Il 2015 verrà ricordato per uno shock a cui gli italiani non erano abituati né preparati. Sono fallite delle banche. Piccole, ma non trascurabili. La protezione del risparmio è stata messa in dubbio. Un brivido di paura si è diffuso perfino tra i clienti di altre banche più grosse e più solide, perché nel frattempo entravano in vigore nuove regole, imposte dall'Europa, che comportano maggiori rischi per i risparmiatori. Sono così venute alla luce storie tragiche: cittadini ingannati, titoli insicuri venduti agli sportelli bancari, obbligazioni travolte nei crac. In parallelo, brividi di paura sulla tenuta delle banche si sono manifestati anche in altre parti del mondo: in Cina e persino nell'insospettabile Germania. E a preoccuparci non ci sono solo le banche private, quelle dove abbiamo i conti correnti e i libretti di risparmio. Anche quelle che stanno molto al di sopra, le istituzioni che dovrebbero governare la moneta e l'economia, non offrono certezze. In America, nell'Eurozona o in Giappone, la debolezza dell'economia ha rivelato errori e limiti delle banche centrali. In un'epoca come questa, in cui i redditi da lavoro diventano incerti o precari, il risparmio è ancora più importante che in passato
Federico Rampini è un giornalista italiano, scrittore, docente, storyteller e analista dello scenario politico economico nazionale. È stato vicedirettore de Il Sole 24 Ore e dal 1997 è corrispondente estero per La Repubblica. Dal 2000 risiede negli Stati Uniti ed ha acquisito la cittadinanza statunitense, senza rinunciare a quella italiana.
Federico Rampini is an Italian journalist, writer, and lecturer. Since 1997 he has been a foreign correspondent for La Repubblica. He resides in the United States and has acquired US citizenship, without giving up the Italian one.
Ho preso questo libro al Libraccio al salone del libro. Ha qualche anno. Scritto dopo il fallimento di alcune banche (Etruria, Pop Vicenza ecc) Per quanto Rampini conosca i dettagli della situazione perché analista molto serio, per quanto sostenga come le banche abbiano smarrito la retta via, alla fine resta solo un grande amaro in bocca. Mi sono chiesto: è di questi libri che ha bisogno l’investitore? Cosa può pensare un lettore di un libro del genere? Stare alla larga dal mondo degli investimenti! E così cosa risolve? Si impoverisce se non altro per uno dei motivi di cui proprio Rampini parla nel libro: l’inflazione. La mia mission è quella di aiutare persone a migliorare la conoscenza finanziaria. A selezionare il consulente. Screditare l’intero sistema finanziario non la vedo una operazione furba anche perché tutti noi abbiamo bisogno di finanza.
Tante cose che già si sapevano e tante altre che invece restano celate nonostante il continuo richiamo alla trasparenza bancaria. In più qualche nozione di macroeconomia che non guasta mai e rimandi a validissimi film sull'argomento, "Too big to fail" e "The big short" (da vedere). Ed un consiglio finale scontato ma valido: fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Molto interessante.
Ho comprato questo libro dopo aver sentito l'intervento di Federico Rampini al a Festival dell'Economia 2016 di Trento, dove presentava il libro stesso. Mi è sembrato interessante, come pure ho trovato interessante il libro. Illustra i problemi del passato, del presente e del futuro prossimo legati al mondo della finanza e delle banche, con molti excursus nel mondo economico e finanziario dell'America in cui vive l'autore è che conosce quindi per esperienza diretta. Il libro è consigliato per chi come me ne sa poco o nulla di fondazioni bancarie, bail-in etc, per fa sì una prima idea e cercare di ridurre il proprio analfabetismo finanziario, una delle piaghe del nostro paese, che portano risparmiatori ingnari ad essere truffati da sportellisti in malafede o anch'essi pochi preparati e pilotati dai loro capi. Il libro é molto scorrevole e come dicevo fornisce solo un'analisi superficiale, avendo come target persone come me, ignoranti in materia ma desiderose di capirne qualcosa di più. L'autore è molto in gamba, potete vedere i suoi due interventi sul sito del festival dell'economia. Le tre stelle sono dovute più che altro all'elevato costo di un'edizione cartacea stampata in bassa qualità, che ha un prezzo decisamente alto per 120 pagine di libro. Comunque tutto sommato una lettura che mi sento di consigliare.
Il libro Banche: possiamo ancora fidarci? è un ottimo saggio, non perché in esso vengano rivelati al pubblico fatti nuovi prima sconosciuti, ma perché in esso vengono spiegati con scrittura semplice e scorrevole, nonché con piacevole ironia, i principi fondamentali che dovrebbero conoscere tutti coloro che vogliano investire i propri risparmi. Il saggio è alla portata di tutti, dato che il linguaggio è molto discorsivo e Rampini ha la capacità di semplificare concetti altrimenti ostici. Oltre a raccontare molti fatti di attualità, come il fallimento di alcune banche con le conseguenze sui risparmiatori di cui i media ci hanno ampiamente intrattenuto, vengono messi in guardia i clienti degli istituti di credito, dettando alcune regole basilari a cui dovrebbero attenersi per non rischiare di essere truffati. La colpa, precisa Rampini, non è in genere del gestore che propone investimenti che poi si rivelano disastrosi, perché l’operatore di banca che propone i prodotti si limita a ripetere quello che gli è stato a sua volta insegnato da coloro che tali prodotti hanno imposto di vendere pur conoscendone i rischi.