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Ruggine

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Ruggine è un racconto che si inserisce magistralmente nel solco di una tradizione narrativa illustre. Libro dalla lingua evocativa, quasi poetica, narra la storia di emarginazione di una donna ormai anziana in un paese di poche anime, grette e crudeli, protagoniste di vicende aspre e orizzonti senza speranza. Sullo scenario di una Toscana letteraria e allo stesso tempo autentica, gli abitanti del piccolo nucleo al centro del dramma, commetteranno ogni tipo di angheria ai danni della donna, vittima suo malgrado di una vera e propria persecuzione a causa del suo passato. Il mistero di Ruggine, chiamata così per l’attaccamento a Ferro, un gatto che ora è l’unica compagnia di una vita altrimenti desolata, ruota attorno a un fatto torbido riguardante il proprio figlio, da tempo rinchiuso in una casa di cura per il suo comportamento violento. Da allora, nonostante i soprusi subiti, Ruggine è il demonio, la strega da cui guardarsi, messa al bando dalla comunità per la sua condotta illecita e punita per il suo atteggiamento schivo e fatalmente remissivo. Nonostante l’innocenza e la rassegnata accettazione di un destino avverso, la condanna sarà senza appello e ad emergere sarà unicamente la grande solitudine della donna fino allo straziante, paradossale epilogo nel rovesciamento di ogni senso di pietà e di giustizia.

151 pages, Paperback

First published January 1, 2016

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Anna Luisa Pignatelli

7 books2 followers

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3 (1%)
Displaying 1 - 30 of 37 reviews
Profile Image for The Frahorus.
1,000 reviews101 followers
January 24, 2024
La protagonista di questo romanzo è una signora anziana che come unico compagno ha accolto un gatto selvatico, Ferro, e pian piano conosceremo la sua storia, la morte del marito, un figlio problematico che le ha causato tanti traumi (abusava di lei) e per questo è stato messo in una casa di cura psichiatrica. La signora viene emarginata da tutti i paesani perché vista come una strega, non a caso le hanno dato il soprannome di Ruggine, sia perché sta attaccata al gatto come appunto la ruggine al ferro, ma anche perché viene considerata come un oggetto ormai destinato ad essere cestinato, non più utile.

L'autrice ci narra con maestria gli ultimi anni di vita di questa signora, della sua vita solitaria e ben ci descrive questa sua rassegnazione a un destino contrario, dove non trova solidarietà neanche con i vicini di casa che sperano che la signora lasci questo mondo per allargare la loro libreria. E ti immedesimi in lei, ogni violenza che ha subito è un colpo di coltello che ti arriva al cuore, ti prende allo stomaco, ti spinge a farle compagnia, a rassicurarla. A me ha ricordato mia nonna che, vedova come lei, stava ore e ore ad osservare dietro la porta le persone che passavano dalla strada e commentava su ognuna di esse, come se si rivedesse nelle loro vite, quasi invidiando la loro giovinezza e spensieratezza.

La stessa Tamara, l'universitaria che viene di tanto in tanto a farle compagnia, è una doppiogiochista, una sorta di spia, ma la signora si è affezionata a lei come una figlia. La storia che ci pennella la Pignatelli è una scrittura tagliente, ripeto, e ci mostra quanta cattiveria spesso si nasconde dietro persone che tutti noi, a prima vista, reputiamo "per bene".

La mia video recensione: https://www.tiktok.com/@lettorecurios...
Profile Image for Ettore1207.
402 reviews
September 11, 2017
Il gatto si chiama Ferro. Gina è un'anziana che conduce una vita dura da emarginata in un piccolo borgo della Toscana. Gli abitanti, in maggioranza gretti e avidi, le affibbiano il nomignolo "Ruggine" poiché lei è attaccata a lui "come la ruggine al ferro". Vedova, vive della misera pensione del marito. Il figlio ha "un baco nella testa", e sarà responsabile di una tremenda e infamante ferita nell'animo e nel corpo di Gina. Popola il racconto una serie di bei personaggi, dal parroco George, alla giovane finta amica Tamara, alla professoressa vicina di casa.
Una scrittura affilata per un dramma denso che parla di cattiveria, avidità, intolleranza e, soprattutto, di solitudine.
Profile Image for melissabastaleggere.
161 reviews713 followers
August 27, 2022
Mi ero imbattuta in questo libro lo scorso anno, durante una giornata passata per librerie. Mi aveva attirata per la copertina, l’avevo fotografato per ricordarmi della sua esistenza e aggiungerlo alla tbr ma, sommerso dagli innumerevoli titoli che si sono accumulati nella mia lista, ho finito col “dimenticarlo”. Finché, pochi giorni fa, l’ho trovato nell’armadio Vinted di una ragazza, dalla quale volevo acquistare un altro libro. Approfittando degli sconti sui set, ho preso entrambi e ho voluto dare la precedenza a Ruggine, come per scusarmi d’averlo bistrattato.

Che dire… a volte é destino che certi libri dobbiamo leggerli. Dobbiamo leggerli e farci travolgere dalla loro brutalità, difendendoci o cedendo agli innumerevoli pugni che mirano al nostro stomaco e, dopo averli chiusi, dobbiamo digerirli.
Davvero mirabile la scrittura di quest’autrice, ogni parola é come una stilettata, calcolata al millimetro e soppesata perfettamente.
Una piccola perla. Contentissima d’averlo ritrovato. Ruggine e Ferro rimarranno con me per tanto tempo.
Profile Image for Roby_Hood_.
277 reviews16 followers
October 7, 2017
E' un romanzo che va letto e digerito, prima di poterne dare un giudizio...sereno per una vicenda che serena affatto non è.
Ruggine è un soprannome cattivo che la gente del paese ha dato a Gina, un'anziana signora rimasta sola al mondo che si è attaccata (come la ruggine, appunto) all'unico essere vivente che le voglia un po' di bene e cioè Ferro, il suo gatto.
Quella di Gina è una storia di solitudine, di animo prosciugato per il tanto dolore, di emarginazione e i cattiveria dei suoi compaesani. Gina è vedova ed ha un figlio che sedici anni prima l'ha stuprata ripetutamente (la sua non normalità mentale lo porta a non distinguere una donna da una madre), ma la gente cattiva dice che è colpa di Gina e delle sue insanità se il figlio l'ha trattata così.
Tutti la emarginano, la considerano una strega, perché lei non ama stare a contatto con la gente, perché ancora si mette il rossetto e perché si ostina a mettersi lo smalto viola alle unghie, ma soprattutto perché lei sa capire la gente solo guardandone i lineamenti, capacità però che viene scambiata per divinazione di strega. Nessuno ha pietà di lei, nonostante la sua malattia fisica (in realtà psicosomatica) che la sta incurvando e che le impedisce di camminare se non con l'aiuto di un bastone, anzi il padrone di casa la vuole a tutti i costi sfrattare per poter vendere le due stanze che lei occupa alla vicina che ha bisogno di spazio per riporre tutti i suoi libri (è una professoressa di storia i pensione, vedova anch'ella), padrone che non esita a farle dispetti per renderle la vita impossibile, come per esempio commissionare il furto dei soldi della pensione per impedirle di pagare l'affitto.
Anche il figlio, uscito dalla casa di cura dove era rimasto tanti anni, irretito dal suo amico nonché nipote del proprietario dell'appartamento di Gina, ritorna una notte a farle visita e la palpeggia, indossando però un passamontagna.
Alla fine la malvagità delle persone avrà la meglio, in un epilogo paradossale che lascia l'amaro in bocca!
Tutta la vicenda viene raccontata dal punto di vista di Gina, ma attraverso gli occhi di Ferro: ciò che il felino guarda o fa sono sempre occasioni per Ruggine di ripensare al suo passato, a se stessa, al marito e al figlio e a ciò che le ha fatto, ai compaesani, in un continuo susseguirsi di passato e di presente: un passato che ritorna come un'ossessione venata in certi momenti di nostalgia e di dolore per aver procreato, un presente in cui si ostina a ricercare la solitudine e a rifuggire la grettezza della gente.
Devo dire che il romanzo mi è piaciuto, sia per lo stile di scrittura che per la vicenda narrata, anche se mi ha molto rattristato e mi ha lasciata in un stato di prostrazione di cui avrei fatto volentieri a meno...
Profile Image for Violino Viola.
264 reviews33 followers
June 29, 2022
Nel complesso è stata una lettura interessante, anche perché ci sono pochi testi mi pare che abbiano come protagonista una persona anziana; ho anche apprezzato l'ambientazione, questo paesetto di provincia reso asfittico dalle malelingue che lo abitano, ripiegate su se stesse e prese solo dalle proprie meschinità. Solo che la narrazione torna e ritorna nel ripetere le stesse cose (non so se era voluto dall'autrice per suggerire il flusso dei pensieri un po' ossessivi di una persona anziana ) e invece è un po' troppo veloce e sbrigativa nel finale. Inoltre, da vera gattara, sono stata tutto il tempo con l'ansia perché avevo paura che succedesse qualcosa a Ferro 😅
Profile Image for Sofia Fresia.
1,244 reviews25 followers
April 20, 2017
Libro lento, introspettivo e particolare. I fatti che accadono si possono contare sulle dita di una mano, ma la grande bellezza di questo romanzo sta nella descrizione minuziosa dell'indole della protagonista e del contesto in cui vive. Ci si affeziona a lei, non si può fare a meno di tifare affinché riesca a cavarsela e sorridere alle sue stramberie dettate anche da un'innocente ingenuità. La trama si presenta inquietantemente ciclica, perché sul finale abbiamo un riaffermarsi di paure passate e vicende già viste che lasciano poco spazio alla speranza. Nonostante questo ne consiglio vivamente la lettura perché a volte un libro che faccia un po' riflettere oltre che divertite serve a tutti.
Profile Image for Maria.
176 reviews3 followers
March 26, 2022
il mio genere di libro: lirico, introspettivo, che tratta un tema inusuale… l’unica cosa è che ci avrei visto bene un finale più “deciso”, per compensare la scarsità di avvenimenti della storia. ma anche così rimane un gioiello di libro. grazie all’autrice
Profile Image for Emanuela Il mondo di sopra.
285 reviews24 followers
January 29, 2016
da www.ilmondodisopra.it Come si può non amare la copertina di questo libro? Il disegno di un gatto a matita su sfondo bianco, quel senso di minimal e chic allo stesso tempo... la scritta ruggine che invita ad aver voglia di scoprire il perchè...e no non è un libro da sottovalutare perchè non ha una copertina piena di immagini e colori, è un libro bianco che ha un universo intero all'interno.

Partiamo con una domanda: Quanto ha bisogno l'uomo di essere accettato? Quanto sappiamo davvero stare da soli?

In queste pagine ci troviamo in un piccolo paese sperduto nella Toscana, quei paesi dove le vecchiette sono peggio della C.I.A., sanno tutto di tutti e nonostante l'età avanzata e gli occhiali a fondo di bottiglia, riescono a trovare il pelo nell'uovo!

La protagonista è Gina una donna soprannominata Ruggine per via della sua ossessione, del suo amore, della sua dipendenza (ricorda tanto me) a Ferro il suo micione grigio. Un gatto pieno di vita che ha voglia di vivere avventure (come ogni gatto che si rispetti) e che sembra prendere in giro invece la vita ormai della sua padrona, che a causa della sua malattia e dei suoi dolori si trascina per passi lenti ingobbita per strada.

L'amore tra lei e questo gatto arriva all'improvviso, quando due anime sole arrivano a incontrarsi, vivono la solitudine insieme anche se restia lei all'inizio.

Gina è sola. L'autrice ci racconta la sua storia, ci porta a muoverci a passi lenti come lei, ci porta nel suo mondo e ci fa capire quanto il passato può essere pesante come un macigno.

Come l'autrice stessa scrive quando l'anima ha una pena troppo grave sembra quasi farne a metà con il corpo così da non morire dentro. Ecco quindi che i dolori che la protagonista sente, nonostante senza causa (a detta del medico) sembrano quasi sussurrare ad ogni passo che è l'anima a farla ingobbire sempre di più per via del peso del passato.

Quanto può far male il passato sul presente? Quando il dolore è troppo forte la mente dimentica per dare un attimo di respiro.

Gina è sola, è considerata la strega del paese, quella che legge la sorte sul viso degli altri, la donna che riesce a comprendere la vita degli altri semplicemente guardandoli. Solo il marito defunto le dà ancora una mano con la pensione che preleva ogni mese e le dà la possibilità di tirare avanti.

Gina è sola e nonostante gli occhi degli altri sembrino non guardarla, gli altri sanno sempre tutto di lei.

L'autrice in queste pagine affronta tematiche dure, la violenza che narra, l'oltraggio e la desolazione dell'anima della protagonista ci entra dentro come un pugno.

Non è un libro facile da leggere per via della devastazione che passa la protagonista e per lo stile dell'autrice che ci permette di ritrovarci lì in quel libro. Ogni scena narrata ci pare di viverla, ogni immagine che l'autrice racconta eccola che ci appare nella nostra mente. Questo succede perchè lo stile dell'autrice è unico.

Se l'inizio del libro sembra andare a rilento come i passi dovuti al dolore, pagina dopo pagina ci ritroveremo lì a scorrere le dita su quei fogli, quasi avidi per girare subito la pagina e scoprire altro.

Ho letto questo libro in poche ore, giusto dopo cena mentre mio marito guardava la televisione dall'altra parte del divano.

Gina è sola e ha bisogno di sentirsi accettata dagli altri, lei parla solo con il suo gatto Ferro e l'unica possibilità che ha di sentire un altra voce è quando va a fare la spesa comprando giusto il pane per tirare avanti.

I personaggi che arrivano nella vita della protagonista sono persone che potremmo incontrare tutt'ora in un piccolo paese di provincia. Troviamo la comarella sempre alla finestra a guardare la vita degli altri, troviamo la vedova inacidita perchè le cose non vanno come aveva progettato, troviamo l'omino ricco che arriva in paese solo per qualche mese e deve far notare la sua presenza, troviamo i vecchietti fuori dal bar con il bicchiere di vino per l'aperitivo e troviamo un giovane malato, ossessionato che crea gli incubi più brutti.

No, non confondete questo libro con un thriller solo perchè sto pesando le parole per non spoilerarvi nulla, semplicemente queste pagine contengono la storia di Ruggine chiamata così perchè se attaccata a Ferro come la Ruggine.

Alla fine della storia non troverete il vissero felici e contenti, non troverete la fine del lupo cattivo e cappuccetto rosso in salvo. Gina è la strega da mettere al rogo, Gina è la donna che va eliminata.

Nonostante il suo essere così crudo e a volte quasi troppo amaro da digerire, questo libro mi è piaciuto. Mi è piaciuto conoscere Gina e il suo animo. Mi è piaciuto scoprire una donna che nonostante gli anni e la mancanza di ogni cosa, si sente bene con un rossetto sulle labbra. Mi è piaciuto leggere di lei che sopravvive, che nonostante il dolore si tira avanti, mi è piaciuto scoprire come una donna sola con la gente che non fa altro che guardarla male, lei va avanti comunque.

L'autrice è capace di tenerci con il fiato sospeso fino alla fine.
Profile Image for La Stamberga dei Lettori.
1,620 reviews146 followers
Read
February 2, 2016
Un mondo claustrofobico e fortemente provinciale fa da cornice alla drammatica storia dell’anziana donna che a Montici chiamano Ruggine, solo perché è sola e ha alle spalle una storia disastrosa con un figlio dalle caratteristiche nettamente borderline, che lei stessa tende a rimuovere per non soffrire di nuovo il calvario. Ruggine è una donna che, nella sua sfortuna, regala una dimensione di indipendenza: può contare solo su se stessa e nonostante abbia dato prova di non essere un’eroina realmente protagonista della sua esistenza, si adopera con rassegnazione per la sopravvivenza, attendendo il giorno in cui anche lei, come Neri, suo marito, potrà esalare l’ultimo respiro.

Sebbene si tratti comunque di un testo breve, tra le sue pagine si condensano davvero migliaia di contenuti, afferenti quasi tutti all’animo umano: dalla ferocia, incarnata non solo nelle azioni di Loriano, quanto invece nell’ostilità del borgo che giudica la donna, la estromette e la rifiuta, obbligandola a cavarsela da sé e a ricercare aiuto proprio negli esclusi come lei, a iniziare dallo zingaro Zarco, ma per continuare proprio con il gatto Ferro che, come ogni animale, è capace di amare qualcuno scevro da qualsiasi condizionamento ambientale, o morale.
E proprio dal nome del suo animale deriva anche il suo essere definita “ruggine”: l’uno, sembra, senza l’altro non può vivere. Ma entrambe le entità invece dimostrano che possono sviluppare la loro storia in modo indipendente, in cui l’affetto è più bilanciato sul bisogno reciproco e sulla convenienza.

Continua su:
http://www.lastambergadeilettori.com/...
Profile Image for Sally68.
298 reviews32 followers
May 5, 2017
È la storia di Gina, una signora anziana che si fa forza, giorno dopo giorno di andare avanti,
nonostante i vari dolori dovuto all’etá, ma non solo!
Piano piano si entra a far parte di quel luogo, un borgo sperduto tra le montagne toscane, a
tratti mi è sembrato di patire con Gina, mi sono arrabbiata con la gente del paese, che sparla, che
travisa le cose, che vede ma non parla, che sta a guardare ma non interviene…
Era solo sola e con un bisogno disperato di essere ascoltata e amata…
Non dev'essere facile rendersi conto, che ogni giorno che passa, che i gesti quotidiani inevitabilmente diventano sempre più lenti e conquistati con fatica..
Grande esempio di volontà, di volercela fare contro tutto e tutti…
Ci sono molte culture che tengono in grande considerazioni gli anziani e da cui noi tutti dovremmo
imparare perché indaffarati come siamo ce lo stiamo dimenticando.

Bella lettura!!
Profile Image for Aquila Reale.
351 reviews18 followers
February 13, 2016
Recensione completa su Penna D'oro
“Ruggine” è un libro che vi consiglio di leggere, parlerà al vostro cuore e dovrete fare i conti con le brutture della vita. Si consiglia un bel respiro profondo prima d’iniziare la lettura e la vicinanza di un fazzolettino per affrontare il finale che potrebbe, a me è successo, strapparvi lacrime di commozione. Buona lettura :)
Profile Image for Cariatide ✨.
111 reviews32 followers
September 23, 2017
💔

[...] Nei periodi in cui i dolori rimanevano assopiti e poteva scordarli per un po' si sentiva un fiore fra le pagine d'un libro, incartapecorita, schiacciata dal peso della vita, ma ancora intrisa di mistero e d'incanto. Ora però la prese di nuovo la stanchezza e le parve che la mano guantata di chi l'era entrato nel letto le avesse strappato i petali uno ad uno.
Profile Image for Mighty Aphrodite.
610 reviews59 followers
May 23, 2023
È un piccolo paesino della Toscana fermo nel tempo quello che ci accoglie nelle pagine di Anna Luisa Pignatelli.

La protagonista è una donna che cerca di nascondersi dal suo passato; nonostante la sua mente le abbia permesso di dimenticare il dolore che ha subìto, la violenza della quale è stata oggetto, gli abitanti del paese di Montici sono decisi a non obliare quanto le è accaduto, ad additarla come pazza, perversa, una strega in grado di ammaliare, di rovinare la mente delle persone che la circondano.

Nonostante la vecchiaia incombente, la stessa vecchiaia che le piega dolorosamente la schiena e che la lascia inebitita a terra ad ogni spasmo, Gina, soprannominata Ruggine per il suo strenuo attaccamento ad un gatto che viene spesso a farle compagnia, è animata da un forte desiderio di vita, di indipendenza. Non si accontenta dei ristretti confini che la vita di paese prescrive a chiunque si trovi all’interno delle sue anguste regole, delle sue aspettative, dei pettegolezzi sussurrati di finestra in finestra.

Continua a leggere qui: https://parlaredilibri.wordpress.com/...
Profile Image for Simona P. .
155 reviews2 followers
May 1, 2018
Ruggine - Anna Luisa Pignatelli

Fazi Editore
151 pagine

Che amarezza!
Un romanzo breve, duro, incisivo, tagliente che racconta la storia di Gina, detta Ruggine per il suo attaccamento a quel gatto che ha chiamato Ferro e che l'ha scelta come padrona.
È una storia di soprusi, angherie, molestie e cattiverie che questa povera vecchia, che tutti credono una ricca strega avara, ha subito nella vita e che continua a subire anche dopo essere rimasta vedova, perfino da suo figlio.
Soprattutto è una storia di solitudine ed emarginazione fatta di pettegolezzi di paese e povertà.
Lo stile dell'autrice è quasi poetico, le descrizioni sono lunghe e i dialoghi scarni ed essenziali. È un libro lento che mette rabbia e tristezza allo stesso tempo. Lo si termina con un groppo in gola e quell'amara convinzione che la morte sia preferibile ad una vita misera e ingiusta che ti tira lo scherzo di dubbio gusto regalandoti uno sciagurato spiraglio di felicità attraverso il micragnoso affetto che ricevi da un gatto a cui sai che sopravvivrai... Cosa rimane poi?
Profile Image for Abc.
1,120 reviews108 followers
August 9, 2023
Senza dubbio l'autrice è una buona penna e scrive in modo davvero suggestivo. Il romanzo è molto intimista, le azioni sono ben poche perché è tutto basato sui pensieri e sul vissuto dell'anziana protagonista.
Ti devasta leggere dell'immensa solitudine di questa donna che ha solo un gatto girovago a farle un po' di compagnia. E ti devasta ancora di più leggere non solo dell'indifferenza, ma addirittura della cattiveria che le riservano i suoi compaesani. Credevo si trattasse di manie di persecuzione da parte della protagonista, ma ho dovuto arrendermi all'evidenza che tutte le sue sensazioni e i suoi sospetti erano orrendamente fondati.
La bravura di Pignatelli sta tutta nel creare un'atmosfera di tensione, che ti fa capire che ci si sta avvicinando a qualcosa di brutto, anche se non si capisce cosa e quando accadrà.
Purtroppo devo riconoscere di averlo trovato un po' ripetitivo e noioso, nonostante il numero limitato di pagine.
Profile Image for Laura.
52 reviews
March 18, 2019
Romanzo molto particolare in quanto la trama di per sé non è niente di che, i fatti che accadono si contano sulle dita di una sola mano. Questa trama scarna non è però un "difetto", ma è una particolarità unica del libro stesso.

Non so bene cosa scrivere e cosa pensare di questo romanzo se non che è strano. La vicenda narrata è molto semplice e molto amara, non succede niente di che, ma lo stile di scrittura e la bellezza con cui viene descritta l'indole,la storia e tutto il piccolo mondo di Ruggine è potente e capace di sollecitare una forte empatia per questa "vecchietta".

Questo è il mio primo aproccio all'autrice e devo dire che mi aspettavo di più, tanto che, per me, supera di poco la sufficienza.
Profile Image for Lia Valenti.
832 reviews57 followers
August 9, 2017
Mentre leggevo questo libro in me albergavano rabbia e tristezza.
Rabbia e ira verso quei paesani squallidi,spioni e pettegoli che senza un motivo avevano bollato come strega e come pazza una donna che si faceva solo i fatti suoi!
Tristezza ,tanta tristezza per Gina che si ritrova isolata solo perchè quel porco del figlio non si è comportato da figlio. Mi fa molta tenerezza questa donna che la malattia ha fatto ingobbire ma che non si arrende e continua a darsi lo smalto e anche un po' di rosso sulle labbra e sulle guance,Gina è nata donna e continua a comportarsi come una donna anche se ha quasi 80 anni.
Questo è quello che i suoi paesani non sopportano,loro si sono arresi alla vecchiaia,
alla malattia e alla demenza e non si capacitano che Gina stia sulle sue e
non dia loro più confidenza.
Lei preferisce chiacchierare e stare vicino a Ferro, il gatto a cui ha dato questo
nome per il colore del suo mantello,naturalmente i pettegoli e i maligni del
borgo non si sono fatti scappare l'occasione e hanno iniziato a chiamarla Ruggine .
Profile Image for Il Pech.
357 reviews23 followers
March 16, 2020
7/10. La scrittura secca, decisa e arrabbiata, come l'anziana protagonista di questa triste storia, è stata una piacevole sorpresa. Frasi brevi che sono sentenze. Sentenze sulla mentalità da paesino, sulla vecchiaia, sull'invidia e la diffidenza, che se non vengono combattute, possono diventare l'unico modo di guardare al prossimo.

Il primo capitolo mi ha conquistato, il resto del libro non si mantiene sullo stesso livello. Ma, se ne avrò occasione, leggerò altro della Pignatelli.
Profile Image for A clockwork reader.
27 reviews
September 9, 2025
4,5⭐️La storia di Ruggine, ovvero Gina, é la triste realtà che accompagna i piccoli paesini di provincia, dove tutti conoscono tutti e proprio per questo pensano di dover sapere tutto di ogni persona e soprattutto sono convinti che il loro vociare alle spalle di qualcuno, affibbiandogli i peggiori epiteti e vizi, renda reale le loro convinzioni che quella determinata persona sia, a tutti gli effetti, una poco di buono o addirittura una strega, sentendosi automaticamente migliori perché non al pari di quella megera ubriacona.

Una scrittura tagliente, che va dritta al punto in ogni questione, a tratti sintetica, mentre in altri molto descrittiva.

Ho particolarmente apprezzato questo libro, perché nonostante non sia stata una lettura spensierata, non é risultata pesante o prolissa.

Come ultima cosa ci tengo ad invitarvi a leggerlo, non solo perché Anna Luisa Pignatelli é una scrittrice assolutamente da scoprire e approfondire, ma perché nonostante la malinconia che accompagna un po’ tutto il libro, vi affezionerete a Gina e a Ferro, vi verrà voglia di conoscere questa docile anziana e scambiarci due parole mentre bevete un caffè ( o del vino).
Sicuramente a me resteranno nel cuore per molto tempo.
Profile Image for Debora.
290 reviews
May 10, 2021
una storia troppo delicata per essere racchiusa in così poche pagine, non c'è tempo di dare il giusto peso a tutto, all'accaduto, alle ferite che si rimarginano e che si riaprono, all'odio del mondo che anzichè aiutare affossa....
peccato, scrittura piacevole, qualche refuso, poteva essere molto di più
Profile Image for iakila Bookovers.
327 reviews3 followers
February 24, 2025
Superato lo shock del primo capitolo, questo libro trasmette una tristezza viscerale.
Ho riso, pianto, avuto paura e riflettuto.
Quanto dolore, a pagina 141 sono sopravvissuta, ma ho pianto per ore, e ditemi come avete fatto a non strappare via pagina 144. Che RABBIA.
La scrittura é meravigliosa. Lo consiglio assolutamente!
4,6⭐️
4💧
Profile Image for Maria Cristina.
82 reviews3 followers
July 20, 2020
Libro molto breve quanto intenso. Scritto molto bene, lascia un bel segno a chi lo legge e poche parole con cui commentare. La storia è parecchio amara..non adatto a chi si impressiona facilmente. Una denuncia contro la violenza sulle donne.
Profile Image for Anja Trevisan.
91 reviews17 followers
January 9, 2023
CHE TRISTEZZA CRISTO
1. sterilizzate i gatti
2. da oggi ogni volta che vedrò un’anziana sola per strada la aiuterò anche se mi bestemmierà dietro
3. unica pecca del libro: è abbastanza ripetitivo e usa spesso le stesse espressioni
Profile Image for Martina.
24 reviews
February 18, 2023
Storia di vecchiaia, di un’anziana dal passato e dal presente complessi.
Fatti pieni di cattiveria umana, che il gatto Ferro pare alleviare.

Lo stile e la narrazione non mi hanno particolarmente colpita.
8 reviews
February 14, 2021
Un libro che rispecchia in pieno la malvagità dell'uomo nell'accanirsi verso i più deboli, nel giudicarli e isolarli fino a rendere la loro esistenza esasperata nella solitudine di tutti i giorni.
100 reviews
July 3, 2023
Una storia torbida dove dominano i pregiudizi, la cattiveria e l'indifferenza di una società che magari riteniamo perbene. Lo consiglio.
Displaying 1 - 30 of 37 reviews

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