Dopo aver letto Loser, posso tranquillamente definire questa Light Novel uno YA Shoujo Scolastico -il che già lo pone al top delle mie preferenze letterarie e “mangose”-, ma assolutamente contestualizzato nella nostra realtà occidentale, anzi assolutamente italiana, cosa che lo rende davvero unico.
La storia è ambientata in una imprecisata città di mare del nord Italia, dove due ragazzi molto diversi tra loro frequentano il primo anno di liceo. Arturo, il figlio della bidella Cora, è un ragazzo che studia poco, ha la sua cerchia di amici fidati ed è votato alla regola secondo la quale agitarsi per qualcosa costa troppa fatica. Arturo è la rappresentazione vivente della flemma e dell’imperturbabilità: troppo snervante impegnarsi in qualcosa, troppo estenuante dimostrare le proprie capacità, anche se questo lo rende perennemente un perdente,un Loser appunto.
“Non era piacevole arrivare sempre secondo, essere lasciato indietro, ma era quello il prezzo da pagare per non avere problemi e, soprattutto, per non sprecare energie. Era così che lui voleva vivere: senza preoccupazioni e senza dover provare niente a nessuno.”
Questo atteggiamento apparentemente sconsiderato, in realtà, ha delle motivazioni piuttosto serie. Arturo soffre per la mancanza del padre che ha abbandonato lui e la madre anni addietro. Tale abbandono lo ha segnato, rendendolo freddo e distaccato, impedendogli di realizzare se stesso per paura di un fallimento. Arturo ha paura di non essere all’altezza delle aspettative degli altri e teme che le persone lo abbandonino così come ha fatto suo padre. Questo suo modo di essere mi ricorda molto il personaggio di Kou di Ao Haru Ride, uno dei miei personaggi preferiti, ed è per questo che sono entrata subito in sintonia con Arturo. Quando poi ho scoperto il suo segreto, mi sono schierata subito dalla sua parte per assoluta coincidenza di affinità elettive.
Il segreto di Arturo è uno di quelli che potrebbero essere usati contro di lui, uno di quelli per cui la sua cerchia di amici potrebbe prenderlo in giro per l’eternità, uno di quelli che potrebbe far crollare il castello di carte su cui si basa la sua intera vita: la lettura. Arturo legge di continuo e legge di tutto. L’elenco della sua scheda bibliotecaria è chilometrico. Ha costruito con le sue mani una libreria dove tiene i suoi tesori che legge avidamente al posto di studiare, immergendosi completamente nelle storie e trovando in esse l’unico posto in cui si sente davvero se stesso, in cui non deve fingere di essere qualcun altro.
“Leggere era una delle rare cose che non lo annoiavano e non gli costavano fatica.”
Peccato che tutto ciò non lo salverà dalla bocciatura.
L’altra protagonista di Loser è Elsa. Elsa è la perfezione: elegante, aggraziata, prima della classe, primatista nella squadra di atletica, famiglia perfetta, amiche perfette, il sogno di insegnanti e genitori. Un diavolo in gonnella agli occhi di Arturo, un diavolo che lo perseguita anche nei suoi sogni.
“Di sicuro Elsa aveva ricevuto l'energia demoniaca necessaria per essere sempre così insopportabile in un rituale satanico o qualcosa del genere. Sì, non c'erano altre spiegazioni, Elsa Pardini era il diavolo, un metro e sessanta di diavolo con una seconda scarsa di reggiseno.”
Elsa è un personaggio molto interessante, un misto tra Taiga Aisaka di Toradora e Misaki Ayuzawa di Kaichou wa maid sama, lo stereotipo perfetto di un personaggio tsundere. arrogante e combattivo esternamente ma generoso e amorevole nell’indole, una contraddizione ambulante fra la propria vera personalità e la sua esteriorità.
Elsa non sopporta Arturo. Tra i due c’è profonda antipatia reciproca, così come tra i gruppi di amici di cui entrambi sono i leader, il fan club delle cagnoline da compagnia della Pardini e i compagni “dementi” di Arturo. Elsa evidentemente gode dell’ammirazione delle sue compagne ma è anche consapevole che tale apprezzamento comporta anche una massiccia dose di gelosia. In realtà, però, lei non se ne preoccupa: ha ben chiaro quali siano le sue capacità e cosa voglia ottenere nella vita. Elsa è l’esatto contrario di Arturo.
Quando il professore Salvo Scafiddi prende a cuore la precaria situazione scolastica di Arturo, anche per sdebitarsi nei confronti di Cora che lo tratta come un figlio, la vita di Arturo verrà travolta dal ciclone Elsa e i suoi giorni di pace e tranquillità avranno purtroppo fine.
La missione (per niente disinteressata di Elsa, scoprirete perché leggendo) è quella di far promuovere quell’idiota patentato di Arturo. La missione di Arturo, invece, è semplicemente quella di sopravvivere alle tirate di orecchie della Pardini, ai suoi insulti costanti e impietosi, alle sue manie da generalessa e riuscire a evitare di essere bocciato. O il suo segreto verrà svelato.
I battibecchi tra i due sono davvero esilaranti, pieni di mordente e sagacia. Mi hanno molto ricordato la coppia Risa/Otani di Lovely Complex. Eccoli in uno scambio, protagonista del quale è il professor Scafiddi.
"Forse la Germani non è la persona giusta. Lei è intelligente, interessante...un bell'uomo..." "Eh?" disse Arturo stupito. "Ma l'hai visto bene in faccia? Sembra una seppia morta sugli scogli." Elsa lo fulminò con lo sguardo: "Ha parlato il porcospino narcolettico". "Non dovresti usare parole di cui non conosci il significato". "Ho usato una metafora per non offenderti, imbecille". Cora scoppiò a ridere: "Certo che voi due siete proprio affiatati".
Il professore Salvo Scafiddi, siciliano al nord per lavoro, merita assolutamente di essere citato per la profonda stima che nutro nei suoi confronti. E’ un personaggio molto buffo, di quelli che nei manga non mancano mai, il pasticcione, l’imbranato matricolato ma dotato di una determinazione sconvolgente che lo trasforma nell’eroe che conquista regni e principesse. E professoresse di ginnastica. Scafiddi è’ sicuramente uno dei miei personaggi preferiti della novel.
In definitiva, se Loser doveva essere un esperimento per il mercato italiano, posso dire che è assolutamente riuscito. Loser risulta una commedia romantica rivolta principalmente a un pubblico giovane ma è capace anche di conquistare un pubblico più maturo. Infatti, se da una parte coinvolge i ragazzi facendoli tuffare nel loro mondo, sia per argomento che per veste stilistica (i disegni che inframmezzano le pagine del libro, tipici della Light Novel e presi in prestito dai manga), dall’altra lo stile sarcastico e scorrevole rende la lettura molto interessante anche a chi non è più tra i banchi di scuola.
L’unica pecca che, ahimè, ho dovuto notare è il numero ridotto di illustrazioni. Quelle presenti, del bravissimo fumettista Alonso Rojas, sono davvero bellissime ma troppo poche e sono certa che la light novel avrebbe avuto un impatto visivo maggiore con una quantità di immagini più elevata. E’ solo per questo che la mia valutazione non ha raggiunto le cinque stelle.
Una lettura spaventosamente scorrevole, l'ho finito in due giorni. Una storia leggerezza ma molto matura/intelligente. mi è dispiaciuto quando hanno interrotto la pubblicazione, infatti volevano pubblicare il secondo volume. So che è stato ripubblicato in self, mi auguro portino davvero a compimento il seguito perché sono curioso di come sarebbe andata avanti
Loser è la prima light novel completamente italiana e mi sento emozionata all'idea di lasciarvi qui nel mondo la prima opinione in assoluto.
Quando la casa editrice mi ha chiesto di recensire Loser, avevo in testa migliaia di domande e curiosità, le paure di trovare una delusione o un qualcosa di scontato di già visto, erano tante, eppure l'autore mi ha completamente sorpreso, lasciandomi di stucco fino alla fine.
Loser è una commedia un po' romantica e sbarazzina che ci permette di scorrere ore piacevoli e di rimanere quasi affranti arrivati alla parola fine.
Quando poi ho ricevuto il libro ne sono rimasta così incuriosita da decider di leggere subito solo qualche pagina, in realtà sono riuscita a staccare gli occhi dalle pagine a metà libro!!
Loser è una light novel molto semplice, una di quelle che si legge tranquillamente e ciò che colpisce è la sua semplicità che ci permette quindi di assorbirlo, di divorarlo facilmente.
Pagina dopo pagina entriamo nella storia di Elsa e Arturo, due ragazzini che vivono il loro quotidiano scolastico e con amarezza e un po' di invidia ci ritroveremo a tifare un po' per l'uno e un po' per l'altra, rimpiangendo poi i vecchi tempi di scuola.
Con questa light novel l'autore ci trasporta nel mondo scolastico, tra interrogazioni e rapporti sociali, ci fa crescere insieme ai ragazzini, sentendo le stesse emozioni provate nelle pagine.
Elsa è quella ragazza che se non si conosce si pensa che abbia la puzza sotto il naso, è una ragazzina a cui non manca nulla, ottimi voti scolastici, ottimi rapporti sociali ed è una bella ragazza che tutti invidiano e ammirano. Arturo, invece, è il perdente, lo sfigato di turno. E' quello che nasconde agli altri la sua passione per non esser preso in giro, è quello innamorato di Elsa, quella che sogna di notte e non quella che lo batte nella corsa.
A volte si pensa che i ragazzini non abbiano emozioni.
A volte i grandi tendono a dimenticare che i ragazzini di problemi ne hanno tanti e che la scuola è a tutti gli effetti una società che ti mangia vivo se non riesci a sopravvivere.
Arturo ci fa sorridere, ci fa ridere per i suoi comportamenti buffi, ci fa sognare per il suo modo di porsi e a tratti ci troveremo a spronarlo su questa storia, perchè pagina dopo pagina ci accorgiamo che Elsa e Arturo sono fatti per stare insieme.
Se da una parte l'autore si ritrova a scrivere una light novel romantica e divertente, dall'altra sembra che il suo stile incalzante e nuovo dia la possibilità ai protagonisti di uscire dalla carta e diventare veri.
Sono rimasta colpita dalle illustrazioni del libro e dagli stessi titoli dei capitoli che mi hanno permesso di sorridere e invogliato a leggere ancora e ancora.
Entrando nella storia ci si accorge che l'evoluzione dei personaggi prende forma fino a portarci davanti a due adulti e non a due ragazzini.
Pagina dopo pagina ci ritroveremo negli occhi di Elsa, nella sua stessa testa e scopriremo il nascere di un amore che si ha aspettato da tempo.
L'autore gioca con noi in un ritmo dolce e scorrevole, sembra quasi accompagnarci per mano all'interno di un immagine per poi di nascosto lasciarci lì ad ammirarla.
Spesso è difficile scrivere un libro per ragazzi perchè non solo devi invogliare a leggere un target di lettori molto giovani e tenere alto un ritmo costante, ma devi portare l'adulto ad interessarsi al libro e Loser con maestria ci riesce.
L'autore ci rapisce dai divani in cui siamo sprofondati e ci incolla alle pagine, ci porta nella sua commedia, nella sua storia e ci racconta di un amore giovanile che per un attimo ci fa sognare e tornare tra i banchi di scuola, tra le ripetizioni e la paura degli esami.
Momo Gatari con le sue parole ci parla di amore, ci parla di un metodo di scrittura nuovo, ci fa ridere e sorridere, ci fa appassionare a questo ritmo che scorre come fiume in piena.
Come in un puzzle troviamo i personaggi di contorno che completano la scena, la scrittura diventa evocativa e ci permette insieme alle illustrazioni di immaginare la scena raccontata, non sarà più quindi solo leggere, ma sarà vedere un film.
E' una light novel che racconta la storia, che racconta il quotidiano nella maniera più perfetta e semplice possibile. E' un fiume di parole che scorre veloce e che non annoia mai, l'attenzione è sempre alta e costante nonostante si lasci divorare in fretta.
Lo stile è semplice e reale, con grazia e umiltà l'autore ci mostra qualcosa di nuovo e di forte, qualcosa che vale la pena di leggere.
Ammetto che arrivata alla fine mi sono sentita quasi strappare un pezzo di cuore come se in realtà avessi affrontato un bellissimo viaggio con gli amici di sempre e che ora si torna al vivere quotidiano. Elsa e Arturo diventano nostri amici, diventano di carne e di ossa, diventano noi.
Una light novel tutta nuova e da scoprire. Spero di leggere presto su Arturo ed Elsa, sulla determinazione e sfrontatezza di lei, su Arturo e la sua tenacia nonostante tutto.