Finalmente questo libro infinito è terminato. Ci ho messo un po' a finirlo, come si è visto, sia perché ho avuto altro da fare, sia perché ci sono tante di quelle cose sbagliate in questo libro che non so neanche da dove cominciare a raccontarvele.
Faccio prima a dirvi la cosa più riuscita di questo libro, che secondo me è il Mondo Emerso: l'autrice ci ha messo tutte le meraviglie naturali che le venivano in mente, e quindi questo mondo è veramente stupendo a vedersi. Certo, ci sono alcune cose che non hanno molto senso, come il fatto che in una terra ci siano delle montagne intere piene del materiale più forte e prezioso del mondo - ehm... Licia, sai cosa vuol dire prezioso, vero? Il cristallo nero è peggio del silicio, sta ovunque. Comunque, a parte questo, il Mondo Emerso è davvero suggestivo, e per quanto la mappa sia molto elementare ci sono delle zone veramente belle, quindi su questo ho poco da dire. Tra l'altro, siccome buona parte di questo libro è la trama del primo Pokémon, in cui c'è Nihal che deve girare per il mondo a raccogliere le otto medaglie per battere la Lega, menomale che il Mondo Emerso è così bello, perché altrimenti la storia sarebbe una palla mortale.
Bene, ho praticamente finito con le cose belle.
Diamoci dentro con lo schifo.
Il primo ENORME problema di questo libro, e in generale con la saga ma qui si vede ancora di più, è il character development. Fino a metà del terzo libro, Nihal non cambia di una virgola e Sennar e Ido tornano addirittura indietro; e quando finalmente cambiano, l'autrice è totalmente incapace di raccontare un cambiamento fluido: le loro modifiche vengono raccontate con espressioni tipo "all'improvviso mi sono accorta che questo era vero", oppure "L'ho sempre saputo ma non me n'ero mai accorta", oppure "improvvisamente il cambiamento si è manifestato"... ma che schifo è? I personaggi cambiano perché succedono loro cose che fanno sì che il cambiamento avvenga, numero uno; perché vogliono cambiare, numero due; e perché riflettono molto sul loro cambiamento, numero tre. Che roba è "non me n'ero mai accorta ma improvvisamente il cambiamento si manifesta"? Non è mica un fiore che sboccia, è la tua cazzo di testa, come fai a non accorgertene? Che sei, cieco?
Secondo problema, che io faccio notare da tre libri, è che la relazione tra Nihal e Sennar è un'apologia della violenza domestica, e resta tale fino alle ultime 100 pagine del libro, in cui Nihal, dopo che in quintordicimila le hanno detto da tre libri che è innamorata di Sennar, si rende finalmente conto di essere innamorata di Sennar, e inizia un periodo in cui è gentile e tenera con lui. No, ma noi non lo sappiamo da pagina venti del primo libro che vi metterete insieme, che colpo di scena incredibile. Tra l'altro, ricordiamo che in tutto questo lei lo ha ferito con la spada, gli ha tirato due schiaffi e lo tratta in generale come il suo schiavetto personale; e la cosa ancora più assurda è che queste cose vengono poi denunciate dal cattivone del libro, il Tiranno, nelle ultime venti pagine di questo libro, ma siccome in quel momento la relazione tra Nihal e Sennar sembra una storia normale tra due persone che si amano, allora sembra lui quello stronzo. Licia, è inutile che tenti di salvare la storia tra questi due: Nihal in un mondo normale dovrebbe stare in galera, punto e chiuso.
Terzo problema: in generale tutti questi libri sono troppo Nihal-centrici, perché lei è l'unico personaggio che conta, e tutti gli altri si incontrano perché hanno a che fare con lei, o perché condividono la loro amicizia con lei. Quando Nihal sparisce, le storie degli altri personaggi sono anche interessanti; ma non appena lei torna in scena, tutti gli altri diventano delle comparse inconsistenti. Per esempio, l'amicizia tra Laio e Vrashta non viene minimamente sviluppata da quando Laio si ricongiunge con Nihal, e di Laio ci si scorda completamente fino a quando non muore, poche pagine dopo - e anche lì, Laio non vuole morire perché voleva mettere l'armatura addosso a Nihal per l'ultima battaglia... ma non puoi avere una genuina paura di morire? No, NihalNihalNihal.
Oppure Ido, che parla con Soana perché "era l'amicizia con Nihal che li legava"... quando sappiamo benissimo che nella vita vera, se hai un amico in comune, o parli di lui o non parli di nulla, e invece questi sono amici, si preoccupano l'uno dell'altra, chiacchierano, si vogliono bene. Io addirittura pensavo che potesse esserci una storia tra loro, e invece no, perché Ido è un nano e Soana è ancora innamorata di Fen; tra l'altro, ricordiamo che questo tizio è morto nella prima metà del primo libro, sono passati quasi tre anni, ma lei è ancora distrutta, ancora non l'ha superata, e non c'è nessuno evidentemente interessato a farla stare meglio.
Il quarto mastodontico problema, ed è questo su cui infine vorrei soffermarmi di più, è la superficialità con cui vengono trattati i personaggi negativi del romanzo: la Troisi inventa pure delle storie vagamente interessanti per loro, ma siccome poi tutto viene sempre raccontato dal punto di vista dei buoni, queste situazioni non hanno quasi mai un vero impatto.
Cominciamo con Vrashta, un fammin che diventa amico di Laio. I fammin, per chi non conoscesse questa storia, sono bestie immonde create dal Tiranno buone solo a uccidere, e dalle prime pagine vengono descritti, come carattere, in modo analogo ai troll delle armate di Sauron; e invece, da quelle poche pagine dedicate a Vrashta, si scopre che c'è tutto un mondo: innanzitutto, i fammin sono diversi caratterialmente tra di loro, mentre prima erano semplicemente stati descritti come delle macchine da guerra; secondariamente, si scopre che loro non vengono creati con la mentalità dell'uccisione in testa, ma gli viene fatto sostanzialmente il lavaggio del cervello a suon di ordini, e in più si utilizza un incantesimo per controllarli durante le battaglie; infine, ci sono un bel po' di fammin che si ribellano, dicendo che vogliono smettere di uccidere, e per questo vengono catturati e torturati dai loro stessi generali, e infine giustiziati. Capirete quindi bene che questa informazione è una bomba per la storia, una roba che potrebbe completamente cambiare le sorti della guerra da sola, perché i ribelli a questo punto potrebbero liberare i fammin che non vogliono uccidere, potrebbero diffondere tra di loro informazioni di libertà, di amicizia e di amore, e quindi ridurre drasticamente le file nemiche, o scatenare una rivolta dei fammin. E invece a questo aspetto, finito l'arco narrativo di Laio e Vrashta, non si fa più accenno, e viene completamente ignorato fino alla fine del libro. Perché? Ma perché bisogna parlare di Nihal, ovviamente!
Secondariamente, devo dire che la Troisi ha un timing perfetto per raccontarti le backstory dei cattivi: esattamente nel momento in cui più pensi che di loro non ti frega assolutamente nulla. Il momento più evidente è quando viene raccontata la storia di Deinoforo, una sorta di super-guerriero contro Ido, che ommioddio chissà chi è e chissà come si fa a batterlo... tu pensi che sia un personaggio che hai già visto, e invece si scopre che è un tizio che non si è mai sentito prima. Ma oh, "Ido se lo ricordava bene"... buon per lui, io non l'ho mai sentito in vita mia.
E infine... il Tiranno.
Mamma mia, il Tiranno.
Di fatto fa parte del quarto punto, ma c'è talmente tanta roba da dire che fa un capitolo a sé.
Allora, incominciamo con il dire questo.
Non mi interessa che la storia venga raccontata sempre dal punto di vista di Nihal: veramente, veramente, non c'era nessun altro modo di raccontare tutta la sua backstory, le sue motivazioni e i suoi desideri se non nelle ultime dieci pagine del libro, quando sappiamo che di lì a poco morirà? Veramente? Ve-ra-men-te? Non esisteva niente di meglio?
No, lo dico perché questo è il motivo preciso per cui sono state trattate così a minchia, oltre al fatto che la Troisi non è minimamente in grado di dare delle motivazioni credibili a un cattivo.
Praticamente questo tizio, ve lo dico chiaro e tondo perché nel libro non lo si dice, è un pazzo furioso. Siccome secondo questo qua il mondo fa schifo, tutti gli esseri umani sono una merda e l'odio controlla tutti, allora non c'è nulla di male nell'essere ancora più pezzi di merda e torturare tutti quanti. Siccome nessuno lo dice nel libro, lo dico io: il mondo non è diviso in buoni e cattivi, e il fatto che l'odio ogni tanto muova alcune persone non significa che muova tutti allo stesso modo, e che tutti facciano sempre le stesse cose brutte; nello specifico, si potrebbe evitare di torturare la gente, Tiranno, te lo dico così, tanto per. Non è che siccome tutti in un modo o nell'altro facciamo un pochino schifo, allora è okay fare schifissimo 24 ore al giorno.
Ma aspettate, perché adesso arriva il pezzo forte.
Indovinate perché il Tiranno pensa tutto questo? Perché era innamorato di una tizia chiamata Reis, ma praticamente per colpa del padre di lei (che non si capisce come cazzo abbia fatto... un incantesimo? Una botta in testa?), Reis passa dall'amore più profondo all'odio più viscerale nel giro di due minuti ddue, spezza il cuore al Tiranno e lo porta a pensare che tutto è odio. Quindi è l'ammmmoooorehh che lo porta a pensarla così, capite? Quindi poveriiino, lui aveva solo bisogno di qualcuno che lo amasse... lui non aveva trovato la sua Nihal, come Sennar, che invece l'ha trovata. Ve lo giuro, è questo che si dice.
Voi penserete che abbiamo finito con le stronzate, e invece no, perché peggio di questo, se possibile, c'è l'incontro tra Nihal e il Tiranno.
Allora, sostanzialmente, Nihal arriva tutta incazzata, e quando lo incontra scopre che il Tiranno si chiama Aster, è un perenne ragazzino che "non poteva avere più di dodici anni" (anche se poi viene detto che lui viene reso così a sedici anni... vabbè, incongruenze continue), e soprattutto è un mezzelfo, come lei. Si capisce già quindi che lei farà fatica a ucciderlo; ma non è finita, perché poi lui le racconta tutta la sua tragica storia d'amore e le sue motivazioni, e la sfida a contraddirlo, e lei, siccome ha la mentalità di una bambina di due anni e non aveva la minima idea che la malvagità potesse venire guidata dalla razionalità, non riesce a farlo, non riesce a dire ciò che vi ho scritto io poco fa, e quindi si accascia al suolo piangendo. Ecco perché vi ho detto che il Tiranno non viene mai contraddetto: l'unico momento in cui si potrebbe fare è questo, ma non succede, perché Nihal non dice nulla. Io boh.
Il Tiranno, che già in quel momento aveva vinto, non si capisce come mai ma continua a infierire su di lei, e le racconta che aveva catturato Sennar e che l'aveva torturato; infine fa l'errore più grosso della sua vita, cioè dice di averlo ucciso quando non è vero. Poi si avvicina a Nihal per ucciderla, ma ovviamente lei ha una spada e lui no, e quindi lei, distrutta dal dolore, lo trafigge.
Tra l'altro in questo momento viene praticamente detto che il Tiranno è contento di morire perché "l'unica cosa che desiderava era la morte".
Ehm, Licia, ci siamo? Siamo connessi al mondo vero? Una persona che ha in testa un piano come quello del Tiranno NON desidera morire, perché ha dato un senso alla sua vita. Un senso malato e pazzo, ovviamente, perché è questo che la mente fa quando non trova via d'uscita: cerca di dare un senso a se stessa come può, e di solito si incarta. Ma il fatto che questo fosse un disperato che voleva solo morire è una descrizione ridicola e stupida, soprattutto perché il Tiranno, come vi ho detto, un piano ce l'ha.
Solo che non ve l'ho ancora raccontato, perché penso che sia la stronzata più colossale e gigantesca di tutto il libro. Vi invito a sedervi e di munirvi di acqua e viveri.
Siete pronti?
Allora, il Tiranno ha come obiettivo quello di conquistare tutto il Mondo Emerso, e poi di lanciare sul mondo un gigantesco incantesimo a cui sta lavorando da tempo, che sostanzialmente ucciderebbe tutti.
Bene.
Adesso mi spiegate perché questo cazzo di incantesimo ha bisogno che il Tiranno conquisti tutto il Mondo Emerso prima di essere scagliato.
No, veramente, voglio capirlo, perché qui è da quarant'anni che si combatte sta cazzo di guerra: se è un incantesimo che ucciderà tutti, a cosa diavolo gli serve avere il controllo politico di tutto il paese?
E quindi è così che si conclude il libro: facendoti capire che tutto quello che hai letto fino a questo momento non ha assolutamente nessun cazzo di senso.
E poi finisce.
PS: volevo chiudere la recensione così, per farvi capire fino in fondo lo smarrimento che ho provato nella lettura di questo libro, ma niente, non ce la faccio. Comunque insomma, capite perché ho dato due stelle a questo libro - e di fatto sono una e mezza.