Nel corso degli ultimi trent'anni la rapida evoluzione delle tecnologie digitali ha determinato la comparsa di nuove tipologie di immagini e di nuovi dispositivi di visione, introducendo forme inedite di visualizzazione e di spettatorialità. A fronte di un panorama iconico e mediale in continua trasformazione, diventa sempre più urgente elaborare una serie di concetti e di strumenti in grado di aiutarci a comprendere la dimensione culturale - tecnicamente, socialmente e storicamente determinata - delle immagini e dello sguardo. Il volume ricostruisce innanzitutto le origini del concetto di «cultura visuale» e lo sviluppo di quell'ampio campo di studi che si è affermato a livello internazionale con i nomi di visual culture studies e Bildwissenschaft, determinando una vera e propria svolta iconica nelle scienze umane e sociali (e persino in settori rilevanti delle scienze naturali). Vengono quindi presentate le coordinate teoriche e metodologiche essenziali per affrontare un'analisi critica delle culture visuali del presente e del passato.
Come promesso dal saggio vi è un'analisi dettagliata delle più recenti tecniche di realizzazione e trasmissione delle rappresentazioni (immagini, fotografia e cinema). Dalla nascita della cultura visuale, fino alla sua diffusione negli anni 90, studiando le differenti scuole di pensiero e teorie sul rapporto immagine e visione, ben esposto e con molti riferimenti. È interessante ed un buon approccio per lo studio dell'innovazione della percezione dettata dal digitale, ma purtroppo ho trovato la sua forza come la sua debolezza: trattare argomenti e studi così recenti fa si che, talvolta, il testo sia dispersivo e limitatamente delineato, apparentemente più debole rispetto a concetti più "vecchi" invece ben delineati.