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Secondo Matteo: Follia e coraggio per cambiare il paese

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Ha fatto sembrare i politici tradizionali dei matusalemme. Ha schiacciato e spedito nel reparto delle anticaglie i tentativi di nuovo centrodestra destinati a diventare flop. Ha annichilito gli avversari parlando in modo chiaro e concreto. Tutto nel volgere di pochi mesi, con un succedersi di blitz, di guerre lampo senza paragoni in Italia. “Sono in estasi davanti alla sua energia” ha detto di lui Marine Le Pen. “È un uomo estremamente coraggioso e può andare al governo.” L’avanzata fulminea di Matteo Salvini ha sorpreso tutti, eppure la sua storia con la Lega è cominciata quando era ancora un ragazzino, nella Milano degli anni Ottanta. È una storia profondamente intrecciata alla scoperta di una politica fatta tra la gente e per la gente, a partire dai chilometri in bicicletta per attaccare i manifesti elettorali, passando per i microfoni di Radio Padania e il Parlamento europeo, fino alla nomina a segretario federale della Lega, che lo ha fatto diventare uno dei personaggi chiave della scena politica italiana. Con il suo stile diretto, provocatorio e spesso irriverente, Matteo Salvini si racconta per la prima volta in un libro, parlando di sé e della sua vita, aprendo squarci inediti sulla storia della Lega negli ultimi trent’anni, ma soprattutto dicendo chiaro e tondo qual è il suo progetto politico per il futuro dell’Italia.

240 pages, Kindle Edition

First published January 1, 2016

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About the author

Matteo Salvini

15 books4 followers

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Calandrino_Tozzetti.
43 reviews22 followers
September 15, 2017

TITOLO: "Quattro chiacchiere col vigile, all'edicola della solitudine"

Un regalo di Natale inaspettato del mio amico d'infanzia Casimiro Valfrutta, al quale (sottolineo) voglio bene come a un fratello, ma che dei miei gusti, in tutti questi anni, ha capito poco e nulla.
"So che ti piace leggere", mi ha detto, porgendomi il pacchetto, che apro con la massima curiosità, sperando di trovare una nuova edizione critica delle "Stanze" del Poliziano o al limite un'opera minore del Boiardo.
Speranze mal riposte, ovviamente: tolto l'incarto raffigurante Johnny Dorelli in abiti natalizi, mi ritrovo a contemplare un immenso faccione barbuto, all'apparenza più perplesso del mio, sopra il quale capeggia la grossa scritta "Matteo".
Mi rendo subito conto che trattasi del leader della Lega Nord - o Carroccio, che dir si voglia -, partito politico verso cui non ho mai nutrito la benché minima simpatia; poi, a dir la verità, non mi reco alle urne dai tempi del Pentapartito.
Ad ogni modo, ringrazio Casimiro per il presente, e gli dico che leggerò il testo prima dell'epifania. La mia non è un'affermazione di mera cortesia, visto che lui una cosa su di me l'ha senz'altro capita: sono una persona senz'alcun pregiudizio; e soprattutto non riciclo i regali, specie quelli dei cari amici.

Quindi ho mantenuto la promessa e mi sono letto, con una certa rapidità, in un paio di sedute sul vaso, "Secondo Matteo".
E che dire: è un libro semplice, per persone semplici, che dice cose difficili in maniera semplice, scritte in maniera semplice, anaforica, ripetitiva, per far sì che i concetti arrivino al lettore con più facilità: veloci come un'uscita dall'Euro, come il rimpatrio dei migranti, come il distacco repentino della politica dalla grande finanza.

Sembra una persona genuina, Matteo: pane al pane e vino al vino, soprattutto al vino. Dà a Dio quel che è di Dio, a Cesare quel che è di Cesare, e alla casalinga di Voghera quel che è della casalinga di Voghera.
Dà alla destra quello che è della destra: un sano localismo travestito da nazionalismo, ma che a questo giro si scorda di sbeffeggiare il meridione e Roma ladrona, concentrandosi di più sul problema dell'immigrazione, ché aiutarli è sì un bene, ma purché stiano a casa loro.
Anche il mio vicino di casa, Mustapha, dice che avrebbe gradito essere aiutato a casa sua, ma la cosa non è mai successa; mentre Irina mi ha detto che è venuta in Italia in cerca di un po' di autoritarismo, poiché stanca della troppa libertà che si respirava nella Russia di Putin, che non a caso è presa a modello anche da Matteo in questo libello, così come la Corea del Nord, altro esempio di rigore misto a tarallucci & vino.

Dunque, per concludere: avrà il mio voto Matteo Salvini? Non lo so, credo che diserterò anche a questo giro.
Senza dubbio ha la mia simpatia per averci provato, come ogni tanto ci prova Romeo, il mio barista, che in dei momenti, rispetto al segretario leghista, raggiunge picchi di analisi politico-sociale degni del miglior Max Weber.
Profile Image for Owlseyes .
1,805 reviews305 followers
Want to read
May 21, 2019


The French "Le Point" had him on its cover of 15th of May, portrayed as "The new strong man of Europe". Indeed, last Saturday in Milan, despite the grey sky and rain, he managed to gather many from the nationalist camp in Europe. Maybe he's the leader of them all.
Profile Image for Maurizio Codogno.
Author 67 books145 followers
August 8, 2016
Una premessa: nella recensione non parlo delle idee politiche di Matteo Salvini; la recensione è per il libro, non per il suo pensiero. Dunque, cosa abbiamo in questo testo, che ho preso in ebook per comodità? Fondamentalmente un lunghissimo comizio elettorale, oltre che un'autodifesa contro alcune cose scritte su di lui dalla stampa - anche recentissime, si arriva a parlare degli attentati a Bruxelles manco fossimo davanti a un instant book. Probabilmente la colpa è mia, che mi aspettavo più una biografia; in effetti, rileggendo il titolo a mente fredda, esso promette per l'appunto di raccontare il Salvini-pensiero. Sono però abbastanza certo che sia venduto come biografia, e tecnicamente ci sono flash della vita del nostro: l'unica parte che ho trovato interessante è però quella in cui si consuma la divisione con Bossi. (Occhei, ci sono anche tutte le altre tranvate arrivategli dall'alto, ma quelle sono di interesse più secondario, se non appunto per accorgerci che non è che sia mai stato così benvoluto). Mi chiedo poi che parte abbiano esattamente avuto Matteo Pandini e Rodolfo Sala, citati in maniera piuttosto ambigua nel colophon. Non pensate male: sono certo che Salvini sa parlare di suo: però ci sono vari livelli linguistici, con stile più o meno colloquiale. Quali saranno davvero i suoi pezzi? Ad ogni modo, il risultato è stata una mezza delusione.
Però consiglierei di leggere i commenti (quelli lunghetti, non le due righe) su Amazon: da questo punto di vista troverete materiale davvero interessante!
Displaying 1 - 3 of 3 reviews

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