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From the bestselling author of Black Run comes Antonio Manzini’s mesmerizing second mystery novel featuring detective Rocco Schiavone.
Six months after being exiled from his beloved Rome, Deputy Police Chief Rocco Schiavone has settled into a routine in the cold, quiet, chronically backward alpine town of Aosta: an espresso at home, breakfast in the piazza, and a morning joint in his office.
A little self-medication helps Rocco deal with the morons that almost exclusively comprise the local force. Especially on a day like today. It’s his girlfriend’s birthday (if you could call her that; in his mind, Rocco’s only faithful to his late wife), he has no gift—and he’s about to stumble upon a corpse.
It begins when a maid reports a burglary in Aosta. But there’s no sign of forced entry, and after Rocco picks the lock, he notices something off about the carefully ransacked rooms. That’s when he finds the body: a woman, the maid’s employer, left hanging after a grisly suicide. Or is it? Rocco’s intuition tells him the scene has been staged. In other words, it’s murder—a pain in the ass of the highest order.
In this stylish international mystery, Antonio Manzini further establishes Rocco Schiavone as one of the most acerbic, complicated, and entertaining antiheroes crime fiction has seen in years.
310 pages, Kindle Edition
First published January 9, 2014

Rocco Schiavone, romano de Roma, da sei mesi si trova ad Aosta. Il motivo è semplice: abuso di potere. La sua personale griglia di rotture di coglioni comprende molte cose ma la più alta, quella di livello 10, comprende sicuramente gli omicidi. E infatti quella che si trova davanti in questo nuovo capitolo è proprio una di quelle. Non solo perchè un presunto suicidio si rivela essere un omicidio ma anche perchè si sono riaperti vecchi conti in sospeso a Roma. Al suo fianco troviamo i soliti noti, Italo e Caterina. A Roma invece, gli amici di sempre.
Tra un'imprecazione e l'altra Rocco deve chiudere i conti con il passato, e lo farà credetemi, e deve anche risolvere quello che pare il delitto perfetto. Ma è davvero così perfetto come Ester Baudo ci ha fatto credere?
Rocco è sempre Rocco. A pochi giorni dalla fine della serie TV (già manca) eccomi qua a parlarvi de La costola di Adamo, secondo capitolo scritto da Antonio Manzini. Dopo aver letto Pista nera mi sembrava giusto continuare la lettura della serie su cui nutro molte aspettative e ormai sono certa del fatto che non può deludermi in nessun modo.
Chi non ha ancora letto niente di Manzini, lo faccia. Non è un consiglio, è proprio un ordine. Incontrare Rocco quest'anno ha reso l'anno meno di merda (si potrà dire merda in un blog?). E' ironico, simpatico, volgare, irriverente, corretto e leale. Pur essendo un tutore dell'ordine agisce secondo coscienza e non ha paura di sporcarsi le mani quando necessario. Ha dei metodi poco ortodossi e molto poco legali a volte ma persegue i criminali fino a toglierli dalla circolazione. Poi ci sono delle eccezioni, ma quelle le guardiamo un'altra volta.
E poi ci sono i personaggi di contorno. Il bell'Italo e la bellissima Caterina, i due incompetenti Deruta e D'Intino e la new entry Scipioni (che è pure un bel pezzo di manzo). Sorvoliamo sugli amici di Rocco che belli non sono e onesti nemmeno. Ma per Rocco ci sono, sempre. Anche qui incontriamo le due donne di Rocco. Marina, la moglie, e Nora, quello con cui va a letto. Se la prima non è reale, la seconda lo è e si fa sentire. Ma Rocco è Rocco e si comporterà come al solito. Da stronzo.
Ma alla fine l'omicidio di Ester Baudo è davvero un delitto perfetto? Ditemelo voi...