La storia della leggendaria piratessa del '700 che ha fatto parlare di sé restando nei cuori e nelle menti di tantissimi lettori
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Pirata. Nemica non di una sola nazione, ma dell’umanità intera. Questa è Mary una criminale capace di ferocia, ma anche di tenerezza; una ragazza anticonformista eppure profondamente romantica. Vestita da maschio, Mary solca i mari dei Caraibi insieme allo spavaldo Calico Jack Rackham, finché a loro non si unisce anche l’ambigua, affascinante Anne Bonny. Così la ciurma di Calico Jack diventa l’unica nella Storia a contare due una “coppia di infernali arpie”, un vero incubo per la Marina e per tutti gli uomini che vorrebbero le femmine sottomesse e schiave del focolare. Una storia ricca di azione, complotti, sentimenti per guardare il ‘700 attraverso gli occhi di una donna divenuta leggenda. Un romanzo storico accurato e rocambolesco, una vicenda toccante e crudele che non vi lascerà indifferenti.
Leggi "Mary Read - di guerra e mare" di Michela Piazza
Alla fine del primo romanzo, abbiamo lasciato Mary a un momento di svolta della sua vita. Ma la fortuna non è dalla sua parte e dopo qualche anno di relativa normalità – periodo che di viene raccontato con dei flashback che rendono ancora più vera la protagonista – Mary/Mark Read ricomincia a solcare i mari. La vita da semplice marinaio non fa per lei, come si era ribellata in precedenza a un superiore che riteneva inadeguato, ben presto Mary si ribella alla società stessa e coglie l’occasione di far parte della ciurma di una nave pirata.
Mary è una donna “cattiva”? In un certo senso sì, ma va vista nel contesto del suo tempo. Ovviamente è una fuorilegge, e non è preoccupata di esserlo. Ha vissuto sotto la falsa identità del fratello per tutta la vita, essere fuorilegge è la sua condizione di vita normale, l’unica che le consente di essere se stessa e di superare gli stretti vincoli dati dall’essere donna.
Come pirata non è crudele e rispetta Calico Jack per la ragione che non si macchia di brutalità inutili, in un contesto in cui la vita stessa è spietata e violenta, ingiusta e meschina. Ha vissuto come soldato tanti anni e non riesce a non percepire l’inutilità della guerra.
Dalla sua parte anche, vi è la completa accettazione delle conseguenze che ne potrebbero derivare. Mary non si nasconde dietro finti pentimenti, ma accetta che violare le regole della società di cui fa parte possa portare conseguenze estreme.
Sul vascello di Calico Jack, tra una razzia e l’altra, tra fughe e conquiste, Mary ha il tempo di riscoprire il lato femminile e passionale che brucia in lei, spento dagli avvenimenti del passato e dalla necessità di rimanere sotto sembianze maschili. E, finalmente, la vediamo innamorarsi e avere un’amica.
Mary rappresenta principalmente il riscatto di una donna. Una donna che lotta per la sua libertà, per poter scegliere la sua vita e essere libera, in contrasto con un mondo che vuole ancora le donne come ‘appendici’ degli uomini, come damigelle delicate che si dedicano alla casa, al marito e ai figli. È straordinariamente moderna in questo e, forse, proprio il fatto che nessuno si aspetti certe scelte da parte di una donna fa sì che pochi si rendano conto che Mark è Mary, perché troppo è il condizionamento della società.
Mary è un personaggio storico, reale, che davvero ha solcato i mari dei Caraibi sulle navi pirata, nonostante sembri inverosimile.
L’autrice ce la racconta con semplicità, ma senza approssimazione, ci trascina nelle sue decisioni difficili, nelle sue passioni e ci coinvolge, con garbo e delicatezza anche nella sua sessualità, descritta con molte metafore ,ma non per questo edulcorata.
E nonostante la storia di Mary sia nota, si vola fino all’ultima pagina per stare al fianco di un personaggio iconico e, allo stesso tempo, profondamente umano.