Last words è una raccolta di found poems. Il disegno concettuale che la presiede è drammatico: restituire il lirismo degli istanti ultimi. Con questo obiettivo Gabriele Tinti ha composto in una collettanea, in un unico, lungo, doloroso, commovente, poema della realtà, le ultime parole di persone comuni che hanno scelto di suicidarsi. Parole organizzate dall’autore in forma di epitaffio collettivo e riportate fedelmente, senza alcuna modifica di sorta, privandole così di qualsivoglia patetico tentativo d’immedesimazione, di finzione, di artificiosità letteraria. Letali, terribili, lucide, scritte come urlo, come grido, in serenità, con consapevolezza, in pace. Sono parole che contengono tutta la complessità terribile della vita. Nel loro essere ultime, conclusione d’ogni comunicazione, d’ogni slancio vitale, testimoniano la più autentica difficoltà dell’essere uomini. Il libro contiene i saggi di Derrick de Kerchkove e Umberto Curi ed è arricchito dalle immagini di morti per suicidio di Andres Serrano tratte dalla scandalosa serie The morgue.
Gabriele Tinti is an Italian poet and writer. His work is focused on the theme of death and suffering and is mostly composed in the form of ekphrastic and epigrammatic poetry. In 2018 his ekphrastic poetry project ‘Ruins’ was awarded the Premio Montale with a ceremony at the National Roman Museum in Palazzo Altemps. His poems have been performed by actors including Willem Dafoe, Abel Ferrara, Kevin Spacey and Franco Nero. His recent publications are "Ruins" (Eris Press, London); "Bleedings" (La Nave di Teseo, Milan; Contra Mundum Press, New York) and "Confessions" (with Andres Serrano - Eris Press, London). In the current year, he was appointed as the first ‘poet in residence’ of the National Roman Museum.