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I morti tornano

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Quest’opera, mai ripubblicata dopo il 1950, è ambientata nel 1800, durante l’epidemia di colera che flagella Palermo. Per tentare di sfuggire al contagio, due famiglie dai solidi principi religiosi e morali, almeno in apparenza, - quella di Giovanni e Rosalia, e quella di Andrea e Carlotta - si rifugiano a Mezzomonreale e si trovano a convivere nella stessa casa. Inevitabile fa capolino l'imprevisto: l'uomo dell'una insidia la donna dell'amico la quale, pur se riluttante, cederà alle lusinghe. La vendetta che ne scaturisce e l’aggrovigliarsi dei fili del destino danno corpo a una storia che travolge cose e persone in un susseguirsi di sentimenti e di situazioni appassionanti e sempre più intricati. Quando alla fine i tasselli della verità, come in un gioco di specchi, sembreranno ormai materializzarsi e comporsi, l’ultimo inesorabile colpo di scena spariglierà definitivamente tutto.

288 pages, Kindle Edition

Published May 19, 2014

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About the author

Luigi Natoli

80 books12 followers
Veniva da una famiglia di ardenti ideali risorgimentali: nel 1860, quando aveva solo 3 anni, sua madre, alla notizia dell'imminente arrivo dei Mille guidati da Garibaldi, fece indossare a tutti la camicia rossa: l'intera famiglia venne arrestata dalle guardie borboniche e portata nella prigione palermitana della Vicaria.

A 17 anni Natoli iniziò a scrivere per i giornali, quindi lavorò come professore di storia in vari licei italiani: pubblicò anche una Storia di Sicilia.

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Profile Image for Laura Costantini.
Author 48 books96 followers
October 7, 2019
Ho letto "I morti tornano" nell'edizione voluta e realizzata da I Buoni Cugini Editore di Ivo Tiberio Ginevra. L'autore del romanzo è Luigi Natoli, una gloria narrativa italiana caduta nel dimenticatoio troppo a lungo.
La scrittura (che Ivo e sua moglie hanno riproposto nella versione originale, ricopiando a mano gli scritti di Natoli) è ovviamente, e deliziosamente, datata. Lo stile riporta al gusto per il romanzo popolare, per il feuilleton. L'azione si svolge a Palermo durante l'epidemia di colera del 1837. La morte aleggia e le descrizioni dei carri carichi di morti sono ben più che manzoniane, con pennellate che consentono di visualizzare le immagini, un braccio che sporge, una lunga chioma che svolazza mentre il corpo viene scaricato dal balcone direttamente sul carro. Ma il colera è uno sfondo e un pretesto per intrecciare una vicenda di amore, tradimento, vendetta, rimorso. Insomma, in tempi in cui il noir non esisteva, Natoli ci racconta una storia che parte a colori vividi, come quelli di un carretto siciliano, e pian piano impallidisce in un sempre più drammatico chiaro scuro. Il finale è una foto sgranata, in bianco e nero, di grandissima potenza. A Natoli l'apprezzamento di oggi non può giungere, ma è importante ricordare l'opera meritoria di recupero voluta da I Buoni Cugini Editori. Finché ci sarà chi non le lascia morire nell'oblio, le storie continueranno a catturare i lettori. E a rendere immortali i loro autori.
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