È la vigilia del Giorno dei Morti del 1906. L'apparizione di una donna con gli stivali che rivuole indietro il suo terreno basterebbe a far scappare chiunque. Maddalena no, non scappa. E avrà una storia da raccontare. Quattro reduci della Grande Guerra salgono in montagna per lavorare a una carbonaia, e restano coinvolti in una serie di eventi inquietanti. È la terribile esperienza della trincea che spinge le loro menti a trasfigurare la realtà, o il bosco nasconde davvero un Nemico? L'ispettore ministeriale Carlo Rambelli viene inviato nel Ravennate per indagare su una presunta epidemia di malaria. Giunto sul posto dovrà fare i conti con omertà, superstizione e squadracce fasciste. E con la strana scomparsa dei cadaveri di sette bambini. Grazie a un'affascinante miscela che combina paure ataviche e spietati pregiudizi, Baldini ci regala tre storie magnetiche immerse in una geografia provinciale carica di mistero.
Ha iniziato a dedicarsi alla narrativa dalla fine degli anni ottanta, dopo essersi specializzato in antropologia culturale ed etnografia ed avere scritto diversi saggi in quei campi. La sua prima produzione a carattere mystery è la raccolta di racconti Nella nebbia pubblicata dallo stesso editore degli studi sul folklore romagnolo; la rinomanza di Baldini cresce poi gradualmente da quando, nel 1991, vince il Mystfest di Cattolica con il racconto Re di Carnevale. Per la sua narrativa viene coniato il termine di «gotico rurale» perché Baldini è riuscito a trasportare un genere tipicamente anglosassone e (negli autori moderni) tipicamente cittadino, nei panorami familiari della campagna romagnola. Oltre ad essere un romanziere affermato in Italia e all'estero, Eraldo Baldini è anche sceneggiatore, autore teatrale e organizzatore di eventi culturali. Nei giorni 14 e 15 aprile 2009 viene trasmessa su Rai Uno la fiction Mal'aria, tratta dall'omonimo romanzo.
A me Eraldo Baldini piace sempre moltissimo e con "L'uomo nero e la bicicletta blu" l'ho semplicemente amato. Ebbene, anche con questi tre romanzi brevi o racconti lunghi che dir si voglia, non mi ha assolutamente deluso. Tre storie nere ambientate all'inizio del Novecento e ammantate di mistero e angoscia. Certo quando l'ambiente si fa torbido lui è un maestro e quindi era difficile che non uscisse vincitore da questa trilogia però con "Mal'aria" mi ha ancora una volta entusiasmato! Consigliato sicuramente.
Eraldo sei bravo. Vedo le cose che vedi tu perché le ho davanti agli occhi, quei paesaggi, quella campagna e i ricordi dei ricordi. La crudeltà della foresta e la potenza del grano nel campo. Da bravo etnologo conosci le superstizioni e da uomo di paesino un po' ci credi. Superstizione forse finita. Forse evoluta. #eraldobaldini #gotico #goticorurale #romagna #tradizione #igersromagna #ravenna #forli #horror #leggere #libri #lettura #etnologo #etnologia #mostri
Storie tristi e torbide, ambientate in una Romagna contadina e povera di inizio 900, dove la storia si fonde con leggende popolari e dove il pessimismo è sempre dominante. Prosa scorrevole a volte un pó dimessa, Mal'aria è da 4 stelle.
Tre bellissime storie sulla Romagna di inizio Novecento che tra superstizioni, malaria e pianura padana raccontano uno scorcio di vita dell’Italia del dopo guerra e dell’avvento del fascismo.
Baldini è abile nel ricostruire la Romagna che ben conosce e vive, ma sembra accontentarsi, peccare di mancanza di ambizione. Sono 3 storie che si leggono bene, ma si dimenticano in fretta.
Che la prima metà del Novecento sia stato un periodo oscuro, tremendo e pieno di morte e di orrori lo si sa fin quasi dalla nascita. Ma cosa succede quando a questi orrori reali, concreti, totalmente umani e terreni viene aggiunta una buona dose di brivido e mistero legati al sovrannaturale?
Tre racconti ambientati in Romagna nell'immediato primo dopo-guerra. Tre storie diverse, che affondano i denti nelle tradizioni popolari, nella cultura locale e nelle sue tante contraddizioni e nel suo inspiegabile fascino. Un'apparizione che porta alla fondazione di una nuova chiesa; il tentativo di quattro veterani sopravvissuti alla Guerra di tornare alla vita civile diventando produttori di carbone; le indagini di un funzionario di Roma sulle morti causate dalla malaria. Non sembra materiale adatto a tirare fuori storie spaventose, vero? Eppure... eppure... La fantasia di Baldini è fuori dal comune e riesce a sfruttare appigli popolani, comuni, storicamente credibili per proiettarci in mondi onirici e spaventosi. Tre declinazioni diverse della paura, più macabra, più surreale, più superstiziosa? Qui c'è qualcosa per ogni lettore in cerca di brividi. Davvero una raccolta ben riuscita, la consiglio!
Una lettura davvero magnetica che punta l'occhio sulla vita di provincia carica di mistero condotta nella zona valliva tra Ravenna e Ferrara. Tre storie nere che raccontano il male dell'Italia del primo Novecento pregna di elementi del fantastico e continui richiami alle storie popolari e alla tradizione fiabesca. Dove superstizione, pregiudizi, omertà e rassegnazione costituiscono il pane quotidiano, unico mezzo di sostentamento di una popolazione bagnata dalle nebbie, dalla guerra e dal fascismo, che respira mal'aria e annega vittima di orrori atavici. Misterioso, inquietante, crudo, affascinante. Veramente consigliatissimo. (4 stelle e mezzo)
Non so se questo libro sia stata la scelta giusta per avvicinarsi alla scrittura di Baldini, ma come primo impatto, è stato abbastanza scioccante. Si tratta di una raccolta di tre romanzi brevi che hanno come soggetto le credenze e le superstizioni degli abitanti della Romagna dell'inizio del 900. Nostra Signora delle Patate fa leva su un'apparzione accaduta ad una ragazzina nella notte della commemorazione dei defunti; Terra di Nessuno ci racconta di 4 amici che, dopo essere tornati dalla guerra, decidono di andare a lavorare in un bosco per la produzione di carbone; l'ultimo, Mal'aria, narra di un'ispezione sanitaria in un luogo dove avvengono morti sospette per malaria. I tre racconti sono accomunati dalle atmosfere rurali e cupe di un'Italia sotto il periodo fascista e naturalmente da avvenimenti strani che non si sa se siano frutto della mentalità retrograda dei personaggi o se succedano realmente. Nulla da eccepire sulla scrittura fluida e incisiva di Baldini; mi hanno affascinato le ambientazioni quasi gotiche e quindi non usuali dei suoi racconti. Mi è stato quasi inevitabile permettermi un piccolissimo paragone con Ammaniti che, a differenza di Baldini, ho mollato a metà tutte le volte che l'ho iniziato. Ora ne ho compreso il motivo: non tollero lo "splatter". La descrizione di scene raccapriccianti non fa per me e questo mi frena anche nella scelta di determinati autori. Nel finale di Mal'aria ho dovuto stringere i denti e questo compromette anche la mia decisione di leggere altro di Baldini. Mi ha fatto comunque piacere "fare la sua conoscenza".