Jump to ratings and reviews
Rate this book

Passo d'uomo

Rate this book


Come un velo che sta per cadere e non cade mai interamente, così la lingua del ricordo ha in sé un nucleo enigmatico. Eppure è lì, in quel territorio progressivamente divorato dalle ombre o smaltato dalla luce, che si sono svolte le conversazioni, che Francesco chiama storie e io vita. Antonio Gnoli



Francesco De Gregori si racconta per la prima volta attraverso una serie di conversazioni condotte da Antonio Gnoli. La sua vita e il suo mondo emergono in una successione di pensieri, ricordi ed emozioni. L'intima intelligenza delle sue canzoni fa da sfondo alle nostre esistenze intrecciate con la storia italiana.
Chiunque si sia posto domande su che cos'è l'arte e la bellezza, il tempo che passa e ci trasforma, Dio e le religioni, l'oggi che comprendiamo sempre meno, troverà in questi dialoghi risposte di sorprendente sincerità e acutezza. Scoprirà inoltre le numerose esperienze che De Gregori ha vissuto con coerenza e desiderio: i libri letti e amati; l'America con i suoi miti e la politica con i suoi equivoci e il senso di cosa abbia voluto dire per lui essere di sinistra senza lasciarsene condizionare. Il mondo poetico di De Gregori ne esce in sintonia con il battito del suo cuore e della sua mente. Tra la musica che ha scritto e quella che ha amato.
In un finale sorprendente Francesco De Gregori riflette, ragiona e affronta con umiltà lo spirito del nostro tempo, così segnato dalle passioni tristi. Non ci sono ricette, né messaggi edificanti. Solo la sommessa convinzione che la vita migliore è quella che si interpreta con passo d'uomo.

157 pages, Kindle Edition

Published May 5, 2016

Loading...
Loading...

About the author

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
6 (15%)
4 stars
18 (46%)
3 stars
13 (33%)
2 stars
2 (5%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Maurizio Manco.
Author 7 books134 followers
October 8, 2017
"Mi sento figlio un po' bastardo dell'Illuminismo, dell'umanesimo, di Omero e di Dante e perfino del cattolicesimo. Ho respirato tutto questo per sessant'anni e a questo mondo appartengo. Ho provato a percorrerlo a passo d'uomo." (p. 206)
Profile Image for Ciro Andreotti.
25 reviews1 follower
August 29, 2016
De Gregori racconta se stesso nel corso di una lunga intervista scomposta in una manciata di capitoli, o per meglio dire in una serie di interviste unite in un libro inchiesta scritto con la collaborazione del saggista e giornalista Antonio Gnoli. Un saggio che è la prima vera testimonianza dell’uomo De Gregori, una testimonianza che arriva ben prima del cantautore che per la prima volta scoperchia il proprio vaso di pandora fatto di ricordi iniziando dalla quasi natia Pescara, ove s’era trasferito a seguito del padre bibliotecario, sino al rapporto con il fratello Luigi, con i figli, con la letteratura e le proprie fonti d’ispirazione; Ciò che alla fine s’apprezza maggiormente leggendo il romanzo intervista di Gnoli è la figura di un uomo che ha fatto della riservatezza il proprio rifugio e della chitarra, e quindi della musica, e della sua in particolare, la propria arma. Uno che odia farsi chiamare intellettuale, perché come dice egli stesso: “… potrò aver fatto buone letture e buone scuole, ma l’intellettuale puro e semplice è colui che spesso non fatica fisicamente e riesce a vivere del suo semplice intelletto. Io invece mi sporco le mani sulla chitarra, sugli spartiti, con i ragazzi della band e con il pubblico che m’ascolta …” .

Un libro che non si legge tutto d’un fiato, che perde buona parte della sua verve in discorsi ai margini del filosofico, che trascura volontariamente parti di vita quotidiana per restituire il De Gregori pensiero e che alla fine del ‘principe’ restituisce proprio l’uomo comune unito alle proprie passioni prima giovanili e poi adulte affiancandolo solo allora al mito musicale. Da leggere quindi anche se non vi piace necessariamente l’autore di ‘Alice ’il tutto unito a una sana dose di umana pazienza.
11 reviews
September 4, 2016
è stato bello poter dialogare con il grande cantante, e adesso conosco molte più cose sulla sua vita e sul suo nome. lettura molto scorrevole.
Profile Image for Peter Verč.
26 reviews1 follower
November 21, 2016
Per gli appassionati di FDG sicuramente un libro interessante che arricchisce il bagaglio culturale.
Profile Image for sa.
55 reviews1 follower
October 30, 2025
Ho semrpe amato De Gregori, ma un mese fa, dopo averlo sentito live, volevo capire un po’ meglio il suo processo creativo e quindi ho ordinato questo libro. l’intervistatore coglie tutti i punti importanti, facendo emergere pian piano ciò che lo ha ispirato, i suoi punti deboli, la sua vita.
Nel libro De Gregori appare come un artista che ha studiato, che ama la letteratura e la musica americana, ma che ci tiene a non definirsi un intellettuale e desidera restare con i piedi per terra. “Quando scrivo una canzone ho paura del vuoto. Vuoto metrico, intendo. Ho invidia di Elvis Presley che in una melodia di tre note è capace di metterci tre parole. Perfetto. Io sarei capace di ficcarcene molte di più”Un elemento che mi ha colpito è il senso di pace che dice di aver trovato con Kafka, in particolare con “America”, che cita spesso per la sua semplicità e per il modo in cui Kafka riesce a cogliere l’insignificante e renderlo significativo. De Gregori dice che un artista “è uno che trova, in una cosa piccolissima e insignificante, ciò che un altro neanche lontanamente vedrebbe”Nella sua musica questo atteggiamento emerge chiaramente.canzoni che sembrano parlare di un dettaglio, di un attimo, e che assumono poi una valenza universale. Il riferimento costante però è Bob Dylan, lui ammette che “se non ci fosse stato Bob Dylan sarei probabilmente un uomo diverso. Mi ha nutrito come ascoltatore, non ho problemi ad ammetterlo”non è solo un modello musicale ma un monito e uno specchio per la ricerca della parola, per l’idea del cantautore come poeta e interprete del mondo. Il libro non è la classica biografia ma parte dall’infanzia dell’Italia del dopoguerra, dall’ambiente familiare, dal fratello che per primo lo incoraggiò, e arriva fino al presente, con riflessioni sulla sinistra, sulla politica, sull’essere artista oggi.Mi ha colpito anche la delicatezza con cui affronta la questione dello zio partigiano e della Resistenza, un capitolo storico e familiare che emerge con dignità e senza retorica.
Mi sono un tantino dilungata eppure non ho detto nulla rispetto a quanto si potrebbe parlare di questo grandissimo artista
Displaying 1 - 6 of 6 reviews