Kleenex e una barretta di cioccolata, perché avrete sicuramente bisogno di conforto durante la lettura.
November 16, 2017
viste le moltissime recensioni positive, avevo alte aspettative che non sono state totalmente ripagate...Una piacevole lettura, ben scritta, scorrevole, ma prevedibile. Forse ha influito il fatto di aver letto il libro dopo un romanzo che ho trovato davvero travolgente e a cui non ho potuto fare a meno di paragonarlo. Resta comunque un libro di una scrittrice capace e con uno spessore
December 13, 2017
incantevole
February 3, 2016
http://labibliotecadellibraio.blogspo...
Già le vedeva smaltate di granati e oro,
luce e ruggine tra loro accostate alla maniera bizantina.
Gli occhi sarebbero stati schegge di smeraldo.
Tornò a dedicarsi al modellino, plasmando nella cera il disegno della pergamena...
Modellava, accarezzava, e tra le dita sentiva scorrere l'anima del gioiello.
Docile e densa la cera baciava la sue mani...
Vista, tatto e olfatto.
Cesellano, sbalzano, un tocco dopo l'altro, un battito dopo l'altro ed ecco che il gioiello si forgia da mani sapienti, mani che lavorano, colano, modellano, plasmano.
Fiamma, mai tale nome fu appropriato a una donna, cresciuta all'interno di una fucina, tra vapori, fuliggine, tra oro e pietre preziose, nel suo corpo scorre un fuoco che divampa quando sente di essere giunto a un punto di non ritorno, quando tutto ciò in cui crede, tutto ciò con cui è cresciuta è messo in discussione.
Fiamma Giraldini è donna, è orafa, agli occhi di Lorenzo...
"Fiamma Giraldini, siete davvero un'orafa" mormorò lui, come parlando a se stesso.
Gioielli da indossare, rubini, smeraldi da guardare, bramare, ninnoli da custodire come piccoli segreti in fondo al cuore, Fiamma e Lorenzo, sensuali nel movimento, mani, corpo, mente che si aggrappano l'un l'altro in una danza vecchia quanto il mondo, dove la passione, il tormento, l'audacia si fondono fino a creare un sogno, una gemma, una rarità.
"Cosa mi hai fatto, Fiamma Giraldini?" domandò Lorenzo, sollevando le palpebre.
Il suo sguardo appariva disperato.
"Cosa abbiamo fatto, mastro Lorenzo" rispose lei, alzandosi in punta di piedi.
Voleva respirare il suo respiro e parlare sulle sue labbra.
Voleva baciarlo come lui aveva baciato lei.
"Abbiamo forgiato insieme."
Come tutti i romanzi storici, alla base della trama ci deve essere uno studio di ciò che si vuole raccontare, inserendo poi quell'input che deve attirare il lettore, che deve intrigare fino a giudicarlo. Il Rinascimento, bello, intenso di eventi, tormentato, un periodo dove sacro e profano si congiungono per dare vita a un'era che ha dato nomi eccellenti, nell'arte, nella cultura. Ma è anche un periodo dove il predominio fa da sfondo a tutto, Fiamma e Lorenzo costretti a separarsi dopo una passione dirompente, ma la vita va avanti e gli eventi del sacco di Roma (1527), la discesa dei Lanchenecchi portano a soluzioni drastiche che cambieranno il corso della vita dei nostri protagonisti...
Il profumo dell'oro è un romanzo che ti entra dentro pagina dopo pagina, sotto un'influenza che non riesci a mandare via, cupo e sensuale, tragico e determinante, intimo e puro come l'oro colato, come le pietre preziose che brillano di luce propria, come seta che scivola su corpi aggraziati, una trama intrigante, una storia con colpi di scena costruiti ad arte, personaggi caratterizzati in una Roma prima e in una Firenze dopo come se quei luoghi gli appartenessero. Fiamma, bambina e donna, Fiamma casta e audace, Fiamma fredda e fuoco che divampa, senza placare completamente quel desiderio di emergere, lei donna in un secolo dove le donne non sono orafe, non sono altro che madri, matrone, prostitute...
E poi uomini mercenari e cavalieri, valorosi e avventurieri, il Lanzo, Michael, un personaggio ambiguo, particolare, che sceglie la via più facile, disertare, ma quando incontra Fiamma..., ma lei non ha occhi, non un pensiero, non ha cuore se non per l'unico uomo che abbia mai amato, l'unico uomo che ha forgiato per lei e con lei e come la chimera che risorge dalle proprie ceneri, anche quell'amore morto, sopito risorgerà di un'aurea splendente.
"Perché per quanto tu possa cambiare,
Fiamma Girladini, sei e sarai sempre te stessa:
oro puro, ma più ricco di ogni esperienza, ricordo e sentimento.
Io ti amo dell'amore di cui hai fatto parlare l'oro.
Io ti amo di un amore che dura senza fine"
Già le vedeva smaltate di granati e oro,
luce e ruggine tra loro accostate alla maniera bizantina.
Gli occhi sarebbero stati schegge di smeraldo.
Tornò a dedicarsi al modellino, plasmando nella cera il disegno della pergamena...
Modellava, accarezzava, e tra le dita sentiva scorrere l'anima del gioiello.
Docile e densa la cera baciava la sue mani...
Vista, tatto e olfatto.
Cesellano, sbalzano, un tocco dopo l'altro, un battito dopo l'altro ed ecco che il gioiello si forgia da mani sapienti, mani che lavorano, colano, modellano, plasmano.
Fiamma, mai tale nome fu appropriato a una donna, cresciuta all'interno di una fucina, tra vapori, fuliggine, tra oro e pietre preziose, nel suo corpo scorre un fuoco che divampa quando sente di essere giunto a un punto di non ritorno, quando tutto ciò in cui crede, tutto ciò con cui è cresciuta è messo in discussione.
Fiamma Giraldini è donna, è orafa, agli occhi di Lorenzo...
"Fiamma Giraldini, siete davvero un'orafa" mormorò lui, come parlando a se stesso.
Gioielli da indossare, rubini, smeraldi da guardare, bramare, ninnoli da custodire come piccoli segreti in fondo al cuore, Fiamma e Lorenzo, sensuali nel movimento, mani, corpo, mente che si aggrappano l'un l'altro in una danza vecchia quanto il mondo, dove la passione, il tormento, l'audacia si fondono fino a creare un sogno, una gemma, una rarità.
"Cosa mi hai fatto, Fiamma Giraldini?" domandò Lorenzo, sollevando le palpebre.
Il suo sguardo appariva disperato.
"Cosa abbiamo fatto, mastro Lorenzo" rispose lei, alzandosi in punta di piedi.
Voleva respirare il suo respiro e parlare sulle sue labbra.
Voleva baciarlo come lui aveva baciato lei.
"Abbiamo forgiato insieme."
Come tutti i romanzi storici, alla base della trama ci deve essere uno studio di ciò che si vuole raccontare, inserendo poi quell'input che deve attirare il lettore, che deve intrigare fino a giudicarlo. Il Rinascimento, bello, intenso di eventi, tormentato, un periodo dove sacro e profano si congiungono per dare vita a un'era che ha dato nomi eccellenti, nell'arte, nella cultura. Ma è anche un periodo dove il predominio fa da sfondo a tutto, Fiamma e Lorenzo costretti a separarsi dopo una passione dirompente, ma la vita va avanti e gli eventi del sacco di Roma (1527), la discesa dei Lanchenecchi portano a soluzioni drastiche che cambieranno il corso della vita dei nostri protagonisti...
Il profumo dell'oro è un romanzo che ti entra dentro pagina dopo pagina, sotto un'influenza che non riesci a mandare via, cupo e sensuale, tragico e determinante, intimo e puro come l'oro colato, come le pietre preziose che brillano di luce propria, come seta che scivola su corpi aggraziati, una trama intrigante, una storia con colpi di scena costruiti ad arte, personaggi caratterizzati in una Roma prima e in una Firenze dopo come se quei luoghi gli appartenessero. Fiamma, bambina e donna, Fiamma casta e audace, Fiamma fredda e fuoco che divampa, senza placare completamente quel desiderio di emergere, lei donna in un secolo dove le donne non sono orafe, non sono altro che madri, matrone, prostitute...
E poi uomini mercenari e cavalieri, valorosi e avventurieri, il Lanzo, Michael, un personaggio ambiguo, particolare, che sceglie la via più facile, disertare, ma quando incontra Fiamma..., ma lei non ha occhi, non un pensiero, non ha cuore se non per l'unico uomo che abbia mai amato, l'unico uomo che ha forgiato per lei e con lei e come la chimera che risorge dalle proprie ceneri, anche quell'amore morto, sopito risorgerà di un'aurea splendente.
"Perché per quanto tu possa cambiare,
Fiamma Girladini, sei e sarai sempre te stessa:
oro puro, ma più ricco di ogni esperienza, ricordo e sentimento.
Io ti amo dell'amore di cui hai fatto parlare l'oro.
Io ti amo di un amore che dura senza fine"
February 20, 2016
Il cuore di una fucina di un orafo è la fiamma che permette all'artista di creare e ricreare, trasformando l'oro in oro. E proprio Fiamma si chiama la nostra protagonista, figlia unica del maestro orafo Giraldini di Roma, giovane, giovanissima donna, capace di sentire anche lei il richiamo del fascino della forgia e forse ancora più brava del padre. Ma per una donna nella Roma di papa Clemente VII non è possibile dar libero sfogo alla propria arte, ancor più quando, i lavori raffinati e più adatti ai tabernacoli delle chiese che alle feste nelle ville della capitale di casa Giraldini vengono rimandati indietro.
Lorena Bianchi mi ha assolutamente conquistata con la sua abilità stilistica e la storia, tratteggiata sullo sfondo del sacco di Roma, di un amore unico, profondo e capace di distruggere il cuore di chi legge.
Se Fiamma è figlia di uno dei grandi orafi della città, Lorenzo non è altro che un converso, un ebreo convertito, al servizio della bottega del nuovo orafo Benvenuto Cellini, ma in cui scorre l'oro nelle vene tanto quanto alla ragazza e per loro, dal primo incontro, sarà impossibile liberarsi dell'incantesimo che li lega e li travolge. Il loro è un amore che lascia senza fiato, prezioso e profondo come pochi ne esistono e se ne leggono.
Tuttavia le razzie, le morti e le violenze dei giorni del Sacco cambieranno la vita della giovane orafa, il titolo che Lorenzo le aveva attribuito fin dalla prima volta in cui si erano incontrati e di cui si avvolge per imparare a rinascere, simile all'oro tra le fiamme della forgia, lontano dalla sua città ormai distrutta e dove ha perso ogni cosa.
Ho ammirato immensamente questa protagonista - forte, dolce, determinata, vivace, temprata dal profumo dell'oro, dall'amore e dalle difficoltà - ma come dicevo prima, soprattutto la bravura dell'autrice. Lorena Bianchi mi ha conquistato dalla prima pagina grazie alle ricercatezza delle parole e dello stile che quasi ricorda lo splendore delle gemme sparse sul tavolo di Fiamma mentre crea i suoi gioielli. Se questo è solamente l'esordio dell'autrice, non posso che dichiararmi già sua ammiratrice e aspettare con ansia il suo prossimo lavoro.
È impossibile non amare questo romanzo ricco di passione e storia, che vi farà si piangere il cuore ma conquistandolo pagina dopo pagina... fidatevi sarà impossibile staccarsene.
Il profumo dell'oro è il vero gioiello della narrativa italiana e straniera degli ultimi anni.
February 16, 2016
Un romanzo semplicemente meraviglioso di un'autrice davvero di grande talento.
Sono totalmente di parte quando si tratta di questa scrittrice, che mi ha incantata con il nome de plume di Angela White e la sua saga della Strega scalza pubblicata da Mondadori. Ci sono tante scrittrici,italiane, che mi piacciono, ma ce ne sono 3 o 4 che letteralmente adoro, e Angela\Lorena è tra queste. Aspettavo questo libro con tanta curiosità, per vedere l'autrice misurarsi in un'epoca e un'ambientazione diversa da quella che me l'ha fatta conoscere e apprezzare e le aspettative non sono state deluse. Il romanzo parte un po' lento, come il fluire di una colata d'oro, per poi movimentarsi con l'episodio del sacco di Roma e divenire più vivace come il ribollire dell'oro in un crogiuolo posto sul fuoco.
I sentimenti,gli eventi, i luoghi sono descritti in una maniera maestosa, non si può non sentirsi immersi nella storia. Non posso non amare un libro che si svolge tra Roma, e Firenze, due città superbe, due gioielli della nostra Italia, e la Bianchi ci catapulta nei quartieri di una Roma viziosa e opulenta, ma anche una Roma di artisti e artigiani, che di lì a poco verrà devastata da uno degli eventi più tragici della sua storia e di una Firenze anch'essa turbolenta, ma sempre ricca e fiera, culla di artisti come non ne ha avuti nessun altro luogo al mondo.
I personaggi sono indimenticabili, la figura di spicco è Fiamma, una ragazza che diventa donna e orafa, artista, tra le mani del suo amato Lorenzo e poi da sola, riuscendo a conquistare una posizione che per quei tempi ad una donna era negata. La Bianchi ha la capacità di farci amare tutti i personaggi anche quelli cosidetti secondari, donandogli spessore e profondità, come i personaggi della piccola Camilla, Menico e Micheal.Bello l'incrociarsi anche con personaggi storici e molto suggestivi i ritratti che ci vengono dati di Benvenuto Cellini,Angelo Bronzino e il tenero cammeo di un giovane Giorgio Vasari.
Un libro davvero bello, un gioiello forgiato da un talento pari a quello di Fiamma, dalle cui mani non può che scaturire nient'altro che oro lucente e che lascia ammaliati, così come mi ha lasciato questo romanzo.
Sono totalmente di parte quando si tratta di questa scrittrice, che mi ha incantata con il nome de plume di Angela White e la sua saga della Strega scalza pubblicata da Mondadori. Ci sono tante scrittrici,italiane, che mi piacciono, ma ce ne sono 3 o 4 che letteralmente adoro, e Angela\Lorena è tra queste. Aspettavo questo libro con tanta curiosità, per vedere l'autrice misurarsi in un'epoca e un'ambientazione diversa da quella che me l'ha fatta conoscere e apprezzare e le aspettative non sono state deluse. Il romanzo parte un po' lento, come il fluire di una colata d'oro, per poi movimentarsi con l'episodio del sacco di Roma e divenire più vivace come il ribollire dell'oro in un crogiuolo posto sul fuoco.
I sentimenti,gli eventi, i luoghi sono descritti in una maniera maestosa, non si può non sentirsi immersi nella storia. Non posso non amare un libro che si svolge tra Roma, e Firenze, due città superbe, due gioielli della nostra Italia, e la Bianchi ci catapulta nei quartieri di una Roma viziosa e opulenta, ma anche una Roma di artisti e artigiani, che di lì a poco verrà devastata da uno degli eventi più tragici della sua storia e di una Firenze anch'essa turbolenta, ma sempre ricca e fiera, culla di artisti come non ne ha avuti nessun altro luogo al mondo.
I personaggi sono indimenticabili, la figura di spicco è Fiamma, una ragazza che diventa donna e orafa, artista, tra le mani del suo amato Lorenzo e poi da sola, riuscendo a conquistare una posizione che per quei tempi ad una donna era negata. La Bianchi ha la capacità di farci amare tutti i personaggi anche quelli cosidetti secondari, donandogli spessore e profondità, come i personaggi della piccola Camilla, Menico e Micheal.Bello l'incrociarsi anche con personaggi storici e molto suggestivi i ritratti che ci vengono dati di Benvenuto Cellini,Angelo Bronzino e il tenero cammeo di un giovane Giorgio Vasari.
Un libro davvero bello, un gioiello forgiato da un talento pari a quello di Fiamma, dalle cui mani non può che scaturire nient'altro che oro lucente e che lascia ammaliati, così come mi ha lasciato questo romanzo.
January 28, 2016
assolutamente una storia appassionante e un'ambientazione storica accurata.
Ideale per chi ama il periodo rinascimentale oltre alle vicende d'amore tormentate; due protagonisti umani e passionali che non si fanno dimenticare. E' stata veramente una sorpresa!
Ideale per chi ama il periodo rinascimentale oltre alle vicende d'amore tormentate; due protagonisti umani e passionali che non si fanno dimenticare. E' stata veramente una sorpresa!
February 11, 2016
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http://letteraturaecinema.blogspot.it...
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