«Non si tratta di un anti-teatro, di un teatro nel teatro, o che neghi il teatro... ecc.: Carmelo Bene ha una profonda avversione per le formule dette d'avanguardia. Si tratta invece di un'operazione più precisa: si comincia col sottrarre, col detrarre tutto quanto costituisce elemento di potere, nella lingua e nei gesti, nella rappresentazione e nel rappresentato. E non si può nemmeno dire che sia un'operazione negativa in quanto dà inizio e mette in moto tanti processi positivi. Si detrae dunque o si amputa la storia, perchè la Storia e il marchio temporale del Potere.» - Gilles Deleuze
«Ma vedi, Gilles Deleuze, noi vaneggiamo del "non concetto", quando da sempre finanche sulle scene si chiacchiera ed è tutto... Finanche sulle scene!... La scena (Francia in testa) è da-per sempre una chiesa padronale dove ci si sposa ogni sera e qualche volta di pomeriggio. Ma più squallida ancora del confetto e dei fiori d'arancio, è la grottesca, teatrale messa da requiem delle nostre tragedie occidentali (come almeno allestite) là dove tutti gli arroganti comprimari piangono un morto davvero morto, morto morto prima dell'alzarsi del sipario, morto prima nel testo e seppellito già. La morte non significa morire. La morte è morta. Non così è del morire.»
Ci vuole coraggio per leggere questo dialogo tra giganti. Attenzione, il rischio è quello di intravvedere l'orrore. Cioè la fantastica possibilità del nulla.