ROMANZO (302 pagine) - FANTASCIENZA - I minatori di Ferro Sette sono in rivolta. Ma dietro alle rivendicazioni c'è qualcosa di più, la ricerca di qualcosa che l'uomo ha perduto da secoli. Tobruk Ramarren è abituato alle missioni difficili. Come cercare di infiltrarsi tra i ribelli della miniera di Ferro Sette, sul poco ospitale mondo di Harris IV. Ma questa volta c'è anche qualcosa di personale, perché il capo della rivolta, Hobbes, è una sua vecchia conoscenza. E allora la ricerca dei veri scopi della rivolta diventa qualcosa di più dell'oggetto della missione, diventa una necessità, un bisogno di capire cosa sta accadendo. E ciò che Tobruk Ramarren scoprirà qualcosa di completamente inaspettato, capace di cambiare per sempre la sua vita e forse quella di tutti gli esseri umani.
Che dire, mi dispiace che questo bellissimo romanzo sia terminato! Di solito non amo la fantascienza pura, ma in questo caso l'atmosfera, per quanto lo scenario sia arido e ostile, mi ha catturata fin dalle prime pagine. L'autore ha la capacità di trasportare il lettore in un mondo molto più vasto di quello reale, in cui l'Universo sembra, allo stesso tempo meno sconfinato, ma pieno di possibilità. I personaggi sono ben caratterizzati e non corrono quasi mai il rischio di cadere nello stereotipo. Il protagonista in particolare sembra davvero reale perché vive tutti i conflitti e le contraddizioni interiori dei grandi eroi. L'azione è incalzante e le parti descrittive sono necessarie e sufficienti (spesso nei romanzi di fantascienza ho trovato noiose le lunghe descrizioni e spiegazioni, ma non è questo il caso). Forse mi aspettavo qualcosa di più dallo "scontro finale", per lo meno una partecipazione un po' più attiva del protagonista, ma non si può avere tutto. Complessivamente è un romanzo che consiglierei a tutti gli appassionati di fantascienza, ma anche a coloro che, pur non amando questo genere, si lasciano volentieri catturare da una narrazione brillante e un protagonista "tosto".
Leggendo Ferro Sette ho avuto l'impressione di avere tra le mani un vecchio romanzo dell'epoca d'oro della fantascienza, di quelli scritti dai grandi nomi del genere, a riprova del fatto che, anche in italia, è possibile scrivere Fantascienza. Come ogni opera di letteratura che si rispetti, il romanzo possiede livelli di lettura diversi ed in tal senso sembra rivolgersi ad un pubblico di età eterogenee. Godibilissimo per la trama avventurosa ed il ritmo incalzante, le trovate sorprendenti, i personaggi caratterizzati a tutto tondo e le descrizioni accurate di un futuro affascinante, non rinuncia ai grandi interrogativi sull'uomo e sulla vità: la lotta per la libertà, il coraggio di scegliere il proprio destino, l'amore, la ribellione all'inumano. Un romanzo di genere che però arriva nel profondo, trasmettendo al lettore la visione positiva dell'autore sull'uomo. Una boccata d'aria fresca nella fantascienza di questi ultimi anni, che ci ha oppresso con inquietanti visioni apocalittiche di non-futuri o con la metafisica oscura e impenetrabile del genere Cyber. Tra i maggiori pregi di Ferro Sette non posso tralasciare la scrittura, molto curata dal punto di vista letterario, mai oscura e sempre lineare, anche quando si addentra in descrizioni più futuristiche e tecnologiche.
L'unico difetto: che il romanzo sia finito e che si debba aspettare per un auspicato seguito...
Una bella scoperta questo romanzo sci-fi italiano: idee interessanti scritte bene e personaggi ben delineati anche se alcuni eventi sono un po' "citofonati". Ho già comprato il secondo volume e sono molto curiosa di vedere come possa evolvere la storia.
Francesco Troccoli intraprende l'ambiziosa strada della saga di fantascienza classica con atmosfere che ricordano l'hyperion di Simmons. La narrazione è piacevole, classica, senza sbavature. Per chi è ormai avvezzo alla velocità spasmodica ed alla violenza immaginativa della fantascienza moderna, Ferro Sette sembra un ritorno alle origini, ad una certa romantica fiction del futuro che sembrava persa dopo l'avvento di Dick e Gibson. Niente di male anche se a volte la spiegazione del background e delle radici storiche, necessaria in una grande epopea, può suonare un po' retorica a palati cyberpunk.
Il grande pregio: la scrittura da grande romanzo
l'opportunità: aumentare il ritmo delle sorprese tecnologiche, avendo a disposizione la rigorosa disciplina scientifica dell'Autore, potrebbe dare slancio e tenere più incollato il lettore alla storia. Certa tecnologia inclusa nel romanzo sembra un po' ingenua rispetto alla datazione degli eventi.
Il difetto: troppi echi che vengono dal bagaglio (ampio) dell'Autore. Sono piacevoli per orecchie avvezze, ma rischiano di minare l'originalità, che invece (vale la pena di ribadirlo, pur senza svelare il nocciolo della storia) c'è.
Perchè comprarlo: per chi ama la fantascienza classica (non nominiamo Asimov per carità, però ci siamo capiti) è un bella fuga nel futuro.
First, I must state that I won this book in a goodreads giveaway. And boy am I glad I did! The story was great, absolutely chock full of all you'd expect from a hard core sci-fi novel. The story itself reminded me very much of Asimov's Foundation series. So much so, that it could have been one of the solar systems in that series. The political intrigue, backstabbing included, just added to that effect. But don't get me wrong. This book holds it's own. Certainly the idea that in the future our lives will be completely run by corporations isn't a new one. But ( at least to me ), the idea that they will evolve us to the point where we don't sleep anymore is. Anything to maximise profits and efficiency. Until the whole thing blows up in their faces. Civil war, high tech weapons, telepathic mind control, and unexpected twists all added to the pleasure of reading this story. There's even a romantic sub-plot that ties in perfectly with the main storyline. All said, I loved this book. Grazie sig. Troccoli.
Il nostro orologio biologico scandisce i ritmi del sonno e della veglia. Dormire è per l’uomo un atto naturale quanto indispensabile a preservarne l’equilibrio psicofisico, eppure chissà quante volte vi sarà capitato di pensare che, potendone fare ameno, ci sarebbe più tempo per lavorare, produrre, essere al passo con le mille incombenze della vita quotidiana. È proprio questa l’idea alla base di Ferro Sette, un romanzo distopico che volge lo sguardo a un futuro remoto ma tragicamente plausibile... Continua a leggere su "Leggere è magia" http://miriam-mastrovito.blogspot.it/...
"Ferro sette" è un bel libro che ci riporta ai tempi d'oro della fantascienza americana. Io lo consiglierei anche a chi non è appassionato di SCI-FI, perchè la storia non parla solo di un futuro lontano ma anche di amicizia, di amore e di un riscatto dell'anima del protagonista, Tobruk Ramarren, che arrivato su Ferro sette come mercenario, si ritrova a combattere per un diritto che è stato soppresso da moltissimi anni in nome, come sempre, dell'avidità del genere umano. Scritto con lo stile delicato tipico di Francesco Troccoli, il romanzo è godibile e si legge d'un fiato.
Ho amato questo libro fin dalla sua genesi in forma di racconto. Trovo che sia un romanzo molto molto umano, assai ben scritto, pieno di ritmo e di spessore. Definirlo fantascienza non rende giustizia, non in Italia dove l'etichetta "sci-fi" tende ad allontanare le persone che non amano le battaglie spaziali e pensano che fantascienza significhi solo questo o poco più. Lo consiglio a coloro che sono in cerca di belle storie, scritte bene e con inaspettati spunti di riflessione.
L'autore ha creato un'intera nuova ambientazione, evolutasi probabilmente dall'attuale umanità, ma della quale ha ormai perso memoria. Anche la situazione economica e politica è stata curata con intelligenza, per rafforzare i segmenti narrativi e senza mai appesantire la trama. Molto molto carino. L'ho preso in biblioteca, ma poi l'ho comprato.
idea interessante, ma sempre in bilico tra la space opera e l'introspezione. Forse troppi gli ingredienti messi a cuocere (navi generazionali, alterazioni genetiche, guerre spaziali, tute potenziate) per dare un risultato ottimale. Comunque un testo ben curato ed una storia che si lascia leggere con piacere.
Un lavoro ben riuscito. Troccoli è convincente e coinvolgente. Finalmente la fantascienza italiana produce un titolo di spessore. Intendiamoci, non parliamo del nuovo Asimov, ma Ferro Sette è scritto maledettamente bene!
Una vera sorpresa questo romanzo, esordio della “Trilogia del Sonno”: apparentemente romanzo di fantascienza avventurosa, condito del cinismo contemporaneo, di fatto ha molte più frecce al suo arco. Tobruk Ramarren, mercenario, già membro della milizia planetaria di Harris IV, corrusco e vulcanico pianeta minerario dominato, come gli altri dello stesso sistemi, con metodi feudali da una famiglia; l’Oikos, ovvero la confederazione galattica che dovrebbe esprimere il progresso dell’umanità, tollera tutto purchè siano garantite le forniture di metalli necessari alla navigazione interstellare. I pianeti sono retti con pugno di ferro, in un ambiente dove massacri, torture e machiavellismo sono al’ordine del giorno, come in “Dune”; e infatti il nostro Tobruk è incaricato di infiltrarsi in una miniera dove si sospetta serpeggi la ribellione. Tra suggestivi paesaggi vulcanici e moti tellurici, scoprirà molto di più: si render�� conto di come lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo è arrivato a invadere la sfera più intima, anche se nessumo ci fa più caso.. Il cinico soldato saprà riscoprire un barlume di umanità e di ideali, mentre tutt’intorno a lui continuano le guerre, in un fuoco d’artificio di trovate come il Korps, il corpo scelto dei Nippho, e molte altre che lascio al lettore, fino alla più classica delle agnizioni.
Vi ho trovato una storia di fantascienza avventurosa che mi ha preso dall'inizio alla fine. Molto bella l'idea di base su cui basa tutta la storia del libro. Un tocco di sociopolitica che porta ad interessanti spunti sulla situazione odierna. Un autore da recuperare.
Ferro Sette è un romanzo “tosto”. Fantascienza di buon livello, con buona pace di chi crede che solo gli anglosassoni ne sappiano scrivere. Ferro Sette ci regala un personaggio interessante come Tobruk Ramarren, mercenario apparentemente senza scrupoli, ma capace di compiere un percorso di riconversione dell’anima, di ritrovare le sue radici più autentiche e di spendersi fino alle estreme conseguenze per una nobile causa che, inizialmente, trovava folle, se non addirittura perversa. Ferro Sette beneficia di un’ambientazione asciutta, cruda, credibile; un mondo minerario nella periferia dell’universo in cui si svolge una battaglia che inizialmente appare poco più di una scaramuccia, una delle tante rivolte locali, e che si rivelerà, invece, una battaglia epocale per la riconquista di un diritto naturale negato da tempo immemorabile, al punto che gli uomini avevano perso persino memoria di esserne stati privati. Il tutto è sorretto dalla buona penna di Francesco Troccoli. A voler trovare dei difetti, il romanzo, a parere di chi scrive, presenta qualche ingenuità nella trama, nel senso che alcuni nodi si sciolgono in modo un po’ troppo “facile”, mentre alcuni personaggi di contorno (specie quelli femminili) appaiono un po’ stilizzati. Ma in un romanzo di fantascienza, molto incentrato sull’azione, si tratta di “difetti” accettabili, che non fanno venire meno il piacere di una lettura complessivamente appassionante.
Un inizio davvero interessante, il mistero del funzionamento della miniera di ferro è un’idea che mi è piaciuta moltissimo. Senza rivelare niente, mi è piaciuto questa visione dell’evoluzione della società e della cultura umana, con una visione abbastanza distopica. Questo fa sì che il testo diventi immediatamente coinvolgente e la distinzione tra amici e nemici molto difficile, perché quello che il protagonista è chiamato a combattere al lettore pare naturale e giusto. Ma ho avuto la sensazione che il testo non riesca a mantenere costante l’attenzione del lettore, accelerando in alcuni punti in modo eccessivo e creando confusione e non approfittando per approfondire spunti davvero interessanti, ben pensati ma buttati lì un po’ a caso. Piacevole lettura quindi, ma non indimenticabile.
Scorrevole, un libro che si fa divorare in pochi giorni e seguire senza intoppi. L'universo distopico e corrotto creato da Troccoli è uno specchio del mondo dei nostri giorni, in cui lui con uno sguardo di sfida individua l'utopia di una realtà migliore in un futuro prossimo in cui siamo raccolti noi e i nostri figli. Fantascienza politica che consiglio a tutti, dove non manca l'azione tipica per lo più dei romanzi d'oltreoceano. Lettura più che consigliata!