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Vivi!

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Settanta pagine per gridare al mondo che è finita l’epoca della lamentela post-coloniale e che è giunto il momento di affermare che gli abitanti del Burundi, piagato da una guerra civile durata quasi vent’anni, devono assumersi le loro responsabilità su quanto accaduto. E non è un caso che questo j’accuse arrivi da un ragazzo (allora) meno che trentenne e pervaso da un’ansia del fare – a ogni livello – che commuove: oltre che romanziere, Roland Rugero è cineasta, ideatore del primo premio narrativo del paese africano, fondatore di un mensile e persino di Samandari, un caffè letterario.

Attraverso due personaggi lucidi e scolpiti nel marmo letterario, Rugero – con toni narrativi che spaziano su registri differenti – racconta non tanto la genesi dei massacri fra i popoli ma la colpevole mancata resistenza, l’assenza di ribellione a una situazione che si rendeva tragica giorno dopo giorno. Lo fa attraverso la voce di una anziana semicieca, unica a non aderire ai sospetti e al linciaggio di un giovane muto accusato di essere uno stupratore. La vecchia non vede da un occhio e il giovane non parla: eppure, i veri “non vedenti” sono gli abitanti del villaggio, incapaci di cercare uno sguardo di verità o, più semplicemente, di non collaborare a ciò che accade. E nessuna voce, dunque, si alza, in una metafora chiarissima ed altrettanto significativa.

Con Vivi! si penetra nella realtà del Burundi, la si vive in pieno, si è accompagnati con un linguaggio che è un misto di onirico e realistico in un viaggio nelle profondità di un Continente che – forse – è meno distante di quanto immaginiamo e di quanto quotidianamente ci accade.

86 pages, Paperback

Published October 1, 2013

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About the author

Roland Rugero

3 books11 followers
Born in 1986 in Burundi, Roland Rugero grew up in a family where reading was a favorite pastime. He has worked as a journalist in Burundi since 2008. His novels include Les Oniriques and Baho!, the first Burundian novel to be translated into English. Rugero has held residencies at La Rochelle and at Iowa's prestigious International Writing Program. In addition to his work as a writer, in 2011 he wrote and directed Les pieds et les mains, the second-ever feature-length film from Burundi. Rugero is active in promoting Burundi's literary culture, co-founding the Samandari Workshop and helping found the Michel Kayoza and Andika Prizes. Baho! will be published in English by Phoneme Media.

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Profile Image for Alfonso D'agostino.
945 reviews74 followers
May 14, 2016
Settanta pagine per gridare al mondo che è finita l’epoca della lamentela post-coloniale e che è giunto il momento di affermare che gli abitanti del Burundi, piagato da una guerra civile durata quasi vent’anni, devono assumersi le loro responsabilità su quanto accaduto. E non è un caso che questo j’accuse arrivi da un ragazzo (allora) meno che trentenne e pervaso da un’ansia del fare – a ogni livello – che commuove: oltre che romanziere, Roland Rugero è cineasta, ideatore del primo premio narrativo del paese africano, fondatore di un mensile e persino di Samandari, un caffè letterario!

Attraverso due personaggi lucidi e scolpiti nel marmo letterario, Rugero – con toni narrativi che spaziano su registri differenti – racconta non tanto la genesi dei massacri fra i popoli ma la colpevole mancata resistenza, l’assenza di ribellione a una situazione che si rendeva tragica giorno dopo giorno. Lo fa attraverso la voce di una anziana semicieca, unica a non aderire ai sospetti e al linciaggio di un giovane muto accusato di essere uno stupratore. La vecchia non vede da un occhio e il giovane non parla: eppure, i veri “non vedenti” sono gli abitanti del villaggio, incapaci di cercare uno sguardo di verità o, più semplicemente, di non collaborare a ciò che accade. E nessuna voce, dunque, si alza, in una metafora chiarissima ed altrettanto significativa.

Con Vivi! si penetra nella realtà del Burundi, la si vive in pieno, si è accompagnati con un linguaggio che è un misto di onirico e realistico in un viaggio nelle profondità di un Continente che – forse – è meno distante di quanto immaginiamo e di quanto quotidianamente ci accade.

http://capitolo23.com/2016/05/14/buru...
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