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Ventiquattro secondi

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Vittoriano Cicuttini è il primo italiano a giocare in una squadra della Nba. Cresciuto in un paese del Friuli, da bambino ascoltava i muri per sentire la voce di sua madre, morta di parto. Diventa un adolescente troppo alto e con pochi amici che per compiacere il padre, uomo ruvido e dalle certezze ferree, comincia a praticare la boxe. Poi, la scoperta del basket − per caso, grazie a una sfida improvvisata in un salotto dove a fare da canestro sono le coste dei volumi allineati in una libreria − lo spinge a inseguire i suoi sogni. Vittoriano si allena duro, e intanto si innamora. Giovanissimo si sposa con Marta e diventa padre della piccola Irene: di entrambe cerca lo sguardo sugli spalti nei momenti più importanti di ogni partita, quando tutta l’attesa sembra condensarsi nella traiettoria della palla lanciata a canestro. In campo si muove come un gigante flessuoso, trascina la squadra verso la vittoria anche nelle situazioni più disperate, fronteggia avversari e infortuni con caparbietà. La carriera lo allontana dalle sue origini, lo estrania dalla sua famiglia, lo costringe a fare i conti con se stesso, lo pone di fronte ai propri limiti e alla propria fragilità, fino a fargli capire che lo sport, come la vita, tanto ti dà e tanto ti toglie. Eppure l’unica scelta possibile resta quella di mettersi nuovamente in gioco, in vista di quella manciata di secondi che riabilitano un’intera esistenza.

336 pages, Paperback

First published April 1, 2016

25 people want to read

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Simone Marcuzzi

8 books1 follower

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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Three.
312 reviews75 followers
August 18, 2017
questo libro è eccezionale: nel senso etimologico del termine, perché fa eccezione alla norma, che nei libri contemporanei prevede lunghe lamentazioni di trentenni lasciati dalla ragazza e/o rimasti senza lavoro, o storie di adolescenti colpiti da malattie gravissime, che affrontano con consapevolezza profonda e coraggio leonino. Qui, niente di tutto questo, grazie a Dio. L'io narrante è un uomo alto due metri e quindici che fatalmente - dopo un'infanzia non proprio felice, ma che gli darà un carattere capace di affrontare la vita meglio di quanto generalmente facciano i trentenni di cui sopra - finirà a giocare a basket. Qui parte la finzione più spudorata, perché questo personaggio completamente inventato (e forse gli si poteva dare un nome un po' meno caricaturale, ma amen) viene piazzato in mezzo a persone vere e fatti realmente avvenuti, dove compare un po' come faceva Zelig nel film di Woody Allen. Gioca prima a Udine, poi a Milano, poi addirittura in America, in un'epoca in cui gli europei il basket americano se lo potevano sognare. Gioca con Mike D'Antoni nella Milano allenata da Peterson, gioca con Clyde Drexler a Portland, le pagine centrali del libro sono piene di nomi evocativi per chi ama il basket ed ha una certa età. Però non c'è agiografia: lo sport professionistico è il mezzo che rende ricco un poco più che ventenne senza arte né parte, ma non lo fa gratis: in cambio pretende una buona parte della serenità di una moglie; lo spaesamento di una famiglia; l'imbarazzo di non saper corrispondere alle aspettative di una figlia; la solitudine di giorni e notti passati in camere di albergo lussuose, sì, ma spaventosamente vuote; la ricerca di una nuova sistemazione ogni due o tre anni; la difficoltà di trovare un equilibrio fra bianchi e neri, fra americani e europei,. Questo ci mostra la parte migliore del libro, senza privarci di qualche scena di gioco, che l'autore è capace di rendere in maniera emozionante. Poi la tecnica di scrittura non è sempre convincente: la scelta del tempo presente è valida per dare vivezza alla narrazione, ma in molte parti la rende troppo veloce; molte espressioni prese di sana pianta dal giornalismo sportivo (soprattutto il vezzo di riferirsi agli allenatori come Coach Pinco, Coach Pallino) non mi convincono in un libro; alcuni passaggi - soprattuto nell'ultima parte, quella sulla vita dopo il basket e dopo una tragedia che non rivelo - mi sembrano un po' tirati via. Quindi poteva essere scritto meglio. Rimane un libro eccezionale, per le ragioni di cui sopra.
Profile Image for Monica Riva.
267 reviews
September 15, 2017
Una bella sorpresa questo Marcuzzi! Non lo conoscevo affatto e con questo libro mi ha conquistata: perchè ha raccontato una storia originale, perchè è scritta bene, perchè nella lunghezza del romanzo non c'è nulla di inutile o noioso, perchè scava in profondo negli animi dei personaggi (e soprattutto del protagonista) senza essere pedante, perchè contiene piccole perle di saggezza raccontate lievemente come il volo di una piuma. Insomma come diceva una canzone di De Gregori: ".... vanno a due a due i poeti, traversano le nostre stagioni. Ci sono poeti brutti e poeti buoni. E quando tra i buoni poeti ne trovi uno vero è come partire lontano, come viaggaiare davvero".
Profile Image for Serena Sorrisi.
30 reviews3 followers
August 30, 2019
Libro scritto molto bene, scorrevole ed emozionante, all’inizio sono rimasta un po’ delusa dal fatto che non fosse una storia vera, ma mi sono ricreduta e l’ho divorato😃! Una bella scoperta!
16 reviews
August 26, 2022
Cercavo un libro leggero che parlasse di basket. Mi sbagliavo in entrambi i casi.
Profile Image for Marika Bonuccelli.
198 reviews13 followers
September 16, 2016
Ventiquattro sono i secondi che un giocatore di basket ha a disposizione per andare a canestro nel campo avversario. Se non riesce in questo arco di tempo la palla è persa e consegnata all’altra squadra.
Il messaggio trasmesso dall’autore con questo titolo è chiaro: ogni secondo della nostra vita ha una grande importanza, non lasciamola scorrere senza dare ad ogni attimo il valore che richiede.

È una cosa che i giovani non sanno, non riescono a capire. È il primo fondamentale che cerco di trasmettergli in palestra o al campetto. Non il passaggio, non il palleggio, non il tiro. Cerco di insegnare loro che il tempo non è illimitato. Vedo molti ragazzini vivere con noncuranza, iperprotetti dai genitori che li adorano e non fanno il loro bene, con la certezza di poter rispondere a smorfie alle offerte degli amici e delle ragazze, come fossero una delle tante portate di un pranzo da matrimonio (ne arriverà un’altra sarà migliore). È la forza della giovinezza, certo. E non si può negare: quasi per tutti le occasioni ci saranno. Non per questo bisogna far spallucce e rivolgersi altrove. Ogni partita è l’ultima, è questo il primo fondamentale che insegno. La palla a due apre sempre una finale.


Ho avuto la possibilità di incontrare Simone alla presentazione del libro a Viareggio. Sentirlo parlare è stato un piacere, come lo è stato dargli conferma dell’esistenza di alcune persone che amano ancora lo sport e la letteratura che ci gira intorno. Sono stata per molti anni una sportiva a livello agonistico, adesso ho smesso ma mi piace comunque seguire alcune discipline e leggere libri che ne parlano. Come diceva anche lui, ci sono forti pregiudizi nel nostro paese riguardo questo genere di romanzi, in quanto spesso sono considerati di serie B. Io sono qui a dirvi che questo libro non ha niente da invidiare ad altre storie di altro genere considerate di maggior rilievo.

In primo luogo ci tengo a sottolineare che non è un romanzo sullo sport, lo scrittore prende spunto dal basket per costruire intorno ad esso una storia. Lo definirei più un romanzo di formazione dove si narra la crescita di Vittoriano Ciccutini, personaggio inventato che rappresenta il primo italiano ad aver giocato in NBA, da quando era bambino fino all’età adulta. Si snoderanno poi diverse tematiche a partire dal rapporto conflittuale con il padre, fino ad arrivare all’amicizia che lo legherà per tutta la vita a Giovanni, alla passione per il basket, all’amore per Marta, a quello per la figlia Irene. Vittoriano proverà rabbia ed umiliazione per le sconfitte, dolore per alcune perdite importanti che lo segneranno, tristezza nel veder solo da lontano la crescita della figlia potendone assaporare soltanto alcune immagini raccontate al telefono dalla compagna.
La tematica della famiglia è ben sviluppata, giocare in NBA significa prendere un aereo ogni due giorni e spostarsi negli Stati Uniti con fusi orari diversi, è molto faticoso e stressante. Il rapporto di coppia risentirà di questo e di altri avvenimenti chiave per poi attraversare una fase di riscoperta in cui Marta e Vittoriano tenteranno di dare vita ad un nuovo sogno insieme.
Il libro può essere letto da tutti senza alcuna difficoltà. Gli amanti del basket ci ritroveranno riferimenti a personaggi realmente esistiti ed ad eventi accaduti perchè Simone costruisce intorno a Vittoriano un contesto storico reale. L’autore ha dovuto fare un enorme lavoro di documentazione sul campionato NBA, cosa sicuramente non facile, per riuscire ad introdurre i fatti in modo corretto e soprattutto collocare i suoi personaggi intorno a questa realtà.
Ciò che più mi è piaciuto è il valore e l’importanza che Simone dà allo sport, lo definisce come metafora della vita. Ogni sport lo è a modo suo e il basket ha il suo valore nel tempo e nel suo trascorrere:

Tutti gli sport sono a loro modo metafore di vita. Il basket ha la sua specificità nello scorrere del tempo. Quando l’arbitro scocca per aria la prima palla a due sai quale sarà la durata della partita. Quarantotto minuti effettivi durano esattamente quarantotto minuti. Così come durante la veglia del 31 dicembre sappiamo quanto è durato l’anno solare appena trascorso: un anno solare. Però i secondi e gli attimi che compongono una partita o un anno solare sono diversissimi tra loro. Il tempo non scorre lineare, non è un mucchietto di sabbia crescente sotto la fessura della clessidra. Ci sono molti secondi insignificanti, che ci scivolano tra le dita e dimentichiamo presto. E ci sono attimi dilatati, in cui il senso delle cose si blocca e continua a lavorarci dentro negli anni.

Spero di avervi convinto a leggerlo, a me è piaciuto molto. Ci sono stati alcuni momenti in cui gli eventi erano raccontati con così tanta intensità che ciò che provava Vittoriano sono riuscita a sentirlo sulla mia pelle. Momenti di lacrime e di pelle d’oca.
Profile Image for Valentina.
278 reviews16 followers
November 18, 2021
La decisione di acquistare questo libro è stata piuttosto impulsiva, ma non sono stata assolutamente delusa dalla lettura!

Il concept alla base del libro è molto interessante: un'autobiografia di un giocatore di basket mai esistito. L'autore crea una forte atmosfera e rende la storia estremamente credibile e verosimile, rendendo la figura immaginaria di Vittorio Cicuttini tangibile agli occhi del lettore.
Sono proprio le prime pagine che ho trovato interessanti e coinvolgenti, specialmente quando ho scoperto che gran parte del libro è ambientata in una zona del Friuli che conosco bene e alla quale sono molto legata.
La trama procede in maniera lineare, nonostante abbia trovato alcuni punti un po' più noiosi e difficili da leggere. Lo stile narrativo è perfetto, e trovo che anche in questo caso si manifesti nella sua pienezza specialmente nei capitoli iniziali.

Sicuramente gli amanti dello sport saranno in grado di trarne molto di più, visti i tecnicismi di azioni di gioco o i nomi di giocatori che hanno fatto la storia del basket degli anni '70/'80, sui quali purtroppo so troppo poco.
Il libro però si fa apprezzare anche da chi, come me, non ha una grande cultura in questo campo: la vicenda di Vittorio Cicuttini rimane sempre interessante e in primo piano.

Un libro ben scritto e a tratti emozionante: lo consiglio!
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