Aristotele è stato il maggiore testimone di quell'appassionato desiderio di conoscenza che egli, nelle prime righe della Metafisica, riconosce come una tensione comune a tutti gli uomini, come un segno precipuo della loro umanità. Di fronte al suo immenso sforzo di soddisfare questo desiderio, per sé e per la tradizione cui apparteniamo, è difficile non provare quell'emozione che accompagna sempre l'incontro con le grandi esperienze dell'intelligenza umana, e, nel nostro caso, con l'imponenza di un'impresa del pensiero che si stenta a concepire come dovuta al lavoro di un solo uomo. Questo libro si propone di introdurre il lettore nel laboratorio intellettuale in cui questa impresa è stata realizzata. Il suo scopo è di condurre a una comprensione critica dell'edificio di pensiero costruito da Aristotele, nella sua complessità, nel suo senso d'insieme, e anche nelle questioni che esso lascia aperte. «Incontrare Aristotele» significa dunque disporsi a un ascolto non pregiudicato e non «scolastico» della sua lezione: una lezione che è ancora in grado di parlarci e di suscitare consenso o dissenso, di non lasciarci indifferenti di fronte a quello che è stato uno dei maggiori sforzi filosofici di comprensione del mondo che la nostra tradizione ci abbia trasmesso.
Conoscendo gli autori, in particolare Vegetti, non avevo dubbi che sarebbe stata una lettura ricca, complessa e al tempo stesso affascinante. Questi due autori hanno il pregio di riuscire a immergere il lettore in quella materia aerea e sottile che è la filosofia antica, e lo fanno senza mai scomodarla o snaturarla: è anzi il lettore che deve addentrarsi nei cunicoli del tempo, chinarsi, finanche arrivare a strisciare e sporcarsi del fango delle controversie, laddove il cammino si fa incerto e non è possibile procedere su due gambe. Solo così, spiandolo da quei pochi spiragli lasciati aperti dagli stessi autori, si può tentare di conoscere quel mistero così fitto e splendente che è il pensiero greco antico.
Saggio estremamente dettagliato e preciso su tutta la produzione filosofica di Aristotele. Personalmente ho letto questo libro per scuola, come lettura per le vacanze, quindi da una parte ritengo che sia nettamente più approfondita, rispetto alla preparazione che può dare un corso di filosofia al liceo. Detto questo molte cose di cui si parla sono molto interessanti, anche ai fini della comprensione delle opere realizzate successivamente da innumerevoli altri filosofi, ma anche utili per il presente. Ho trovato diversi spunti che potrebbero rimandare alla bioetica. Verso gli ultimi capitoli, almeno secondo me, la narrazione si fa meno interessante, probabilmente anche perché vengono descritte teoria aristoteliche minori e di scarsa importanza rispetto a quelle celebri delle Categorie, dell’Atto/Potenza o della Forma/Materia. Nonostante ciò, nel complesso, questo libro mi è stato molto utile per capire molto più a fondo aspetti di questo filosofo che ignoravo o che non avevo ben chiari e mi ha aiutato a porte basi più solide per intraprendere lo studio di altri autori più complessi. Questo libro però lo consiglierei solo a chi vuole approfondire l’argomento, non è per nulla un saggio introduttivo a mio avviso.
Premetto che é un libro che sono stata costretta a leggere per l'università, e che onestamente Aristotele non é di mio interesse. Queste due cose hanno certamente un'influenza nel mio giudizio su questo libro. Oltre a questo non mi ha aiutato il tipo di scrittura, che forse per un lettore più ferrato in materia rispetto a me può andare bene, ma io ammetto di aver fatto fatica. Sia nello stare dietro alla quantità di informazioni, non sempre semplici, sia alla scrittura in se che non ho trovato affatto scorrevole. Un punto che ho apprezzato é invece la divisione in capitoli, che trovo fatta abbastanza bene.