Per questioni personali e di tempo, l'ultima razzia in biblioteca si è incentrata solo su graphic novel, salvo poi allungare di qualche scaffale e pescare a caso questo libro della Armin che volevo imparare a conoscere da quando sentii parlare di 'Un incantevole aprile'. E così ho finito per scoprire un libriccino piccolo e preziosissimo, che come suggerisce il titolo era andato quasi perduto, che è una sorta di appendice parallela al più conosciuto 'Il giardino di Elizabeth', che riguardava prettamente il pubblico americano e che mi ha fatta innamorare dello stile della Armin e di cui probabilmente vorrò leggere ogni cosa. Sono davvero poche pagine ma di altissimo valore letterario, c'è una bellissima prefazione di Masolino d'Amico che ha tradotto e curato l'edizione e alla fine ci sono anche delle foto della casa e del giardino in Pomerania dell'autrice. Che gioia scoprire questi tesori letterari, che bella l'ignoranza che mi da modo di scoprire e imparare sempre cose nuove.
"Nessuno mi parlò mai di lui, che morì quando avevo sei anni; e tuttavia entro l'ultimo anno o due, quella strana estate di San Martino dei ricordi che ci piombano addosso nei momenti di ozio, quando i bambini sono nati e noi abbiamo il tempo di riflettere, me lo ha fatto conoscere perfettamente. E' un pensiero abbastanza scomodo per l'adulto, e specialmente per il genitore, ma di natura salutare e moderatrice, che anche se i bambini possono non capire quanto viene detto e fatto davanti a loro, e non vi provano interesse al momento, e magari lì per lì possono dimenticare, per anni, nondimeno quelle cose che hanno visto e udito e non notato si sono dopotutto impresse per sempre nella loro mente, e quando essi sono uomini e donne ritornano in folla con una chiarezza sorprendente e spesso dolorosa, e scacciano a frotte le amate piccole illusioni"