Il Tibet, quella terra lontana nel cuore dell’Asia, ha costituito sempre un fascino particolare per gli esploratori italiani, anche quando, chiuse per motivi religiosi le sue frontiere, essi furono costretti a limitarne le ricerche alle province confinanti. Giuseppe Tucci, per varie circostanze più fortunato, in ripetuti viaggi è riuscito a varcare le frontiere vietate, attratto, come egli stesso afferma, «con una specie di malia dai suoi orizzonti immensi». In questo libro, resoconto dell’ottavo viaggio da lui compiuto, seguendo gli itinerari descritti fino a Lhasa e oltre, a Samye, a Yarlung e in altre celebri città del Tibet centrale e sud orientale, il lettore penetra come per incanto nell’intimo di un mondo tutto preso dalla religione. Essa, come in nessun altro luogo della terra, domina infatti la vita intera, regola il calendario, ispira l’arte, informa di sé ogni pensiero e ogni opera.
Un viaggio scientifico e mistico nella terra della Montagna Sacra, sulla scia di asceti e monaci, pellegrini e fedeli desiderosi di purificarsi e reintegrarsi nella pace del nirvana.
Giuseppe Tucci was a scholar of oriental cultures, specializing in Tibet and the history of Buddhism. He taught at the University of Rome La Sapienza until his death, though he remained a visiting scholar at institutions throughout Europe and Asia, and served as the first Chair of Chinese Language and Literature at the University of Naples from 1931. He is considered one of the founders of the academic field of Buddhist Studies.