"In questo ripostiglio non nascono opere letterarie. Mettiamola così: mi psicanalizzo da sola, perché i soldi per uno psicologo non ce l'ho. Non scrivo libri, non sono una poetessa, non sono nessuno. Sono una ragazza incasinata, allegra e perennemente innamorata. Sono una ragazza che ha scelto di sentire, sentire tutto: anche il male. Tutto qui." Con queste parole Susanna Casciani descrive la sua pagina Facebook, seguita da duecentomila persone. Un "quaderno virtuale", dove scrive frasi, poesie, aforismi e pensieri, tutti d'amore. Da qui le sue parole partono per un viaggio fatto di migliaia di like e condividi che rendono questa ragazza una delle scrittrici del web più citata e amata. Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore è un romanzo che si ispira a tutte quelle parole che hanno saputo parlare al cuore di migliaia di persone.
Bello. Ma di una bellezza semplice, quella che ti fa perdere il senso delle cose e ti porta a commuoverti per un finale incantevole ed un’immediatezza incredibile. Mi ha devastato.
Ho pensato tanto a cosa scrivere. Il problema non è che mi mancano le parole, è che avrei da dire talmente tanto che alla fine so che farò un bel casino. Seguo Susanna da tanti anni ormai, non ricordo esattamente quanti, so solo che sulla mia homepage di facebook lei c'è sempre stata. Probabilmente è per questo che ho troppe parole, questo libro lo sento un pochino anche mio. Il giorno in cui è uscito mi sono svegliata, sono corsa in libreria, l'ho cercato ma non l'ho trovato. La commessa deve aver visto il mio stato d'ansia e mi ha aiutata a cercarlo.. l'ha trovato tra i nuovi arrivi, ancora nella scatola. "Devi averlo aspettato tanto", eh si. Quello che ho sempre amato di Suz e quello che ho amato di questo libro sono le emozioni. Suz ha un potere, riesce a trasformare le emozioni in parole. L'ho sempre ammirata per questo, io odio parlare di come mi sento. Le mie risposte standard alla domanda "come ti senti?" sono "bene" "non lo so". Lei prende quel "non lo so" e lo trasforma in un qualcosa di concreto, in una frase. A volte ho pensato a togliere il "mi piace" dalla sua pagina, magari era un giorno no, magari non volevo più sentire, e lei scriveva uno stato e mi ci faceva sbattere contro le mie emozioni. Comunque. Ho amato Anna, è ciò che ho amato di più di questo libro. Ho amato il fatto che parli di una storia d'amore, ma soprattutto parli dell'innamorarsi di se stessi, e della vita. Di come bisogna sempre andare avanti anche se tutto sta crollando, di come bisogna sempre ascoltare ciò che sentiamo e mai sopprimerlo e di come è sempre meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore.
Vero e spietato. Dannatamente vero per la capacità di trovare le parole, gli stati d’animo, le emozioni giuste e saperle raccontare. Spietato perché le parole, a volte, come in questo caso, sono lame. E fanno male. Vanno a fondo, senza alcuna pietà, senza alcun riserbo. Desideravo leggere questo libro da tanto tempo, alcune citazioni di Susanna Casciani trovate in giro per il web sono bastate a colpirmi e a farmi innamorare. Scritto quasi interamente sotto forma di lettera, questo libro è un vero e proprio insegnamento, una celebrazione alla vita e all’amore, con tutto il dolore che possono causarci, con tutto il male che possono farci. Un invito a vivere amando, assaporando, buttandosi a capofitto nelle esperienze, nelle relazioni, negli affetti. Un invito, semplicemente, ad amare SEMPRE. Perché ne vale la pena SEMPRE. Nonostante il cuore spezzato, nonostante a volte si cada così tante volte che rialzarsi sembra impossibile. Nonostante la speranza ci abbia lasciati già da un po’. Un libro che ogni persona che ha sofferto almeno una volta nella vita dovrebbe leggere. Un libro che, non ho dubbi, lascerò sul mio comodino per molto, moltissimo tempo, in modo da poterlo andare a leggere e rileggere quando ne sentirò il bisogno. Una frase di Susanna Casciani al giorno dovrebbe risollevare il morale, dare la forza giusta per superare, anche in piccola parte, un po’ del proprio dolore. La storia di Anna e Tommaso è una storia che abbiamo vissuto tutti, che hanno vissuto tutti quelli che hanno amato. Dopo il colpo di fulmine, l’amore e la condivisione sono arrivati la consapevolezza, la rassegnazione, il dolore. La separazione. Imparare di nuovo a stare soli, a vivere la propria vita da singoli, senza nessuno accanto. E la mancanza, il respiro che viene meno quando i ricordi riaffiorano. Grazie, Susanna. Grazie per aver scritto questo libro. Grazie per aver trovato le parole giuste al momento giusto, per essere stata capace di mettere su carta con una semplicità disarmante ciò che spesso, troppo spesso, ci attanaglia l’anima. Grazie per questa poesia e grazie perché sì, è meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore.
Ci sono libri che amo tenere sul comodino per poterli avere a portata di mano. Questo è finito in cima a quella pila... Non è un romanzo, ma un viaggio introspettivo nella mente di una donna e di una coppia. Un diario scritto a lui e a se stessa, un modo per non scoppiare e per non tenersi tutto dentro. Scoprire la loro vita dopo la fine e prima, in modo diverso... L'ho amato... Ho anche versato un paio di lacrime. Ci sono libri che ricorderai... Libro che dimenticherai... E libri che porterai sempre dentro, perché in fondo un po' ti sei rivista in quei pensieri. Spero di leggere altro di questa autrice...❤️
♥︎Bello. Consigliato a chi è appena uscito da una relazione importante. La scrittura è così semplice ma allo stesso tempo profonda, sembrava quasi di leggere una poesia a tratti. Finalmente ho letto qualcosa di diverso dalla solita storia d'amore, un lato diverso, la separazione.♥︎
Mi aspettavo una lettura di pure emozioni. Mi aspettavo di essere travolta. Diciamo che alla fine della lettura mi sono ritrovata a pensare. La bellezza di questo libro è proprio questa: fa riflettere. Non mi sono immedesimata nella protagonista, ma non perché Anna sia un personaggio scialbo, anzi. Anna è una protagonista di carta e inchiostro, ma le sue radici affondano nella cruda realtà della vita umana, reale. Io non sono Anna, non ho affrontato la fine di qualcosa di bello, qualcosa in cui avevo creduto veramente, nella sua stessa maniera. E qui sta il nodo della questione. Ho compreso il dolore, la rassegnazione, la voglia di rivalsa, di comprensione. Ho compreso la paura della solitudine, la difficoltà di credere ancora nel futuro, la speranza di ritornare nel passato, di avere ancora qualcosa in cui credere. Ma… MA, per quanto questa lettura possa avermi fatto ricordare periodi buii, per quanto le sue parole mi abbiano dato conforto e nuova forza di vivere… non le ho sentite mie. Quando si parla di sentimenti e cuori spezzati ognuno di noi vibra in modo diverso, il mio movimento è molto diverso da Anna… quindi forse non ho capito appieno il suo…
“Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore” è l'esordio in libreria di Susanna Casciani, diventata famosa grazie ai pensieri sparsi postati sulla sua pagina facebook e edita da Mondadori. Devo dire che ho una certa difficoltà a definire questo libro, un diario intimo e quasi sconnesso di una ragazza che vive la fine di una storia importante, con tutti gli strascichi che ne conseguono. Un diario talmente intimo da risultare anche troppo vivido.
Mi capita spesso di lanciarmi in una lettura senza sapere niente né del libro né dell’autore, gettandomi in moti strani, senza stare troppo a preoccuparmi dei perché e dei per come. A volte mi lascio guidare semplicemente dalla mia curisosità, a volte dovrei smetterla di uscire dal seminato. Ma la Casciani sarebbe venuta a Firenze e avrei voluto andare a vederla e allora mi sono detta perché no? Poi in realtà la vita si è messa in mezzo e mi ha impedito di partecipare al firma copia all’IBS ma ormai l’ebook era sulla barca, e poche pagine mi sono bastate per calarmi nella scrittura lineare e delicata della toscanissima Susanna. È uno di quei fenomeni strani per cui Facebook sta fiorendo, una nuova icona nata da una pagina facebook a cui l’autrice alle prime armi ha affidato i suoi pensieri per anni. Un seguito enorme, che non si perde una parola di quelle che scorrono dalla sua tastiera, un ponte mediatico che unisce emozioni universali. Interrogarsi sulla fine di una storia allora diventa imprescindibile, curare un cuore spezzato un atto dovuto a se stessi anche quando la sofferenza sembra insormontabile. E in fondo cosa vuoi che sia, “morto un papa se ne fa un altro”, “sai quanti ce ne sono là fuori, che aspettano solo te” e via dicendo, una serie di luoghi comuni che servono solo a ferire e a bruciare il proprio dolore. La sofferenza di Anna, la protagonista, allora diventa una lettera aperta al suo ex, Tommaso, un ragazzo che diventa una costante nella sua vita, nelle sue fragilità, in quella lunga serie di insicurezze e dubbi che sembrano sempre affliggere le donne. E quando non si ama più che succede? Di solito le storie ci raccontano la nascita di un nuovo grande amore, quelle sensazioni totalizzanti di felicità, gioia, quegli attimi irripetibili che si susseguono veloci, chiassosi, totalizzanti. Invece la Casciani, per bocca di Anna, tratteggia una situazione in cui gli innamorati non vorrebbero mai trovarsi. Eppure... eppure nonostante pienamente comprensibile, suppur cristallizzato in scritti evocativi, dal fraseggio secco, periodi brevi, pagine scolpite senza dilungarsi in descrizioni, liste di ripicche e senso di colpa e voglia di liberarsi e quiete improvvisa, pure non si arriva al nocciolo della questione. Su Anna si scivola, ci dice tutto e non dice niente. Anna che pure sembra liberarsi dal peso opprimente della fine di questa relazione, pure è statica, quasi circondata da un rumore bianco che non tracima, che non emerge, che resta lì, scorre come in una diapositiva, avete presente i proiettori di una volta, con le foto delle vacanze che si susseguono uno scatto alla volta, con quel rumore secco e cadenzato e quelle smorfie immortalate per sempre in faccia al tempo che passa.
Il particolare da non dimenticare? Una canna da pesca...
Una raccolta di pensieri ed emozioni in cui riconoscersi, nonostante la progressione senza punti fermi, con un ritmo instabile come può essere solo lo scorrere del tempo per una persona che soffre. Incerta e complicata. Buona lettura guys!
Ho sempre voluto leggere questo libro, nonostante non conoscessi a pieno la trama. Diciamo che, a grandi linee, sapevo di dovermi aspettare qualche lacrima. Stranamente, invece, non ho pianto. A parte qualche momento di magone, ho resistito🤣 Il libro parla di un ragazzo e una ragazza che si amano e all’improvviso, lui non la ama più. Come si supera una rottura del genere, dopo aver condiviso tanto per anni, soprattutto se il sentimento è ancora vivo e forte in una delle due persone? Un libro bellissimo, che ho riempito di post it e che si dovrebbe leggere forse almeno una volta nella vita… anche solo per essere preparati a certe situazioni. E comunque se succedesse, se qualcuno smettesse di amarci, ricordiamoci sempre di non mettere in un ripostiglio il cuore ❤️🩹 Voto: 4⭐️
Un libro fuori dai soliti schemi. Un libro che mi ha dato tante perle di saggezza, un libro che in un poche ore mi ha fatto guardare la vita da un nuovo punto di vista e forse, perché no, mi ha fatta crescere. La storia mi ha emozionata, anche. Meraviglioso. Un libro che rileggerò. Complimenti, Susanna.
Questo libro ci racconta la storia di Tommaso e Anna, ma non lo fa nel modo classico. La Casciani infatti decide di raccontarcela attraverso una sorta di diario che Anna scrive dopo essere stata lasciata da Tommaso. È il secondo libro che leggo di questa autrice e mi chiedo perché ho aspettato tanto a leggerlo! Quello che mi è piaciuto di più del libro è il suo carattere distintivo, cioè la struttura narrativa. Infatti, come ho detto, l'autrice ha scelto di far parlare Anna attraverso un diario che scrive un po' a se stessa e un po' a Tommaso. Questo è sicuramente quello che mi ha più colpito, perché in questo modo possiamo conoscere più a fondo le emozioni di Anna e comprenderla meglio. Per quanto riguarda i personaggi è inutile dire che ho un po' odiato Tommaso... ma d'altronde non è mai colpa di una sola persona quando ci si lascia. L'ho odiato semplicemente perché mi sono sentita un po' amica di Anna, quindi ci sta odiare il ragazzo che l'ha lasciata. Devo dire che a volte, soprattutto all'inizio, avrei voluto dare una strigliata al personaggio femminile. Dico così perché io non sono la persona che si butta giù, soprattutto per amore, ma anzi cerco sempre di andare avanti ma mi rendo conto che non per tutti sia così. In conclusione devo dire che l'autrice ha una capacità superba nel parlare dei sentimenti: dell'amore, del dolore dovuto alla rottura, di come in qualche modo ci si debba rialzare. Ogni parola letta l'ho sentita mia, come se l'autrice parlasse anche di me nel suo libro. Penso che questa sia una dote innata e lei ce l'ha! Non do 5 stelline solo perché di solito preferisco libri con più trama sotto... però 4,5 stelline ci sono tutte. ❤️
Non avevo mai letto un romanzo epistolare e non ero minimamente preparata alle emozioni della protagonista. Forse è proprio per la nitidezza con la quale vengono descritte le sue emozioni, così vivide e pure, che ho trovato questa lettura molto interessante. Però c'è un però. Il fatto è che non sono riuscita ad immedesimarmi nella protagonista perché non ho mai passato quello che ha passato lei, non ho mai sofferto così tanto per amore, non so cosa significa desiderare così intensamente qualcuno da diventare quasi un'ossessione. In alcune delle sue lettere mi sono ritrovata ad alzare gli occhi al cielo o a scuotere la testa, perché non riuscivo a capire come potesse pensare certe cose. Comunque ho trovato la dedica, il prologo e l'epilogo molto carini e particolari. Nonostante tutto sono d'accordo con le riflessioni finali di Anna: bisogna vivere le proprie emozioni ed è meglio soffrire che non provare nulla pur di non soffrire più, perché sono proprio le nostre emozioni che ci rendono vivi.
Personalmente non mi ha fatto impazzire ad eccezione dell'ultima parte. Lo stile diario non mi piace, tanto meno come lo ha affrontato l'autrice, tuttavia qualche frase ad effetto quà e là mi hanno colpita. Ho acquistato il libro perché sentivo il titolo molto vicino durante un periodo di separazione, eppure non mi sono ritrovata nella totale disperazione della protagonista, troppo dipendente dal passato fatta eccezione per le ultime 20 pagine. Insomma ho avuto difficoltà a leggerlo e no, non lo consiglierei!
Sono davvero sconcertata, non capisco come questo libro possa essere un best seller. È un agglomerato di scontatissime frasi Tumblr. Non c’è trama, una sorta di flusso di coscienza che si ripete e si ripete e sembra di stare a leggere sempre la stessa pagina. Gli amanti dei libri veri non possono dare più di una stella. Questo “libro” sembra un insieme di post di Instagram. Ho faticato a finirlo ma ho continuato solo perché dalle recensioni spedavo ci fosse qualche sorpresa che mi facesse cambiare idea e invece no, sempre peggio. Mi sarebbe piaciuto a 13 anni quando leggevo “tv1kdb”.
Ehm, no. Meglio soffrire? A me ha fatto soffrire riuscire a portare a termine questa lettura incapace di trasmettere emozioni vere. Un libro che aveva tante potenzialità, ma che non è riuscita a sfruttarne nemmeno una, suicidandosi fin dalle prime pagine, in cui diceva che erano sei mese che le cose non andavano. Dopo una premessa simile, fatti un esame di coscienza e vedrai che il resto non regge. Noioso, sciocco, privo di stile proprio e non molto ben scritto.
Valutare un libricino come questo è difficile. Non è un capolavoro stilistico e non brilla per originalità, ma ti prende a tradimento sui sentimenti. Il cuore vorrebbe dargli 5 stelle, perché tutte, almeno una volta nella vita, siamo state Anna e certi passaggi li ho sentiti miei anche oggi! Oggettivamente merita un 3,5 = un 7 di tutto rispetto.
Una storia come tante: un ragazzo e una ragazza che si incontrano per caso e si innamorano. I loro incontri prima sono casuali, una sorta di appuntamenti dati in maniera silenziosa. Lei sempre a leggere seduta sul solito muretto, e lui che fa finta di pescare, a volte riuscendo anche nell'impresa. Poi un giorno, Anna si attarda e Tommaso decide di aspettarla fino a sera, il suo bisogno di vederla è troppo forte; la sua tenacia viene ripagata perché lei sopraggiunge tutta trafelata, e iniziano così a parlare, a conoscersi, a scambiarsi confidenze. La presenza dell' uno sembra essere diventata fondamentale per l'altra, come ossigeno puro per poter vivere. E dopo pochi mesi decidono di provarci: vanno a convivere. Qualcuno potrà anche storcere il naso ma quando si ama è così; è volersi addormentare e svegliare accanto alla persona che rappresenta parte di quella felicità, condividendo ogni singolo momento, senza lasciarsene sfuggire nessuno. Così Anna apre il suo cuore a Tommaso, suonando la sua chitarra e cantandogli canzoni composte appositamente per lui; di conseguenza lui condivide la sua arte, la pittura e l'amore per l'insegnamento. Ma Anna ha paura, è piccola e fragile, Tommaso lo sa, continua a ricoprirla di attenzioni, la incoraggia a non avere paura di vivere, la sprona a fare quello che più le piace, le dice di buttarsi a capofitto nei suoi progetti; cerca di infonderle quella sicurezza di cui ha bisogno. Poi un giorno la magia finisce. Tommaso cerca le parole giuste per dirle che non la ama; ma il loro legame era speciale perché non aveva bisogno di parole, così Anna intuisce la situazione, lascia da parte quello che stava facendo e lo abbraccia. Lui la vuole lasciare e lei lo consola. E dopo aver scaricato la tensione andando a correre, al suo ritorno Tommaso non c'è più.
Tu ringrazia, ringrazia tutti quelli che ci sono stati e che per un po' ti hanno resa felice. Anche se non ce l'hanno fatta a rimanenti accanto. Non odiarli. Siamo deboli, siamo così deboli e fragili che ci è impossibile non feriti a vicenda. È solo un tentativo come un altro di sopravvivere. È solo paura. Ringrazia Anna. Ti farà stare meglio di qualsiasi "vaffanculo" urlato con rabbia.
Questo libro è una sorta di diario, o meglio il diario del dolore di Anna, perché sa che una delle regole fondamentali quando ci si lascia è quella di non chiamarsi, non messaggiarsi e bloccare il profilo su ogni social su cui si è iscritti. Regole che anche a molte di noi vanno strette, per questo decide che l'unico modo per sentirlo ancora vicino è scrivere. Inizia a raccontargli la sua giornata, quanto sia brutto il tempo senza di lui nonostante sia primavera; gli parla del suo dolore, di quel buco al centro del petto che fa male al passare di ogni ora, dei giorni, delle settimane, dei mesi. Ma al tempo stesso racconta la vita di Anna senza Tommaso, la forza che cerca per andare avanti, e piano piano il ricordo di loro inizia a svanire. Lei decide così di cambiare casa e di tagliarsi i capelli, dare un taglio a tutto quello che glielo ricorda, buttarsi a capofitto nel lavoro e magari cercare anche un corso per imparare a suonare la chitarra; trasformare la sua ansia in energia e voglia di vivere.
Ci si abitua a tutto, anche alla tristezza, anche alla sofferenza, e in qualche modo continuare a provare dolore ci sembra più rassicurante di provare ad andare avanti.
Un libro che parla di amore, per il proprio partner e per se stessi; ma al tempo stesso è una storia che ti fa capire che non si può non amare per aver paura di soffrire perché è proprio questo grande e pauroso sentimento che ci fa capire che vale la pena vivere la propria vita, fare pazzie, realizzare i propri desideri, innamorarsi, ritrovarsi seduti per terra a causa di un amore che ci ha lacerato il cuore, ma trovare sempre la forza di rialzarsi e innamorarsi ancora una volta. Meglio amare e soffrire che non aver amato affatto!
Alcune persone restano nella nostra vita solo per la parentesi di un bacio o di uno scambio di opinioni di fronte a un giornale, per farci incazzare in fila alle poste e per risvegliarci con un "buongiorno" mentre siamo assopiti nei nostri pensieri, e non possiamo fare nulla per trattenerle, anche quando ci piacerebbe, perché è il giusto andamento delle cose: certe persone vanno e vengono. Poi però ci sono anche gli altri, quelli che a un certo punto non ci ricordiamo nemmeno da dove sono arrivati perché sembra che ci siano sempre stati, quelli che non vanno da nessuna parte, quelli che entrano nella nostra vita e fanno di tutto per rimanerci, perché non si sa come né perché, nella nostra vita ci sia trovano parecchio bene, magari addirittura meglio di noi.
Una storia nella quale diventa facile immedesimarsi e, leggendo le parole di Anna, tornare indietro nel tempo ripensando a quegli amori passati che hanno fatto male a quel tempo, ma che ora si ricordano con il sorriso sulle labbra, perché nonostante tutto ci hanno dato modo di crescere, cambiare, maturare, rendendoci le persone che siamo ora. Un libro che mi sento di consigliare a tutte quelle persone che hanno amato e hanno sofferto, ma che al tempo stesso hanno trovato la forza di ricominciare, perché questo libro racconta la storia di ognuno di noi.
"vorrei avere da parte le parole giuste per farti capire che ogni sofferenza, per quanto possa essere radicata nel nostro corpo e nella nostra mente, prima o poi ci lascia liberi"
E' uno di quei libri da portare sempre nella borsa o posto sulla libreria in prima fila da leggere e rileggere nei momenti peggiori.
è un libro pieno di emozioni e colpisce profondamente dei temi particolari e che sono parte di noi ogni giorno. E' un libro che ci aiuta a conoscerci meglio , accettarsi , imparare ad amarsi, ascoltando quella vocina parte di noi.Ci insegna ad andare avanti e non aggrapparci nei vecchi ricordi come di solito si fa.
Il romanzo racconta della storia finita di una coppia , i ricordi più belli raccontati dai sentimenti e dalla sofferenza della protagonista che ci insegna a non perdere la speranza e non smettere di amare e di amarci e soprattutto di andare avanti.
Ho intrapreso questa lettura dopo che molte ragazze m'han detto che è un libro bellissimo. Purtroppo a me non è piaciuto; sono solo 175 pagine ma ho faticato a leggerlo, mi annoiavo e mi distraevo facilmente. Tranne per la parte "Un inizio". Quella mi è piaciuta ed è stata scorrevole. Forse perchè (oltre l'inizio) viene raccontata la storia. Non metto in dubbio il fatto che sia riflessivo, anzi, penso che sia stato d'aiuto a molte persone che quando l'hanno letto, erano appena state lasciate. Una persona mi ha detto, quando ho scritto che non ingranavo con la lettura: "Devi farti lasciare"! Probabilmente ha ragione! Lo consiglio a tutti coloro che hanno il cuore spezzato!
Letto in poche ore... forse mai accaduto, ma è di pochissime pagine del resto... Non so esprimermi, mi ha fatto rivivere cose sopite ma non troppo e da una parte è un bene dall'altra no... Purtroppo certi libri ti fanno pensare tantissimo ma non ti danno tutte le risposte che cerchi Perché storie che sembrano "eterne" sono destinate a morire nonostante ci sia ancora amore? Credo leggerò qualcos'altro di lei comunque
I bought this book probably 10 years ago, and I should have read it 10 years ago. 14 year old me would have thought that this is a very deep book about love and pain, but 24 year old me thinks it's just...whatever
Questo libro mi ha messo in crisi perché è davvero difficile scriverne un'opinione chiara e decisa. Sono confusa sul giudizio complessivo. Da un lato mi è piaciuto tanto, dall'altro no. Quando analizzo un testo cerco sempre di farlo considerando i miei gusti personali ma anche tutto quello che è oggettivo nella trama, nello stile e nella sostanza del romanzo. Ecco perché questa volta mi trovo dibattuta quindi cercherò di spiegarvi, in poche parole, la mia onesta opinione. Inizio da ciò che mi è piaciuto. L'autrice con le sue parole è in grado di far emozionare come pochi. Ogni pagina è tanto intensa da fare male, colpisce e rimane dentro, sotto la pelle, striscia e non lascia scampo. Ci si immedesima in Anna. Chi non è stata Anna almeno una volta nella vita? Abbiamo tutte sofferto per amore e le parole di Susanna Casciani sono frasi per me, per te, per loro, per tutti. Anna ci racconta cosa prova attraverso uno pseudo diario che in realtà è la raccolta di lettere indirizzate a Tommaso. Parole da condividere ovunque per la loro bellezza sfumata e la delicatezza. L'autrice ha uno stile unico ed evocativo che non può passare inosservato. Scrive di Anna e Tommaso, insieme; scrive di Anna da sola; scrive di me e di te e di tutte le ragazze del mondo:. Fragili e forti, egoiste e altruiste, delicate e violente. Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore è un libro terapeutico che aiuta a imparare ad amarsi e ad accettarsi, ascoltando ciò che quella vocina interiore ci sussurra un poco tutti i giorni. Ci insegna ad andare avanti sempre e nonostante tutto. Il romanzo è una delicata storia d'amore ormai finita, raccontata attraverso i ricordi e i sentimenti della protagonista che grida di non perdere mai la speranza e di non smettere mai di amare e amarci. Quello che non mi ha convinta e che non ho gradito è stata la scelta di rendere il plot in modo quasi epistolare ed eccessivamente poetico. Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore inizia in modo lento, a tratti noioso, ripetitivo -questo perché l'autrice ha reso Anna, a causa della sua sofferenza per la perdita, ossessionata da determinati concetti ed emozioni- ridondante. Più o meno a metà libro Susanna Casciani narra in terza persona gli eventi che hanno portato Anna e Tommaso a incontrarsi e ad amarsi, poi si ritorna alle poesie e alle riflessioni della protagonista. Ho trovato questo modo di narrare la storia confusionario e non l'ho gradito. Le pagine narrate dall'autrice e che ci spiegano il fiorire di questo delicato e intenso sentimento sono state quelle che meglio hanno reso la trama e quelle che si posso definire "romanzo" dal resto che è molto più vicino alla poesia e al racconto epistolare. Si potrebbe pensare che Mondadori abbia odorato il caso editoriale e abbia approfittato della fama dell'autrice e della sua conosciuta pagina Facebook -molto bella- per accorpare i pensieri e le riflessioni, a volte molto scostanti gli uni dalle altre, e farne un libro. Credo che Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore avrebbe giovato di una maggior omogeneità e di un miglior approfondimento complessivo del plot. Così come è, a un occhio particolarmente critico, appare come un insieme di fiori profumati di diversi aromi raccolti in un contenitore di cotone che non è in grado di permetterci di apprezzare tutte le fragranze al medesimo modo. Una lettura che consiglio sopratutto alle lettrici più giovani che sapranno amarlo come merita, lo sconsiglio a chi predilige batticuore e colpi di scena. Se siete in crisi per una perdita personale, acquistatelo e leggetelo, saprà aiutarvi.
Meglio Soffrire che Mettere in un Ripostiglio il Cuore non è semplicemente la lunga lettera, scritta sotto forma di diario, che Anna scrive al suo ex Tommaso, l’uomo che dopo quattro anni ha compreso che la loro relazione era diventata stagnante, una routine nella quale entrambi si erano adagiati e che non dava a nessuno dei due lo stimolo per crescere, ma anche la storia di crescita di questa giovane donna che nei giorni, settimane e mesi successivi alla rottura non solo affronta il dolore di questa rottura ma matura, riscoprendosi capace di vivere come singolo individuo ma inizia anche a percorrere una nuova strada, lavorando su sé stessa mentre si allontanandosi sempre più dal suo “amore” e da quella relazione che con il passare del tempo era diventata ormai una comoda abitudine. La protagonista di questo libro è indubbiamente Anna, ventisettenne che lavora in un albergo come receptionist, che riversa nelle pagine di un diario i suoi sentimenti riguardo la distruzione di quell’approdo sicuro che era la sua relazione sentimentale con l’insegnante di storia dell’arte Tommaso e che a lui si rivolge da quelle pagine, scrivendogli una sorta di lunga lettera nella quale il lettore assiste alla sua crescita dal primo momento fino ad una presa di coscienza di quanto abbia contato per lei quella relazione, un’analisi razionale ma non per questo costituita da fredde considerazioni riguardo a quelle pagine di vita ormai definitivamente archiviate.
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Letto per partecipare a un club del libro, senz'ombra di dubbio questo libro è stato scritto davvero bene e l'autrice riesce a far entrare il lettore della testa di questa giovane donna... eppure, nonostante mi sia piaciuto, non mi ha conquistata. Se da una parte ho apprezzato il fatto che Anna sia andata avanti e si sia lasciata alle spalle quella relazione che la faceva sentire protetta e al sicuro senza renderla davvero felice, non sono tuttavia riuscita a farmi piacere del tutto questa giovane. Capisco abbia bisogno di tempo per elaborare la fine di questa relazione, comprendo che sia davvero difficile accettare che l'uomo con cui sei andata a convivere e con il quale hai vissuto la tua prima relazione sentimentale seria non faccia più parte della tua vita, ma ho trovato abbastanza pesante la voce narrante di questa lunga lettera e, soprattutto, ho apprezzato poco il modo in cui, dopo pagine di dolorose considerazioni, sembri svegliarsi una mattina decisa a lasciare nel passato la sua relazione e così riesce a fare. Comprendo il potere della volontà ma lo stacco è stato abbastanza straniante. Pessimo rapporto con la protagonista a parte, lo stile di scrittura di Susanna Casciani mi è piaciuto davvero molto perché coinvolgente nella sua semplicità, ha davvero il potere di trasmettere le emozioni dal libro al lettore, e questo è davvero un grande, grande pregio. Lo stile, la capacità di trasmettere emozioni (decisamente sensibile anche per chi, come me, poco ha apprezzato Anna) e un finale per nulla scontato rendono questo libro una buona lettura persino per chi, come me, non ha un rapporto idilliaco con questo genere.
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« “Allora non sono attacchi di panico”, le rispose con una semplicità e un sorriso disarmanti, “sono attacchi di vita!» […] «Tu non hai paura di morire, tu hai bisogno di vivere di più. È una cosa bella. Sei piena di vita. È meraviglioso! Sei più forte di quanto pensi.”» Susanna Casciani, Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore [114]
«Credo che sarà speciale tutto quello che verrà. Sento che sarò una roccia e che nel tempo mi stupirò della miriade di cose che sono in grado di fare. Sento che viaggerò molto e, qualora non ci riuscissi, proverò a non smettere di fantasticare. Mi innamorerò ancora, perché non sono il tipo che non lascia scorrere le sensazioni, così passeranno anche quelle che adesso mi opprimono e mi appesantiscono, così tornerà il profumo che si sente a maggio quando il sole sta per tramontare. Mi impegnerò tantissimo in tutto quello che farò; non sarà semplice, ma diventerà il mio unico modo per stare al mondo. Sarò bella, o forse non proprio bella. Forse carina. Le mie rughe racconteranno le mie notti, gli attimi che mi hanno cambiato, perché comunque sempre di attimi si tratta. Cercherò di essere una di quelle persone che basta parlarci al telefono per stare meglio e sarò sempre (o quasi) elegante con quel disordine di fondo che mi contraddistingue. Continuerò ad ascoltare musica finché le mie orecchie me lo permetteranno. […] Imparerò a ballare, ma approssimativamente, e sempre approssimativamente realizzerò tre o quattro sogni che al momento ancora non ho nemmeno fatto. Sarò gentile, davvero gentile, e mi verrà naturale. Imparerò a cucinare la torta della nonna e la pummarola come la faceva lei: gli amici saranno sempre entusiasti di cenare da me. Avrò tanti amici, a proposito! Alcuni saranno gli stessi che ho adesso, altri li incontrerò per la vita che mi resta.
Sarà bello. Mi commuoverò ancora per la neve in città e per l'estate anticipata.
Ogni sera però, e di questo sono davvero sicura, tornerò a casa esausta, perché a vivere tanto ci si stanca parecchio; mi toglierò le scarpe, mi metterò comoda, aprirò il frigorifero, preparerò la cena e ogni sera, pelando le patate e accendendo il forno, oppure facendo la doccia, oppure guardando un programma sciocco in tv, ogni sera avrò nostalgia di te. […]
Sarà bello, sarò felice, ma ogni sera, almeno per un minuto, penserò a quando facevamo l'amore.
Però non piangerò, lo prometto.» Susanna Casciani, Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore [126-127]
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C’erano una volta un ragazzo e una ragazza. O forse sarebbe meglio scrivere: c’erano una volta un uomo e una donna. Ma forse ancora meglio c’erano una volta due persone innamorate. Sei ovunque, eppure non so dove sei. Vorrei che fossi qui, ma forse questa è una bugia. Vorrei soltanto che tu mi amassi ancora, ovunque tu sia.
Vi siete mai chiesti cosa succede a una coppia quando si lasciano? Questo libro risponde alla domanda: quando Tommaso lascia Anna, c’è una grande consapevolezza, la crisi della loro storia era qualcosa di cui entrambi erano a conoscenza ma nessuno dei due aveva il coraggio di parlarne. Fino a quando Tommaso arriva a un punto di non ritorno e prende la decisione di andare via. Anna trova il modo di affrontare il dolore scrivendo delle lettere al suo ex fidanzato dove racconta le sue sensazioni e i suoi ricordi. Sono parole piene di sofferenza perché Anna non ha mai smesso di amare Tommaso, avrebbe preferito continuare a vivere con lui ma davanti alle parole “Non ti amo più", non c’è più nulla che lei possa fare. Incomincia così per lei un periodo buio, brutto dove tutto le ricorda lui, il suo amore, e attraverso i suoi ricordi veniamo a conoscenza di come si sono incontrati, i loro primi appuntamenti, le loro prime volte. La vediamo crescere, tornare a essere una persona singola e non più parte di una coppia. Ritrova se stessa, anzi è meglio dire che si trasforma in una persona nuova. È stato bello vedere il suo cambiamento, il riuscire a superare questo momento di crisi solo grazie alla sua forza. Tommaso è una presenza importante nel libro: nonostante appaia molto poco, tutto gira intorno a lui. Continua a leggere la recensione su: CrazyForRomance
Non accontentarti. Non rinunciare ai tramonti, alla speranza. Accetta la sofferenza, la felicità, la forza che ti pervade. Non lasciarti schiacciare da quello che è stato, non farti portare via la gentilezza, la curiosità, la fantasia. Continua a saltare nelle pozzanghere se ti va. Cambia pettinatura, cambia pelle, cambia spesso ma lotta fino alla fine per non perderti. Abbi cura di te, soprattutto quando tornerai ad amare. Abbi cura del tuo amore, soprattutto quando non saprai a chi donarlo. Non gettarlo, non sprecarlo. Piangi pure ma ricorda che la cura, se davvero esiste sono le persone. Non dimenticarti di loro, delle loro mani, dei loro guai, delle loro storie piccole ma grandiose. Non precluderti niente solo perchè potrebbe distruggerti. Non sparire. Resta coraggiosa. Resta dolce. Testa alta, cuore in mano.
So cosa vuol dire soffrire per amore, desiderare che lui torni indietro, ma non voler essere l'ex che lo pedina. E si, chi ti sta accanto pensa sempre che basta poco e ci si riprende "è andata cosi", ma non sempre due mesi bastano a volte ci vuole di più. E non è vero che bisogna dimenticare, ci si deve sempre ricordare i bei momenti soprattutto nei momenti brutti. Quindi si è meglio soffrire e non "nascondere" il cuore, se si smette di soffrire si smette anche di essere felice. I sentimenti sono sempre legati, se si soffre poi si apprezza di più la felicità, ma se ci si fa scorrere addosso le cose non si apprezza più nulla. Quindi è un libro che merita di essere letto perché fa riflettere
Due stelle perché mi sento quasi clemente. Il titolo fa un buon riassunto dei temi principali e non solo, ma anche delle aspettative (seppur basse) che un lettore può farsi in merito ad un romanzo del genere. La scelta del diario come stile di narrazione è qualcosa che personalmente mi fa impazzire, quando e se fatto bene: non è questo il caso. Aprendo questo libro, più che un racconto di dolore amoroso e seguente rinascita, ho riscontrato pensieri semplici e poco elaborati; a parte qualche aforisma di quelli che io definisco "da social network", nulla ha spiccato particolarmente. Sconsigliato se si cerca una lettura leggera ma che ti lasci comunque qualcosa.
Ho comprato questo libro anni fa, poiché seguivo la pagina Facebook dell’autrice che, tra l’altro, si chiama come il libro. È rimasto poi tra i miei scaffali per molto tempo, fino a qualche giorno fa. Mi spiace dire che la storia mi ha un po’ deluso, non mi è piaciuta neanche la modalità in stile diario... le parole e le metafore utilizzate sono sicuramente d’impatto, ma è una storia che ho sentito profondamente lontana da me. Purtroppo uno di quei libri che non ti restano dentro e che non ti cambiano nemmeno un po’, uno di quei libri che averli letti, o no, non cambia nulla. Una delusione...