Come tu mi vuoi è un dramma in tre atti scritto alla fine degli anni venti da Luigi Pirandello.
Prende lo spunto da un celebre caso giudiziario avvenuto negli stessi anni: si tratta del caso Bruneri - Canella, lo stesso che avrebbe ispirato, molto più tardi, il film Lo smemorato di Collegno. Siamo di fronte all'unico testo pirandelliano ambientato, almeno in parte, fuori dall'Italia, a Berlino. Proprio questa città, con la sua confusa vita notturna, incarna lo spazio della trasgressione.
La prima rappresentazione andò in scena al Teatro dei Filodrammatici di Milano, il 18 febbraio 1930, con la Compagnia di Marta Abba.
La vicenda di Come tu mi vuoi riguarda un personaggio enigmatico, maschera di moderna femme fatale, di cui all'inizio non si conosce il nome.
Ballerina nella Berlino del dopoguerra, “l’ignota” si ritrova contesa tra l'amante, Carl Salter, scrittore tedesco, col quale vive a Berlino e Bruno Pieri che ritrova in essa Lucia, la sua moglie scomparsa da oltre dieci anni, dopo essere stata violentata dai soldati che avevano occupato la sua villa in Italia durante l'invasione austriaca del Friuli.
Il personaggio dell’Ignota si carica di tutte le consuete problematiche dell'autore, ovvero dell’ambigua identità di una persona, dello sdoppiamento tra coscienza e inconscio, dell'impossibilità di una conoscenza oggettiva, della follia, dell'illusione, nonché dei riflessi di altri memorabili personaggi femminili del teatro pirandelliano.
Luigi Pirandello; Agrigento (28 June 1867 – Rome 10 December 1936) was an Italian dramatist, novelist, poet, and short story writer whose greatest contributions were his plays.
He was awarded the 1934 Nobel Prize in Literature for "his bold and ingenious revival of dramatic and scenic art"
Pirandello's works include novels, hundreds of short stories, and about 40 plays, some of which are written in Sicilian. Pirandello's tragic farces are often seen as forerunners of the Theatre of the Absurd.
La solita ideuzza stiracchiata e messa in scena in modo ancora più antipatica del solito. Alta borghesia "padana" trapiantata a Berlino: che ci "trasi" con le origini girgentine del fascistone autore di regime? I siciliani non si prestano alla pagliacciata "dell'uno, nessuno centomila". I siciliani indossano la maschera, come i calzini, tutte le mattine e con questa si deve avere a che fare senza tanti fronzoli. Il fatto stesso che oltre che uomini, gente, massa, moltitudine ci chiamiamo "Persone" - e usiamo il termine quando lo riempiamo del rispetto e emozione che suscita e che gli si deve altrimenti si è inumani- è chiaro che tutti siamo "maschere": i greci lo avevano capito e accettato senza sfruculiarci sopra più che tanto e noi siculi la lezione l'abbiamo appresa per benino nella notte dei tempi. Pirandello è troppo "fino" per fare il siciliano. L'ho letto solo per compiacere la buon'anima di Sciascia che della memoria, e dell'io che se la racconta, è sideralmente più in alto anche del decantatissimo Borges
Vista al Teatro Franco Parenti di Milano il 9/10/2024 Pirandello è un autore che, dopo qualche lontana lettura liceale (come l’Enrico IV), sto scoprendo davvero solo in questi anni, nell’ampiezza dei suoi interessi e anche delle forme espressive: le sorprendenti novelle, gli interessanti romanzi (ho in programma “I vecchi e i giovani”), e soprattutto naturalmente il teatro. A differenza che negli anni 70/80, il nostro forse più insigne premio Nobel non mi sembra rappresentatissimo in questi anni; l’anno scorso avevo visto “Il berretto a sonagli” al Piccolo, interpretato da Gabriele Lavia; e ora questa “Come tu mi vuoi”, che non conoscevo (produzione del Teatro Stabile di Catania). Non saperne nulla prima è un peccato, perchè la storia è complicata, e resa ancor più tale dalla regia “sincopata” di Luca De Fusco e da una scenografia astratta. Ne risulta uno spettacolo ad alta tensione, in cui non si può perdere una parola o una battuta e si viene ammaliati da scenografie appunto astratte ma ipnotiche, da una musica di scena quasi ossessiva, e soprattutto da una prestazione strepitosa di Lucia Lavia che per 100’ danza, recita (con una strana cantilena straniata), dialoga con energia, espressività e versatilità davvero fuori dal comune: riducendo tutti gli altri personaggi a comparse; la vera “Ignota” di Pirandello! Sulla trama non mi dilungo se non per dire che riassume con efficacia i temi della disgregazione dell’io e dell’identità individuale, con brillanti rovesciamenti di situazione, e un testo spinto agli estremi espressivi, quasi poetico anche se di una poesia spoglia e prosastica. L’opera debuttò nel 1930 a Milano, protagonista Lyda Borelli (e Ruggiero Ruggeri, ma mi sembra meno importante); già nel 1932 la Garbo lo portava sul grande schermo come “As you desire me”..
and what an end! l’inconnue is the best character and she is the smartest ever. i didn’t think that i’d like this as much as i did, what’s with that weird start, but it was delightful and i understood so much what l’inconnue meant
pirandello you knew things we didn’t and you said them beautifully
Pirandello’s “As You Desire Me” is a dark romance, not as rich and complex as his “Henry IV” or “Six Characters in Search of an Author,” but replete with such recognizably Pirandellian elements as ambiguous memories, uncertain identities, and unstable personalities. Hugh Whitemore’s version, drawing on Gwenda Pandolfi’s literal translation, is an enjoyable read. Recommended for devotees of modern drama.
Cette pièce de théâtre mériterait sincèrement d'être plus connue du grand public. Entre pièce historique et drame psychologique, le texte est très riche. Je l'ai dévoré !