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Come fossi una bambola

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Sarebbe bello fosse una storia d'altri tempi, quella di Giovanna, Simona, Tiziana e Barbara. Invece è drammaticamente recente. Tutte e quattro hanno vissuto l'infanzia in un istituto religioso per bambine abbandonate. Tutte uguali, come sfornate con lo stampino, i vestitini bianchi e i capelli a caschetto, tagliati con la scodella. Uno stampino che gli hanno imposto a forza. Con in fondo al cuore il bisogno disperato di una mamma e la dura realtà quotidiana da affrontare, fatta di solitudine, durezza e privazione. Scontano la pena di essere figlie di una qualche colpa, con l'oscura consapevolezza che un posto sicuro per loro forse non ci sarà mai. Tiziana aveva una bambola senza un braccio che le dava sicurezza mentre assisteva al via vai di uomini in casa, "stai buona che mamma lavora". Poi un giorno le hanno tolto entrambe, mamma e bambola, senza darle niente in cambio, solo gelo. Meglio non averla mai conosciuta o non ricordarsela più, la mamma. Come Giovanna, Simona e Barbara, gettate via da donne che il parto non ha reso madri. I loro sogni non dovranno mai fare i conti con la realtà. Bambine, ragazze e poi donne, insieme fin da quando hanno memoria, senza mai essere davvero amiche perché nella giungla c'è spazio solo per la lotta alla sopravvivenza. Intrecceranno i loro destini, diversi ma in fondo uguali: amori facili, violenti e umilianti, il corpo e il cuore sempre in svendita. Perché è facile diventare e restare vittime alla mercé di chiunque quando non si è state amate.

213 pages, Kindle Edition

First published July 1, 2015

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Emma La Spina

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Profile Image for Lady R Of Rage.
17 reviews
March 3, 2021
Quest'anno ho cercato di ricominciare molti libri che avevo abbandonato a metà in passato. In molti casi, credo, era stato per pigrizia. Ma non in questo caso.
L'idea della La Spina era accattivante: prostituzione giovanile, abusi da parte del clero, violenza contro le donne, soprattutto quelle povere. Per me, che amo le storie di tragedia, era un bottino abbastanza succoso. Purtroppo la trattazione delle vicende di queste "bambole" umane mi è risultata noiosa, ripetitiva, priva di introspezione psicologica e di espressione sociale che andasse oltre l'ovvio.
Le quattro protagoniste sono minimamente caratterizzate, ma c'è una completa mancanza di Show Don't Tell. La loro evoluzione è descritta dalla voce esterna dell'autrice senza mai immergersi davvero nei loro pensieri, in modo molto meccanico, ovvio ed elementare. Credo che lo stile spoglio dovesse indicare l'ambiente parimenti povero in cui vivono le nostre eroine, ma a me non è piaciuto davvero.
C'è una descrizione molto ridotta degli ambienti, al punto che faccio fatica a capire in che periodo storico siamo, nessun personaggio di sfondo è memorabile o interessante, e non capisco il senso di avere quattro PoV diversi se nessuno di essi rimane in testa.
Sono davvero delusa, passerò oltre per non rimanere eternamente in reading slump.
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