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Le streghe di Lenzavacche

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A Lenzavacche, minuscolo paese della Sicilia, vivono il piccolo Felice, la madre Rosalba e la nonna Tilde. È il 1938, e sembra non esserci posto per quel bambino disabile e vivace nell’Italia ossessionata dalla perfezione fisica esaltata dal fascismo. Felice, tuttavia - frutto di un amore appassionato della madre con un arrotino di passaggio, il Santo - riesce a vivere in pienezza nonostante i disagi fisici e l'emarginazione. Perché la sua è una famiglia speciale, di sole donne, le ultime discendenti di un gruppo di “streghe” che nel 1600 trovarono rifugio proprio a Lenzavacche dopo essere state bollate come corruttrici e istigatrici del demonio. Spose abbandonate, mogli gravide, figlie reiette, donne perseguitate che decisero di riunirsi per fronteggiare eventi difficili della vita, affratellandosi in un vincolo di solidarietà umana. Accanto a lui, oltre a queste donne piene di risorse, sostenitrici zelanti del potere benevolo delle streghe, c’è il farmacista Mussumeli, donnaiolo incallito ma benigno protettore della famiglia. E infine Mancuso, il nuovo maestro della scuola elementare, giovane e innamorato della cultura, dominato da un dolore lontano. Tutti insieme si ingegnano per escogitare metodi che possano regalare a Felice movimento, parola e indipendenza. In una Sicilia viziosa e ipocrita, dove c’è sempre qualcuno pronto a giudicare, Felice e il Maestro Mancuso diventano un simbolo di coraggio e fantasia, il segno concreto di una rinascita possibile.

153 pages, Paperback

First published March 1, 2016

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Simona Lo Iacono

12 books14 followers

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123 (39%)
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31 (9%)
1 star
4 (1%)
Displaying 1 - 30 of 43 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,474 reviews2,456 followers
September 12, 2025
AL DIO DI TUTTI I NARRATORI


Frans Francken II: La cucina delle streghe. Circa 1610.

Lenzavacche è una contrada nel territorio di Noto (Siracusa), un nome che unisce mare e terra, proprio come l’isola Sicilia.

Le ‘streghe’ di Lenzavacche erano un gruppo di donne abbandonate, perché incinta senza marito, o figlie respinte. Erano donne emarginate e disprezzate, che si riunirono in una casa ai margini del paese e furono bruciate perché ritenute seguaci del diavolo.



Conoscevano piante e animali e sapevano curare malattie – ognuna tesseva una coperta da terminare nel momento esatto della sua morte, nella quale avvolgere il suo cadavere.
Queste streghe calano le reti dal balcone e lanciano la lenza dal terrazzo - ricamano scene d’amore perché si avverino - allestiscono corredi per neonati non ancora concepiti - seguono la rotta delle stelle cadenti - si inginocchiano alla luna pellegrina - non sono nobili, non sono popolane, non sono serve né padrone - si adattano al dolore, alla gioia, alla carestia e all’abbondanza - sono abituate a uomini randagi, figli senza antenati, sposalizi dell’anima che nessun registro ecclesiastico registrerebbe - coprono gli specchi con i panni perché nessun atto di vanità è ammesso…


Copertina

Sono donne perseguitate da una società maschilista, ipocrita e corrotta. Sono donne rese ultime nella scala sociale, considerate diverse e scansate come fossero mostri.

Ma la vera storia avviene secoli dopo, durante il fascismo, nel 1938.
Le protagoniste sono due donne, considerate streghe perfino nel Secolo breve: una madre che tesse la coperta, e una figlia che conosce l’amore travestito da straniero, un arrotino di passaggio chiamato il Santo.


Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto: Scuola di donne. Circa 1720.

Nasce un bambino, un bambino imperfetto, figlio di una strega e di un randagio: nasce deforme, e viene chiamato Felice per ribaltare il destino: è un disabile nell’Italia fascista che esalta la mistica della forza fisica.
Le due donne non si rassegnano alla menomazione del bambino, con il loro amore sconfinato, che non ha nulla di stregato, si sforzano e adoprano perché anche il piccolo possa trovare movimento, parola, autonomia.
Felice avrà la possibilità di incontrare un maestro.
È un uomo che sa andare d’accordo con le ‘streghe’ che Felice ha per mamma e nonna, un uomo che come le due donne non è conformista, conosce il valore della solidarietà e non si adegua alle regole dei benpensanti.


”Luna nera”, la serie italiana sulle streghe nel 1600 che si vedrà su Netflix.

Un uomo che sa raccontare storie, e si sa, la vita sembra diversa se viene raccontata, se diventa una storia sembra un’altra vita, anche se non si conosce il perché di questa magia, forse bisogna essere un po’ streghe per ottenerla.

Espressione del coraggio, della fantasia, della seconda opportunità di vita che la narrazione e la compassione offrono all'uomo, le streghe emergono a simbolo di quello che la società marchia e perseguita come diversità, perdendo così l'occasione di amarla e riconoscerla come possibilità di crescita interiore e morale.


”Luna nera” prodotta da Fandango per Netflix, scritta da Tiziana Triana, Francesca Manieri, Laura Paolucci.

Sembra una fiaba, è un inno alla letteratura, al racconto, alle storie, alla lettura.

La madre è di una bellezza senza nessuna imbalsamatura, selvatica e del tutto inconsapevole. Sembrava una di quelle male erbe che si estirpano dagli orti, che però fanno fiori profumatissimi e si confondono tra i cavoli e le verze. Inopportuna era, ma al tempo stessa naturale.


”Luna nera” prodotta da Fandango per Netflix, diretta da Francesca Comencini, Susanna Nicchiarelli, Paola Randi.
Profile Image for Anna Ricco.
188 reviews39 followers
October 5, 2023
Dopo aver letto "il mistero di Anna" che non mi aveva molto entusiasmato,ho riprovato a leggere altro dell' autrice,visto che la incontreremo con il gruppo di lettura questo mese. E ho fatto proprio bene,questo suo scritto mi è piaciuto molto di più, 👍 ogni capitolo racchiude due storie parallele,quella di Alfredo e quella di Felice,scritta la prima sotto forma di lettera ad una zia e l' altra come un monologo-diario tenuto da Rosalba, mamma di Felice,ed erede di una stirpe di streghe,che nel finale si ricongiungono. Mi è piaciuta molto la scelta di usare differenti linguaggi,intersecati con il dialetto siciliano, che hanno reso molto molto bene le descrizioni e le atmosfere.
Profile Image for Virginia.
949 reviews39 followers
April 28, 2016
Non ho mai pensato che la cultura servisse alla forza, ma alla compassione, e non ho cercato nei libri il coraggio, ma la fragilità umana. A modo mio ho insegnato loro quello che credevo dovesse dare la scuola, e cioè un'anima e una vocazione, e gli ho messo in mano parole e libri, le sole armi che abbia mai imbracciato.
Profile Image for Ylenia.
192 reviews14 followers
August 26, 2020
Le streghe di Lenzavacche è un romanzo particolare, è stata una piacevole lettura che rimandavo da tempo, ma che ha sempre suscitato una strana attrazione su di me..per fortuna ben fondata! È un romanzo veloce e molto scorrevole, ben contestualizzato storicamente e culturalmente, si respira l'aria di un piccolo paesino siciliano ancora avvolto dalle sue credenze e superstizioni, mi sono piaciute anche le colorazioni in dialetto dell'autrice.
La seconda parte mi è piaciuta particolarmente e seppure molto breve, cuce alla perfezione la storia raccontata nella prima parte a riprese alterne tra la "strega" Rosalba e il maestro Mancuso, e riprende il filo del discorso fin dalla fine del 1600, permettendoci di capire la storia dei singoli personaggi principali e soprattutto quando e perché è nata la leggenda tramandata per secoli delle streghe di Lenzavacche.
Consigliato!! 🧙‍♀️
Profile Image for Il cassetto dei libri.
109 reviews17 followers
November 23, 2018
"A Lenzavacche circola ogni genere di venditore ambulante. Venditori di aghi e spille, di legna per il fuoco, di berrette e panni. Venditori di crivelle e ceste, 'u scacciapitrali, 'u luppinaru, il lustrascarpe, i venditori di coppole e persino di sogni, di presagi e malattie."

Tra riti secolari e superstizioni, in un gomito di Sicilia tra mare e terra, Simona Lo Iacono attraversa due epoche solo temporalmente distanti, accomunate dal rifiuto abominevole del "diverso", nelle quali la caccia inquisitoria alle streghe nel 1600 e il Fascio nel novecento si ergevano da giudici supremi su quel che reputavano antiche credenze ed ignoranza, paradossalmente a loro volta colpevoli in primis di pregiudizi ed oscurantismo.
Una scrittura delicata, mai banale, che sfiora gli ultimi, tra favola e realtà.




«Dichiaro che tra le molte donne che io condussi al rogo per presunta stregoneria, non ve n'era una sola della quale avrei potuto dire con sicurezza che fosse una strega. Trattate i superiori ecclesiastici, i giudici e me stesso come quelle povere infelici, sottoponeteci agli stessi martirii e scoprirete in noi tutti dei maghi»
Friedrich Spee, confessore delle streghe condannate al rogo in Würzburg, 1631
Profile Image for Cristina.
874 reviews38 followers
July 30, 2020
Mi è piaciuta molto la prima parte, decisamente meno la seconda. Ergo quattro stelle. Peccato perché il racconto "recente" è bellissimo.
Profile Image for Michela Conoscitore.
70 reviews
September 3, 2016
Simona Lo Iacono ci porta nella Sicilia mitica, quella che è fuoco e mare, dolore e passione, malia e incantamento. Tra passato seicentesco e presente mussoliniano si snodano le storie delle streghe, donne sole e reiette, protettrici della modernità e paladine della libertà, di amare e vivere. L'autrice de-scrive, scissa con bravura tra due secoli, protagonisti indimenticabili, tra loro legati a doppio filo, che con la loro unicità rimangono nel cuore. Quell'unicità che li distingue dalla massa ignorante (la mutria cretina come direbbe Pasolini), che li indica e li sbeffeggia, li isola isolandoli in un'isola: insomma, il paradosso della stupidità.
Ti innamori della sensibilità del maestro Mancuso, del sorriso sghembo e allo stesso tempo forte di Felice, dell'indomita Rosalba, e della saggezza antica di Tilde e di tutte le altre "streghe". Come dimenticare il farmacista Mussumeli, satiro dal cuore grande. Ha mancato lo Strega il libro della Lo Iacono, ma non il mio cuore.
Profile Image for Stefania Tognetti.
18 reviews1 follower
August 25, 2025
Bellissima costruzione, compreso il cambio di registro linguistico nella seconda parte. Molto interessante. Temi delicati condensati in una sola storia.
Profile Image for Babette Brown.
1,128 reviews28 followers
April 27, 2020
Recensione a cura di LUANA TRONCANETTI per il Blog di Babette Brown.
Fra i tanti meravigliosi romanzi e/o (la loro collana di narrativa è spesso letteratura di alto livello), vorrei consigliarvi “Le streghe di Lenzavacche” che, al di là della struttura particolare, beneficia di una narrazione dirompente. Carnale, viva, potentissima.

La scrittura, miei cari. Sarà banale, ma una penna come quella di Simona Lo Iacono illuminerebbe anche la lista della spesa. Ho letto storie meravigliose scritte con i piedi, stroncate da locuzioni stantie. La muffa di pensieri senza un briciolo di originalità, di considerazioni fritte e rifritte, le frasi infarcite di orpelli e spiegoni e descrizioni minuziose, personalmente mi uccidono già al secondo capitolo.

Questa storia custodisce una specie di realismo magico, la prima parte racconta Rosalba: discende da una dinastia di streghe e partorisce Felice, un bambino affetto da gravissime disabilità. Sullo sfondo c’è la presenza di nonna Tilde, che veglia sul nipote, e la figura meravigliosa di un maestro di scuola (non ricordo il nome, l’ho letto circa un anno fa) grazie al quale questo ragazzino riuscirà a sdoganarsi in parte dalla prigione delle sue difficoltà.

Il romanzo è ambientato in epoca fascista, lo scenario è quello di un minuscolo paesino in Sicilia. La parte conclusiva è scritta con un linguaggio seicentesco e chiude il cerchio, squarcia verità sulle vicende tormentate di quella che è una breve (a livello di foliazione) saga familiare. In realtà, abbraccia epoche lontanissime, la maestria della scrittrice è proprio quella di circoscriverla in un romanzo che conta appena 150 pagine.

Il messaggio è la ricerca del passato per trovare riscatto nel futuro, l’immagine più potente è quella di una madre che non si arrende mai al suo destino e cerca nuove strade di bellezza in una diversità così spaventosa per tanti.

Io l’ho adorato, ve lo consiglio senz’altro.
Profile Image for RegistroLetterario.
3 reviews
January 19, 2021
100 e poco più pagine che si fanno leggere in un pomeriggio.
Non ci troviamo di fronte ad un capolavoro letterario, ma sicuramente è una lettura piacevole e scorrevole su un argomento poco presente nella letteratura contemporanea: le streghe e la loro mattanza.
Mi aspettavo un centramento più forte e approfondito sul tema della stegoneria che, a parer mio, fa più da sfondo a quella che è la storia intrecciata di 2 nuclei: una strampalata famiglia del 1938 e quelle che erano le loro antenate nel 1600.
Andiamo con ordine: siamo in un paesino della Sicilia fascista, Lenzavacche, paesino ove vivono nonna Tilde una strana quanto astuta donna nota per le sue cure a base di erbe; l'accanita lettrice Rosalba che diventerà la mamma dello sfortunato Felice, bimbo prodigio. A loro 3 si aggiungerà l'insegnante Mancuso, giunto a Lenzavacche per indagare.
Le vite di questi 4 personaggi sono strettamente connesse con una donna vissuta nel 1600 assieme a tante altre considerate reiette e ignobili quanto lei: loro saranno le streghe di Lenzavacche.
Perché le vite di queste persone così lontane nel tempo sono intimamente connesse? Sta al lettore scoprirlo.
Lo stile di scrittura è molto fluido e anche se vengono inserite qua e là parole del dialetto siciliano, rimane comprensibilissimo. Anche la storia è piacevole, ma non rimane particolarmente impressa, non ha una forza emotiva tale da lasciarti un vero e proprio segno.
Una serena lettura per un freddo pomeriggio, tuttavia rimane una lettura che invoglia ad approndire la questione della stregoneria e della persecuzione delle streghe e questo è un elemento che va assolutamente a favore del testo!
Profile Image for Skippy.
109 reviews1 follower
September 14, 2022
Avrei forse dato 4 stelle, ma...
La scrittura della Lo Iacono è acculturata e misurata. Un'autrice affascinante, che non conoscevo. La tematica del "diverso" (tanto per le streghe quanto per gli emarginati) è esplorata senza timori o piagnistei, e regala momenti intimi e toccanti. Concordo con la recensione lasciata da qualcun altro: "leggere di tanto amore fa venire voglia di avere un figlio".
Una storia vestita di velluto e carta vetro.

Nella seconda parte, un espediente narrativo rende la lettura di certo più complicata, ma la brevità dei capitoli e lo scorrere dei fatti fa sì che l'esperienza non zoppichi.

Cinque stelle per la sorpresa nei confronti di una scrittrice prima ignota, per la sua eleganza, genuinità e per il suo impegno profuso in questo libro. Per l'amore che provo per l'esoterismo e per Tilde, Rosalba, Mussumeli e ovviamente Felice.
Profile Image for Asia Fanciullacci.
29 reviews27 followers
October 26, 2020
il libro più bello del 2020 finora.
la scrittura veramente bellissima, spero di poter presto leggere altro dell'autrice. per non parlare dei personaggi, delle emozioni che questo testo tira fuori. commoventissimo. un inno alle donne, ai libri, alla diversità, alle madri. un libro che quando lo leggi, ti fa venir voglia di diventare madre, solo per poter entrare nel piccolo universo di emozioni e amore che una madre e un figlio si costruiscono attorno. assolutamente meraviglioso.
Profile Image for Elisa.
26 reviews3 followers
December 19, 2020
Un romanzo breve, che si legge nell'arco di un pomeriggio, ma che forse avrebbe meritato più spazio perché lo spunto narrativo è davvero interessante, così come lo è l'ambientazione. Siamo a Lenzavacche, Sicilia, alla fine degli anni Trenta. Un mondo contadino, cristiano e mistico sul quale si affaccia l'ombra nera del fascismo. Su questo sfondo si muovono i fantasmi delle streghe di Lenzavacche - un gruppo di donne diverse ma che rivendicano il proprio diritto all'indipendenza e all'autodeterminazione, impossibili nello scenario del '600. I protagonisti che si alternano nella narrazione sono gli eredi di questa tradizione in un certo senso magica, ma soprattutto legata all'elemento ancestrale dell'uomo (anzi della donna): all'istinto, alla terra, al raccolto ed al racconto. Rosalba è la madre di Felice, un bambino affetto da disabilità fisica e metafore; Alfredo è un giovane maestro elementare alla ricerca delle proprie origini e in aperta lotta contro le istanze pedagogiche quasi militaresche imposte dal Regime, contro le quali rivendica il diritto alla fantasia (e credo che ogni lettore possa riconoscersi in questo). Nella prima parte, ogni capitolo alterna le due voci, che prendono la forma del racconto: la voce di Alfredo che in forma epistolare racconta ad una zia le sue vicissitudini; e la voce di Rosalba - dolce e caparbia (nonché quella che ho apprezzato di più) - racconta al figlio di sé, di lui e di tutto ciò che è la loro vita. Questo l'ho trovato anche un bellissimo modo, onesto, di narrare la disabilita, che è diversa dalla malattia, e che non riprovo molto spesso nelle mie letture. In poche righe, e con un tratto mai banale o retorico infatti la Lo Iacono riesce a tratteggiarne le difficoltà, i pregiudizi (che permangono ancora oggi e da cui quasi nessuno è immune), ma anche le risorse e l'amore incondizionato, quello della madre per un figlio. Per questo motivo Felice - che nome fantastico, tra l'altro - è a mio parere il personaggio meglio caratterizzato: lo stesso purtroppo non posso dire per gli altri che mi sembra rimangano un po' abbozzati. Felice è anche il simbolo dell'imperfezione - se così possiamo chiamarla - umana, contro l'ideale dell'uomo fascista, il conquistatore, l'atleta, il lavoratore. Felice ama le storie e le parole e qui concludo con un riferimento pseudo-colto al Decameron. Ho rivisto alcuni punti di contatto tra il romanzo e l'ideologia boccacciana in quella che è la sua opera più famosa. Innanzitutto il racconto: come nel capolavoro di Boccaccio i 10 giovani, per sfuggire alla peste, si ritirano in un casale e iniziano a raccontare storie, anche nel romanzo della Lo Iacono vi sono immagini simili, anche qui le donne sono le protagoniste e anche qui la narrazione crea compassione, un sentimento tanto caro a Boccaccio, e che apre la sua opera. In cosa invece non sono simili? Sicuramente la mole e, ripeto, è un peccato perché sarei voluta rimanere a Lenzavacche molto più a lungo.
Profile Image for Antonio.
199 reviews
September 17, 2019
A me, non ha convinto troppo. Certo che la storia, l'intreccio è buono, anzi ottimo! Ma è lasciato tutto allo stato larvale, non c'è elaborazione. Un po' come se invece dei "Promessi Sposi" si possedesse solo una tronca e bislacca "Storia della colonna infame".. ecco, tutto quello che vi si poteva costruire dentro, attorno, sopra, semplicemente non c'è, non esiste. Tutto è ben scritto, lineare. Fila via come un racconto lungo che bruci tutto il materiale per un romanzo. Una piccola griglia rovente sulla quale vengono stese carni sopra carni a scapito di una buona cottura (chiedo scusa per una metafora tanto grezza). E' con dispiacere che si osserva questo precipitare verso la fine, perché davvero l'impressione è che se ne poteva cavare ben più di un libretto di 150 pagine, suddivise in tre parti assai succinte.
"Era strano, il mondo delle norme. Vivevano se non applicate, morivano se applicate troppo e non più adatte ai tempi. Leggi inutili o leggi sovrabbondanti, capricciose e ruffiane, leggi con padroni e senza padroni, nate per piacere o per creare scompiglio" e poco più avanti: "L'unica giustizia invocabile era alata e senza appigli, un tordo migratore dalle piume favolose, che incendiava il cielo al suo passaggio". La seconda parte del testo, con il suo italiano storicizzato, constata amaramente quello che ahimè par vero anch'oggi.. ed essendo, tra l'altro, la scrittrice stessa un Magistrato, c'è da crederle.
Profile Image for Veronica.
486 reviews
November 17, 2022
La narrazione si divide in due parti in ogni capitolo: la prima parte viene dalla bocca di una madre figlia di streghe che si rivolge al figlio portatore di handicap, Felice, in una sorta di lunga lettera d'amore (molto commovente e carismatica); la seconda parte è una lettera di un nipote alla zia durante il fascismo in Italia che racconta dei suoi allievi e del potere evocativo delle sue storie.
Compaiono personaggi ben sviluppati come il farmacista Mussumeli e la nonna Tilde. Tilde è il mio personaggio preferito di questa storia, amo la forza di questa donna e il fatto che sia incredibilmente intelligente, per non parlare della sua volontà e determinazione. Anche la voce narrante della madre è molto interessante e attraverso le sue parole riesce a catapultarti nel tempo in cui si svolgono le vicende. Mi piace l'intreccio che le due storie parallele hanno senza incontrarsi effettivamente se non solo verso la fine della priam parte del libro. La seconda parte riguarda Corrada Assennato e la storia delle streghe di lenzavacche che piano piano si dipana ed arriva a svelare anche l'intera storia dietro i protagonisti della prima parte. Per concludere con Alfredo che ci svela che le sue lettere erano appunto scritte per Corrada Assennato, sua zia, per volere del padre suo e di Felice. Ho pianto un pochino per questa storia, e ignorando il font usato, credo proprio che si meriti almeno 4 stelle.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Maria Teresa.
752 reviews60 followers
December 20, 2017
Dal retrocopertina
Le streghe di Lenzavacche vennero chiamate nel 1600 in Sicilia un gruppo di mogli abbandonate, spose gravide, figlie reiette o semplicemente sfuggite a situazioni di emarginazione, che si riunirono in una casa ai margini dell'abitato e iniziarono a condividere una vera esperienza comunitaria e anche letteraria. Furono però fraintese, bollate come folli, viste come corruttrici e istigatrici del demonio.
Secoli dopo, durante il fascismo, una strana famiglia composta dal piccolo Felice, sua madre Rosalba e la nonna Tilde, rivendica una misteriosa discendenza da quelle streghe perseguitate. Assieme al giovane maestro Mancuso si batteranno contro l’oscurantismo fascista per far valere i diritti di Felice, bambino sfortunato e vivacissimo.


Il libro è un continuo altalenare tra il racconto in prima persona dalla voce di Rosalba e le lettere che il maestro Mancuso scrive a una zia, nella prima parte. La seconda parte è invece il testamento di una di queste "streghe" che tira le fila di tutte le vicende.
La scrittura è delicata e poetica, la storia è carina e il finale a sorpresa.
A questo link la genesi del romanzo:
https://letteratitudinenews.wordpress...

Profile Image for Gabriella P.
293 reviews11 followers
April 5, 2024
Un romanzo breve, che si fa leggere velocemente ma che non mi ha propriamente entusiasmata.

L'intreccio ha più piani temporali e affronta molti temi: l'importanza della cultura, la disabilità e l'accettazione delle differenze, la solidarietà (sorellanza), le ingiustizie sociali, la resistenza e la resilienza.

Le "Streghe" del paese di Lenzavacche, non sono altro che donne sole e in difficoltà che si aiutano vicendevolmente, costruendo una piccola comunità di mutuo sostegno in un contesto sociale che non permette ad una donna di vivere liberamente. Solidarietà, cultura, conoscenza e assistenza sono il patrimonio che queste reiette scambiano vicendevolmente. Chiaramente non saranno comprese, ma perseguitate e uccise.

La prima parte del libro è ambientata nel 1938, con una doppia narrazione che segue, alternandoli, i pensieri dei due personaggi principali; la seconda nel finire del 1600, l'epilogo nel 1950. Lo stile narrativo-linguistico si adatta ai periodi storici descritti.

Nell'insieme è un romanzo insolito e interessante, ma devo ammettere che alcune parti mi hanno annoiata e che mi aspettavo un approfondimento maggiore sull'argomento della stregoneria e sulla persecuzione subita dalle donne accusate di tale pratica.
Profile Image for Matteo Zani.
29 reviews
August 31, 2023
𝒜 ℒℯ𝓃𝓏𝒶𝓋𝒶𝒸𝒸𝒽ℯ 𝓈ℴ𝓃ℴ 𝓈𝓉𝒶𝓉ℯ 𝒾𝓃ℊ𝒾𝓊𝓈𝓉𝒶𝓂ℯ𝓃𝓉ℯ 𝓅ℯ𝓇𝓈ℯℊ𝓊𝒾𝓉𝒶𝓉ℯ 𝓅ℯ𝓇 𝓈ℯ𝒸ℴ𝓁𝒾,ℯ 𝓆𝓊ℯ𝓁 𝓅ℴ𝒸ℴ 𝒸𝒽ℯ 𝓇ℯ𝓈𝓉𝒶 𝒹ℯ𝓁 𝓁ℴ𝓇ℴ 𝒸ℯ𝓅𝓅ℴ ℯ̀ ℊ𝓊𝒶𝓇𝒹𝒶𝓉ℴ 𝒸ℴ𝓃 𝒸𝒾𝓇𝒸ℴ𝓈𝓅ℯ𝓏𝒾ℴ𝓃ℯ ℯ 𝓅𝒶𝓊𝓇𝒶.ℒℯ 𝒸𝓇ℯ𝒹ℴ𝓃ℴ 𝒹𝒾𝓈ℴ𝓃ℴ𝓇𝒶𝓉ℯ ℯ 𝓈ℯ𝓃𝓏𝒶 𝒟𝒾ℴ, 𝓊𝓃𝒶 𝓈𝓉𝒾𝓇𝓅ℯ 𝓂𝒶𝓁𝒾ℊ𝓃𝒶, 𝓈𝓊 𝒸𝓊𝒾 𝒻𝒶𝓇 𝓈ℊ𝓇ℴ𝓃𝒹𝒶𝓇ℯ 𝒶𝓈𝓅ℯ𝓇𝓈ℴ𝓇𝒾 ℯ 𝒸ℯ𝓇𝒶 𝒹𝒾 𝒸𝒶𝓃𝒹ℯ𝓁ℯ.

Le streghe di Lenzavacche“ narra le vicende di personaggi emarginati da una società fascista e conservatrice che non permette libertà, creatività e differenza.
Da una parte troviamo il maestro Mancuso e il suo vano tentativo di insegnare la letteratura in un sistema che la vede come non funzionale e poco patriottica.
Dall’altra Tilde e Rosalba, eredi delle streghe che crescono Felice, un ragazzo disabilitato in una Sicilia superstiziosa e restia a ogni forma di divergenza.
È stata una piacevole lettura, letta principalmente sui tram di Milano, scoperta grazie a Podcast che ho iniziato ad ascoltare che si intitola “La libraia tascabile”.
Profile Image for Federica Barufaldi.
404 reviews20 followers
January 23, 2018
Ambientato un po' durante la seconda guerra mondiale e un po' durante il 1600, è lo specchio della società "povera" di entrambi i periodi storici.
Durante il periodo in cui si era creato l'ideale di UOMO fascista, che vedeva la donna dedita solamente alla casa, al marito e ai figli e il maestro come uomo rigoroso, che deve parlare ai suoi alunni solo delle vittorie e della potenza del regime, si inseriscono i protagonisti, che sono completamente l'opposto.
Tilde e Rosalba, donne non sposate ma madri; Felice, bambino con gravi problemi psicofisici e il maestro Mancuso, che mostra ai suoi alunni la bellezza del mondo con i suoi racconti.
Romanzo avvincente e malinconico, che però mostra come la forza interiore di una persona possa permettere di raggiungere risultati insperati
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for beesp.
386 reviews49 followers
November 8, 2017
"Le streghe di Lenzavacche" è una piccola sorpresa. è una storia affascinante di streghe, di donne, del potere della lettura, della bontà d'animo che si scontra con i pregiudizi dettati dall'ignoranza, del potere della fantasia, della magia e dell'incanto che derivano dalla conoscenza.
Molto breve, molto gradevole, sorprendente la seconda parte, non mi aspettavo che la storia si concludesse con quell'inserto dalla lingua arcaizzante.
Consiglio vivamente (per questo periodo poi di fantasmi, di portali sulla morte e sulla magia, è perfetto).
Profile Image for Gaia Dell'Aquila.
42 reviews3 followers
January 3, 2019
" Non ho mai pensato che la cultura servisse alla forza, ma alla compassione, e non ho cercato nei libri il coraggio, ma la fragilità umana. Quanto alle virtù militari, ho detto loro che l'unica guerra che valga la pena vincere è quella contro se stessi.
A modo mio, ho insegnato loro quello che credevo dovesse dare la scuola, e cioè un'anima e una vocazione, e gli ho messo in mano parole e libri, le sole armi che abbia mai imbracciato. "
Profile Image for Anna.
61 reviews3 followers
April 4, 2018
Dalle recensioni del racconto mi aspettavo qualcosa di più. L'aspetto positivo è che il linguaggio di Simona Lo Iacono è senz'altro elaborato e ricco, tuttavia ritengo sia troppo in forma dialettale, sopratutto nell'ultima parte. La storia mi è piaciuta, originale, tradizionale nella cultura siciliana, ma davvero rischia di perdersi per una difficile lettura e comprensione a causa della forma lessicale.
100 reviews2 followers
September 27, 2020
La prima parte del libro è scritta molto bene, costruita bene e di piacevole lettura. La seconda parte invece mi pare troppo costruita e pretenziosa e sicuramente non altrettanto scorrevole. Nel complesso, però, un libro intrigante.
Profile Image for Roberta.
8 reviews
January 21, 2021
Una storia veramente ben costruita e accattivante. Scrittura magistrale, nel finale tutti i dubbi si dipanano e voltata l'ultima pagina non si può che sorridere tra le lacrime. Non conoscevo la Lo Iacono, recupererò altri titoli. Consigliato anche per i lettori meno costanti, perché molto breve.
Profile Image for Sam.
19 reviews2 followers
July 18, 2024
Piccole e meravigliose perle i libri della Lo Iacono. Storie che ti rapiscono ma ti danno anche respiro, spingendoti in un'epoca lontana (ma anche incredibilmente vicina a noi) di cui sentiremo sempre la mancanza dopo aver chiuso le sue pagine.
Meraviglioso.
Profile Image for Stefania.
246 reviews34 followers
December 9, 2017
La prima parte mi è piaciuta tanto, la seconda mi ha delusa... pazienza.
Profile Image for Giorgia Urbani.
30 reviews1 follower
March 9, 2019
Letto in un giorno. L’ho trovato noioso e lento. L’ultima parte interessante però poteva essere affrontata prima e non nelle ultime 30 pagine.
Profile Image for Alessandra Anselmi.
1 review12 followers
January 1, 2022
Un libro acquistato per caso ma rivelatosi fondamentale. Sono affascinata dal tema della stregoneria e questo libro lo affronta in maniera perfetta! Scritto, tra l'altro, magistralmente!
Displaying 1 - 30 of 43 reviews

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