Un Ragazzo chiamato Ragazzo, una notte da far passare con un paio di bottiglie di birra. Ma la città è piena di mostri insospettabili, cannibali ai baracchini di panini, troll dediti a giochi autolesionisti, vampiri in cerca di sangue giovane. Riuscirà il nostro eroe ad arrivare al mattino con il solo aiuto di un bastone da passeggio e poche sorsate di un (pessimo) liquore in grado di infondere coraggio in chi lo beve?
Mi sono imbattuta casualmente in questo racconto: dato che era gratis (non lo nascondo) ho deciso di leggerlo incuriosita dall'immagine in copertina. Sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla narrazione scorrevole in cui si fondono toni ironici (ma mai sopra le righe) e atmosfere cupe, creando una zona di confine in cui il quotidiano perde la sua concretezza ma non per questo è meno familiare, una Città in cui qualunque Ragazzo può imbattersi in Coboldi, Lucertole e Vampiri.
Ammetto di essermi imbattuta per caso in questo strano racconto (new weird, oserei targarlo): una trentina di pagine che scorrono piacevolmente zigzagando tra tematiche crude (droghe, violenza) e una narrazione ironica ma senza eccessi. Nel complesso è stata una lettura breve ma piacevole, un po' urban, un po' dark e un po' fiaba (basti solo pensare al ). Cosa mi ha lasciato questo racconto? Tanta curiosità, sicuramente leggerò altre storie di questo autore.
Le sue metafore e similitudini hanno fuorviato la mia decisione nel prendere questo libro! L'ho letto ma l'ho trovato alquanto insipido, a prescindere che mi aspettavo un altro genere di lettura! La sua scrittura è molto semplice, quindi nel complesso, non mi dice niente!