"Tu sei Khan, adesso, Gran Signore dei Mongoli. E noi ti chiameremo Gengis, il Guerriero Perfetto!"
Così viene definito il condottiero della steppa, soldato furbo e imbattibile, sovrano illuminato, uomo predestinato. Il suo è un impero più vasto di quello dell'antica Roma, di Napoleone e di Alessandro Magno messi insieme, e in questo romanzo rivive la sua enorme avventura. Lasciato solo fin da bambino, nella tradizione del popolo nomade, potrà arrivare all'età adulta facendo affidamento soltanto sulle proprie forze. Se ce la farà, godrà della benedizione degli dei e dell'amore delle donne. Se morirà prima, significherà solo che le Case celesti lo hanno considerato indegno e nessuno piangerà sulla sua tomba...
Oggi ci dedichiamo a un altro romanzo storico, andando a esplorare le sterminate steppe che hanno dato i natali a uno dei personaggi più incredibili della Storia: il Khan dei Khan. Non è il primo romanzo di Franco Forte che mi gusto e posso sin da ora affermare che anche questo non tradisce le aspettative, per quanto elevate queste possano essere. La storia di Temugin, divenuto Gengis Khan, ci viene narrata sin dalla nascita, con qualche capitolo iniziale dedicato all’illustre genitore. Come sempre, l’autore riesce a farci vivere l’epopea che ha portato i Mongoli sul tetto del mondo, con grande abilità. Ci vengono mostrati gli usi e costumi di questi popoli così lontani da noi e dalle nostre tradizioni, con grande naturalezza, senza mai scadere nella pedanteria. Qualche cammeo che ho molto apprezzato viene dedicato ai missionari di Cristo, giunti sin in quelle lande per portare il verbo di Nostro Signore. Li ho apprezzati molto, in quanto grazie alla loro diversità riescono a far risaltare ancor più le marcate differenze. Ci permettono inoltre di mettere in luce la grande tolleranza dell’illuminato condottiero Mongolo. Insomma, un romanzo che sarebbe utile anche come manuale storico e di certo più avvincente e capace di attrarre l’attenzione di uno studente. Recensione completa su: https://www.scrittorindipendenti.com/...
700 pagine che non pesano troppo, anche se alla fine succedono sempre le stesse cose: si narra della crescita di Gengis, poi avventure pericolose, grosse perdite, rivincite e riscatto, poi perdite, poi rivincite, e si va avanti così fino alla fine. Tutto condito da tanta "magia" e sovrannaturale, cosa che non ho gradito molto, speravo si concentrasse di più sulle leggende e invece la "magia" è stata fatta spesso passare per realtà. Fatti impossibili che mi hanno fatto storcere il naso. In generale, buon libro, buona narrazione e viva Gengis Khan