Una mappa per decifrare le ragazze del nostro tempo, un amuleto per non perdersi, un antidoto alla paura.
«Ho parlato per due anni con mille donne, da sei a novantasei anni. Soprattutto adolescenti, giovani donne. Ho posto a tutte le stesse domande: cosa sia importante nella vita, come ottenerlo, come fare quando quel che si aspetta non arriva. Nelle risposte il tema centrale è sempre l'amore. L'amore e il sesso, l'amore e il desiderio, il tradimento, la famiglia, l'impegno, il corpo, l'amore e i soldi. Una sinfonia di voci raccolte davvero, ascoltate davvero: occhi visti con gli occhi, risate e lacrime, confessioni e segreti. Un'orchestra di strumenti diversi, una sola musica. Da questo coro di parole sono nate le mie storie: prendono occasione dalla realtà ma si aprono alla libertà di immaginare, da un frammento di verità, vite e mondi». Concita De Gregorio
Nata a Pisa nel 1963, da madre spagnola (di Barcellona) e padre toscano, è cresciuta a Livorno. In questa città studia al Liceo Classico Niccolini Guerrazzi; successivamente consegue la laurea all'Università di Pisa in Scienze Politiche. Frattanto inizia la professione nelle radio e TV locali toscane, entrando a Il Tirreno nel 1985, dove, per otto anni, lavora nelle redazioni di Piombino, Livorno, Lucca e Pistoia. Nel 1990 approda a la Repubblica, dove si è occupata di cronaca e politica interna. Nel luglio 2008 è al centro di una curiosa polemica. La rivista Prima Comunicazione rende note le anticipazioni di una sua intervista in cui ammette di aver accettato la proposta del neo editore de l'Unità, Renato Soru, di diventare direttrice del quotidiano fondato da Antonio Gramsci; nella stessa intervista Concita De Gregorio espone le linee guida della sua direzione. La notizia suscita clamore in redazione: il comitato di redazione protesta contro la via dell'«annuncio del cambio di direttore attraverso intervista». Il 22 agosto 2008 viene ufficializzata la nomina a direttrice de l'Unità, carica che ha ricoperto fino al 7 luglio 2011,quando ritorna a la Repubblica. È sposata con il giornalista Alessandro Cecioni, ed è madre di quattro figli maschi.
Mi incuriosiva molto la storia che c'è dietro questo libro, le numerose interviste a donne di ogni età. Posso solo immaginare quanto deve essere stato difficile farle parlare della propria vita e poi provare a dare ordine ai loro pensieri, confusi e insicuri. Mi è piaciuto molto: ogni storia, ogni vita, ogni pagina mi ha dato qualcosa. Perché si impara anche attraverso le vite degli altri, o meglio delle altre, in questo caso. Attraverso brevi storie entriamo nella vita di donne così diverse eppure alla fine tanto simili. La costante rimane l'amore. E' un romanzo molto vero, perché dice le cose come stanno: a volte le donne fingono, soffrono, mentono, non sono perfette e non vogliono esserlo. Non so se questo libro aiuterà a capire come pensano le donne, probabilmente è impossibile capirlo, e difficilmente un libro potrebbe riuscirci, ma è giusto così. Sappiate solo questo: le donne vogliono essere amate. Vogliono amore e desiderano sentirsi coraggiose e felici. Alla fine è quello che vogliono tutti, anche gli uomini. E allora cosa c'è di tanto difficile? Forse che: "I ragazzi guardano il mondo attraverso le cose che fanno, le cose che hanno. Le ragazze invece sono concentrate su quello che provano, quello che sentono. I maschi vivono al presente, le femmine al futuro." Capito adesso?
*2 e mezzo più che 3 stelle piene, non saprei* Questa è una raccolta di vite, o meglio, di stralci di vite: donne di ogni età ci raccontano qualcosa di loro, ricordi delle loro origini o semplicemente anedotti del quotidiano; l'essere donna spiegato attraverso una raccolta di testimonianze. È un libro strano, non segue un vero e proprio filo logico, sembrano quasi chiacchiere fatte con sconosciute incontrate alla fermata del bus: sei lì, finisci per chiacchierare, i racconti sono veri e personali, quasi delle confessioni poi però arriva il suo autobus e la sconosciuta ti lascia così, di corsa e senza dire altro. Ecco, su per giù la sensazione è questa: di ogni capitolo rimane un vago ricordo, una sensazione, qualche emozione; son tutti incontri fugaci che però poi nell'insieme non mi hanno lasciata indifferente.
Si sentiva la realtà dei racconti, delle interviste e delle vicende. Riesci a viverle tutte pur non essendo lì. E molti capitoli sono come pensieri astratti che abbiamo sempre avuto, ma mai saputo come esprimere; ed eccoli qui finalmente spiegati con parole su carta.
La forma libro si addice poco a questa raccolta di testimonianze che rende maggiomente come reportage quotidiano da giornale on line. Un quadro di insieme di esperienze, testimonianze, speranze e ambizioni di "ragazze" di ogni età. Interessante ma poco affascinante nella forma libro.
Un saggio leggero e profondo allo stesso tempo, letto tutto d'un fiato. Un libro che consiglio ad entrambi i generi: alle ragazze, per ricordarsi che non sono sole; Ai ragazzi, per fargli comprendere che, per quanto si creda di essere diversi, davanti ai sentimenti, alle fragilità e alle paure siamo tutti uguali.
Mi hanno consigliato questo titolo senza dirmi granché, solo "merita". Io, bisognosa di un titolo che mi allontanasse momentaneamente da un'altra lettura difficoltosa, l'ho preso al volo.
Il progetto dietro il libro è molto interessante – mi dispiace esserne venuta a conoscenza solo dopo averlo letto – e, a mio parere, ha creato un prodotto ben riuscito. Non ascoltate chi ne dà un giudizio negativo solo perché sono racconti (anche molto) brevi: non è nella quantità di pagine che sta la qualità – però certo, se volete sempre sapere come va a finire, ecco, forse questo non è il libro per voi. Sebbene le storie raccolte siano profondamente legate alle loro narratrici, queste sono state preparate per farci riflettere e rifletterci in loro. Diversi accenni di vite difficili, di scelte meditate, così come di impulsi, amori, rapporti con se stesse e gli altri. Ho apprezzato molto come spesso il confine tra l'autrice e le donne intervistate – le domande e le risposte – non avessero confini ben precisi, ma si tuffassero l'una nell'altra: Ma sì, mi piaccio.Ho i polpacci un po' grossi, ma è una scemenza. Basta comprare pantaloni più larghi. Allora, questa intervista? Cosa mi rende felice. Che domanda. [...] da "Caffè". oppure "Mio nonno" comincia semplicemente con No, no. Non vorrei passare una serata con una persona famosa, con il mio cantante preferito o cose così. Sarei in imbarazzo. [...]
SPOILER: se siete avidi di sapere chi siano queste strane creature chiamate "donne", sappiate che questo libro non lo dice oh uffa, e io che volevo proprio scoprirlo >:(
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This book would be so great for a women's studies class! I love that it puts you in the head space of characters. The age range of characters is 6 to 80. What a fascinating project- of having a team interview and film girls in Italy for 2 years and then the author wrote composite fictional stories. I also found this book very easy to understand and could read it without a dictionary. So, it'd also be great for an Italian class. It reminded me of a recent film that interviewed kids in Italy, asking them questions ranging from what is love to explain God... These collection of stories (ranging from 1/4 of a page to maximum 5 pages- max. 1000 words about) touched on prostitution, fear of intimacy, drug problems, immigration, families sending girls to work... It did a great job of letting readers get in the mental space, to see the world and feel the world as these young girls experience it. I'd really recommend this book!
Allora, il progetto era interessante, ma non mi ha convinto il modo in cui é stato sviluppato. Ho trovato la lettura spesso scontata, i personaggi e le vicende davvero poco sviluppati (ok, si tratta di miniracconti, peró non hanno l’incisività che ne dovrebbe giustificare la lunghezza ridotta). Molte storie mi hanno dato l’impressione di un non so che di già sentito, e nessuna mi ha colpito in particolar modo. A tratti mi sono addirittura annoiata, e con un libro di 140 pagine ce ne vuole... Insomma, idea molto buona, ma consiglierei di guardare i video e non di leggere i testi.
L'idea è interessante, ma non studiata a fondo. Io non amo i racconti brevi:danno spunti ma non approfondiscono. Anche qui si hanno solo degli assaggi mentre secondo me sarebbe molto più interessante approfondire le singole vite di queste donne, dar più spazio a ciascuna di esse,presentarle davvero. Per questo consiglio la lettura solo a chi interessato al tema.
Lettura semplice, scorrevole e colloquiale essendo sottoforma d'intervista, l'ho letto in una sera! Mostra la diversità di ogni donna, i caratteri, la storia della propria vita, le personalità, ma allo stesso tempo descrive le cose che ci accomunano, i pensieri, le emozioni. Alcune interviste sono troppo brevi, avrei preferito un maggiore sviluppo per comprendere meglio la situazione trattata.
Illuminante ed educativo. Un libro che dovrebbero leggere tutti, per comprendere che le donne sono molto di più, che hanno dei pensieri e dei sentimenti. E che, la maggior parte delle volte, sono molto più forti di quello che sembrano.
Lettura molto scorrevole forse dettata dal fatto che si tratta di una raccolta di aneddoti. Lo consiglio a ogni donna perché sicuramente, in almeno una di coloro che si raccontano, è possibile conoscersi e riconoscersi
Tante ragazze di ogni età, tante storie, tante voci... è vita vera, vissuta, emozioni, sentimenti di donne. Una raccolta di tante voci. Bambine, ragazze e donne che parlano di sé e del loro mondo. Forse questo libro aiuta un po a comprendere meglio l'universo femminile.
Tanti piccoli racconti di donne, che in poche pagine per volta, riescono a narrare un pezzettino della loro vita. Uno scorcio potente e divertente sull'universo delle ragazze. Recensione completa qui: https://laranasullestelle.wordpress.c...
Trovo sempre eccezionale come degli spezzoni di storie diversi, staccati, storie di donne così diverse e lontane alla fine formino un’unica ragnatela, un’unica catena, che le lega tutte.
Ultimo pensiero, riflessione conclusiva. Si volta la pagina: la lettura è conclusa. Confusione e grande caos prendono il sopravvento. E' normale venire sopraffatti da diverse emozioni al termine di un libro. Solitamente questa esperienza rappresenta un buon sintomo, significa che quelle pagine sono state vissute completamente, fino all'ultima parola. Esistono però anche rari casi in cui questo smarrimento è dovuto a ben altre sensazioni. Si tratta delle eccezioni che confermano la regola. Sono quegli inclassificabili volumi scritti in maniera favolosa e confezionati con tanta cura ma che, purtroppo, non funzionano.
A mio parere, Cosa pensano le ragazze non raggiunge il suo obiettivo. Certo, prima di dire così bisognerebbe inquadrare e conoscere il suo obiettivo, la sua profonda motivazione. Onestamente non mi è ben chiaro. Forse l'ambizione era quella di tratteggiare la vastità dell'universo femminile del giorno d'oggi? Non credo perché in tal caso potrei sentirmi un extraterrestre, non rispecchiandomi in alcun ritratto contenuto in questo libro. Certo, alcune interviste - questo progetto ha visto la luce dopo una serie di interviste con donne di ogni età e provenienza - sono curiose e sfiorano interessanti temi di attualità con riflessioni che, tuttavia, non riescono a svilupparsi quanto dovrebbero.
Forse la forma danneggia fortemente il contenuto o semplicemente questo libro non faceva per me, viste le molteplici recensioni positive lette online. Se il giudizio si dovesse limitare alla scrittura, ad una penna capace di trasformarsi e di camuffare la propria identità racconto dopo racconto, probabilmente affermerei che questo ultimo lavoro di Concita De Gregorio è degno di un posto d'onore nella vostra libreria. Purtroppo - o per fortuna - la sostanza conta ancora molto e proprio per questo il libro si rivela inconcludente e, a tratti, privo dei giusti collegamenti.
Ah, Concita...! La Scarlett Johansson della cultura (politica) italiana... Bella, minuta, bionda, educata quasi ai limiti della timidezza... La donna che scrive libri, dirige giornali ma che soprattutto è madre di ben 4 figli!! Concita è una donna intelligente e preparata, si sa, ma l'ammirazione più forte la riceve indubbiamente per questo dettaglio della famiglia: ma come fa???? Ci chiediamo tutte. Poi vedi "La grande bellezza" e ti sorge un dubbio atroce... Nel film non si sono fatti nomi e cognomi, ma non è che Roma pulluli di madri di 4 figli che scrivono a manetta (esclusa la Mazzantini, che però non è sposata ad un "pezzo grosso del partito" o per lo meno: Castellitto non lo conosciamo sotto questa veste...). Insomma, tutto questo per dire che avevo molta voglia di leggere qualcosa di suo e questo libro, un'inchiesta a più di 1000 donne incitate a parlare di sé mi sembrava l'inizio migliore. Eppure non tiene. Non basta la potenza dell'esperienza vissuta a rendere il pathos, a coinvolgere il lettore: il pathos va creato. Puoi fare come laTesio che ti fa scompisciare dalle risate, oppure come Calabresi, che racconta storie di vita vissuta in maniera splendida. Infine questo raccolta di interviste, manca di un bersaglio chiaro: "parlare di sé". Troppo vago. Tutto e niente, soprattutto considerata la brevità delle interviste. Si potevano scegliere dei filoni: il matrimonio, la maternità, lavoro e famiglia, il sesso, l'altro sesso e via dicendo. Invece no. Un pizzico di questo, un pizzico di quell'altro. Alcune storie toccanti (ma troppo poco, perché troppo brevi), qualche pensiero interessante (ma poco, perché poco sviluppato) e poi ciao, il rimando ai videoclip online. Peccato perché secondo me era una gran bell'idea: bastava svilupparla meglio.
credevo fossero storie vere, ma la quarta di copertina specifica che il libro è un'opera narrativa che prende spunto da vere interviste. niente di male, ma allora mi sfugge un po' il senso di intervistare tante donne. come, sinceramente, mi sfugge il fil rouge di ciascuna delle diverse parti del libro: non capisco perché è stato diviso e diviso così. alcune storie sono interessanti, ma perlopiù mi sono parse slegate l'una dall'altra. in totale, l'ho letto volentieri ma sono perplessa.
Un grande punto interrogativo... L'idea è interessante ma il risultato è piatto e abbastanza scontato. Avrei potuto dire, ancora prima di aprire il libro, che storie raccontate ci sarebbero state. Non dico che sia un libro inutile, perchè la voce delle persone deve sempre essere ascoltata. Ma per quanto mi riguarda, un libro che non aggiunge niente di nuovo.
Parole di ragazze, donne, bambine che inconsciamente sono anche le nostre. Storie d’amore e di vita in cui si ama e si odia, non si dimentica e si va avanti. La forza allarmante di una scrittura portavoce di una generazione.