L'intervento divino è una forma di aiuto, di rivelazione o di grazia fuori dall'ordinario, in grado di trasformare la vita e di indirizzarla verso un cammino più elevato o di aiutarla a compiere una scelta coraggiosa. Questi interventi, attraverso la loro incredibile natura, producono risultati talmente profondi da arrivare a cambiare il corso della storia. Interventi divini, un vero e proprio X-File spirituale contenente cinquanta casi documentati, ci offre la prova di come il nostro mondo sia ben più imperscrutabile di quanto sembri. Questa incredibile raccolta di testimonianze, di avvenimenti miracolosi e di fenomeni inspiegabili avvenuti nei più disparati angoli del pianeta ci dimostra che le capacità dell'essere umano, sorrette e potenziate dalle forze universali, possono compiere dei veri e propri miracoli, la cui spiegazione rimane avvolta nel mistero e la cui natura non può che definirsi divina. Interventi divini dimostra come tutto sia cosmicamente legato da una divina presenza che, in maniera invisibile ma inequivocabile, avvolge e regola ogni cosa.
"Mi è stato dato qualcosa di meraviglioso, qualcosa che mi ha cambiato per sempre..."
Daniel Jay Millman is an American author and lecturer in the personal development field. He is best-known for the movie Peaceful Warrior, which is based on his own life and taken from one of his books.
Questo libro non mi è piaciuto. Spiego il perché. Si tratta di una raccolta di 50 storie "vere", biografiche, di persone nella cui vita si può riconoscere un intervento divino che ne avrebbe cambiato il decorso. Ci sono storie di molti tipi diversi: da personaggi più o meno nostri contemporanei a personaggi storici. Alcuni sono santi riconosciuti dalla chiesa cattolica. Perché non mi è piaciuto? Intanto perché raccontare queste storie in 2-3 pagine le rende piatte e superficiali, in secondo luogo cita alcuni santi sulla cui reale santità ci sarebbe anche da discutere e per ultimo per una ragione che spero di riuscire a spiegare. Nel mondo ci sono innumerevoli religioni diverse sebbene quelle più praticate siano relativamente poche. Molte religioni, soprattutto in oriente, non prevedono l'intervento di una divinità personale creatrice, altre prevedono l'esistenza di una forza originaria, ma non personale intendendo per "personale" un'entità a cui ti puoi rivolgere e che ti può - se vuole - rispondere. Ci sono molte forme di pensiero ateo, dall'ateismo spirituale dei buddisti all'ateismo materialista di alcune correnti filosofiche occidentali. Per quel che riguarda la mia personalissima visione ritengo che il concetto di "Dio" che deriva dalla religione in cui sono nata, la religione cattolica, così come il concetto generalmente del dio dei monoteismi, sia estremamente riduttivo e suscettibile di pericolose semplificazioni. Preferisco credere ad una forza non-personale, non definibile, alla quale ti puoi anche rivolgere ma che sostanzialmente mantiene l'ordine dell'Universo secondo degli incastri estremamente complessi e degli intrecci nello spazio e nel tempo che non potrebbero mai essere concepiti dalla mente umana, pertanto il nostro ruolo all'interno di un universo così smisurato sarà forse anche importante ma sicuramente la nostra personalissima esistenza dubito che abbia un valore così alto come noi tendiamo ad attribuirle. Tendo a rimanere assai scettica che veramente delle entità soprannaturali si possano prendere la briga di modificare la nostra storia attraverso apparizioni, voci o altre manifestazioni che somigliano più alla magia che al miracolo. Penso che il miracolo non si manifesti attraverso un'interruzione delle leggi della natura come pensano i cattolici, ma risieda piuttosto nella confluenza di eventi naturali che però avvengono in luoghi e tempi grazie ai quali il singolo individuo possa attribuire un significato a ciò che succede che gli consenta di scegliere una strada piuttosto che un'altra. Per questa ragione sono tante le perplessità che mi lascia questo libro, che trovo superficiale e semplicistico anche perché alcune storie, soprattutto quelle di santi, le conosco e conosco anche degli aspetti ben diversi dall'agiografia ortodossa che gettano ombre sinistre su certe vite. Mi sfugge inoltre dove gli autori volessero arrivare raccontando questo zibaldone che copre grosso modo 8 secoli, non mi sembra molto efficace come stile di narrazione se ciò a cui volevano arrivare è quello di convincere i lettori che la divinità permea tutto nella vita. Mentre ho amato molto gli altri 3 libri di Millman (La via del guerriero di pace, I viaggi di Socrate e Il sacro viaggio del guerriero di pace) in quanto l'aspetto da sermone domenicale era completamente assente e i protagonisti erano descritti a tutto tondo, questo sinceramente mi è sembrato davvero poco riuscito.