Costanza Miriano, diventata un caso internazionale per i suoi libri anticonformisti sulla famiglia, racconta alle figlie il ruolo della donna nella società contemporanea. E, da par suo, intrecciando riflessione e racconti di vita quotidiana - tra amori imperfetti, appuntamenti con la pediatra persi e conference call dimenticate - ci restituisce l’immagine di una donna che sa di avere tra le mani i destini del mondo perché sa che il livello spirituale di un’epoca è dato dal livello spirituale delle sue donne, e che l’uomo agisce sul presente mentre la madre costruisce per l’eternità.
«Noi donne ci siamo, per così dire, emancipate, abbiamo conquistato la libertà di scegliere, nel lavoro, nell’amore, nella vita. Ma a che prezzo? Siamo davvero più felici? E soprattutto, rendiamo più felici le persone che ci sono affidate? Non è che per caso femminismo, rivoluzione sessuale e battaglie per la parità hanno finito per lasciarci più sole e tristi? Per rispondere a queste domande, dobbiamo liberarci dagli schemi della rivendicazione e capire quale grande privilegio sia l’essere femmine, destinate dalla natura ad accogliere la vita, chinandoci su di lei, in qualsiasi forma si presenti alla nostra porta. E quale grande avventura possa essere per noi diventare spose e madri, accanto all’uomo con cui possiamo arrivare a diventare una carne sola. Non sto mica parlando della casalinga anni Cinquanta: le tante donne che ho avuto la fortuna di incontrare - donne realizzate spesso anche nel lavoro - hanno percorso strade difficili, perfino drammatiche, eppure ne sono emerse straordinariamente capaci di vita, capaci di speranza contro ogni ragione. Mi hanno insegnato che essere felici è possibile, ma richiede un lavoro; che si può pure andare dove ci porta il cuore, ma poi bisogna chiamare il cervello perché ci venga a riprendere, e ci porti in un luogo segreto, dove si mette in moto una vita più feconda e piena. Quello che ho imparato da queste amiche vorrei insegnarlo alle mie figlie, adesso che ancora mi ascoltano: poi - credo sia questione di minuti - saranno adolescenti e sarà troppo tardi.» (COSTANZA MIRIANO)
Costanza Miriano è nata nel 1970 a Perugia, dove si è laureata in lettere classiche. Poi ha studiato giornalismo, e si è trasferita a Roma dove ha cominciato a lavorare alla tv pubblica, la Rai. Per quindici anni ha lavorato al telegiornale nazionale, il tg3, ora invece si occupa di informazione religiosa a Rai Vaticano (ma collabora anche con Avvenire, Il Timone, Credere e Il Foglio). È cattolica fervente, e, convinta che in cielo si vada solo per raccomandazione, cerca sempre dei canali preferenziali per arrivare al Capo Supremo. Trova che la messa e il rosario siano quelli che funzionano meglio. Sposata, ha quattro figli, due maschi e due femmine (e un solo marito). Svezzata l’ultima, ha cominciato quasi per caso – o per provvidenza – a scrivere un libro, Sposati e sii sottomessa, che è partito piano piano ed è diventato un caso letterario in Italia, ed è stato tradotto in vari paesi (tra cui la Spagna dove "Cásate y se sumisa" ha provocato vivissime polemiche trasformandosi in un vero e proprio caso). Portando il verbo della sottomissione in tutto il paese – con conferenze ed articoli – si è resa conto che era necessario scrivere un altro libro, che spiegasse alle donne come parlare agli uomini. Ed è nato "Sposala e muori per lei". Scrive di notte, di giorno fa mille altre cose, soprattutto la mamma. Vorrebbe avere più tempo per la sua occupazione preferita: correre. Ha varie maratone al suo attivo, e un personal best di 3 ore e 15 minuti.
Uno dei libri peggiori che io abbia mai letto. Mi è stato regalato ed ero curiosa di leggere un saggio scritto da una donna contemporanea sulle donne di oggi. Di fatto è una lettera rivolta alle due figlie gemelle di 8 anni, tutta infarcita di stereotipi anni '50 sulla sottomissione della donna, sul fatto che la stessa sia subordinata al marito ma prima di tutto a Dio, con opinioni sugli anticoncezionali e sull' aborto di impronta ultracattolica e conservatrice. Allibita che una donna nel 2020 possa educare in questo modo le generazioni future. Sono sconvolta.
Premetto che non ho letto il libro e che .....non lo leggerò mai. Ci tengo però a fare alcune osservazioni neppure troppo originali intorno ad alcuni concetti che la signora Miriano espone così calorosamente nell'introduzione al suo libro. Il fatto che - cito dalla sua introduzione - "il livello spirituale di un’epoca [sia] dato dal livello spirituale delle sue donne" non è dimostrato; è un'asserzione che l'autrice fa senza argomentare ciò che scrive. Così come il fatto che "l’uomo agisca sul presente mentre la madre costruisca per l’eternità". In verità le donne fanno figli e spesso, per un motivo o per l'altro, non fanno altro: si fanno mantenere da qualcuno e abdicano a qualsiasi scelta, altro che eternità! La Miriano scrive: "Non è che per caso femminismo, rivoluzione sessuale e battaglie per la parità hanno finito per lasciarci più sole e tristi?" E io le rispondo che sì, è andata così, ma era logico che dovesse andare così. Se siamo sole, come lo sono del resto anche gli uomini, di fronte al nostro destino, alla nostra vita, dobbiamo affrontare solitudine e sofferenza. Di fronte poi ai vaneggiamenti di frasi del tipo: "quale grande privilegio sia l’essere femmine, destinate dalla natura ad accogliere la vita, chinandoci su di lei, in qualsiasi forma si presenti alla nostra porta", io dico che se non hai i soldi per mantenerti, tu e i tuoi figli, te ne fai niente di essere madre, anzi diventa la più grande sofferenza che ti possa capitare, e sarai costretta a fare di tutto per dar da mangiare ai tuoi figli. La signora Miriano ha un marito che le porta a casa un fracco di soldi e anche lei ne ha, ma quante sono le donne al mondo che dipendono in tutto da un tutore, padre, marito, amante, protettore che sia? ! Secondo me lo straordinario potere delle donne è lo stesso degli uomini e si manifesta solo quando entrambi sono liberi di scegliere la loro vita. Siamo ancora lontani anni luce da questo obiettivo, ma è lo stesso.
Oggi più che mai noi donne siamo chiamate a rivestire tanti ruoli: siamo figlie, madri, nonne, zie, mogli, amanti, donne in carriera, amiche, sorelle e potrei continuare all'infinito... Oltre ad essere una giornalista e una scrittrice di successo, Costanza Miriano è anche madre di quattro figli, Tommaso, Bernardo e le gemelle Lavinia e Livia a cui è dedicato "Quando eravamo femmine": un vademecum, ovvero da brava mamma moderna, un promemoria con cui si rivolge alle figlie per aiutarle a crescere e a diventare donne belle e felici. L'autrice non conosce la ricetta segreta nè la formula magica, ma sceglie uno stile epistolare e attraverso nove lettere parla al cuore delle figlie e delle sue lettrici con sincerità, dosando ironia e profondità. Riportando la propria esperienza personale, vengono affrontati temi delicati e di grande attualità sull'importanza e sulla difficoltà di essere figlie, spose, madri nella società contemporanea che alle donne chiede sempre di dare il massimo. Andando controcorrente, Costanza Miriano invita a riflettere sullo straordinario potere delle donne e affronta coraggiosamente alcune tematiche care al femminismo come la contraccezione e la libertà sessuale, insinuando nella mente delle sue lettrici un dubbio condivisibile: l'emancipazione femminile ha donato alle donne una vita più felice? Oppure il femminismo ci ha fregato? Potete leggere la recensione completa su Blog Expres a questo link: http://blogexpres.blogspot.it/2016/05...
Sabe aquele livro que você já passou por ele algumas vezes, avaliou e pensou: é, realmente, esse livro parece furada. Mas aí alguns meses depois, você se esquece dessa avaliada preliminar que deu nele e acaba adquirindo o livro por outros motivos. É o caso deste Quando Éramos Mais Femininas, da apresentadora católica da rede italiana RAI, Constanza Miriano. O problema já começa com a vontade de ser mais femininas, como se o feminino atual não fosse o suficiente para as mulheres. Mas a coisa aprofunda quando o livro é cheio de velha moral e bons costumes católicos, cheio de citações de personagens da Bíblia com uma mistura com umas pitadas da cultura pop aqui e ali pra dar um ar de cool. Esse é um livro em que a autora se dirige às filhas, como se em cartas, mas não se decide se está falando com as filhas adultas ou com as filhas crianças, num fluxo de consciência que qualquer professor de oficina literária iria cortar pelo menos metade do texto, cheios de digressões que não leva a nada. É, meu caro eu, eu bem que te avisei que era furada.
Lucidissima analisi dell'essere donna, non secondo le richieste del mondo, ma secondo il proprio cuore. Perché ognuno trova la felicità nell'essere davvero ciò che nel proprio intimo desidera, quei desideri altissimi e stupendi, che Dio ha messo nei nostri cuori. Costanza, col suo stile ironico, sa dire la verità facendo sorridere per tutta la lunghezza del libro. Battuta solo da Edith Stein, che poi è santa mica per niente !