La prima lettura di questo nuovo anno volevo fosse l'impronta e la proiezione di ciò che mi aspetta nel corso dei mesi decisivi che verranno, e questa non poteva che essere la migliore presente nella mia libreria.
Tratta l'arte del vuoto, dell'essere, dell'emozione, della creazione... di mettersi in gioco, sempre; così mostrando l'invisibile in noi, poiché è necessario ricominciare da sé e provare a testimoniare una verità più pura, che ci appartiene davvero e che rispecchia la nostra creatività, rompendo delle regole si, ma staccandosi dalla banalità ed esplorando l'oscurità, accettandola, anche se rischioso: decifrare i segreti della nostra essenza, di fatto anche per me la fotografia è un pezzo di sé, quello più nascosto e insospettabile, un gioco di istinto e seduzione.
Il mio ultimo pensiero va ad un campo incolto che attende il suo momento per rivelare il suo senso.
"L'artista non ritrae la realtà: la possiede, la 'violenta' per piegarla al suo pensiero. Interpretandola, crea un mondo".