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Qualcosa, là fuori

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DALL’AUTORE DI L’ENERGIA DEL VUOTO, IL ROMANZO PROFETICO DI UNA POSSIBILE CATASTROFEPianure screpolate, argini di fango secco, fiumi aridi, polvere giallastra, case e capannoni in un’Europa prossima ventura, devastata dai mutamenti climatici, decine di migliaia di «migranti ambientali» sono in marcia per raggiungere la Scandinavia, diventata, insieme alle altre nazioni attorno al circolo polare artico, il territorio dal clima più mite e favorevole agli insediamenti umani. Livio Delmastro, anziano professore di neuroscienze, è uno di loro. Ha insegnato a Stanford, ha avuto una magnifica compagna, è diventato padre, ma alla fine è stato costretto a tornare in un’Italia quasi desertificata, sferzata da profondi sconvolgimenti sociali e politici, dalla corruzione, dagli scontri etnici, dalla violenza per le strade. Lì, persi la moglie e il figlio, per sedici anni si è ritrovato solo in un mondo che si sta sfaldando, senza più voglia di vivere, ma anche senza il coraggio di farla finita. Poi, come migliaia di altri, ha pagato guide ed esploratori e ora, tra sete, fame e predoni, cammina in colonna attraverso terre sterili, valli riarse e città in rovina, in un continente stravolto e irriconoscibile... Un romanzo visionario e attualissimo, che ci fa vivere le estreme conseguenze del cambiamento climatico già in atto e realizza quel «ménage à trois» fra scienza, arte e filosofia che, come sosteneva Italo Calvino, costituisce la vocazione profonda della migliore letteratura italiana.

180 pages, Kindle Edition

First published April 1, 2016

13 people are currently reading
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Bruno Arpaia

120 books19 followers
Bruno Arpaia è uno scrittore, traduttore e giornalista italiano.

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15 (5%)
Displaying 1 - 30 of 54 reviews
Profile Image for Dagio_maya .
1,108 reviews350 followers
January 22, 2018
«Purtroppo, qualcosa là fuori esiste davvero»

Livio ha passato i settanta e, nonostante sia rimasto solo in un mondo che si sta disintegrando, decide di intraprendere un viaggio della speranza.
Mentre il resto del mondo è ormai fuori controllo (guerre di religione e razziali da un lato, effetti catastrofici per il riscaldamento del pianeta dall'altro), i paesi scandinavi sono, di fatto, gli unici luoghi in cui si è preservato un minimo di ambiente e civiltà. Di questo si occupa la Transhope, agenzia che, a prezzo salato, organizza queste migrazioni del futuro.

La distopia costruita colpisce per l'attualità delle tematiche trattate.
E' vero che il filone climatico è stato più volte saccheggiato dalla narrativa di genere ma si può dire che Arpaia gestisce bene la materia.
Gli scenari del libro si riferiscono (anzi, come dice l'autore stesso: «spesso ricalcano alla lettera») a numerosi testi scientifici e rapporti intergovernativi.
Tra questi il teso di Enrico Bellone (“Qualcosa, là fuori. Come il cervello crea la realtà”) da cui il titolo del romanzo.

La storia dunque ha un impianto "serio" ma, differenziandosi da altri libri del genere distopico, non compie voli pindarici. Molto spesso, di fatti, questo genere di narrativa dipinge un futuro che dilata le imperfezioni del mondo odierno e reinventa scenari metaforici. Si tratta di libri la cui morale concentra l'attenzione su alcuni vizi umani che, enfatizzati, portano a distorsioni irreparabili.
Penso che il romanzo di Arpaia si distingua, invece, proprio per la concretezza in quanto non ci si è allontana molto dalla odierna ed angosciante realtà.

Del genere distopico rimane, tuttavia, la domanda di fondo:
«voglio guardare al futuro con angoscia o con speranza? »

description

Al di là, dunque della trama- che ripeto, per me, regge- ciò che, personalmente non “gira” è la scrittura vera e propria.

L'autore ha deciso di adottare un'unica voce narrante (Livio, per l'appunto) e due livelli temporali: un presente (quello del viaggio) ed una serie di flashback che riavvolgono i fili della storia.
Questo tipo di andamento, però, non è stato ben gestito: icambi sono repentini con l'effetto di un procedere a scossoni.
Se a ciò si aggiungono ripetizioni ed una scrittura che non brilla proprio...beh, allora il giudizio cala un po'.
Si fa leggere senza grandi pretese e inquieta al punto giusto per quanto la distopia non sia più una proiezione fantastica ma uno sconcertante presente...
Profile Image for Patrizia.
536 reviews164 followers
December 18, 2017
Un romanzo breve su un futuro apocalittico in un mondo distrutto dall’uomo per la scarsa attenzione ai mutamenti climatici. Una discreta documentazione sui problemi ambientali, cui non corrispondono, purtroppo, una trama ben articolata né una scrittura degna di nota. Del protagonista, Livio, Arpaia ci fornisce informazioni sulla vita prima del disastro, che si alternano alla storia principale in una serie continua di salti temporali, che non approfondiscono carattere e psicologia. Ancora più piatti appaiono i personaggi di contorno, di cui conosciamo i nomi e poco più.
Preferisco di gran lunga l’Arpaia traduttore.
Profile Image for Elalma.
901 reviews103 followers
March 2, 2024
Arpaia è bravissimo a ricostruire romanzi di ambientazione scientifica. L'atmosfera post apocalittica si basa su scenari davvero previsti da scienziati del clima, dunque il grande pregio del libro sono rigore, precisione e coerenza narrativa applicati a tematiche molto attuali. Chi cerca però la trama ad effetto con colpi di scena avvincenti rimane certo deluso.
Profile Image for GiuseppeB.
128 reviews23 followers
February 9, 2019
Interessante, inquietante.
Un futuro probabile, i cambiamenti del clima sono già in atto e le conseguenze non tarderanno a manifestarsi.
Scrittura poco incisiva.
Profile Image for Daniele Scaglione.
Author 13 books16 followers
February 12, 2021
Ho letto questo libro - non tutto - per la prima volta nel 2017. In quel periodo stavo iniziando a conoscere più a fondo il tema del cambiamento climatico e, in quel momento, la lettura di 'Qualcosa, là fuori' è stata una discreta mazzata. Ma dopo aver capito che lo scenario che delineava era scientificamente discutibile - ci torno tra due paragrafi - prima di arrivare alla fine ho interrotto la lettura.

Qualche giorno fa, su Twitter è partita una discussione sul libro di Amitav Ghosh, "La grande cecità", ed è stato fatto riferimento anche a quest'opera di Arpaia (tra parentesi, ha anche lui partecipato alla discussione su Twitter). Così mi è tornata voglia di leggerlo. Dopo tutto, in questi quattro anni ho messo la testa sull'emergenza climatica, ho acquisito più strumenti per capirci qualcosa (il che non vuol dire che davvero io ci capisca qualcosa ma, insomma, mi ci oriento un po' meglio rispetto a qualche anno fa).

E sono molto contento di esserci tornato, su questo libro, perché è un libro importante. Il problema che mi ha condizionato nella prima lettura è questo: la verosimiglianza di ciò che Arpaia racconta. Detta chiara: è davvero possibile che il cambiamento climatico si manifesti nelle forme incredibilmente devastanti raccontate in questo libro?

In breve, no. Detta meglio, è molto - ma davvero molto molto molto -improbabile. Non è una mia valutazione, naturalmente, ma quella di uno dei blog scientifici più autorevoli in circolazione sul tema del cambiamento climatico, vale a dire "Climalteranti".

Ne riporto solo un passo «Non è per spirito corporativo, ma per amore di verità, che è necessario spiegare che lo scenario descritto da Arpaia, sia sugli errori sistematici dell’IPCC sia sull’innalzamento del livello del mare da 12 a 80 metri entro i prossimi 85 anni, è, alle conoscenze di oggi, infondato».

(L'articolo intero si può trovare qui: https://www.climalteranti.it/2016/06/...).

Sia chiaro che Arpaia non ha sparato stime a caso, nel mondo della scienza si sa muovere. Basti pensare che ha collaborato a lungo con Pietro Greco, importante divulgatore scientifico morto improvvisamente alla fine del 2020. Arpaia ha dunque preso delle stime molto pessimistiche che qualche ricercatore ha fatto, anche se non sono stime molto accreditate tra i climatologi, e le ha usate nel suo romanzo.

Però, ora, a distanza di qualche anno dalla prima seppure parziale lettura, mi sento di dire questo: ma chissene importa. Voglio dire: il valore del libro, ai miei occhi, è un altro. Non è tanto quello di valutare se dal punto di vista dell'innalzamento dei mari e della desertificazione succederà quello che Arpaia descrive. A fare la differenza sarà il modo con cui noi, genere umano, reagiremo alla situazione e questo, dal libro di Arpaia, viene fuori benissimo.

Per quanto possa essere esagerata la descrizione del totale sfracello di Napoli, della pianura padana inabitabile, della Germania del sud sconvolta, il racconto s'incentra su come il protagonista da un lato e le società dall'altro si relazionano le une con le altre.

In altre parole, la risposta alla crisi climatiche viene da scelte tecnologiche, economiche e finanziarie, politiche. Ma viene anche, non in minor misura, da come noi esseri umani impararemo a cooperare sempre meglio. Tirare su steccati sperando di lasciare là fuori ciò che ci preoccupa di solito non funziona. Nel caso della crisi climatica funziona ancora meno del solito e «Qualcosa, là fuori», questo, lo mostra benissimo.
Profile Image for Sara G..
35 reviews5 followers
August 7, 2017
Ho letto questo libro dopo averlo visto citato in un articolo del meteorologo Luca Mercalli. Non mi aspettavo un capolavoro (le mie aspettative sugli autori italiani sono bassissime, ma spero sempre di sbagliarmi) davo per scontati i riferimenti a Ballard e McCarthy, ma almeno speravo in una rielabolazione originale e avvincente del genere post apocalittico. Ma per saper rielaborare idee altrui in modo avvincente bisogna essere ottimi narratori (tipo Stephen King, per dire), cosa che Arpaia non è. La storia si trascina coi ritmi lenti del maccarthiano The Road, ma senza averne la profondità filosofica; per altri aspetti mi ha ricordato l'esodo narrato nell'ultima parte de L'Impero del sole di Ballard (sarà che l'ho appena riletto), senza però quella forza descrittiva e narrativa che nasce dall'esperienza diretta. Poco più di 200 pagine che sembrano 400, dove si alternano i due piani temporali del presente e del passato (ma non è Lost, nè L'Ombra dello Scorpione), con personaggi piatti, stereotipati, melensi. I "cattivi" ci sono, ma più come categoria che come personaggi veri e propri: le guide, i militari, la polizia. Guarda caso sempre rappresentanti dell'Autorità, mentre il popolo dei migranti è composto interamente da brave persone, oneste e solidali, con quel manicheismo politicamente corretto che, sinceramente, infastidisce. Dispiace dover recensire con tanta severità un autore che, se non altro, ha tentato di risvegliare l'attenzione dei lettori su un tema ancora troppo trascurato. Il futuro che ci aspetta sarà molto simile a quello descritto in questo romanzo e forse accadrà anche prima del previsto. Ma non bastano le buone intenzioni per essere bravi narratori, ci vuole anche il talento.
Profile Image for Valentina.
278 reviews15 followers
April 5, 2021
Ho apprezzato moltissimo la trattazione scientifica dei possibili effetti dei cambiamenti climatici e il modo in cui è stata introdotta nella narrazione.

Nonostante ci sia innegabilmente una parte più romanzata, devo ammettere che il finale di questo romanzo mi ha decisamente convinta: reale, concreto, ma soprattutto coerente con la storia trattata!

Un libro dal tono leggero, ma dalla tematica estremamente rilevante e attuale: un bello spunto di riflessione...
Profile Image for Alessandra.
244 reviews17 followers
July 31, 2016
Racconta un futuro che più si va avanti nella lettura e meno appare improbabile. Mi è piaciuto molto e ancora mi fa riflettere su ciò che mi circonda e sul futuro che ci stiamo preparando. Non è scritto in maniera impeccabile ma, dato l'argomento e gli aspetti inquietanti decritti, lo stile passa in secondo piano.
Profile Image for Giulia Gigliarano.
3 reviews
January 20, 2021
Innalzamento della temperatura globale e dei livelli delle acque che sommergono gran parte delle terre emerse, mancanza di acqua potabile, conflitti per quel poco che rimane a noi uomini, paesi nordici sempre più concentrati; in poche parole un vero e proprio scenario di Guerra climatica.
Queste sono le problematiche presenti nell’opera narrativa dello scritto Bruno Arpaia, che tutt’ora sono nostri problemi in continua evoluzione.
Decine di migliaia di migranti in marcia per raggiungere la Scandinavia, diventata una delle poche zone ancora abitabile; Livio è uno di loro. Persi la moglie e il figlio si ritrova in un mondo che col passare del tempo si sta sfaldando. Ha pagato guide ed esploratori, ritrovandosi con sete, fame, marciando attraverso terre secche e aride, città dimenticate e perse per sempre. Un mondo ormai irriconoscibile.
Trovatosi a scegliere tra la propria vita è quelle della sua nuova famiglia, sceglierà l’alternativa per cui secondo lui sarà quella più plausibile; scorgendo poco dopo una luce che interromperà la sua vita e ritrovandosi con niente dopo tutta la sua fatica per salvarsi.
Profile Image for Alfredo Scognamiglio.
87 reviews7 followers
Read
April 22, 2017
Ed eccoci al nuovo romanzo di Bruno Arpaia, dicono che lo si debba ascrivere al nuovo genere letterario definito cli-fi (climate fiction) e, a parte il fatto che non amo mai queste classificazioni, voglio anche dire che per questo libro si tratterebbe di una classificazione pigra e svogliata.
Certo Arpaia parla di clima, ed in particolare di un futuro dove le prevedibili alterazioni di esso si sono fatalmente avverate ed il mondo si è trasformato in una landa desolata, inospitale e terribile, ma ci parla anche di migrazioni di popoli affamati verso terre ancora salve e di muri ed eserciti che difendono i fortunati dall'assalto dei derelitti.
Una società distopica che apparentemente si colloca nel futuro, ma della quale possiamo già riconoscere dei tratti nelle cronache dei nostri tempi.
Vediamo infatti il protagonista, Livio, mentre vive con poca consapevolezza, proprio come noi tutti oggi, l'approssimarsi della catastrofe climatica, e poi lo rivediamo in fuga verso le poche terre salvatesi dalla desertificazione. Il viaggio di Livio affidato ad una apparentemente efficiente e asettica organizzazione di trasferimento somiglia paurosamente a quei viaggi nei barconi a noi tristemente noti.
Un bel contributo alla riflessione questo romanzo e come sempre una scrittura bella ed una tensione che prende il lettore dalla prima pagina e lo lascia solo all'ultima.
Arpaia non ci ha deluso neanche stavolta, quindi premiatelo con la lettura, non vi pentirete!
Profile Image for jpm.
167 reviews12 followers
March 8, 2018
Le pagine di questo romanzo mi hanno lasciato addosso un'inquietudine mista a frustrazione perché il tema del dissesto idro-geologico, dell'inquinamento eccessivo, del surriscaldamento del pianeta, è un tema di cui spesso si sente parlare, si ascoltano i pareri degli esperti ma poi tutto finisce lì, come se non ci riguardasse.
I libri come questo di Arpaia, sono utilissimi a scuotere le coscienze e a comprendere che risparmiare anche una sola goccia di acqua è importante, è fondamentale per noi e per i nostri figli.
Nel periodo natalizio, in cui il consumismo raggiunge il suo apice, è importante ricordarsi che non bisogna sprecare nulla e che la natura va rispettata e non va inquinata.
Profile Image for Ludovica Lugli.
77 reviews82 followers
June 3, 2016
Non è scritto bene bene, questo romanzo di fantascienza ambientato nella seconda metà del XXI secolo in Italia. Ma nasce da un'intuizione geniale, funziona ed è uno spasso.
Poi mette gli europei nei panni dei migranti climatici e quindi dà anche da pensare.
Profile Image for Luca Dell'Oca.
186 reviews4 followers
August 29, 2023
4 per l'argomento, 5 per la ricerca scientifica preparatoria, 2 per la trama, un 3 di media direi che ci sta.
L'argomento è potente, la Terra tra cento anni in piena crisi climatica, con esseri umani alla disperata ricerca di un posto vivibile. Un'angosciosa traversata di un'Europa devastata da siccità e caldo, che porterà i protagonisti verso una nuova terra.
Lo svolgimento è molto piatto, si cammina, si dorme, si viene attaccati da bande di disperati disposti a uccidere per sopravvivere (e fanno lo stesso i protagonisti, ma loro sembrano più buoni e meritevoli per l'autore), e ripeti da capo Non c'è introspezione, c'è la scontata storia drammatica del passato che riaffiora... Anche a me sta molto a cuore l'argomento del cambiamento climatico, ma proprio per questo vorrei tanto che venisse trattato meglio, probabilmente da autori più bravi (non potrebbe scriverci un romanzo a riguardo Stephen King???), e con un taglio meno angosciante. Certo, la descrizione dello scenario peggiore serve a svegliare le coscienze, ma se alla fine risulta "troppo" angosciante la sua soluzione appare irraggiungibile e lascia la gente solo sgomenta, e senza volontà di agire.
Profile Image for Fabio R.  Crespi.
352 reviews4 followers
September 13, 2023
Bruno Arpaia, non un autore tipico del genere, si cimenta con un romanzo di sf, "Qualcosa là fuori" (Guanda, 2016), che trae origine dalla questione dei cambiamenti climatici e si sviluppa su due piani temporali.
Il primo piano è il passato (il nostro presente o immediato futuro) nel quale il protagonista, un professore di neuroscienze, ripercorre la propria storia e la storia di come l'umanità abbia perso ogni occasione possibile per affrontare il problema ambientale.
Il secondo piano è il presente (il nostro prossimo futuro, probabilmente) nel quale il professore si unisce a un convoglio di migranti climatici diretto verso i paesi nordici, ultime terre vivibili, e si trova ad affrontare tutte le avversità che ogni giorno noi rifiutiamo di riconoscere a chi affronta questi viaggi "della speranza".
Di fatto, entrambi i piani rispecchiano il nostro presente e ci danno una nera prospettiva del nostro futuro perchè, a qualsiasi latitudine gli esseri umani costruiscano le proprie impenetrabili barriere, la divisione tra egoismo e desiderio di sopravvivenza rimane la sempre stessa, anche quando i disgraziati siamo (o saremo) noi.
Profile Image for Raffaella Bardo.
2 reviews
January 8, 2021
L'ho letto tutto d'un fiato, non riuscivo a interrompere la lettura.
L'argomento trattato è attuale, incombente, e c'è ancora troppo poco interesse, poca azione per i catastrofici e già evidenti effetti del cambiamento climatico. Nella mia carriera universitaria ho affrontato spesso questo argomento, e ritrovarlo in un romanzo così ben strutturato ha completamente catturato la mia attenzione. Interessanti i rimandi allo status di rifugiato climatico, ancora non riconosciuto, sebbene vi sia una necessità dirompente nel doverlo fare.
La scrittura è elegante, semplice e capace di far empatizzare facilmente il lettore con la fragilità e la forza di un uomo che ha perso tutto: amore, famiglia, l'utilità stessa della cultura in un mondo che cade a pezzi, ma che non lo rende meno umano o più cattivo di quanto fosse mai stato, perché l'istinto di sopravvivenza, in contesti disperati, sconvolge la psiche umana.
Ne consiglio vivamente la lettura per gli interessati al tema o per chi voglia saperne un po' di più, godendosi al contempo una piacevolissima lettura
11 reviews1 follower
March 8, 2022
Il romanzo è costruito su due linee narrative: passato e presente. La prima è molto orientata a documentare, spiegare, informare il lettore circa il motivo per cui il mondo si trova nella situazione narrata della linea temporale presente. Può non piacere a tutti, anche perché a tratti si ha l'impressione di leggere una sorta di wikipedia del prossimo futuro.
Lo stile dell'autore, in questo testo, è crudo ma a volte un po' "infiorettato" da metafore e similitudini che - tuttavia - sono spesso azzeccate.
Nella parte finale, va detto, si ha l'impressione che si cerchi il colpo di scena per chiudere al più presto il racconto, sia passato sia presente. Quello che accade è coerente e plausibile, ma non mi è parso che l'autore abbia compiutamente preparato il terreno a quegli episodi del romanzo.
Giudizio comunque ampiamente positivo, da parte mia.
Profile Image for Viviana.
64 reviews4 followers
April 13, 2022
VIAGGIO DELLA SPERANZA NAPOLI-SVEZIA

🌍Un altro romanzo sul cambiamento climatico o "climate fiction" ambientato nel 2100 o giù di lì quando si è ormai raggiunto e oltrepassato il punto di non ritorno e il pianeta terra è sconquassato da fenomeni climatici estremi come alluvioni e siccità e la vita degli umani è diventata pura sopravvivenza tra crisi idrica, razionamento dell'acqua e del cibo, nuove epidemie, scontri sociali sempre più aspri e migrazioni forzate.

👉Il protagonista Livio è proprio un migrante climatico italiano che conosciamo quasi all'inizio del suo viaggio della speranza, quando appena lasciata la sua città, una Napoli ormai invivibile, è in cammino verso la Scandinavia, una delle poche terre che dal cambiamento climatico hanno tratto solo vantaggi in termini di vivibilità, grazie a un clima temperato e terre coltivabili e che però è decisa a tenere questi vantaggi tutti per sé.

🔥Il romanzo procede su due linee temporali: il presente di Livio che cerca di raggiungere il nord europa a piedi sopravvivendo alla fatica, alla fame, alla sete, alle bande criminali che difendono ad ogni costo le ultime risorse disponibili e alle guardie di frontiera che respingono senza pietà, e poi il passato di Livio, una serie di flashback in cui capiamo come ci è arrivato fino a lì, quali sono stati i passaggi intermedi di una tragedia annunciata ma contro cui niente ha potuto.

👉Qualcosa là fuori è un romanzo che sarebbe una distopia se non fosse che a leggerlo sembra cronaca. Non mi hanno entusiasmato la scrittura né i personaggi ma alcune invenzioni dell’autore le ho trovate particolarmente azzeccate come quando parla del cristo velato venduto dalla città di Napoli a una sconosciuta città della Groenlandia per poter far cassa o un personaggio che si ammala di una malattia tropicale a Napoli, o ancora la distesa di mangrovie nel cuore della Germania…
Profile Image for Maria Cristina.
Author 8 books3 followers
February 11, 2024
A metà strada tra un romanzo di fantascienza e un sggio, l'ho letto come si legge un horror. E' stata una delle poche volte in vita mia che sono stata contenta di non avere più venti anni, e nemmeno trenta e neppure quaranta. Ne sono stata contenta. Contenta perché quando tutto questo avverrà, e se continuiamo a fottercene dell'ambiente e a pensare al PIL, al SUV, a come accumulare soldi, tra qualche decennio avverrà sicuramente, io non ci sarò più. Sarà la fine del genere umano e di gran parte dei mammiferi. Mi spiego: la Terra ha conosciuto molte estinzioni di massa, e la nostra non sarà né la prima né l'ultima. Sarà la prima, però, che una specie si procura da sola per troppa avidità.
Un libro da far leggere nelle scuole. Ma perché spaventare i bambini? Meglio che finiscano insieme al genere umano. Una croce sopra, e nessuno ci pensa più.
Profile Image for Santiago Alarcon T..
97 reviews12 followers
October 28, 2025
Il mondo post-apocalittico rappresentato è senza dubbio interessante, frutto di un’approfondita ricerca e di un’argomentazione dettagliata delle cause che hanno condotto al cataclisma globale. Nonostante la trama sia avvincente e ben costruita, il romanzo risulta piatto sia dal punto di vista narrativo sia nella caratterizzazione dei personaggi. La narrazione è organizzata dal punto di vista di Livio su due temporalità (presente e passato), ma le transizioni tra esse sono spesso brusche e finiscono per compromettere il ritmo narrativo. In generale, è difficile empatizzare con la tragedia di Livio, che non riesce a trasmettere quella sensazione di fine del mondo. Anche gli altri personaggi appaiono piatti e non riescono a restituire appieno l’idea stessa di fine che il romanzo intende evocare.
Profile Image for Sara Biondi.
42 reviews9 followers
October 30, 2017
Data la lunghezza, pensavo che l'avrei letto nel giro di due, massimo tre giorni; invece, mi ci son volute quasi due settimane. Non riuscivo a leggere più di poche pagine al giorno, da quanta angoscia trasmette. Ho letto tanti libri che descrivono situazioni post apocalittiche, ma mai avevo dato loro così tanto peso come in questo caso. Questo libro è diverso: racconta la realtà. Racconta la situazione in cui rischiamo di trovarci tutti noi, se non ci fermiamo, se non facciamo qualcosa per fermare la distruzione del nostro pianeta. Ed è questo che lo rende così inquietante, così preoccupante. Penso che tutti dovrebbero leggerlo, soprattutto le persone che hanno potere decisionale sulla riduzione dell'inquinamento.
Profile Image for *artemide*.
31 reviews
November 13, 2017
La storia di fondo di questo romanzo, la storia dedicata a Livio, al suo passato, al suo presente ed al suo futuro, si presenta come un piacevole e scorrevole passatempo. Ciò che è veramente protagonista di questo libro è lo sconcertante panorama apocalittico dipinto senza mezzi termini da Arpaia: un panorama che è al tempo stesso attuale e futuristico distopico. Un futuro prossimo, terribile e, purtroppo, non così impossibile ed attuabile, in cui la società è ormai stata scardinata dalla legge del più forte e dove non esistono più i Paesi così come ora li conosciamo.
Il riscaldamento globale, l'inquinamento atmosferico e le inadeguate pratiche per la salvaguardia del pianeta hanno portato a risultati catastrofici, con irrimediabili conseguenze sul clima e sulla vita delle popolazioni.
Tutti temi molto caldi, ovviamente, molto sentiti anche al giorno d'oggi e su cui periodicamente si riaccende il dibattito. Dove ci porteranno le azioni, gli sprechi e le nostre abitudini di vita attuali.
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Avevo iniziato a pensare a questa recensione il 31 ottobre. Fuori c'erano 20 gradi di prima mattina ed il sole splendeva. In quei giorni il Nord Italia era devastato dagli incendi alimentati dal forte vento. Quest'estate una situazione analoga si era verificata nelle isole, mentre il Suditalia si trovava a dover fronteggiare seriamente, per la prima volta dopo anni, il problema della siccità e si vedeva costretto a razionare l'acqua in città.
Questa notte, a meno di due settimane dalle prime riflessioni su questo romanzo in quegli strani giorni di caldo quasi primaverili, ci sono state grandi alluvioni ed inondazioni: le cosiddette "bombe d'acqua", piogge torrenziali che hanno causato grandi danni e che tuttora, viste le forti raffiche di vento, impediscono alcuni interventi di salvataggio.

Ondate di caldo tropicale, climi miti sulle montagne, improvvisi scrosci d'acqua e temperature che calano all'improvviso. Il riscaldamento globale esiste, non si può far finta di nulla.
Profile Image for Maria.
173 reviews3 followers
January 24, 2023
non lo so.
sarebbe uno dei miei generi preferiti, ma a differenza di altri libri simili ho percepito troppa banalità, troppa moralità, troppa filosofia spicciola. il contrario di quello che l'autore voleva comunicare. qualcosa è andato decisamente storto nella narrazione.
i flashback che si intersecano alla narrazione attuale potevano essere una bella idea, è un modo di narrare che adoro, peccato che questi non portino nulla di nuovo o di più alla narrazione. se non ci fossero stati sarebbe stato lo stesso, avrei solo sofferto di meno per una lettura non troppo piacevole.
potenziale sprecato? decisamente.
Profile Image for Loscrittorucolo.
219 reviews6 followers
August 22, 2018
In un futuro nemmeno tanto remoto, gli sconvolgimenti climatici hanno reso l'Italia una terra di nessuno invivibile. Un gruppo di persone si mette in mano a trafficanti scandinavi che offrono l'ingresso clandestino in Scandinavia, unica oasi di ordine in un'Europa devastata.
E' un romanzo di grande attualità sia per la questione climatica che per la riflessione sui fenomeni migratori: un domani nemmeno tanto remoto i migranti disperati potremmo essere noi.
Quello che lo rende particolarmente angosciante è che lo scenario non è inventato, ma preso pari pari da fior di studi scientifici.
Profile Image for Ale Volpe.
39 reviews
December 22, 2018
Post-apocalittico, tutti pazzi per Darwin, alcuni con le pistole in pugno altri depressi che lasciano sparare gli altri. Inframmezzare la storia attuale con quella di qualche decennio prima è un espediente fastidioso per portare avanti una narrazione soporifera. Pretende di essere realistico: l'Italia ha cessato di esistere (e pure l'Austria), ma ci sono le stock options e apparecchi capaci di rimanere in standby per decenni. Più che il riscaldamento globale ciò che preoccupa è la totale prevedibilità, mancanza di immaginazione, delle azioni dei personaggi.
Profile Image for Rosario Improta.
57 reviews
July 26, 2021
Qualcosa, là fuori di Bruno Arpaia
Un romanzo necessario, imprescindibile.

Mi sono subito sentito attore di un dramma che ti arroventa, ambientato in uno scenario apocalittico per nulla improbabile! Ho apprezzato la cura della narrazione dei luoghi e delle circostanze.
Il finale non è per niente scontato!

Finora ho apprezzato l'autore per le sue traduzioni di tutti i libri di Carlos Ruiz Zafón ma dopo aver letto questo libro, posso affermare di aver un nuovo scrittore nella mia lista dei preferiti!
Grazie Bruno Arpaia.

#iostoconilibri
Profile Image for Luca Cresta.
1,044 reviews31 followers
September 24, 2017
Un romanzo distopico di buon livello. Ottima l'ambientazione geografica, che evidenzia il lavoro certosino dell'autore nella localizzazione degli avvenimenti. Buoni i personaggi e il relativo approfondimento dei caratteri. Molto inferiore invece è la trama e lo svolgimento, che non si scostano dai clichè più frequentati del genere. La progressiva desertificazione del pianeta è descritta un po' più scientficamente del solito ma la scala temporale non è credibile. Una lettura comunque gradevole.
Profile Image for Antonio Vena.
Author 5 books39 followers
December 26, 2018
Titolo bellissimo non appena si arriva al punto giusto della storia.
Disclaimer finale sui libri letti e citati. Arpaia gran professionista.
Forse avrebbe potuto osare un po' di più con una correlazione tra coscienza e ambiente ma in ogni caso...

Qualcosa, là fuori è climate fiction di prima classe.
Non c'è bisogno di essere esterofili se in Italia si scrivono romanzi come questo.
Profile Image for irene.
233 reviews15 followers
September 16, 2018
Si fa leggere, ma non lo consiglio. Un La strada infarcito di spiegoni sul cambiamento climatico, la storia - il viaggio di una carovana di migranti climatici italiani, nel 2070, da Napoli alla Svezia, tra flashback dell'anziano protagonista un tempo scienziato a Stanford - subordinata all'intento didattico. Gli "omaggi" ad altri libri e film sono davvero eccessivi.
Displaying 1 - 30 of 54 reviews

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