Numeri, dati, fatti per raccontare con un taglio pragmatico e con una prospettiva inedita il più grandioso mutamento dell’Italia di questi anni. L’Italia è diventata nel breve giro di un paio di generazioni da paese di emigrazione sostanzialmente monoculturale a grande porto di mare. Vivono oggi dentro i nostri confini cinque milioni di stranieri e l’immigrazione è da anni al centro del dibattito pubblico e dello scontro politico. Spesso però se ne discute senza tener conto dei dati di fatto: se in un luogo non ci sono risorse sufficienti per permettere agli uomini di soddisfare le loro necessità e in un altro luogo le opportunità sono sovrabbondanti rispetto agli uomini, un gruppo di abitanti del luogo di partenza si trasferirà inevitabilmente nel luogo d’arrivo. È dunque impensabile che il flusso dei migranti si interrompa. Peraltro, la struttura demografica dei paesi occidentali rende necessario l’apporto degli stranieri: nei prossimi vent’anni, per mantenere costante la popolazione in età lavorativa (20-64), ogni anno dovranno entrare in Italia – a saldo – 325 mila potenziali lavoratori, un numero vicino a quelli entrati nel ventennio precedente. Altrimenti, nel giro di appena 20 anni i potenziali lavoratori calerebbero da 36 a 29 milioni, a mano a mano che i baby-boomers andranno in pensione. Diminuirebbero anche i giovani (da 11,2 a 9,7 milioni), mentre gli anziani – in ogni caso – sono destinati ad aumentare in modo inarrestabile. Il libro offre dati aggiornatissimi sui flussi migratori e sul loro contributo reale allo sviluppo economico, culturale e sociale del Paese, senza eludere nessuno dei temi scottanti degli ultimi mesi: l’aumento esponenziale dei richiedenti asilo, l’impatto della crisi sulle migrazioni, il contributo degli stranieri all’economia italiana, i problemi di criminalità, l’integrazione fra le diverse culture e religioni. Perché esiste un modello italiano alle immigrazioni: è necessario riconoscerlo per tracciare con sapienza le politiche del futuro.
Allievi e Della Zuanna, con il loro veloce e fruibile libro, gettano uno sguardo generale sugli elementi centrali del fenomeno migratorio in Italia. Lo sguardo è lucido e serio, degno del loro profilo di attenti studiosi. Gli spunti interessanti, soprattutto per quanto riguarda la cittadinanza, l’integrazione religiosa e i permessi di soggiorno, lasciano spazio a importanti ripensamenti. Peccato che non ci sia un contesto politico e culturale propositivo e adatto a cogliere queste proposte che potrebbero evitare i futuri problemi che il processo di integrazione italiano a macchia di leopardo sicuramente ci riserverà. Staremo a vedere, mentre nel frattempo è importante informarsi e studiare ciò che ci attenderà!
Libro che tratta una tematica criticamente atttuale ed importante come i flussi migratori. Fa ciò in modo chiaro, semplice ma non superficiale. Libro accessbile ad ogni tipo di pubblico
Un libro compatto ed esaustivo sul tema scritto da due professori dell'Università di Padova. Secondo me è stato più amplio nell'esposizione, a tratti più difficile ed a tratti più chiaro ed esplicativo (spiega abbastanza nel dettaglio leggi, decreti, accordi e similari) e più ricco di approfondimenti "Il tuo sangue è rosso come il mio" di Zucconi e di Alpa, ma anche qui spunti, riflessioni e proposte non mancano. Si parla del tema dello straniero a livello demografico, dell'importanza del ruolo delle nuove nascite e dello straniero a livello pensionistico, di una sintesi di storia delle migrazioni, della scuola, di religioni, della presunta delinquenza straniera, del problema della tratta sessuale e di normative insufficienti e di criminali che dunque sguazzano nell'incompetenza legale e burocratica, della società che evolve e che dobbiamo accettare, spingendo tutto verso modelli costruttivi, accettando i conflitti e cercando di fermarli e risolverli prima che divengano violenti. Tante questioni interessanti da esaminare e da non blandire con semplici risposte di comodo e piene di ottusità ed egoismo.