Con illustrazioni di paolo d'Altan, introduzione di Lidia Ravera. Tolentino, 2013; ril., pp. 36, ill. e tavv. col. (Il Quaderno Quadrone). Adele è la Nipote Sostituta della signora Pupa. Nel 2020 i ragazzi fanno un particolare dopo la scuola, vanno a trovare le persone anziane per tenere loro compagnia, come dei veri e bravi nipoti. Adele si immagina pomeriggi noiosi. Ma sarà tutto diverso. Con Pupa le ore trascorreranno veloci, costruendo oggetti fantastici, ombrelli sibilanti, acchiappanuvole, soffiamusica da passeggio, e ascoltando i racconti di straordinarie quelle vissute dalla giovane Pupa in compagnia di un cammello-dinosauro e del Jinn, il genio buono che l'ha aiutata in situazioni difficili. Pupa è determinata, intelligente, ironica, mai triste. Ha dei nobili combattere le banalità, i pregiudizi, le falsità. Come fai a non volerle subito bene, ad una Pupa così? Età di da 10 anni.
Ho un po’ il dente avvelenato con l’editore Rrose Sélavy perché ha rifiutato il manoscritto del mio catturastelle, ma devo ammettere che Pupa, fiaba della giornalista e conduttrice radiofonica Loredana Lipperini, è davvero un amore. Corre l’anno 2020 e nonostante la legge contro l’abbandono degli anziani i figli si dimenticano dei propri genitori. Per arginare il problema è stata creata la figura professionale del nipote in affitto: io, vecchio pensionato, pago te, giovane disoccupato, in cambio di un paio d’ore di compagnia. Adele, tredici anni e idee poco chiare su ciò che vuole fare da grande ci prova. In fondo sembra un lavoro facile: dovrà soltanto intrattenere qualche vecchia signora ammuffita mangiando pasticcini e sorseggiando tazze di tè. La nonna in questione, però, tradisce le aspettative della ragazza. La signora Pupa ha i capelli rossi, un braccialetto turchese e lungi dal mangiare dolcetti, passa il tempo a costruire oggetti apparentemente inutili, come un acchiappa nuvole o delle lampade colorate. E mentre costruisce, Pupa racconta, racconta… Racconta della sua giovinezza, del suo cammello che forse era un dinosauro (la memoria a una certa età gioca brutti scherzi) e del suo incontro con un jinn, un genio del deserto. E racconto dopo racconto Adele comincia a guardare il mondo da un nuovo punto di vista, “Le cose non si possono mettere in ordine, non tutte […] è possibile perdere tempo in cose che altri giudicano inutili”. Un testo a tratti poetico accompagnato dalle incantevoli opere pittoriche di Paolo d’Altan, un maestro dell’illustrazione italiana. Unico punto negativo la grafica un po’ povera per un albo di questo tipo, ma la storia è talmente graziosa che ha poca importanza.