Una tienda de alfombras en el bazar de Isfahán sirve de escenario a la autora para describir un Irán diferente del que solemos ver en los periódicos y la televisión, un país contradictorio y en plena ebullición, un pueblo culto y acogedor que camina hacia la modernidad y a la vez se aferra a sus tradiciones. La tienda de alfombras es el observatorio que Ana Briongos escoge para narrar múltiples historias y ahondar a través de ellas en la riqueza y las contradicciones de la sociedad iraní. Con una estima explícita e indisimulada hacia su gente, con una mirada curiosa y certera hacia sus formas de vida, con un conocimiento profundo de la realidad del país y una sensibilidad exquisita La cueva de Alí Babá se convierte en una deliciosa, convincente y reveladora muestra de lo que es Irán. En un último capítulo escrito para esta edición digital la autora reflexiona sobre sus últimos viajes a Irán tras la publicación de la primera edición del libro, así como sobre las perspectivas de cambios que se ciernen sobre el país.
“Soltanto la conoscenza ci dà modo di estendere il nostro amore oltre i confini del noto e per conoscere è necessario saper ascoltare.”
Un bellissimo libro, scoperto per caso mentre curiosavo tra gli scaffali della biblioteca, nella sezione dedicata alla geografia e alle letture di viaggio! E infatti questo della spagnola Ana María Briongos è un libro che racconta un’esperienza di viaggio e soggiorno in un luogo per i più insolito, l’Iran, che in genere si conosce soltanto per l’oscurantismo dei suoi ayatollah col turbante alla Khomeyni, il nero del chador imposto alle donne e le forche penzolanti dalle gru a cui si rischia di essere appesi anche solo per omosessualità. Ebbene, dimentichiamo per un attimo tutto questo, così come le folle urlanti dei fondamentalisti ostili all’Occidente e all’America in particolare, e lasciamoci guidare alla scoperta di un Paese davvero sorprendente e affascinante! Finora le tavole della fumettista Marjane Satrapi mi sono state utili, ma non esaustive per conoscere più nel profondo ciò che è oggi l’antica terra di Persia. Il viaggio della Briongos, la quale oltretutto studiò all’università di Teheran già prima della Rivoluzione del ’79, ci conduce di preciso a Isfahan, splendente città dell’Iran centrale, ricca di cupole turchesi, maioliche, arabeschi, viali alberati e giardini incantevoli; laggiù l’autrice fu ospite per qualche tempo di una famiglia locale, vivendo tra loro e come loro, frequentando luoghi pubblici e privati, allacciando legami di reciproco rispetto e amicizia. Naturalmente, l’ottima conoscenza della lingua del posto l’avvantaggiò moltissimo nell’indagare a fondo la società iraniana, cordiale e accogliente. Il luogo dove lei trascorreva spesso gran parte delle sue giornate era il bazar cittadino e, all’interno di esso, quella che chiama “la caverna di Alì Babà”: un negozio di tappeti – montagne di tappeti rigorosamente e autenticamente persiani! – in cui lavora un team tutto al maschile e dove ogni giorno, transitandovi turisti e viaggiatori, s’incontrano lingue e culture diverse che finiscono sempre per ritrovarsi attorno a una tazza fumante di tè. Tante le storie legate al bazar che incuriosiscono il lettore, così come affascinano le descrizioni dei luoghi di Isfahan, prima fra tutti l’immensa piazza Naqsh-e-Jahan (letteralmente, “lo specchio del mondo”). Mi sono talmente appassionata a queste pagine da procurarmi una guida aggiornata Lonely Planet dell’Iran che ho consultato abbondantemente, scoprendo, grazie alle due letture incrociate, molte curiosità, come ad esempio il fatto (in verità, alquanto sconcertante; al confronto l’obbligo, per le donne, di usare foulard e soprabito è niente) che lì non è abitudine nazionale utilizzare la carta igienica… Persino i grandi alberghi sembrano essere restii a concederla ai propri clienti. Quindi, nel caso un giorno si decidesse di organizzare una vacanza in Iran, bisogna ricordarsi di metterne in valigia qualche rotolo! Battute a parte, la Briongos non nasconde il suo grande amore verso questo Paese musulmano sciita e il suo popolo, ma ciò non le impedisce di puntare il dito contro le troppe cose che ancora non vanno a causa del regime teocratico e le infinite contraddizioni della società, costretta a piazzare di nascosto antenne paraboliche e a organizzare, altrettanto segretamente, feste tra ragazze e ragazzi abbigliati all’occidentale. Dall’epoca terrificante di Khomeyni molto è cambiato, in meglio per fortuna, tuttavia la strada delle riforme è ancora lunga e spesso ostruita da limitazioni in mezzo a cui la gente è stanca di vivere. Un’ultima osservazione: dal momento che non conosco il farsi, avrei gradito un glossario ben più ricco di quello inserito alla fine del libro, anche se questo finisce per essere un difetto di poco conto di fronte al contenuto tanto interessante del testo. Chissà, potrebbe essere l’occasione per documentarmi un po’ e imparare qualcosa della lingua persiana, che si trascrive con le lettere dell’alfabeto arabo e, come ho già riscontrato, proprio dall’arabo ha preso numerose parole: è bello quando i libri suscitano curiosità e regalano nuovi interessi!
Ottimo ritratto della società iraniana all'inizio del millennio. La Briongos ha un talento innato per ambientarsi armoniosamente nel bazar di Isfahan e riportarci un bellissimo dipinto d'insieme della sua gente, con un occhio di riguardo per le donne che la animano da dietro il velo. Da leggere per andare oltre molti pregiudizi.
I read the Dutch translation of this book, also called The Bazaar of Isfahan.
Briongos is from Spain, belongs to my generation, spent a year doing a master's in Persian literature at the University of Tehran in 1979 just before the Islamic Revolution. In this book she warmly shares her experiences during a one-month stay in Isfahan in 2002 where she lived with the family of a carpet seller at Isfahan's grand bazaar. She is clearly a 'people person' and, using her knowledge of Farsi, has conversations with a whole range of people who warmly receive her. Briongos does not gloss over the downsides of the position of women under the current conservative Islamic government, but she emphasizes the friendliness and curiosity and fellow-humanness of the Iranians she meets, and helps us understand some of their customs.
Teruggevonden bij het opruimen van mijn bibliotheek Ik heb 4 nieuwe Billy's gekocht en moest opnieuw klasseren en deze lag achter de voorste rij Ooit gekregen op het boekenfestijn als gratis boek (en juist gelezen dat ze failliet zijn). Verslag van haar verblijf in Iran gedurende een paar maanden in 2001 bij één gezin. Hierdoor wijkt het boek af van de reisverslagen, want ze neemt echt deel aan hun leven. Hoe ze dit voor elkaar gekregen heeft in dit land is mij een groot raadsel. Niet zo denderend geschreven, maar natuurlijk wel met een hoop nieuwe informatie over het leven daar. Op één van de eerste bladzijden gaat het echter over Avicenna en de paragraaf vervolgt met 'zij' doet dit en dat. Tja, wellicht fout van de vertaler, gezien het Spaans weinig voornaamwoorden gebruikt. Niet iedereen kan een uitgebreide algemene kennis hebben, maar iedereen kan het wel opzoeken en al helemaal in een verantwoordelijke functie als vertaler. Geen aanrader.
Muy interesante y muy ameno, un relato del día a día en un lenguaje sencillo. La autora revela un gran conocimiento del país y la sociedad iraní, y ofrece una valoración positiva de la misma, presentándola incluso como un pueblo con ganas y en vías de modernización. La autora vivió en el país a finales de la década de los sesenta, tras su marcha se sucedieron hechos muy relevantes en la historia como la revolución islámica (en 1978) o la guerra con Irak (de 1980 a 1988). El libro fue escrito en 2001, tras pasar nuevamente algo más de un mes en el país. Desde luego sería muy interesante, una nueva estancia en el mismo para tomar nuevamente el punto a esta sociedad que el libro nos presenta de manera tan diferente a como la podemos imaginar a través de las informaciones que nos llegan por los medios de comunicación.
A really nice read, with plenty of interesting information and a truly intriguing perspective on all things regarding Iran - even if maybe it pays at times a bit too much attention to the subject of carpets. But even that is understandable with it being mostly it's "thing" and serving as a medium/excuse for providing glimpses into the lives of people. It also has plenty of chapters which are a bit more critical.
Siendo un iraní, las descripciones hechas manifiestamente en este relato, resultan bastante esclarecedoras para quienes buscan las verdades de Irán, aunque los datos deben ser actualizados sobre el país, puesto que han transcurrido más de veinte añitos y las cosas han cambiado drásticamente aquí.