Ormai in tutta Europa, o almeno nelle grandi città, i ristoranti giapponesi spopolano, ma non sono molti gli occidentali che sono in grado di riprodurre nelle loro case i piatti della grande e antica tradizione gastronomica. Questo libro, qui riproposto in una nuova versione aggiornata, è molto più di un manuale di cucina: è un vero e proprio affresco della cultura giapponese, a tavola e non solo. Immagini, storie, sapori, leggende, abitudini: un viaggio in un universo culinario che crediamo di conoscere, ma che ha invece tanto da raccontarci, con la sua raffinatezza, con la sua straordinaria capacità di coniugare estetica e gusto, tradizione e innovazione, frugalità e eleganza.
È un concentrato di vita vissuta, esperienza, knowledge e amore per una cultura così vasta e lontana da noi. Leggere questo libro è un piacere dalla prima fino all'ultima, anche leggendo di ricette che probabilmente io non riuscirò mai ad eseguire correttamente. Lo trovo scritto bene, con tanta anima e interesse a scrivere qualcosa che sia più di una semplice guida alla composizione dei piatti, è una full immersion culturale gastronomica.
Il libro si apre con una sezione informativa legata all'estetica, alle idee dietro alla cucina giapponese, l'attrezzatura, i coltelli, i tagli, gli ingredienti e tanto altro. La seconda parte è un lungo ricettario, molto vario, organizzato come un vero ricettario giapponese che è stata una scoperta. Le ricette e le varie sezioni sono infarcite di informazioni riguardante gli usi, le tradizioni, versioni alternative, scorci di vita vissuta, addirittura si parla di cultura, di poesia (sono tanti gli haiku presenti) e così via. Non capita spesso di trovare un libro di cucina del genere.
Arashi fuku Mimuro no yama no momijiba wa Tatsuta no kama no
Soffia la bufera, del monte Mimuro le foglie d'acero sul fiume Tatsuta divengono un broccato
I giapponesi chiamano il pollo fritto "Tastuta age", nome ispirato dal colore della frittura, simile alla tinta delle foglie d'autunno.