Sulla soglia dei settant'anni, Agnes, una maestra in pensione, si imbatte per caso nella biografia di un pittore sconosciuto. Non si è mai mossa dalla sua città, ma qualcosa la spinge a intraprendere un viaggio per cercare notizie su di lui e vedere i suoi quadri. Seguendo le tracce del pittore, intreccia nuovi rapporti, si trova a tirare un bilancio della propria vita e a scoprire che un futuro è ancora possibile. Una storia di di seconde possibilità che si svolge nel sud della Francia.
Per chi ama i romanzi introspettivi e delicati e che inducono alla riflessione su se stessi e sul tempo che passa.
Antonella Sacco pubblica libri dal 2004, con editori e come autrice self-publishing. Le sue opere, romanzi e raccolte di racconti, solitamente sono introspettivi e invitano alla riflessione, ma nella sua produzione non mancano storie romantiche e da bambini. Ama sperimentare linguaggi e generi narrativi.
Questo è quanto racconta di sé: «Mi è sempre piaciuto moltissimo leggere e scrivere. Trovo che lettura e scrittura siano connesse e intrecciate, a volte mi pare che in ciò che leggo e in ciò che scrivo vi sia un filo comune. Per quanto riguarda la mia bibliografia ho pubblicato alcuni racconti brevi sulla rivista Ellin Selae e poi con Gazebo, la raccolta di racconti dal titolo “Lo specchio” (1999),ripubblicata in ebook nell'ottobre 2013. Ho vinto l’edizione 2004 del premio "Montessori" di narrativa per ragazzi, nella sezione dagli 11 ai 13 anni, con un romanzo poi pubblicato con il titolo “Un evento memorabile”. Sono stata finalista all’edizione 2005 del premio "Loria" con il racconto inedito Fuga, adesso pubblicato nell'ebook “Tre brevi storie con delitto e altri racconti”. I miei romanzi per ragazzi “La torre della Papessa” e “Lidia, che detesta la Matematica” sono usciti rispettivamente per Piemme ad aprile 2011 e per Scienza Express nel giugno 2013. Infine nel 2014 ho pubblicato nella collana I Gufi di David and Matthaus "Carolina Lucrezia, William e le stelle", la storia dell'astronoma Caroline Herschel, per ragazzi. Dal 2013 ho pubblicato vari ebook, sia raccolte di racconti che romanzi, la maggior parte dei quali non per ragazzi.»
Ci vuol coraggio a parlare di vecchiaia di questi tempi. Vecchiaia, morte e Dio sono tabù. Di contro media e narrativa ci propongono modelli belli e giovani. Agnes è una signora anziana, già questa premessa non è attrattiva per chi si ferma in superficie. Eppure tutti invecchiamo, se non moriamo prima. Tutti dobbiamo confrontarci con "L'imbarazzo della vecchiaia" (titolo di un libro di Cancrini). Non è ignorandola che la evitiamo. Agnes c'insegna che vecchiaia non è sinonimo di apatia o rassegnata routine. La sua molla è conoscere una persona e allora si mette in viaggio, come farebbe una teen degli anni Settanta per conoscere il suo idolo. Agnes, pur con le sue paure e timori, rischia. Il rischio... è un concetto di solito abbinato a qualcosa di pericoloso, ma il rischio può essere sinonimo anche di curiosità. Finchè si è curiosi si è vivi, giovani dentro, non importa l'aspetto esteriore. Il ritmo lento pare accompagnare come una melodia Agnes, le si addice,s'intona con la sua età matura. Un libro da centellinare, un libro per riflettere. Dio sa quanto ce n'è bisogno. Peccato che chi avrebbe bisogno di riflettere, non lo sappia.
Mi è piaciuto molto questo libro, ed era perfetto come lettura sotto l’ombrellone (ve lo consiglio per l’estate che sta arrivando!). Quello di Agnes è un giallo (ma senza cadaveri), ma è pure un viaggio soprattutto interiore che le cambierà la visione del suo mondo. Ovviamente mi sono già segnata e messo in lista gli altri suoi romanzi, che io ignorantemente non conoscevo. Una piacevolissima sorpresa. Complimenti!
Ho letto molte opere di questa autrice e vado sul sicuro. So di trovarmi di fronte a un testo sempre ben scritto e scorrevole, a personaggi così magistralmente delineati che sembra di averli di fronte e di dialogare con loro. Questa volta la tematica si discosta nettamente dal solito: protagonista è una signora anziana, mai allontanatasi dal suo paese, che intraprende per la prima volta un viaggio, sospinta da una sorta di "necessità" interiore. Tutto parte dall'acquisto di una lampada e dalla conseguente lettura della biografia di un pittore, di cui la signora desidera spasmodicamente sapere di più e ammirare le opere. Durante questo viaggio, che non è altro che la ricerca di se stessa, Agnes conoscerà persone ed esperienze nuove, che le faranno cambiare punto di vista sulla vita. Costretta a rivangare il suo passato doloroso, si renderà conto che esistono ancora un futuro e delle possibilità da tentare, che non bisogna mai negarsi, per quanto pesanti siano state le nostre delusioni. Ho trovato un po' lento lo svolgimento degli eventi, peraltro ampiamente compensato dalla profonda analisi psicologica della protagonista, che stimola molte riflessioni sulla vita stessa.
E’ davvero multiforme e variegata la creatività di Antonella Sacco! Dopo averla recensita come scrittrice per ragazzi, come autrice di sillogi narrative ora è la volta di un racconto lungo davvero affascinante: “Agnes”. La protagonista è una signora anziana, un’ex maestra, che si mette in viaggio, per la prima volta nella sua vita, sulle tracce di un pittore la cui biografia, letta in un libro che le è stato regalato, l’ha talmente appassionata da farle prendere questa decisione assolutamente inconsueta. E’ un viaggio interiore quello di Agnes che la cambierà totalmente, è un cerchio che finalmente si chiude, è una dolce carezza per la terza età, è un invito a tutte/i noi a non rinchiuderci nel guscio dell’abitudinarietà, a non rimuginare sui rimpianti, in una parola: ad aprirci alla vita e a quello che ci può sempre riservare, anche all’età di Agnes. Antonella inserisce nella storia da lei immaginata anche un elemento “giallo” che è perfetto perché si arriva a scoprirne la soluzione goccia a goccia insieme alla protagonista e al suo tenero, nuovo amico Sasha: complimenti Antonella!
Il viaggio di una donna anziana che lascia la sua routine per una curiosità pressante, un desiderio che ella stessa non sa comprendere: vedere le opere di un autore di cui ha letto la biografia. Agnes non può rinunciare, così prende il treno accompagnata dalle sue ansie e da brutti ricordi sempre più presenti. Protagonista assoluta di questo romanzo breve è la necessità. Una necessità quasi generica, che prende forma nel momento in cui la protagonista inizia questa ricerca che sembra fin da subito non portare a nulla. Il libro procede veloce, sembra quasi prendere le tinte del giallo e del mistery, ma è alla fine una vera e propria storia della ricerca di sé stessi, ricerca che, sembra suggerire l’autrice, non è mai troppo tardi per intraprendere. Romanzo profondo ma scorrevole, consigliato.
Il romanzo è molto bello e mi ha catturato, in un “giallo” senza delitti l’autrice ha ricamato una trama delicata e struggente. Notevole l’introspezione della protagonista e ben strutturata la storia della sua ricerca, ispirata da un libro trovato per caso, delle vicende di un pittore semisconosciuto. Come una provetta investigatrice Agnes, un’insegnate in pensione, lascia la sua città e il suo quartiere, da dove si era mossa raramente, per recarsi nei luoghi dove l’artista aveva vissuto e lavorato molti anni prima, con pochi indizi e molti timori. È questo il tema fondamentale del libro, un percorso che diventa interiore, con le difficoltà nel seguire le tracce del pittore che offrono alla protagonista spunti di riflessione sulla sua vita e sulle sue convinzioni, sul suo passato e sulle sue rinunce. Come un meccanismo di precisione, lo stile asciutto e preciso di Antonella Sacco impone di divorare le pagine per svelare il mistero che si cela dietro la figura del pittore e della sua biografa; fino alla fine non ero riuscito a intuire la soluzione del rebus, ma quando questo si risolve tutte le tessere vanno al loro posto, e anche Agnes ne esce rinnovata, con la consapevolezza che la vita non smette mai di sorprendere, anche quando sembra ormai troppo tardi. Consigliato.