Le donne con il niqab sono le mogli dei miliziani di Boko Haram. Mi chiedo se alcune siano le ragazze di Chibok. Alcune hanno gli occhi giovani, altre le zampe di gallina. Alcune hanno mani di seta, altre di lucertola. Il pesante velo mostra poco del loro aspetto. Non è possibile guardarle in faccia, ma le loro voci dicono ciò che provano. Nessuno conosce il numero preciso delle giovani donne rapite e violate in nome di una guerra contro la libertà, ma più dei numeri contano i loro nomi, i loro occhi, i loro sogni. Alternando realtà e narrazione, cronaca e romanzo, Viviana Mazza e Adaobi Tricia Nwaubani danno voce alle loro storie e alla speranza che tornino presto a casa.
Come sospettavo, questo libro mi ha fatto tremare il cuore. E' una denuncia verso i miliziani di Boko Haram, che uccidono e rapiscono indiscriminatamente uomini, donne e bambini. La testimonianza raccolta in questo libro viene alternata a racconti di come era normale la vita prima del 14 aprile 2014 per le ragazze della scuola di Chibok, Nigeria, e di come non lo è stata più dopo quella data. Le ragazze devono cambiare nome, vengono date spose a uomini che non conoscono, rijali, guerriglieri, come vergini in premio del loro servizio. Le donne possono anche venire violentate. Soffrono la fame, ne muoiono, vengono lapidate o sgozzate. "Questo non è l'Islam" dice Amina (pag. 78), e ha ragione. Grazie alle autrici per i racconti che sono stati raccolti.
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