Un romanzo ambientato nell'universo di The Elder Scrolls e collocato circa 40 anni dopo gli eventi di Oblivion. L'idea di una città volante proveniente da un altro piano dell'esistenza è affascinante e il libro amplia la storia di Tamriel con creature, intrighi e luoghi molto originali. Tuttavia, le numerose linee narrative, il ritmo irregolare e una conclusione poco autonoma mi hanno impedito di sentirmi completamente coinvolta.
Breve riassunto senza spoiler
Tamriel sta ancora affrontando le conseguenze della Crisi dell'Oblivion e della fine della dinastia Septim. Sul trono imperiale siede ora Titus Mede, ma il nuovo ordine politico viene minacciato dall'apparizione di Umbriel, una gigantesca città che fluttua nel cielo.
Umbriel avanza lentamente attraverso il continente e lascia dietro di sé morte e distruzione. Le persone che si trovano sul suo cammino perdono la vita e vengono trasformate in creature al servizio della città, mentre nessuno sembra conoscere le sue vere origini o il suo obiettivo.
Annaig Hoinart, una giovane bretone appassionata di alchimia, e il suo migliore amico Mere-Glim, un argoniano, si trovano nella Palude Nera quando Umbriel compare. Spinti dalla curiosità e dal desiderio di vivere un'avventura, raggiungono la città volante, ma scoprono troppo tardi di essere entrati in un luogo dal quale è quasi impossibile fuggire.
Annaig riesce a inviare una richiesta d'aiuto al principe Attrebus Mede, figlio dell'imperatore. Il giovane è conosciuto in tutto l'Impero come un eroe coraggioso e decide di partire per fermare Umbriel. La sua missione, pero', lo costringe presto a confrontarsi con la differenza tra la reputazione costruita intorno a lui e le sue vere capacità.
Nel frattempo Sul, un misterioso elfo oscuro legato al passato di Umbriel, cerca a sua volta un modo per raggiungere la città. Le vicende dei diversi personaggi iniziano cosi' ad avvicinarsi, mentre la minaccia prosegue il proprio viaggio verso il cuore dell'Impero.
Analisi dei personaggi
Annail è uno dei personaggi più interessanti del romanzo. E' curiosa, intelligente e dotata di una notevole conoscenza dell'alchimia, ma all'inizio appare anche ingenua. Il suo desiderio di fuggire da una vita monotona la spinge verso Umbriel senza che comprenda realmente il pericolo.
Una volta intrappolata nella città, Annaig deve imparare velocemente a sopravvivere. Non è una guerriera e non possiede poteri straordinari, quindi utilizza cio' che conosce: osservazione, creatività e alchimia. Ho apprezzato il fato che la sua forza dipenda soprattutto dall'intelligenza e dalla capacità di adattarsi.
Allo stesso tempo, alcune parti dedicate alla sua permanenza su Umbriel diventano piuttosto lente. Le descrizioni delle cucine, delle sostanze e delle gerarchie interne sono originali, ma occupano molto spazio e finiscono per rallentare la tensione. Il suo percorso rimane comunque uno dei più coinvolgenti.
Mere-Glim è un argoniano e il migliore amico di Annaig. E' più prudente e legato alla propria terra, ma sceglie comunque di accompagnarla. La sua natura gli permette di osservare Umbriel da una prospettiva differente e di entrare in contatto con alcuni degli esseri che la abitano.
Il rapporto tra Annaig e Glim è uno degli elementi più riusciti. I due sono molto diversi, ma si proteggono e cercano continuamente di ritrovarsi in un ambiente che tenta di separarli. Avrei pero' voluto un maggiore approfondimento emotivo, soprattutto nei momenti in cui le loro esperienze cominciano a trasformarli.
Attrebus è probabilmente il personaggio con l'evoluzione più evidente. E' il figlio dell'imperatore ed è celebrato dal popolo come un grande eroe, ma la sua immagine pubblica non corrisponde del tutto alla realtà. Cresciuto all'interno di una corte protetta, non ha mai avuto molte occasioni per capire quali siano davvero i suoi limiti.
La missione contro Umbriel lo costringe a distinguere tra il coraggio raccontato nelle canzoni e quello necessario quando non esistono protezioni. La sua crescita è interessante perché parte da un ragazzo privilegiato e sicuro della propria fama, ma procede a volte in maniera fin troppo improvvisa.
Sul è il personaggio più misterioso. E' un dunmer tormentato, legato a Umbriel e ad alcuni eventi del passato che vengono rivelati gradualmente. Possiede conoscenze importanti sui piani dell'Oblivion ed è disposto ad affrontare qualsiasi rischio pur di raggiungere il proprio obiettivo.
Il suo carattere cupo crea un buon contrasto con l'inesperienza di Attrebus. Il rapporto tra i due nasce più dalla necessità che dalla fiducia e rende il loro viaggio interessante. Sul, pero', rimane volutamente enigmatico e alla fine del volume avevo ancora la sensazione di conoscerlo poco.
Colin, membro del Penitus Oculatus, porta nella storia una componente investigativa e politica. Le sue indagini suggeriscono che la minaccia non provenga solo da Umbriel, ma anche dagli intrighi interni all'Impero. La sua sotto-trama è promettente, anche se nel primo volume non riceve una vera conclusione.
Temi principali
Uno dei temi centrali è la sopravvivenza. Annaig e Glim si trovano in un ambiente regolato da leggi completamente diverse da quelle di Tamriel. Per rimanere vivi devono osservare, adattarsi e comprendere il funzionamento della città senza perdere la propria identità.
Il romanzo riflette anche sull'eroismo. Attrebus è considerato un eroe prima ancora di avere davvero dimostrato il proprio valore. La sua storia mette in discussione la differenza tra una reputazione costruita dalla propaganda e il coraggio autentico, che emerge soltanto davanti alla paura e al fallimento.
Un altro tema importante è il potere. Umbriel consuma le terre che attraversa e trasforma gli esseri viventi in risorse. Anche l'Impero, pero', utilizza immagini, informazioni e persone per mantenere il proprio equilibrio politico. Il libro mostra quindi forme diverse di controllo, alcune apertamente mostruose e altre nascoste dietro titoli e istituzioni.
L'amicizia è fondamentale, soprattutto nel rapporto tra Annaig e Glim. La loro avventura nasce da una decisione impulsiva, ma il desiderio di proteggersi diventa presto cio' che permette a entrambi di resistere.
Il romanzo affronta inoltre il rapporto tra curiosità e responsabilità. Annaig desidera conoscere cio ' che si nasconde dentro Umbriel, ma scopre che cercare l'avventura senza comprenderne i rischi puo' avere conseguenze terribili.
E' presente anche il tema dell'identità. I personaggi devono confrontarsi con il divario tra cio' che credono di essere e cio' che le circostanze rivelano. Attrebus scopre la verità sulla propria immagine eroica, mentre Annaig e Glim devono capire quanto siano disposti a cambiare per sopravvivere.
Infine, The Infernal City parla delle conseguenze del passato. La Crisi dell'Oblivion ha cambiato Tamriel e alcuni eventi che sembravano conclusi continuano a influenzare il presente. Umbriel diventa cosi' una nuova minaccia nata da ferite che il mondo non ha ancora realmente superato.
Commento personale finale
L'elemento che ho apprezzato maggiormente è stato Umbriel. La città volante è inquietante, misteriosa e completamente diversa dai luoghi visitati nei videogiochi. Le sue gerarchie, le sue creature e il suo funzionamento creano un'atmosfera quasi da incubo.
Mi è piaciuto anche il modo in cui il romanzo amplia l'universo di The Elder Scrolls. Ritrovare Tamriel dopo gli avvenimenti di Oblivion e vedere come siano cambiati l'Impero e i suoi equilibri politici è molto interessante. I riferimenti alle razze, alla magia, ai Dadra e ai diversi piani dell'esistenza rendono la storia particolarmente piacevole per chi conosce già la saga.
Allo stesso tempo, questa ricchezza puo' diventare un limite. Il libro introduce numerosi nomi, luoghi e concetti senza soffermarsi sempre sulle spiegazioni. Chi non conosce The Elder Scrolls potrebbe quindi sentirsi spaesato, mentre i fan riescono a comprendere più facilmente il contesto.
Il ritmo è piuttosto irregolare. Le parti dedicate ad Annaig sono originali, ma alcune descrizioni del suo lavoro e della vita interna di Umbriel diventano ripetitive. Le vicende di Attrebus e Sul sono più avventurose, mentre l'indagine di Colin procede separatamente e sembra soprattutto preparare il seguito.
Anch i continui cambi di prospettiva hanno limitato il mio coinvolgimento. Proprio quando una linea narrativa diventava interessante, il romanzo passava a un altro personaggio. Questo permette di mostrare la minaccia da più punti di vista, ma rende la storia frammentata.
Un altro problema è la conclusione. The Infernal City è il primo volume di una dilogia e termina lasciando quasi tutte le questioni principali aperte. Più che un romanzo completo, sembra la prima metà di una storia più lunga. Per conoscere il destino dei personaggi è praticamente necessario leggere Lord of Souls.
Nonostante questi difetti, ho apprezzato l'atmosfera, il worldbuilding e l'idea centrale. Annaig è una protagonista intelligente, Attrebus affronta una buona evoluzione e Sul aggiunge una componente più oscura alla vicenda.
Nel complesso, The Infernal City è un'espressione interessante dell'universo di The Elder Scrolls, particolarmente adatta ai fan che desiderano conoscere cio' che accade tra Oblivion e Skyrim. L'ambientazione è affascinante e la minaccia di Umbriel funziona, ma il ritmo discontinuo, i personaggi non sempre approfonditi e il finale sospeso mi impediscono di assegnargli una valutazione più alta: 3 stelle.