A poco più di dieci anni dalla scelta delle Cinquanta poesie di Mandel'stam uscita in questa stessa collana (1998), Remo Faccani propone ora un'edizione aggiornata di quel libro, accresciuta di trenta testi, che si giova anche del lavoro filologico condotto nel frattempo dai migliori studiosi russi. Ne risulta un'immagine più completa dell'autore, che tiene maggiormente conto delle poesie degli anni Trenta, quando Mandel'tam visse un'ultima stagione di grande ispirazione ed energia creativa, a dispetto della crescente ostilità del potere politico e della cultura ufficiale sovietica. Le traduzioni di Faccani si caratterizzano per l'impegno di restituire il più possibile integralmente le stratificazioni di senso tipiche di Mandel'tam: e dunque grande attenzione viene data alla trasposizione metrica in versi derivati dalla tradizione italiana e al tessuto sonoro dei testi, ma il largo ricorso a rime e assonanze non va a scapito di una resa semantica molto vicina all'originale. Operazione difficile ma assolutamente necessaria, perché il personale rapporto di Mandel'stam con il vuoto e con la morte passava anche, o soprattutto, attraverso la più precisa architettura del verso, unica speranza di dare una forma definita e resistente all'effimero respiro della vita.
Osip Emilyevich Mandelstam (also spelled Osip Mandelshtam, Ossip Mandelstamm) (Russian: Осип Эмильевич Мандельштам) was a Russian poet and essayist who lived in Russia during and after its revolution and the rise of the Soviet Union. He was one of the foremost members of the Acmeist school of poets. He was arrested by Joseph Stalin's government during the repression of the 1930s and sent into internal exile with his wife Nadezhda. Given a reprieve of sorts, they moved to Voronezh in southwestern Russia. In 1938 Mandelstam was arrested again and sentenced to a camp in Siberia. He died that year at a transit camp.
Nel passaggio tra il classicismo diafano e il moderno esistenzialismo
C'è tutta la grandezza di questo gigante della poesia in questa raccolta: 80 poesie che coprono tutti i momenti della produzione di Mandelstam - una quarantina di anni in cui i suoi versi sono cambiati moltissimo. Le prime poesie risuonano di un simbolismo classicheggiante comunque venato di un esistenzialismo originalissimo ed intenso; dopo il 1910 Mandelstam aderisce all'acmeismo scrivendo versi quasi ermetici ma sempre concreti e legati alla vita e alla terra russa del poeta. Ma dal 1913 mi sembra di poter dire che la sua poesia sale a livelli ancora superiori: risulta modernissima anche ai nostri occhi, con immagini potenti e dirette, ombre diafane e suggestive che rimangono dentro a lungo. Nelle sue righe si compie una difficile, ma riuscita cesura tra un passato diafano e classico e un futuro moderno ed inquietante. E poi negli annni '30 Mandelstam entra completamente nella realtà con le celeberrime pagine sarcastiche contro Stalin, con le righe pensose sulla propria condizione di prigioniero, di ospite povero, di uomo solo che cammina verso la morte. Mi dispiace davvero non poter leggere il russo, perchè sono sicuro di essermi perso la musicalità e le bellezza dei suoni della lingua originale.
Un sostanzioso apparato di commento ad ogni poesia aiuta molto ad inquadrare e a comprendere i versi, anche se una preparazione in metrica è forse necessaria per capire molti passaggi...
L'aria vibra di similitudini. Non c'è parola migliore di un'altra; la terra emette un rombo di metafore
Visto che sono russa di origine e adoro Mandelshtam, ho preso questo libro a Mantova durante Festivaleletteratura appena l'ho visto. Ero molto curiosa di vedere com'è stato tradotto. Beh, cosa posso dire? Mandelshtam è magnifico. Il ritmo e la rima sono meravigliosi, anche la traduzione non è per niente male, tuttavia quando si parla di poesia c'è sempre "però". Se non parlassi russo, avrei dato 3 o 4 stelle, ma da questo punto di vista sono fortunata, perché posso leggere nella lingua originale e posso paragonare. La poesia di Osip Mandelshtam merita 5 stelle, magari anche di più.
“Da dove cominciare? Tutto crepita e oscilla. L’aria vibra di similitudini. Non c’è parola migliore di un’altra; la terra emette un rombo di metafore”
Leggere Mandel’štam è stata una piacevolissima scoperta. La sua poetica è a volte lirica e allegorica, altre volte di una semplicità disarmante. L’edizione Einaudi è ben curata. In aggiunta al testo a fronte, ogni componimento è accompagnato da una breve nota esplicativa con metrica usata (raramente a versi liberi) e parafrasi dei punti più criptici.
Voi, togliendomi i mari, la rincorsa, lo slancio, e dando al piede il sostegno di una terra forzata, cos'avete scoperto? Un principio sagace: che il moto delle labbra non può venir sottratto.