La storia, allegra e toccante, di un bambino e del suo asinello coraggioso. E di una formidabile alleanza che permetterà di ricondurre al suo recinto un meraviglioso toro da combattimento e redimere un padre alla deriva. Ambientata in un Messico da favola, bonario e festevole, trafelato e pittoresco e, in fondo, anche un po' «italiano», in origine avrebbe dovuto servire da base per un episodio di It's All True, il grande progetto cinematografico interrotto di Orson Welles, e fu scritta da Fante in collaborazione con lo sceneggiatore Rudolph Borchert e arricchita dalle bellissime illustrazioni di Marilyn Hirsh. Centrato, come la saga di Bandini, sul difficile rapporto tra padre e figlio, Bravo, burro! è un capolavoro nel suo genere, pieno di umorismo e commovente umanità.
Fante's early years were spent in relative poverty. The son of an Italian born father, Nicola Fante, and an Italian-American mother, Mary Capolungo, Fante was educated in various Catholic schools in Boulder and Denver, Colorado, and briefly attended the University of Colorado.
In 1929, he dropped out of college and moved to Southern California to concentrate on his writing. He lived and worked in Wilmington, Long Beach, and in the Bunker Hill district of downtown Los Angeles, California.
He is known to be one of the first writers to portray the tough times faced by many writers in L.A. His work and style has influenced such similar authors as "Poet Laureate of Skid Row" Charles Bukowski and influential beat generation writer Jack Kerouac. He was proclaimed by Time Out magazine as one of America's "criminally neglected writers."
Con "Bravo, burro!" ho appena conosciuto la scrittura di John Fante e la sua capacità di raccontare una storia dolce e commovente con protagonisti un bambino ed un asinello (burro, infatti, in spagnolo significa asino). La vicenda si svolge nel Messico settentrionale in uno scenario arido e soleggiato, quasi fiabesco, in cui i tori sono considerati un bene molto prezioso. Il piccolo Manuel sta facendo ritorno a casa quando vede un asino battersi coraggiosamente contro un puma. In un primo momento assiste alla strenua lotta fra i due, poi, quando il puma è ormai sconfitto, decide di portare con sé l'asinello e di curarlo e nutrirlo come può. Dato che l'animale deve pur avere un nome, il bambino opta per El Valiente (Il Coraggioso) per sottolineare il coraggio dimostrato dal suo nuovo amico contro il feroce felino. L'abitazione di Manuel è bianca e semplice come tutte quelle costruite all'interno della hacienda di Don Francisco, aristocratico e proprietario terriero che vanta il possesso di un toro imbattibile: Montaña Negra. Quando Manuel e El Valiente fanno ritorno a casa, Juan Cabriz, il padre del ragazzino, non è per niente contento di vedere il nuovo arrivato e chiede subito al figlio di preparargli la cena come tutte le sere. Cabriz, infatti, è un giovane uomo tormentato da un passato doloroso e sconosciuto. Il suo temperamento incauto e la sua passione per il bere causeranno un bel po' di guai sia al figlioletto che agli altri abitanti della hacienda. Fortunatamente, l'integrità e il senso di giustizia di Don Francisco e la bontà mista a intelligenza di Manuel riporteranno l'ordine nella vita di tutti, soprattutto in quella del triste e sfiduciato Juan. Un romanzo delizioso che è stato scritto per i ragazzi, ma che è godibilissimo anche da adulti, in quanto in esso vi si trovano espressi, con semplicità, i sentimenti più puri e genuini dell'animo umano spesso coperti dall'insoddisfazione e dalla fatica del vivere.
Per una volta Fante abbandona il Colorado e la California e si spinge oltre il confine in un Messico favolistico così ben tratteggiato nei suoi colori e odori e nella sua gente che porta subito il lettore in una dimensione allegra e piena di bontà.
La storia di Manuel e del suo asinello è dolcissima e piena di coraggio, amicizia, fiducia e gentilezza. Come in ogni libro di Fante anche in questo troviamo tutta la vitalità dei suoi protagonisti, la loro tensione verso il futuro, la voglia di riscatto per se stessi e per i propri padri sempre un po' alla deriva, sfiduciati e disillusi.
Quando quindici anni fa ho letto il mio primo Fante mi sono subito affezionata a questo autore che da allora sento così vicino al cuore. Le nostre vite non potrebbero essere più diverse per tempi, condizioni e spazi geografici eppure le sue storie sempre fortemente autobiografiche hanno qualcosa che mi appartiene nel profondo.
La bellissima favola raccontata a suo modo da Fante potrebbe avere all'interno tanti significati, ma quello che mi piace di più è il coraggio di credere che ha il ragazzo nel suo asinello El Valiente, il coraggioso appunto. La fede incrollabile che lo rende sicuro che assieme riusciranno in un'impresa quasi impossibile, mi fa venire voglia di tornare a provare quella fede che era tipica dei bambini, ma che da grande non mi è mai tornata.
Il libro meno conosciuto di Fante, forse perchè è per ragazzi e con illustrazioni, forse perchè è scritto a quattro mani, ma ci sono tutte le caratteristiche tipiche dell'autore: la povertà, i fallimenti della vita, l’infanzia, il rapporto complicato col padre. Manuel sta cercando la cena da portare a suo padre Juan Cabriz. Mentre fa ritorno a casa, si imbatte in una zuffa tra un asino e un puma, ammirato dal coraggio e dalla resistenza dell'asino, lo avvicina a fine lotta e se lo porta nell'hacienda di don Francisco, dove vive con altri peones. Qui una comunità di lavoratori da generazioni, esaudisce i bisogni del patrón, per loro è la loro casa e il loro mondo. Manuel chiamerà l'asino El Valiente, il coraggioso. Il papà di Manuel è un uomo molto giovane, destinato a diventare un famoso matador a Città del Messico si ritrova dalla povertà e l'anonimato alla fama e con qualche ricchezza, ma un giorno durante una corrida, il suo coraggio svanisce e fugge davanti al toro, nessuno sa cosa sia successo nella sua mente e solo grazie a don Francisco che gli darà un lavoro, potrà continuare a mantenere suo figlio. Oltre a questo deve affrontare anche il dolore per la perdita della moglie, che muore insieme al secondo figlio durante il parto. Juan è un uomo distrutto, ha perso quasi tutto la tequila è l'unica cosa che lo conforta, passa da un guaio all'altro mantenendo la sua arroganza e il suo orgoglio che solo il figlio Manuel comprende senza mai lasciarlo. Quando il famoso toro dell'hacienda, grazie al quale si potrebbe avere un futuro prospero per tutti i lavoranti fugge in seguito ad un incendio, Juan proverà a liberarsi dalla sua condizione di oppressione. Una bella storia, chiara, dura, si avverte anche un senso di riscatto che in Fante solitamente fatica a venir fuori
L'avevo letto alle medie (probabilmente consigliato perchè tanto presente una componente di fede cattolica all'interno) e ne ho sempre avuto un bel ricordo. Ho deciso di rileggerlo circa 15 anni dopo, e ho fatto bene. Si legge agevolmente in un giorno, trovandovi al suo interno un bello e verosimile quadretto di quello che potrebbe essere stato il Messico una decina di decenni fa. Gli eventi si susseguono in maniera naturale, magari un po' frettolosa (ma rimane un libro per ragazzi delle medie) e si va avanti nella lettura con sincera curiosità. Molto belle le scene tra il patròn e il figlio, mi sono sembrate scritte quasi con uno stile più adulto; ma che ne so io. Carine le illustrazioni; sto burro alla fine è davvero commovente; dò 3 e non 4 perchè il finale è davvero troppo a tarallucci e vino e buoni sentimenti (spoilerino: il padre), ma rimane comunque gradevole.
Innanzitutto stiamo parlando di un libro per bambini e già questo segna un solco decisissimo rispetto al Fante al quale siamo abituati. La violenza, la ferocia e la brutalità sono decisamente più edulcorate anche se il padre ubriacone e il figlio buono e redentore sono comunque presenti. Dopodiché lo stile è ben diverso, anche perché stiamo parlando di un libro scritto a quattro mani e a distanza di una vita dai suoi capolavori targati Bandini e Molise. Comunque consigliato per dei ragazzini delle medie per la morale che racchiude e per la facilità di lettura.
La storia di un ragazzino sensibile e coraggioso che salva un burro da un puma e da quel momento ne fa il suo migliore amico. Trascurato dal padre, schernito dai compagni di scuola, Manuel riesce ad essere comunque un giovane felice e amante della vita, non si perde d'animo neanche di fronte alla sfida più grande che anzi affronta con audacia, consapevole di avere accanto il più valoroso dei compagni: el Valiente.
Una fiaba moderna in un Messico antico, una prosa sapiente, tanti temi importanti in una storia piccola ma di una bellezza esilarante! Comicità, ironia, compassione, malinconia sono gli ingredienti che John Fante mescola con sapienza fino ad ottenere un gioiello, perché questo piccolo libro è un vero capolavoro che cattura dall’inizio alla fine grandi e piccini! Bellissimo🔝
"Bravo, burro!" è l'opera meno nota e meno considerata di John Fante, probabilmente per via del "concept" dell'opera o per via, dell'insolita ambientazione messicana che tra le altre cose, vede come co-protagonista del libro, un simpatico e coraggioso asinello. Non lasciatevi però scoraggiare dai caldeggianti toni messicani o dalle sfumature tipiche della fabula, perché all'interno di "Bravo, burro!" ci sono tutte le classiche tematiche tipiche della narrativa fantiana e non innamorarvene, sarà praticamente impossibile! Inoltre, questo libro di John Fante, è una splendida storia di redenzione e di riconquista della propria dignità poiché dimostra che, anche dopo aver toccato più volte il fondo, è possibile comunque risalire a galla ma bisogna sempre avere il coraggio di farlo ma soprattutto la volontà di affidarsi a qualcuno o a qualcosa, sia esso un figlio coraggioso o un insolito e bizzarro amico a quattro zampe.
Libro delizioso, una storia per bambini (ottima anche per gli adulti, fidatevi) firmata da uno degli scrittori del mio cuore: John Fante. Siamo in Messico, dove il piccolo Manuel trova come amico un asinello coraggioso, che lo aiuterà non solo nella quotidianità, ma perfino compiendo gesti straordinari... perché credere nell'altro, essere umano o animale, si qualifica come un atto di fede da non sottovalutare. Accompagnano la lettura delle illustrazioni molto evocative e la prefazione di Francesco Durante, curatore e traduttore del testo. Consigliatissimo, mi ha fatto venire voglia di trovare il mio El Valiente N.b. Ha contribuito alla stesura anche Borchert, sceneggiatore di serie tv anni 80, eppure qui si riscontra il peso di temi cari da sempre a Fante (il rapporto padre figlio, l'influenza della religione cattolica, la figura del perdente/bevitore in contrasto con la comunità in cui vive...). L'idea primaria pare che scaturì da una sceneggiatura per Orson Welles di un film a episodi mai realizzato dal titolo It's all true.
A book to remember in the right moment and to give any kid in the right age. Established authors who are able to stop and dedicate their creative energies to the eyes and ears of the little ones is always commendable. Fante's simplicity is particularly tuned for this kind of efforts.