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Anime galleggianti. Dalla pianura al mare tagliando per i campi

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Due musicisti, una zattera e un canale che collega Mantova al Delta del Po. È così che ha inizio lo straordinario viaggio di Vasco Brondi e Massimo Zamboni "dalla pianura al mare, tagliando per i campi": per una settimana Massimo, Vasco e Piergiorgio, il fotografo che li accompagna, navigano a una velocità massima di dieci chilometri l'ora le acque magiche e surreali del Tartaro Canalbianco, uno dei tanti canali che attraversano la pianura padana nella zona del Polesine. Gli argini del canale sono molto alti, la pianura è solo una proiezione, mentre le giornate scorrono tra pescatori, aironi, immigrati rumeni e cinesi, pesci siluro, chiuse, tralicci e soste in paesi minuscoli. In mezzo a questa "Amazzonia immaginaria" il paesaggio apre ai ricordi infinite via di fuga e l'eco di coloro che della pianura hanno saputo narrare la malinconica bellezza - Zavattini, Celati, Ghini - si intreccia a un nuovo, universale, canto interiore. Due storie, anzi tre, e un viaggio a pochi chilometri da casa che si rivela la forma più pura di esplorazione, scoperta, incanto. Fotografie di Piergiorgio Casotti.

144 pages, Paperback

First published April 1, 2016

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Vasco Brondi

13 books22 followers

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Displaying 1 - 10 of 10 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,466 reviews2,439 followers
June 18, 2025
LA NOIA È LA SOGLIA DELLE GRANDI COSE



Due età diverse: 1984 e 1957.
Quasi trent’anni di differenza.
Tutti e due musicisti, ma musiche diverse.
Intelligenze e sensibilità simili, due pescatori d’anime.

description

In mezzo, a unirli, anche la pianura, fondamenta di un mondo reale.
Difficilissima da percepire per me che sono figlio di colline etrusche.
La pianura che anche l’argine di un fosso è una vetta.
La pianura schiacciata dal cielo, spesso grigio, pesante, denso.
La pianura che è orizzontale, sembra ignorare la verticalità, ma anche quindici centimetri fanno la differenza.
Rette parallele che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo escludono.
Un viaggio nella natura, natura incontaminata, ma disseminata di rifiuti, ma percorsa attraverso vie (i canali) che sono passaggi creati dalla mano dell’uomo.



Tutto il silenzio di cui è capace questo pianeta.
La conquista dell’inutile.
La fortuna di crescere in un posto dove ci si annoiava moltissimo.
L’importanza di crescere in un posto in cui non succede niente.
Un posto dove se vuoi che succeda qualcosa devi farlo tu. Da solo.
Quanto tumulto, quante passioni, nelle pieghe di queste tappe tecniche che vorrebbero essere scadenze.
Il 45° parallelo, il canale Tartaro, la Mongolia negli occhi.
Posti che sembrano isole. Isole perse nella pianura.
Anime galleggianti spogliate di tutto.



Profile Image for Malacorda.
603 reviews289 followers
April 13, 2019
Un raccontare che però non è un vero raccontare, un diario di viaggio che però non svelerà nessuna epifania, né esteriore né interiore. E' più che altro un rimestare pensieri e ricordi, in libertà e in semplicità: questa formula da oggetto di difficile collocazione lo rende poco avvincente da un punto di vista strettamente narrativo, e tuttavia rende più giustizia a quel che vuole essere l'oggetto omaggiato con il libro: il Po con la sua pianura e i suoi canali.

Viene facile dire che il Po è una grande autostrada che attraversa tutto il Nord Italia, ma parlare di autostrada presuppone l'esistenza di una rete: sotto questo punto di vista, il Po è più che altro parente stretto di una pista ciclabile, non ti serve per gli spostamenti quotidiani in cui devi sbrigare le tue faccende, ma va benissimo quando devi solo "fare un giro". Quando si va a fare un giro a Po non è che si vada in un posto in particolare, di solito si va da nessun posto a nessun posto (e le varie motonautiche e la baracca dello zio Guido servono giusto a creare una tappa o una parvenza di arrivo). Se poi due musicisti e un fotografo, invece di cimentarsi direttamente con il Po – Eridano – decidono di cimentarsi con un canale che si chiama Tartaro (pur sempre di oltretomba si tratta), allora quel "nessun posto" di cui dicevo prima finisce per essere ancora più sottolineato e ribadito. Quindi, ricapitolando: due musicisti e un fotografo, in un viaggio immezzo al nulla per parlare di nulla. "E adesso siamo qui, passati dall'essere assaliti da troppe cose contemporaneamente al non essere assaliti da niente."

Da Governolo alla riviera e ritorno, raccontato da Zamboni e da Brondi ma non a quattro mani: ciascuno dei due racconta il viaggio separatamente, dal suo punto di vista; abbastanza interessante notare come i dettagli che destano attenzione per l'uno risultino meno rilevanti per l'altro e viceversa.

Verrebbe da pensare a una lettura da una stelletta scarsa. Eppure con questa disinvoltura, con questa leggerezza, hanno centrato l'obiettivo ben più di Guido Conti, il cui libro ho letto circa un anno e mezzo fa, e che con la sua impostazione da guida turistica super-organizzata e super-tuttologa finisce per ammazzare lo spirito del grande fiume riducendolo alla solita solfa enogastronomica da servizio di lineaverde. Qui invece non ci sono schemi preconfezionati, nessuna pretesa modaiola, solo sano cazzeggio: ed è appunto con questo che si può offrire il migliore omaggio al grande fiume, alle sue sponde e ai suoi argini. Una lettura nebulosa e fumosa ma tale doveva per forza essere visto che vuol descrivere uno dei luoghi più nebbiosi del continente (o forse del mondo).

Come dicevo sopra, se la riuscita narrativa non è delle più avvincenti, le scritture di Brondi e Zamboni sono comunque buone, l'identificazione tra soggetti narranti e oggetto narrato è invece riuscitissima, e il nucleo più recondito e pulsante di sensazioni non sempre facili da descrivere rimane eccezionalmente intatto tra queste pagine che sono da prendersi per quello che sono, a metà via tra prosa e versi, come una mescolanza di acque sorgive e acque salate. Media tra i lati positivi e negativi: tre e mezza.

"Vorrei urlargli senza rimproveri: "Guarda!", ma l'idea di sentirmi dire: "Dove?" mi scoraggia. In questo forse sta il senso vero del nostro viaggio. Intercettare una evidenza trascurata, liberarla dalla miopia che la esclude, offrirla a chi non si è mai offerto di guardare."

"Ultima apparizione, un barchino modesto. Fila via a pelo d'acqua, quasi senza rumori, un uomo anziano in piedi lo comanda, ma potrebbe esserne comandato. Si disintegra lentamente volando verso gli ultimi raggi che sembrano inghiottirlo, anima galleggiante curvata dagli anni, dalle consuetudini, dal clima."


Edit - Dimenticavo: per chi volesse un adeguato sottofondo musicale per questa lettura, o soltanto volesse saperne qualcosa di più sulla nebbia: https://www.youtube.com/watch?v=Q_MZf...
95 reviews2 followers
March 19, 2021
«L'acqua li ha chiamati a stabilirsi lì, dove sempre avrebbero voluto. Senonché entrambi, in diverso luogo, ci rendono consapevoli di come la molla di questo traguardo sia stata la libertà seguita alla scomparsa di una persona cara. La loro disperazione in occhio lucido dura una frazione di secondo, prima di ricomporsi; un tempo sufficiente per diventare mia, per la frazione successiva. Anche di Vasco, scoprirò più tardi, parlandone. E mi pare di intuirli come sono, anime galleggianti spogliate di tutto. Mi allungo per toccare, un braccio, una spalla. Questo slancio tra sconosciuti che mai si andranno a rincontrare riproprone il patto fondato tra gli uomini, quell'identità nel dolore superiore a qualsiasi forza innaturale che pretenda di dichiararci esemplari unici».

Curiosamente, lo stile dei due scrittori è l'opposto di quello dei due musicisti: sbrodolato e spicciolamente poetico à la Zavattini quello di Zamboni; secco, anedottico e molto efficace quello dello scassapalle delle Luci della centrale elettrica.
Profile Image for Martina Bianchi.
7 reviews
June 25, 2020
Come un pesce di fiume, una persona di nome Rossi, le sedie di plastica bianca che abbiamo tutti e a cui nessuno fa mai caso. Racconto di un viaggio dove il piatto e l’orizzontale fanno da reagente alla vita, e permettono di osservarla. Forse anche di vederla.
Profile Image for Giacomo.
15 reviews
August 4, 2023
Zamboni scrive bene ma ha come unico difetto quello di essere amico di Brondi
Profile Image for ziggy.
22 reviews1 follower
December 30, 2023
Da abitante delle terre polesane, ho amato questo libro.
Trovare i nostri paesi dimenticati, nominati e poeticizzati fa venir voglia di riguardare la noia polesana trovandoci dietro la magia
Profile Image for Patrizia F.
62 reviews1 follower
October 17, 2024
Ogni tanto la mia mente mi ricorda che questo libro esiste e credo sia una cosa bellissima
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