Quali sono le origini di quella radicalizzazione della lotta politica che portò in Italia dapprima a una stagione di intensa violenza e poi all'avvento del fascismo? Dove andare a cercare le radici di quella propensione totalitaria di cui si è alimentata la storia italiana per una parte importante del Novecento? La tesi di questo libro è che fu la grande guerra il punto di coagulo di una deriva totalitaria che in qualche modo interessò l'intero campo della lotta politica. Nel corso della prima guerra mondiale, nacque e si diffuse in Italia una nuova mentalità politica, dal carattere "rivoluzionario" e, per non pochi aspetti, "totalitario".
Angelo Ventrone insegna Storia contemporanea, Storia sociale della politica e Storia dei totalitarismi e dei fondamentalismi all’Università di Macerata. E' impegnato nello studio dei movimenti sociali, della comunicazione e della violenza politica,
*No English version of this book is available, as far as I know, so my comment will be in Italian. (English-speaking friends, you're not missing anything, really.)
Mi sono fatta ingannare dal titolo (mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa mi vien da dire, dal momento che il sottotitolo "1914-1918" poteva forse essere indicativo in tal senso). Credevo che fosse uno studio sul totalitarismo come idealtipo, invece si tratta di un'analisi dell'incubazione dell'incubazione dell'incubazione del regime totalitario italiano. Avrei dovuto leggere il blurb. Quel che mi consola è che tutti gli altri saggi disponibili tra cui scegliere per il mio corso di Storia Contemporanea sembravano peggio.
Il secondo capitolo è un capolavoro di noia. Mi è sembrato un'elenco sterile di partiti e Comitati e organizzazioni varie. Il resto è decisamente più scorrevole, ma definirlo di piacevole lettura mi pare sempre troppo.