Un’ulteriore prova del fatto che Céline abolì le differenze tra letteratura e vita viene presentata in questo epistolario. C’è tutto: i viaggi interminabili, le passioni per la pittura e la musica, gli affetti che si esprimono ora in inviti a godere della propria giovinezza, ora in pedanti atteggiamenti protettivi, le ambigue prese di posizione e poi, però, esattamente come nei suoi romanzi, scampoli di tenerezza che ti commuovono e ti fanno mettere la quarta stella:
“Non ho mai avuto una vita assai facile […] In fondo niente potrebbe piacermi di più. È la buona vita di gaglioffo per cui son fatto […] Insomma vedi che non voglio perderti. Ti amo troppo, a modo mio – non tanto simpatico, non tanto tenero, ma molto egoistico, e perciò davvero assoluto, fedele e che sfida il tempo.”