Il Campo del Ghetto Nuovo a Venezia è una piazza molto larga, di forma trapezoidale su cui si aprono, allineate le une accanto alle altre, case a più piani, anche sette o otto. Gran parte di esse rimaste uguali a com’erano secoli fa. Nel Campo brulicante, le botteghe di tessuti, stracci, tappezzerie, oggetti usati, i tre banchi di prestito autorizzati, il forno, il macellaio, l’erbivendolo, l’osteria, le sinagoghe… Esplorare la geografia degli insediamenti ebraici in Italia significa percorrere quasi duemila anni di storia, imbattendosi in presenze ora sradicate per sempre, ora interrotte ma ripristinate dopo secoli, ora rimaste quasi immutate. Si comincia con le giudecche, i quartieri aperti dove gli ebrei si mescolavano ai cristiani, senza limitazioni, per arrivare ai ghetti, ovvero i quartieri chiusi da mura e portoni in cui gli ebrei vissero la loro separatezza fino ai tempi moderni.
• Anna Foa ci conduce in un affascinante viaggio attraverso la storia degli insediamenti ebraici in Italia, offrendo una panoramica delle comunità che, per secoli, hanno abitato i ghetti e le giudecche.
• Il libro si distingue per la sua agile narrazione, riuscendo in poche pagine a coprire un vasto arco temporale e geografico.
• Uno dei pregi principali del saggio è la sua capacità di incuriosire e coinvolgere il lettore, soprattutto grazie allo stile scorrevole e alle suggestioni storiche disseminate nel testo. Foa non si limita a raccontare eventi, ma ricostruisce atmosfere e microstorie che danno vita a queste comunità, rendendo il libro una piacevole lettura anche per chi non ha familiarità con la storia ebraica.
• Tuttavia, proprio in questa sua agilità risiede anche il limite dell’opera. La brevità e la sintesi, sebbene utili a mantenere il ritmo vivace, impediscono un vero e proprio approfondimento delle questioni trattate. Molti dei temi sollevati, dal rapporto tra le comunità ebraiche e il potere, alla vita quotidiana nei ghetti, fino alla complessa questione dell'emancipazione, vengono appena sfiorati, lasciando il lettore con la sensazione che ci fosse molto di più da dire.
• In particolare sarebbe stato interessante un maggiore approfondimento delle dinamiche sociali ed economiche che hanno caratterizzato la vita ebraica nei secoli, così come un’analisi più dettagliata delle differenze regionali tra i vari ghetti. La narrazione rimane un po’ troppo in superficie tralasciando le complessità di un argomento che meriterebbe un’esplorazione più articolata.
• Un testo probabilmente più adatto a chi desidera un primo contatto con l'argomento, ma non del tutto soddisfacente per chi cerca un’indagine storica più approfondita.
Solo tre stelle perchè la prima parte del libro risulta molto ripetitiva e noiosa. L'introduzione storica così come le parti sulle comunità ebraiche di Roma e Venezia sono poco più di un ammasso di date ed eventi sparsi. La parte interessante del libro inizia con i ghetti di Bologna e Mantova, poichè l'autrice inizia ad approfondire la storia di personaggi di spicco della comunità e il libro prende un taglio più "personale" e interessante
I enjoyed this short book enormously. It maps the travailed history of the Jewish communities in Italy, their successes and setbacks in the last millennium, explaining why some Jewish quarters are still so amazingly alive and thriving in the peninsula. One of them that I have particularly at heart is the Venetian ghetto, a word seemingly derived from the Venetian dialect word 'geto', from the foundries located there before the secluded area was established in its stead. In Cannareggio. Walking through this hidden jewel of history, even today you can truly feel the weight of its past. Jews flocked to this ghetto from Portugal in the sixteenth century to escape the forced conversions and horrors of the Inquisition. However, the book also explores the history of the Jewish communities in Sicily, Apulia, Bologna, Mantova to name but a few, and surprisingly for me shows how these places have swollen in numbers in the 20th century due to the Sephardic diaspora, for many centuries settled in Northern Africa, now escaping the brutality and racism of some of the Arab regimes. It's not the whole story clearly, but the Jewish diaspora and its many facets, forms and forced movements never fails to impress me with its resilience and creativity. Anna Foa's work is both factually engrossing and stylistically perceptive. I need to read more by this historian.
Una specie di bignami, necessariamente poco esaustivo, della presenza degli Ebrei in Italia attraverso i resti, fisici e/o storici, di "ghetti e giudecche" nella penisola. Uno spunto per visitare con occhi diversi aree che ben conosciamo o per approfondire la storia d'Italia anche attraverso la presenza ebraica.
Rapidissima scrittura sui ghetti più popolati in Italia. Interessanti le storie e le peculiarità (uso del cappello colorato, le case) : forse per me poco approfondito. Utilissimo per ancorare la storia allo spazio.