L’uso intensivo di internet, la penetrazione profonda delle nuove tecnologie nella vita di tutti i giorni, l’aumento vertiginoso delle relazioni virtuali hanno modificato profondamente il profilo degli adolescenti contemporanei, lasciando gli adulti quasi sempre sgomenti e impreparati a gestire la sfida della crescita dei propri figli o dei propri studenti. Adolescenti navigati, nato dalla lunga esperienza dell’autore come psicoterapeuta di numerosi ragazzi e delle loro famiglie, suggerisce, attraverso esempi e indicazioni estremamente pratiche, strategie educative autorevoli ed efficaci per rispondere alle esigenze evolutive dei nativi digitali. Rivolto a genitori, insegnanti, educatori e counselor, il libro aiuta a comprendere e sostenere preadolescenti e adolescenti nella fase più delicata della loro crescita, trovando soluzioni alle difficoltà più comuni e insegnando come: – capire chi è, e come interagire con, un nativo digitale – rivedere le funzioni paterne e materne nell’era di internet– gestire i rapporti scolastici con insegnanti e dirigenti – riconoscere i fenomeni del ritiro sociale e della sovraesposizione virtuale– affrontare e ridurre la dipendenza da internet– trovare il giusto equilibrio tra l’esigenza di controllo e il bisogno di fiducia.L’arrivo dell’adolescenza può determinare il crollo di un ideale, soprattutto se si accompagna alla scoperta di non sentirsi dotati delle fattezze e competenze che si vorrebbero possedere.La paura di ricevere una mortificazione da parte dei coetanei, di sentirsi inadeguati in ogni circostanza è sempre in agguato; ecco che allora la rete può costituire un mezzo attraverso cui esprimere le proprie difficoltà. Rifugiarsi dietro al monitor restando perennemente collegati, evitando il contatto con il mondo esterno o, viceversa, utilizzare il web per far mostra di sé sono due modi differenti che gli adolescenti narcisisticamente fragili possono scegliere di adottare per far fronte al senso di inadeguatezza. Alcuni affrontano i loro timori assumendo condotte disinibite e spregiudicate, pubblicano on line qualunque cosa li riguardi, esponendo parti di sé e del proprio corpo, nella speranza di ricevere moltissimi «like». Altri, invece, si vergognano molto e si ritirano dalla scena sociale, perché hanno paura di essere irrimediabilmente brutti e indesiderabili. In entrambi i casi, è necessario intercettare le ragioni inscritte nel percorso di crescita che spingono a mettere in atto condotte del genere. Le domande che dobbiamo porci sono: a quale bisogno e necessità corrisponde l’abuso o l’utilizzo disfunzionale di internet? Quali sono le paure e le angosce sottostanti? Quali i compiti evolutivi in situazione di stallo che si tenta disperatamente di riavviare? Cosa trovano nella rete i nostri ragazzi?
Criticare i giovani d'oggi è il primo sintomo di vecchiaia, avevo detto una volta, ormai qualche anno addietro, parlando con mio marito. Queste parole, pronunciate quasi come una battuta, trovo che in realtà siano molto vere: ricordo gli sguardi pieni di disapprovazione che gli allora adulti lanciavano a me ed ai miei compagni di scuola quando, quindicenni o giù di lì, vestivamo in modo per loro incomprensibile e ci sparavamo nelle orecchie la musica dei walkman che per loro era soltanto rumore assordante. E ricordo anche che i miei genitori mi hanno più volte raccontato come i loro genitori trovassero orribili le canzoni dei Beatles e dei Rolling Stones, come ritenessero Celentano, Gianni Morandi e Patty Pravo degli urlatori, quanto inorridissero al pensiero che in tv le gemelle Kessler esibissero tanto le loro gambe (questo infastidiva soprattutto mia nonna; a quanto ne so i miei nonni maschi non hanno mai avuto nulla da ridire al riguardo...). Il divario generazionale c'è sempre stato e sempre ci sarà, ma soprattutto si nota in questi anni vissuti ad alta velocità: nel Medioevo il figlio del contadino, pur magari con qualche ribellione adolescenziale non tramandata dagli annali, finiva col fare il contadino e a generare contadini; noi, nel volgere di qualche decennio, siamo passati dalla tv in bianco e nero al blu-ray ed alle trasmissioni on demand, dal telefono a gettoni nel bar del paese allo smartphone. [...] La recensione completa qui
Habemus libro che non addossa solo alle nuove tecnologie, ai social media e in generale a tutta la Rete, i comportamenti discutibili dei giovani d'oggi!
Finalmente si parla dei genitori, della scuola e di tutte le agenzie educative, che devono collaborare insieme per accompagnare i ragazzi ad un utilizzo adeguato e giusto del Web!
Criticare i giovani d'oggi è il primo sintomo di vecchiaia, avevo detto una volta, ormai qualche anno addietro, parlando con mio marito. Queste parole, pronunciate quasi come una battuta, trovo che in realtà siano molto vere: ricordo gli sguardi pieni di disapprovazione che gli allora adulti lanciavano a me ed ai miei compagni di scuola quando, quindicenni o giù di lì, vestivamo in modo per loro incomprensibile e ci sparavamo nelle orecchie la musica dei walkman che per loro era soltanto rumore assordante. E ricordo anche che i miei genitori mi hanno più volte raccontato come i loro genitori trovassero orribili le canzoni dei Beatles e dei Rolling Stones...